Quando ho visto questa splendida foto, scattata da Massimo alcuni giorni fa da una finestra di casa nostra, l’impatto è stato così forte che non ho proprio potuto resistere all’impulso di costruirle intorno un’adeguata cornice verbale, attingendo a tale scopo allo stato corrente del mio pensare – sentire.
Che cosa succede sul pianeta Terra?
Succede che lo spettro dell’Arcobaleno Stellare (che io a volte chiamo la Maestosità, oppure la Mega-presenza, oppure l’Onda dell’Ambasciatore dei Cieli oppure con altri “pronomi” ancora, che mi tocca inventare sul momento per poter dire quello che io sento di dover dire, ma senza compromettere l’equilibrio) irrompe a precipizio nella nostra esistenza umana, pronto a viverci, a prendere la residenza onoraria sul nostro piano fisico e diventare una parte integrante del nostro modus vivendi e del nostro modus operandi.
È una forza veramente enorme e di una potenza sconfinata e che adesso letteralmente non “sta più nella pelle” nella sua vibrante impazienza di fluire fuori, di “uscire dalla gente”; di nutrire e di ricostruire con la sua essenza magica il landscape energetico del nostro mondo.
Questa forza ora non si limita più a farci semplicemente sapere che esiste, ma scuote e sollecita ed impregna il nostro attuale spazio vibrazionale, ci stimola e ci tenta con il suo richiamo stellare che ogni giorno giunge sempre più chiaro alle nostre orecchie umane: “Vuoi tu, la vecchia realtà del mondo della Terra, prendermi come tuo legittimo sponsor e come coautore di tutte le meraviglie che ti trasformeranno in “paradiso in terra”? Dimmi di sì, ti prego, dimmi di sì!”
Ciononostante, la risposta “Sì, lo voglio!” può solo essere data come risposta individuale.
Alla base di questa mega-trasformazione planetaria e del mutamento radicale della nostra cultura esistenziale si trova un approccio individuale, la libertà di scelta concessa per definizione ad ogni individuo vivente.
Perciò è compito nostro, spetta a noi, con il nostro pensare – sentire ondulare, definire il livello e lo spettro di intimità che noi vogliamo e siamo pronti ad avere con la Maestosità all’interno del nostro volume esistenziale.
Noi stessi dobbiamo decidere i termini della vicinanza che noi siamo disposti a concedere alla Maestosità, per poterla guardare “ad occhio nudo”, percependola come un nostro “living partner” soggettivo ed oggettivo, il partner su cui appoggiarci, il partner da stimolare e da eccitare, il partner con cui ballare insieme la danza del nuovo ordine delle cose, della nuova consapevolezza, del nuovo e giusto “succedere”.
A questo punto il discorso smette di essere astratto e si sposta direttamente sul piano pratico.
In che modo io posso attirare la Maestosità verso di me?
In che modo, tramite quali categorie esistenziali, io posso autopresentarmi ad Essa?
Che cosa io posso (e se posso) offrire alla Maestosità di così speciale ed unico, da stimolarla ad avvicinarsi a me, ad interessarsi a me, a voler “stare con me”; a voler muoversi all’unisono con me, a voler congiungere la sua trasmissività energetica con la mia?
In che modo io posso trasformare la condizione teoricamente possibile di vivere la mia esistenza come una specie di pas-de-deux con la Maestosità, in una condizione che succede davvero?



