Ho deciso di presentare le mie considerazioni e riflessioni sul 09.09.09 sul blog, invece che sul forum, cominciando da questo mio post che ho scritto alcuni giorni prima dell’evento:
“Voglio esprimere qui alcune considerazioni a proposito dell’incontro di alcuni membri del forum che abbiamo deciso di fare il 09.09.09 in casa nostra.
Secondo il mio sentire, sarà una specie di prova generale (una specie di test finale che dobbiamo fare insieme, in gruppo, relativamente allo stato di maturità dell’attuale trasmissività energetica della Terra).
Useremo un nostro volume locale dell’eccitabilità che configureremo insieme e che nello stesso tempo sarà anche un volume trasversale e attraverso cui ci collegheremo naturalmente con “la centralina parlante” del Nuovo Sistema Operativo.
E poi faremo una specie di lavoro guidato che sarà in parte un lavoro di disinstallazione (dei vecchi moduli o software residenti nei nostri individuali spazi della parola, come uno sgombero del nostro primordiale parlare dalle varie incrostazioni e condizionamenti che avevamo sviluppato nel corso degli anni) e in parte un lavoro di installazione.
Avremo la possibilità di accogliere dentro di noi, dentro il nostro spazio del pensiero liberato, un nuovo software esistenziale integro, ma anche personalizzato, o, più precisamente, personalizzabile durante il processo di installazione.
La “centralina parlante” (di cui penso che sarò la portavoce) creerà il regime delle oscillazioni guidate e dei momenti della verità su misura che aiuteranno gli utenti ad espandersi, ad integrare (oppure a generare) certe tarature ed anelli della connessione con il Tutto attualmente mancanti, però alla fine la decisione se accogliere oppure no dentro di sé un nuovo software spetterà soltanto all’utente finale, e quindi qualcuno, magari, durante questa “procedura” assumerà un ruolo di semplice osservatore, riservandosi il diritto di decidere in un secondo momento, mentre qualcun’altro, invece, coglierà l’occasione al volo.
E ogni scelta sarà giusta, perché qui non ci devono essere forzature di alcun genere, ma soltanto un naturale e libero “Io decido!”. E “Io ammiro e amo me stesso mentre decido, qualsiasi cosa sia”.
Penso anche che, prima di cominciare questo lavoro collettivo che “pregusto” come assai impegnativo, ma anche molto, molto gratificante e gioioso e sereno, ci tireremo ulteriormente su, facendo insieme una merenda con una torta cucinata da me e che naturalmente avrà già dentro degli ingredienti magici che attivano ed agganciano “quello che dovrà essere attivato ed agganciato”…
E poi faremo insieme una cena, condividendo il cibo e tutto il resto ed ammirandoci a vicenda nella luce dei miracoli e delle meraviglie che saranno con noi…”
Ecco, e adesso cercherò di raccontarvi com’è andata.



