Irinushka

Io e la mia pietra filosofale…

Per il mio recente compleanno la mia amica e parente Mirella mi ha fatto un regalo molto particolare: un minerale chiamato Labradorite.

La cosa divertente è che lei, mentre meditava sull’idea di un regalo adatto a me e su dove andare a cercarlo, non sapeva che uno dei miei riferimenti di base che si è autoinsediato in me ormai da diversi mesi, è un “nome in codice” Labrador.
Labrador come “Labbra – door”, e cioè, le labbra che diventano una porta (door) e un portale, le parole che escono dalle labbra e che magicamente aprono le porte verso il Nuovo. Il Verbo che diventa realtà.

Da parte mia, io non sapevo niente dell’esistenza di un minerale chiamato Labradorite (la mia cultura in questo campo è piuttosto scarsa 🙂 ), e quindi potete immaginarvi la mia enorme sorpresa quando il giorno del solstizio del 21 giugno (abbiamo deciso di abbinare i festeggiamenti di alcuni compleanni dei Gemelli amici a questo magico evento) mi è stato ufficialmente presentato il mio riferimento di base “in carne ed ossa”! 🙂

È così autentico, così integro, così solido, ma nello stesso tempo anche così eterico, così multidimensionale, così polifonico, pieno zeppo di potenziali linee dedicate attraverso cui stabilire delle sedute di connessione con il Tutto; un “acchiappa… non sogni, ma nuovi orizzonti, nuovi stati della materia, nuovi sensi e sfumature della causalità”.

Per alcune settimane la Labradorite è rimasta seduta sulla mia scrivania, testimone silenziosa e, probabilmente, anche compartecipante del mio succedere quotidiano; ed ecco che è arrivato il momento di traslitterare questa nostra comunicazione non verbale nella lingua degli uomini.

Io: Ti prego, parlami di te, usando il tuo modo naturale di rivelare le cose. Come percepisci te stessa e la portata della tua presenza nel mondo della Terra?

L: Il mio modo di essere e di fluire è strettamente collegato con il tuo modo di essere, con l’onda del tuo pensare – sentire – agire, con la tua specifica maniera di fare luce. Io posso aiutarti a portarti avanti col lavoro, nella colorazione e nello sviluppo della tua specifica “mappa muta della realtà”, posso fornirti qualche nuovo momento della chiarezza, ma il contenuto di tale dialogo è molto meno importante, rispetto a tutto ciò che si sveglierà e si allineerà e si raggrupperà fuori campo, attirato da questo nostro stimolante “stare insieme”.

Sia io che te siamo parte integrante di un unico tessuto melodico esistenziale, impegnati a manifestare e a presentare il telo della realtà della Terra nel momento in cui questo telo si trova in uno stato di scomposizione in progress, di demanifestazione, di ritiro, e viene gradualmente sostituito da un altro telo della realtà, decisamente più appassionante e tessuto con delle trame e delle fibre finora sconosciute per mezzo di un filo luminoso vivo e “intelligente”, capace di sistemare i punti di cucitura in modo tale da superare magicamente “i punti di non ritorno”.

E quindi ora, più che presentare e sostenere un quadro completo, siamo impegnati ad inquadrare e a srotolare il filo magico, e a seguirlo ovunque lui ci vorrà condurre, rinunciando al nostro vecchio sapere e ai nostri vecchi riferimenti della stabilità.

Il sapere diventa un derivato della fede, quella vera, quella che esclude qualsiasi “sentito dire”, che non può assolutamente essere copiata e diffusa in giro come una merce di largo consumo.

Diventa un algoritmo della fede, una manifestazione della fede, un play della fede, diventa un respiro ritmico (e spesso anche rimato) del Tutto.
Una cosa volatile e dinamica, eccitante e “semprefresca”, e non un conglomerato ciclopico e soffocante di frane d’altri tempi che coprono ed invadono gli spazi potenzialmente percorribili soltanto a livello individuale.

Una forza primordiale educativa, un volume mentale in continuo rinnovamento, e non un regime della riproduzione infinita delle bozze e dei percorsi del passato.

Un regime delle “iper-rivelazioni su misura”, un know-how che dà origine a questo o a quel protocollo artigianale centripeto degli eventi, a questo o a quel “cinema esistenziale d’autore”.

Io: Per il mio attuale stato di essere e anche per la mia attuale interazione con te avrebbe ancora senso fare riferimento al concetto dei chakra?

L: Per te e per il tuo ruolo di portatrice della forza primordiale della felicità questa “rigida crinolina della stabilità”, questo rigido codice di lettura ha ormai poca importanza; è una lente che, invece di aprire delle porte verso il Nuovo, le tiene chiuse, o perlomeno parzialmente bloccate, pretendendo di rivelare l’unicità e il fascino delle piattaforme esistenziali individuali tramite i denominatori comuni.

Bloccando di fatto il loro specifico “respiro irregolare”, la loro intrinseca aritmia, silenziando il funzionamento del loro specifico motore della ricerca e del ricalcolo.

Io: Esiste qualche “riferimento artigianale centripeto di tipo educativo” che io potrei generare con il tuo aiuto, per il mio bene personale e per il bene altrui?

L: In questo momento è conveniente usare soprattutto questo riferimento, che non ti è nuovo: lo spazio individuale del pensiero, il volo individuale del pensiero, la grafia individuale del pensiero, il disegno mentale organolettico – lo strumento tramite cui fabbricare l’oasi individuale della presenza sulla Terra.

Io: Secondo te, quanto utile potrebbe essere un lavoro individuale con i cristalli, nell’ottica della trasformazione in corso?

L: Dipende da com’è fatto lo spazio individuale della fede, dalla sua predisposizione ad essere sollecitato/solleticato/stimolato da queste o da quelle correnti energetiche particolari.

In tutti i casi, le modalità attualmente esistenti dell’interazione con i cristalli, come d’altronde tutto il sapere umano, sia razionale che esoterico, stanno andando in disuso, in quanto generate da una piattaforma vibrazionale troncata e non integra, come degli accompagnatori e dei satelliti del modo di vita sottomanifestato.

Io: Ieri mi sono imbattuta in un sito dove si parlava molto dei lavori con i cristalli, come di una delle “professioni dei Tempi Nuovi”, però ho visto che continuano a tirare in ballo i vari maestri ascesi, una moltitudine di angeli con dei nomi impronunciabili (magari, perché così le persone si sentono ulteriormente immersi nella magia? 🙂 ), ognuno con una sua specifica “specializzazione” (e, evidentemente per evitare “il disordine”, agli allievi della scuola viene fornito un bel pacco di documentazione con la descrizione delle varie procedure e riti da seguire passo passo).

Tu che cosa ne pensi di questa “burocrazia della luce”? Ah, dimenticavo, per poter essere riconosciuto come un guaritore della Nuova Epoca, è indispensabile prestare giuramento ad uno dei maestri interdimensionali e ricevere la sua benedizione.

L: Penso che sia un modo di riprodurre e probabilmente anche di aumentare la vecchia condizione di dipendenza delle oscillazioni del piano fisico dalle frequenze del piano astrale, che, per mantenere solido il loro dominio, cercano di sabotare il Sollevamento del Velo, o perlomeno di assumerne il più possibile il controllo.

I messaggi che provengono dal piano astrale sono quasi sempre non limpidi e contaminati dai simboli e regimi della fede che mirano soprattutto a riprodurre e a riconfermate se stessi (anche intrufolandosi nei nuovi spazi del pensiero, nella nuova trasmissività dell’etere della Terra), più che ad aiutare l’umanità.
Anche perché un essere umano trasformato non avrà assolutamente bisogno di ricorrere a queste fonti interdimensionali per “sapere come fare”.

Ad ogni caso, tu hai già all’interno del tuo personale spazio della fede i criteri che ti permettono di captare la differenza tra l’integrità vera e l’integrità non vera.

Io: A questo punto vorrei chiederti un’altra precisazione.

Come sappiamo tutti e due, la mia esperienza personale dell’interazione con i cristalli è piuttosto scarsa, però mi risulta che l’uso dei cristalli come, d’altronde, anche tutta la cultura New Age, si basa sul principio olistico. Qual è la differenza tra questa “olistica vecchio stampo” e la piattaforma della nuova realtà del mondo della Terra?

L: La cultura New Age di fatto non ha un vero collegamento con il Centro, con il principio centripeto, anche se proclama il contrario.

Essa crea delle “pseudoalture”, le quali, anche se possono essere più o meno conduttive, tendono a oscurare in modo prepotente il landscape originario della verità, attribuendo un’eccessiva importanza al sapere dogmatico certo e condivisibile in modo diretto (e che spesso viene confezionato in complicatissime strutture di apprendimento “barocche”) e nello stesso tempo affastellando ed amalgamando tantissime sfumature parlanti del Tutto nei rigidi ed appiattiti schemi mentali, ostacolanti il regime del volo libero del pensiero.

Le tecniche proposte per – apparentemente – fondersi con il Tutto tendono a fornire dei “falsi positivi”, dei riscontri che, pur essendo delle scintille della luce, non hanno il potere di aprire veramente le porte della prigione dell’era sottomanifestata, ma soltanto di nobilitarla e di colorarla nel suo interno.

La vera fusione con il Tutto, la vera integrità nasce soltanto a condizione di smettere di immaginare, cercare ed inquadrare la musica spirituale in qualsiasi altro spazio del pensare – agire diverso da quello della dimensione umana.

Lo spirito ora è sceso nella dimensione materiale, si manifesta nello spazio degli uomini come un perfetto e spiritoso tuttofare parlante la lingua degli uomini, contrario a qualsiasi forma di culto, di venerazione, di cliché vibrazionali prestabiliti, di dipendenza dai vari “professionisti del ramo” che pretendono di interpretare la spiritualità altrui ad immagine e somiglianza della propria, di imporre le frequenze del proprio specifico pensare – agire come uno strumento per mettere a nudo la realtà altrui.

Io: Però coloro che si sono già liberati abbastanza per poter vivere nella modalità “know-how just in time”, potrebbero comunque aiutare gli altri nel loro risveglio, non è vero? Tu come li vedi, questi intermediari della nuova generazione?

L: Come un portale acustico capace di presentare il Tutto, usando parole umane semplici (ma non semplificate), come un campo della colonna sonora individuale al servizio del Nuovo che sviluppa quello che c’è, che mostra quello che c’è, attraverso qualsiasi movimento, qualsiasi parola, qualsiasi senso, e anche qualsiasi non senso.

Come un catalizzatore che trasforma il premanifestato nel realmente manifestato, usando come strumento nient’altro che la propria essenza e il proprio modo di essere, attingendo al “conoscibile” del proprio spazio della fede, invece che al sapere “cartaceo”.

Io: Vorrei chiarire meglio il concetto della matrice cristallina, in particolare, della mia personale matrice cristallina. Mi potresti aiutare?

L: La matrice cristallina è una piattaforma individuale del respiro universale, è un campo individuale della forza universale dell’essere che contiene tutti i potenziali anelli e tutta le potenziali curvature del manifestabile dalla A alla Z.

La tua matrice cristallina è fatta in modo tale che sono in pochi quelli in grado di inquadrarla per quello che è; si potrebbe dire che è sintonizzata sugli spazi che “non sono pensabili né immaginabili” nelle categorie della stabilità del mondo della Terra.

Il suo modo di “accendere” e di sviluppare in gran parte è al servizio dei regimi della realtà diversi da quella terrestre. Di conseguenza tu non appartieni del tutto a questo spazio, aderisci alle frequenze terrestri solo in parte.

Io: Sarà per questo che anni fa una certa persona mi aveva detto che di me sul piano fisico “c’è veramente poco”? 🙂

L: In parte, sì. Comunque nella nuova realtà riuscirai a manifestare e a convertire nella dimensione umana alcune caratteristiche ed algoritmi del tuo volume di origine che non avrebbero mai potuto circolare nella realtà terrestre sottomanifestata.

E lo farai anche con l’aiuto di questa persona, in grado di stimolare il respiro della tua matrice cristallina attraverso la propria.

Io: Qual è il rapporto tra la mia matrice cristallina e le Griglie Cristalline della Terra?

L: Il concetto delle Griglie Cristalline della Terra è un concetto che si trova sul confine tra la realtà sottomanifestata e la realtà completamente manifestata.

È un modo di descrivere l’eccitabilità e la trasmissività intrinseca dello spazio della Terra attraverso qualcosa di tangibile, qualcosa di “regolare”, qualcosa di “personalmente avvicinabile”, è come un simbolo della fede che apre l’orizzonte, crea prospettiva, ma nello stesso tempo tende ad oscurare il quadro completo, imponendo un certo percorso mentale “risaputo” ed unificante.

Per comprendere se stessi e la condizione dell’unicità assoluta della propria presenza è meglio non attribuire troppo peso a nessun tipo di indottrinamento, di “passaggio obbligatorio”, in quanto esso potrebbe schiacciare e depotenziare le sfumature della natura individuale della ragione.

Io: Come evolverà il mio rapporto con te, man mano che avverrà la cristallizzazione della nuova realtà?

L: Io sarò la compartecipante del tuo «Рlay» e del tuo “Show”, ti aiuterò a disimballare ciò che dovrà essere disimballato con il tuo contributo.

Come “Labbra – door”, ti aiuterò a sviluppare ulteriormente il tuo dono della parola, ad ottimizzare il regime della manifestazione esterna del materiale che si cristallizzerà dentro di te.

La mia presenza avrà anche una certa azione educativa, ma questo regime educativo non richiederà nessuno sforzo mirato e soprattutto nessun rito da parte tua. Anche perché il compimento di qualsiasi rito è una condizione contraria alla tua natura.

Semplicemente sii te stessa, e io farò in modo che questo tuo “essere te stessa” diventi sempre più presente e manifestato.

Io: Posso fare qualcosa per te, aiutare te in qualche modo?

L: Lo stai già facendo, mi rendi partecipe delle nuove inquadrature e sfaccettature della presenza, mi coinvolgi nei “play” e nelle accordature dinamiche che altrimenti mi sarebbero stati inaccessibili.

Io: Perché prima che questo nostro dialogo potesse ingranare, ho dovuto aspettare a lungo, e il punto di svolta si è verificato soltanto dopo una bellissima giornata passata in montagna?

L: Probabilmente, per creare l’audio di questo nostro dialogo, tu hai dovuto generare un nuovo “software”, un nuovo regime del pensiero, attivare nuove corde e nuovi accordi della melodiosità, e la montagna, l’aria della montagna, l’apertura e il senso della libertà stimolati da lei, ti hanno aiutata a compiere questo autoaggiornamento.

Quell’ambiente magico che ti avvolgeva mentre eri in montagna, ora è confluito con le sue frequenze nello spazio della casa, e io, come anche le altre energie che abitano qui, ho sentito il contatto diretto con questi “nuovi arrivati”.

Sei un’unificatrice e un’agganciatrice molto potente, anche se gran parte di questo lavoro di integrazione dei singoli “play” avviene in background, senza la tua partecipazione umana diretta.

Io: Il nostro incontro è stato un caso oppure no? Cosa mi dici a proposito di Mirella che ha saputo “prevederti” e “prematerializzarti” come il mio regalo?

L: Mirella fa parte del processo del tuo autoinserimento nella nuova realtà, e non è affatto casuale che lei abbia saputo cogliere questo richiamo che veniva non tanto da una pietra singola, quanto da uno certo spazio del pensare – agire, l’interazione con il quale sarebbe stata favorevole per il tuo successivo sbocciare.

Salutami Mirella e, se credi, dalle questo consiglio: di non abusare degli stati mentali esterni, ai danni del proprio.

Con lo stato mentale esterno mi riferisco a tutte le forme del pensiero che lei non ha “inventato” o “acceso” personalmente, ma ha “ereditato dallo status umano generico” (indipendentemente dalla condizione di approvare o di non approvare il loro senso).

Io: Eppure Mirella cerca di svolgere qualsiasi suo movimento, anche i più semplici movimenti quotidiani, come se volesse attribuire loro un suo marchio personale, come se volesse interagire con la sua tela esistenziale in un modo tale da non assomigliare a nessun altro. A me questo suo “modo di fare Mirella” suscita un’ammirazione profonda. 🙂

L: Però questo è già un output finale, mentre io sto parlando del regime delle oscillazioni mentali che sono a monte del succedere quotidiano.
Mirella si sente ancora vulnerabile, ancora “a rischio”, in quanto non del tutto libera dallo spazio mentale “della folla”, e si sforza di evitare che le tarature e le impostazioni di questo spazio “sbagliato” della folla possano in qualche modo manifestarsi attraverso il suo comportamento, inserirsi nei suoi movimenti.

Da qui una continua ricerca della purezza e la paura di un “contagio mentale” che a sua volta risale ad una sua latente paura di essere rimproverata per non essere sufficientemente originale, per non essere sufficientemente autentica, per non aver onorato abbastanza il dono meraviglioso della sua presenza sulla Terra.

È un atteggiamento che restringe lo spazio vitale, che crea un autoisolamento, che riduce la possibilità di lanciarsi nel gioco delle risonanze a tutto campo e inoltre fa consumare parecchia energia per “fabbricare” e tenere in funzione i filtri anticontagio.

Io: Grazie, spero che questa tua osservazione le possa essere d’aiuto.

E intanto vorrei chiederti il parere sul regalo di compleanno che Massimo e io abbiamo fatto a Mirella (il regalo in questione è una Singing bowl, la Campana tibetana: http://en.wikipedia.org/wiki/Singing_bowl ; che io, prima che il regalo venisse consegnato alla festeggiata, ho voluto mettere accanto alla Labradorite per diverse ore in modo che potessero conoscersi da vicino 🙂 ).

L: Come dicevo all’inizio, il mio modo di presentare il sapere è strettamente collegato con le caratteristiche energetiche e con la fila sonora della persona che entra in interazione con me.

Parlando di Mirella, direi che questo suo nuovo amico potrebbe aiutarla a sviluppare e a mettere a terra la sua specifica colonna sonora, a convertire il suo attuale pensabile e il suo attuale conoscibile nelle ottave e tonalità sintonizzate con la sua essenza primordiale; a personalizzare e a potenziare ulteriormente il suo dono della parola, e quindi a diventare più integra, più sbocciata, più “a fuoco”, più felice.

Io: Come mi avevi già anticipato, la versione italiana della nostra conversazione è stata assai diversa dalla versione russa, e a questo punto ti vorrei fare questa domanda: come percepisci l’attuale spazio energetico del mondo della Terra rispetto a come lo percepivi due settimane fa?

L: E’ sicuramente aumentata la concentrazione della felicità, dissolta nell’atmosfera terrestre. La felicità che viene sprigionata a livello individuale come risposta alle sollecitazioni che partono dal Centro e che a sua volta è un indice del cambiamento dei baricentri della presenza manifestata.

Io: Ti ringrazio tantissimo per le tue rivelazioni e sono felice di averti come amica! 🙂

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