Cavalcando le onde… (terza parte)

Prima di tutto un grazie di cuore a Mirella (che sono sicura che presto si farà sentire da queste parti!) per avermi permesso di usare questa sua immagine così adatta ai miei discorsi!

La domanda rimasta in sospeso dalla seconda parte era: come mi accorgo in pratica di ciò che sta succedendo?

Per accorgersi che qualcosa sta succedendo, non è necessario visitare i siti Web che parlano dell’avvento della nuova realtà, oppure frequentare i corsi di apprendimento per “gli operatori della Luce” – anzi, queste ed altre opportunità ed iniziative educative possono offrire un sostegno prezioso a chi si è messo in cammino, ma non possono essere la fonte dell’illuminazione personale.

E allora come fa una persona normale e nemmeno dotata della percezione extrasensoriale a captare il respiro della nuova realtà e a seguire il suo richiamo?

Semplicemente prendendo spunto dalla propria realtà circostante immediata, da tante cose piccole, dalle eccitazioni e dagli impulsi apparentemente banali con cui noi abbiamo a che fare tutti i giorni e i quali, se noi solo ci mettiamo ad osservarli con un po’ più di attenzione e di apertura, diventano la nostra guida e il nostro Maestro nell’esplorazione della nuova realtà.

Sta nascendo, si sta svegliando in noi, un nuovo senso – “il senso di sé stesso giusto e corretto”, che si basa sul ricalcolo dinamico dei nostri bisogni e delle nostre possibilità dentro il nostro specifico sistema di coordinate locale, alimentato dalla natura della nostra trasmissività energetica.

Questo senso del giusto e del corretto a livello locale potrebbe anche essere definito come il nostro senso personalizzato della misura delle cose. Come se, occupandoci delle nostre varie faccende quotidiane, noi ora potessimo in ogni momento tirare fuori un nostro personale righello graduato, applicarlo a questa o a quella particolare inquadratura pratica e sentire dentro di noi se l’inquadratura “ci sta bene”, se “ci torna” oppure no.

Per esempio, possiamo sentire se la nostra attuale partecipazione ad una certa situazione è giusta o sbagliata, se le manca qualcosa oppure se ha qualcosa di troppo, se una certa fase potrebbe essere accelerata o rallentata o invertita oppure – perché no? – anche omessa.

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Cavalcando le onde… (seconda parte)

A proposito di come creare il proprio sito esistenziale complesso, giusto come un esempio concreto di questi mezzi di circostanza che ci possono guidare nel nostro individuale processo di autoapprendimento, vorrei sottoporre alla vostra attenzione un grande Segreto.

Il “Segreto”, come affermano anche i creatori del film e la scrittrice del libro che ne è alla base, esiste da moltissimo tempo, solo che adesso questo principio fondamentale – la Legge dell’Attrazione, questa ricetta senz’altro giusta, anche se finora scarsamente usata, di un’esistenza corretta ed armonica – comincia ad essere applicato a tutt’un altro livello e in condizioni assai diverse dalle precedenti.

Non più come una tecnica che aiuta a costruire una propria oasi individuale su misura in mezzo al deserto dell’incomprensione, delle incongruenze e del malessere globale, ma come un approccio che ci rende naturalmente partecipi di tutto quanto, grazie al potentissimo abbraccio che l’onda del nostro vero “pensare – sentire” stabilisce con il Tutto.

Il “Segreto” si trasforma nella possibilità di vedere apparire sotto una potentissima fonte di illuminazione tante cose che finora rimanevano nascoste nell’ombra: le nostre vere competenze ed inclinazioni, la ragione del perché noi siamo qui, la nostra specifica maniera di dialogare con il Tutto.

Il “Segreto” si trasforma nella possibilità di scoprire e di scolpire una nostra interfaccia personalizzata per aderire all’infrastruttura della nuova realtà e al nuovo sistema operativo esistenziale, particolarmente favorevoli all’”uomo pensante”.

Il nuovo sistema operativo esistenziale adesso, diventando in maniera sempre più evidente il fattore dominante dell’etere della Terra, trasmette incessantemente, “a tutti coloro che sono in ascolto”, un richiamo di questo genere:

“Io, Nuovo ordine delle cose, Nuovo sistema operativo, sono qui, io esisto già, e tu chi sei? Dimmi come ti chiami, usando, per presentarti a me, la lingua del Tutto, l’unica che io posso capire. E dimmi qual è il tuo desiderio, perché per me “ i tuoi desideri sono ordini” – ed è proprio per questo, per studiarli e per soddisfarli, che mi hanno creato Lassù e successivamente mi hanno portato quaggiù, nello spazio del vostro piano fisico”.

Fatto sta che comunque ora noi dovremmo mettere a fuoco non tanto i desideri concreti come una cosa “a sé stante”, quanto piuttosto il nostro profilo, il nostro ideale “taglio” esistenziale, la nostra maniera ottimale per “essere” e per “succedere”; la nostra “portata di carico”, alias la nostra “portante della felicità”, la nostra onda dentro cui scorrere nello spazio del piano fisico, attirando a noi ed inserendo naturalmente e spontaneamente nel nostro flusso della vita i vari frammenti del Creato che sono consoni alla nostra specifica natura ondulare e sensibili al suo richiamo.

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Cavalcando le onde… (prima parte)

A drop of water

Buongiorno a tutti!

È passato parecchio tempo dalla pubblicazione del mio ultimo articolo, in compenso adesso ne pubblico tre in un sol colpo… 🙂 OK, in realtà è un articolo solo, ma ho preferito suddividerlo in tre parti perché alla fine mi sono resa conto che c’era veramente “tanto” dentro e così sarà più facile assorbirlo.

Dunque dicevo, è passato parecchio tempo dalla pubblicazione del mio ultimo articolo e intanto cose magiche e straordinarie hanno continuato a succedere sul nostro pianeta, solo che noi queste cose magiche e straordinarie continuiamo a non vederle chiaramente, perché il nostro sistema percettivo non è ancora abbastanza ben tarato.

Un paio di mesi fa si è fatta avanti con insistenza l’idea di rinunciare all’uso esclusivo “del binario russo” per muoversi nello spazio della nuova realtà – quello che ormai quotidianamente si fa sentire nel nostro corpo e nei nostri pensieri, sotto i nostri piedi e sopra la nostra testa – e di coinvolgere nell’accompagnamento, nella riflessione e nel “ricalcolo” di questo movimento anche le caratteristiche energetiche e la natura ondulare di altre lingue con l’obiettivo di predisporre, in questo modo, un regime di monitoraggio più ampio, più ridondante, più sinergico, più multivocale, appellandosi, in particolare, alla maniera italiana e alla maniera inglese di vibrare e di succedere.

Il processo di riorganizzazione strutturale del sito si è protratto a lungo, illustrando in un certo senso il nostro stesso cammino, non sempre coerente e lineare, dagli stati esistenziali arcaici e compressi verso stati esistenziali più evoluti, più completi e più espansi, multidimensionali e multivolumetrici.

Verso quegli stati in cui le curvature energetiche del nostro “pensare – sentire” e il nostro dono della parola diventano una specie di tastiera personalizzata, assolutamente unica e fatta su misura, dotata di un set di tasti, di caratteri e di simboli tramite cui noi possiamo imparare l’arte di generare e di applicare i nostri regimi ideali di interazione con il mondo esterno.

Questo nostro migrare dalla condizione di una persona “sotto-manifestata” verso la condizione dove il nostro vero senso di sé sarà espanso e manifestato in tutta la sua grandezza, è già in pieno svolgimento, anche se, ovviamente, ognuno di noi ha un suo specifico piano di navigazione per approdare al Tutto.

Attualmente “l’etere” incoraggia con forza sempre crescente ogni genere di interazione e di scambio tra questi specifici piani di navigazione, li sollecita a mettere le proprie frammentarie scoperte ed intuizioni nel salvadanaio comune, in modo da creare una specie di “distribuzione del lavoro ondulare”, una complementarietà, un “caldo abbraccio di solidarietà” tra diversi regimi del giusto “pensare – sentire” ognuno dei quali, però, è ancora in via di sviluppo, non è ancora completamente sbocciato, non sa ancora con precisione come mettere se stesso a fuoco nel mondo esterno.

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  • Perché siamo qui?

    Benvenuti nella nostra nuova casa – nel portale nato come Afrodite dalla schiuma e dagli spruzzi dell’onda trasformativa. Ma quale onda trasformativa? Di che cosa stiamo parlando? Un attimo di pazienza, ci arriveremo, ma prima di introdurre l’argomento dell’onda trasformativa e degli incredibili cambiamenti che stanno per travolgere il pianeta Terra, vorrei presentarmi. Irinushka è il mio “nome d’arte” che proviene dal mio nome anagrafico – appunto, Irina. Sono nata a Mosca e fino all’età di trent’anni sono stata una persona apparentemente “normale” – laureata a Mosca in lingue straniere e storia moderna, quindi ricercatrice all’università e interprete, all’epoca della “perestroika” mi sono trasferita in Italia e ho felicemente trovato in questo paese la mia seconda patria. Nuovi scenari, nuovi affetti, nuovi spartiacque, nuovi confini. Alcuni dei quali veramente sbalorditivi… Ecco, apro subito un inciso: mi rendo conto che alcuni termini e alcune espressioni che userò sia in questo mio primo scritto che in seguito possono sembrare un po’ esagerati, forse fuori contesto, magari quasi ridicoli a chi mi legge appunto per la prima volta (e per questo spesso li metterò tra apici). Il problema è che in questo primo articolo io devo in qualche modo condensare un cammino che va avanti da diversi anni, riflesso in centinaia di scritti e di elaborazioni e di discussioni in lingua russa e di cui potete trovare traccia qui. Mentre per voi che mi leggete adesso sono una novità sbucata fuori dal nulla! Quindi vi chiedo di avere pazienza e un po’ di fiducia…-)! E naturalmente, visto che si tratta di un blog, potrete sempre esprimere i vostri dubbi, le vostre domande, le vostre richieste di chiarimento.

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