Angeli, Essenze Cristalline

Cari amici, vorrei raccontarvi una storia vera, che per me continua ad essere fonte di meraviglia e di stupore. Una notte, ormai di tredici anni fa, mentre mi accingevo ad entrare nel mondo dei sogni, fui assalita improvvisamente dal desiderio di ritrarre il mio Angelo e così mi ritrovai in atelier a scegliere un foglio e, anziché andare a dormire, iniziai a dipingere.

Immediatamente mi posi in una condizione meditativa, lasciandomi fluire e l’Angelo a poco a poco andava rivelandosi ai miei occhi, ma più precisamente, al mio cuore. Devo dire che, in quanto artista visiva, la decisione di concedermi piena libertà, svincolata completamente da qualsiasi tipo di progettualità è un modo di dispormi che in realtà utilizzo spesso, ma normalmente ho comunque già deciso a priori svariate cose, mentre nel caso degli Angeli, la base di partenza è davvero quella di esserci il meno possibile, ovvero lasciare che i pennelli agiscano da sé.

Una volta terminato il quadro, il senso di stupore è stato grande, e mentre facevo conoscenza con questa singolare entità, così particolare, la sentivo vicina ed affine, un’entità cara e silenziosamente conosciuta. Per molti giorni ho lasciato che l’Angelo mi parlasse, che mi insegnasse come aprire il mio cuore ai suoi suggerimenti tramite il suo ritratto, ovvero attraverso la sua visualizzazione tangibile,  e ad un certo punto, non tanto tempo dopo aver dipinto questo mio Angelo, ho sentito forte il desiderio di ripetere la stessa esperienza ponendomi in contatto con l’Angelo del mio amato marito, ed ecco che si è andata delineando una nuova entità, altrettanto profondamente permeata di messaggi personali. Lo stupore commosso mi ha nuovamente pervasa e così a poco a poco ho iniziato a dipingere i primi Angeli. Entità simili a cristalli, che ci parlano e ci accompagnano, che ci amano. Concedere loro di entrare in contatto col nostro cuore ci apre le porte della nostra Vera Essenza.

Dunque la condizione fondamentale, nel mettermi a dipingere questi Angeli, è di essere completamente trasparente, svincolata da qualsiasi giudizio. Cerco di spiegarmi meglio, intendo dire che ogni scelta, dal tipo di colori che andrò ad utilizzare in avanti, (fino al momento in cui percepisco di aver terminato il dipinto), fluisce da sé ed io mi rivolgo esclusivamente alla comunicazione diretta con le parti più sottili della persona per la quale sto operando, ritrovandomi immersa in una profonda luce di pace, una luce diretta. Questa condizione, appunto meditativa, mi permette di lasciar andare qualsiasi “pre-giudizio” su quanto avviene sul foglio.

Ogni Angelo è una sorpresa per me tanto quanto per chi lo riceve!! Ciascun Angelo è assolutamente personale, con un suo proprio modo di esprimersi, costituito da tutto il suo essere ed è proprio attraverso questo linguaggio così squisitamente simbolico che questi Angeli si rivelano a noi, portandoci e suggerendoci delle vie per trovare o ritrovare la nostra reale leggerezza, in quanto esseri di luce, aiutandoci a superare la gravità di queste nostre vite, immerse in tali e tante tensioni ed emozioni bloccate, da renderci opachi e stanchi, vecchi e scoraggiati, deboli ed impauriti.

Mentre dipingo mi giungono molte intuizioni e quando ho terminato sono in grado di mettere insieme i diversi messaggi, potrei dire di decriptare l’intero pittogramma. Al momento della consegna dell’Angelo, esprimo liberamente quanto ho percepito ma da questo momento l’entità è in diretto contatto con il suo personale “amico” e inizia un rapporto del tutto esclusivo ed ognuno di noi può percepire ulteriori informazioni, se dà voce e spazio al suo personale potere intuitivo, insomma se si pone in ascolto, eliminando appunto qualsiasi condizionamento, matrice di tutti gli schemi mentali.

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“Tutti per l’Uno, l’Uno per tutti…”

Come raccontavo nel mio articolo dell’intervista, nel 1995 io e Massimo siamo andati in Russia a seguire il corso di percezione extrasensoriale, che la nostra “benefattrice e madrina” aveva predisposto soltanto per noi in un piccolo paesino di campagna in mezzo ai boschi dove lei e suo marito passavano le vacanze.

Alloggiavamo presso una famiglia, in una tipica casa contadina e proprio nel periodo della nostra permanenza lì, il paese è stato finalmente raggiunto dal servizio telefonico per tutte le case (prima si andava presso un “call-center” in un paesino vicino…).

Solo che gli operatori della “Telecom russa”, dopo aver sistemato i cavi, hanno ritenuto che comunicare ad ogni utente il suo numero telefonico fosse una cosa del tutto superflua e quindi se ne sono allegramente andati, lasciando che gli abitanti del villaggio se la cavassero come meglio credevano. 🙂

E a questo punto la popolazione ha messo in piedi una procedura davvero ingegnosa. Si sono messi a formare i numeri telefonici a caso (all’interno del range assegnato al villaggio), aiutandosi a vicenda a scoprire empiricamente i propri recapiti.

Più o meno secondo questa tecnica:

Drin drin…
Pronto!
Ciao, ho fatto questo numero ***, e tu chi sei?
Io sono Petia, grazie per avermi aiutato a localizzare il mio numero, e tu chi sei?

La cosa bella è che gli abitanti di questo villaggio, invece di arrabbiarsi con gli operatori per il servizio che difficilmente avrebbe potuto essere descritto come “servizio chiavi in mano”, l’hanno presa come un’occasione per divertirsi e per giocare, mentre socializzavano a tutto campo e in tutte le direzioni, cercando di scoprire il proprio numero telefonico per eliminazione di quelli degli altri e/o facendoselo scoprire dagli altri.

Mi sembra che questo episodio possa essere un’ottima illustrazione delle nostre attuali vicende.
Abbiamo a disposizione (come popolazione della Terra) un certo range vibrazionale che contiene già precodificate e preeccitate nel suo interno “le nostre magiche linee dedicate”, i regimi dei nostri individuali “voli del pensiero” e anche le bande personalizzate di gestione della materialità dove la nostra parola sarà ordine. Le nostre personali “miniere e “vene aurifere degli eventi”, quelle che promettono un alto rendimento nel campo dell’”estrazione dello spirito dalla materia” e della creazione di un’ampia gamma di valori aggiunti evolutivi.

Non ci resta che scoprire il nostro personale “recapito planetario”, la “sigla” della nostra chiamabilità trasversale, nonché il know how per digitare questo numero magico su un’apposita tastierina di comando.

Comunque i nostri “operatori celestiali”, quelli che hanno costruito e predisposto la rete dei cablaggi della Nuova Terra, non è che se la sono svignata, lasciandoci in difficoltà; semplicemente la loro competenza arriva fin dove arriva, si sono spinti fin dove potevano spingersi, hanno eccitato gli strati della trasmissività che potevano eccitare ed ora si aspettano che siamo noi ad entrare nel gioco, che siamo noi ad attivare i cablaggi a livello dell’utente finale, che siamo noi a muoverci, dandoci la mano a vicenda, aiutandoci reciprocamente ad inquadrare noi stessi e i nostri specifici campi della causalità.

Eccitandoci l’un l’altro con la propria autentica melodia del pensiero (che di fatto è già presente dentro la nostra mente, anche se per certi versi non è ancora del tutto pensabile), accendendo ed illuminando lo spazio percettivo intorno a noi, rendendolo più integro, più conduttivo, più sapiente, più strutturato, con una “tenuta di lavoro” più solida e una risoluzione più fine.

Contribuendo alla manifestazione dei “momenti della chiarezza” altrui, che potremmo anche non condividere in modo diretto, che potrebbero dire poco o niente al nostro specifico volo del pensiero in via di espansione, che potrebbero perfino sembrarci “fastidiosi e senza senso” e che ciononostante potrebbero aiutarci a trovare la chiave della risposta alla fatidica domanda: “Ma io chi sono? Come sono messo?”

Avete presente i vari quiz televisivi dove bisogna indovinare le lettere mancanti?

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    Benvenuti nella nostra nuova casa – nel portale nato come Afrodite dalla schiuma e dagli spruzzi dell’onda trasformativa. Ma quale onda trasformativa? Di che cosa stiamo parlando? Un attimo di pazienza, ci arriveremo, ma prima di introdurre l’argomento dell’onda trasformativa e degli incredibili cambiamenti che stanno per travolgere il pianeta Terra, vorrei presentarmi. Irinushka è il mio “nome d’arte” che proviene dal mio nome anagrafico – appunto, Irina. Sono nata a Mosca e fino all’età di trent’anni sono stata una persona apparentemente “normale” – laureata a Mosca in lingue straniere e storia moderna, quindi ricercatrice all’università e interprete, all’epoca della “perestroika” mi sono trasferita in Italia e ho felicemente trovato in questo paese la mia seconda patria. Nuovi scenari, nuovi affetti, nuovi spartiacque, nuovi confini. Alcuni dei quali veramente sbalorditivi… Ecco, apro subito un inciso: mi rendo conto che alcuni termini e alcune espressioni che userò sia in questo mio primo scritto che in seguito possono sembrare un po’ esagerati, forse fuori contesto, magari quasi ridicoli a chi mi legge appunto per la prima volta (e per questo spesso li metterò tra apici). Il problema è che in questo primo articolo io devo in qualche modo condensare un cammino che va avanti da diversi anni, riflesso in centinaia di scritti e di elaborazioni e di discussioni in lingua russa e di cui potete trovare traccia qui. Mentre per voi che mi leggete adesso sono una novità sbucata fuori dal nulla! Quindi vi chiedo di avere pazienza e un po’ di fiducia…-)! E naturalmente, visto che si tratta di un blog, potrete sempre esprimere i vostri dubbi, le vostre domande, le vostre richieste di chiarimento.

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