Prima di tutto un grazie di cuore a Mirella (che sono sicura che presto si farà sentire da queste parti!) per avermi permesso di usare questa sua immagine così adatta ai miei discorsi!
La domanda rimasta in sospeso dalla seconda parte era: come mi accorgo in pratica di ciò che sta succedendo?
Per accorgersi che qualcosa sta succedendo, non è necessario visitare i siti Web che parlano dell’avvento della nuova realtà, oppure frequentare i corsi di apprendimento per “gli operatori della Luce” – anzi, queste ed altre opportunità ed iniziative educative possono offrire un sostegno prezioso a chi si è messo in cammino, ma non possono essere la fonte dell’illuminazione personale.
E allora come fa una persona normale e nemmeno dotata della percezione extrasensoriale a captare il respiro della nuova realtà e a seguire il suo richiamo?
Semplicemente prendendo spunto dalla propria realtà circostante immediata, da tante cose piccole, dalle eccitazioni e dagli impulsi apparentemente banali con cui noi abbiamo a che fare tutti i giorni e i quali, se noi solo ci mettiamo ad osservarli con un po’ più di attenzione e di apertura, diventano la nostra guida e il nostro Maestro nell’esplorazione della nuova realtà.
Sta nascendo, si sta svegliando in noi, un nuovo senso – “il senso di sé stesso giusto e corretto”, che si basa sul ricalcolo dinamico dei nostri bisogni e delle nostre possibilità dentro il nostro specifico sistema di coordinate locale, alimentato dalla natura della nostra trasmissività energetica.
Questo senso del giusto e del corretto a livello locale potrebbe anche essere definito come il nostro senso personalizzato della misura delle cose. Come se, occupandoci delle nostre varie faccende quotidiane, noi ora potessimo in ogni momento tirare fuori un nostro personale righello graduato, applicarlo a questa o a quella particolare inquadratura pratica e sentire dentro di noi se l’inquadratura “ci sta bene”, se “ci torna” oppure no.
Per esempio, possiamo sentire se la nostra attuale partecipazione ad una certa situazione è giusta o sbagliata, se le manca qualcosa oppure se ha qualcosa di troppo, se una certa fase potrebbe essere accelerata o rallentata o invertita oppure – perché no? – anche omessa.





