Irinushka

Il protagonismo, ma senza i protagonisti

In questo fine settimana a livello globale c’è stata una svolta molto importante, così sconvolgente che in questo momento perfino il Tutto, il nuovo supremo gestore planetario, si sente un po’ smarrito, perché non sa davvero da dove cominciare per spiegare che cosa è successo, per illustrare agli abitanti della Terra, sia agli esseri umani che alle altre energie residenti qui, le nuove priorità, i nuovi significati, i nuovi attributi della fede, il nuovo ordine delle cose nel manifestabile terrestre.

È come se venerdì 15 aprile dentro lo spazio del mondo della Terra si fosse spontaneamente (?) attivato un passaggio sotterraneo finora “nascosto”, riversando il suo contenuto nella realtà, intenzionato a cambiare i connotati e i criteri della Vita nella nostra familiare dimensione fisica, provocando “la reincarnazione dello spazio e del tempo”, un deciso cambiamento nel funzionamento di tutti i motori di ricerca, sia a livello delle modalità operative sia a livello delle direzioni di ricerca, e altre cose ancora, per certi versi ancora “impensabili” e sicuramente non facili da “digerire”.

Una rivoluzione dentro il corpo della Terra, così l’hanno definita le Fonti in un breve commento.

È come se fosse cominciata un’altra epoca, un altro regime del venire a sapere, un altro Overclocking, un Another Play ancora più diverso rispetto a quello con cui cercavamo di fare i conti nei mesi scorsi.

Sostanzialmente ora la realtà propone (e, oserei dire, con una certa insistenza) due chiavi di accordatura per vivere e per fare le scelte, per comprendere e per gestire, per sentire e per pensare, per dare e per ricevere e soprattutto per essere finalmente e definitivamente noi stessi autentici.

E sono queste: la Forza dell’Attrazione Naturale con insieme vari attributi ed utility come l’unica Forza a cui è dato governare il mondo e il concetto del My Whole, del Mio Tutto che subentra al concetto del Mio Io e lo mette in secondo o anche in terzo piano.

La Forza dell’Attrazione Naturale a sua volta è strettamente collegata con il concetto della corposità (non più il corpo, ma la corposità, appunto); la corposità che ha un’autonomia tutta sua, che è in grado di eccitare e di sentirsi eccitata, di condurre e di esprimere le eccitazioni ed emozioni sia corporee che non corporee, la corposità che ricalcola e trasforma vari volumi esistenziali, che converte il mortale nell’immortale e viceversa, la corposità che canalizza un Io Voglio e Mi serve provenienti dal Tutto, i desideri, i movimenti e la sensualità della Luce ed offre se stessa, il proprio raggio della fattibilità, le proprie corde ed arterie dell’Amore, per attribuire loro i look e gli avatar terrestri, il formato delle passioni, dei desideri e dei “.exe” di questo mondo.

Si potrebbe dire che gli accenti si sono spostati, e non è proprio uno spostamento da poco: ora il Tutto è l’unico protagonista e portatore dell’autonomia a livello planetario, mentre i nostri Io condividono il suo spazio di gioco e il suo protagonismo, sono i beneficiari naturali della sua super-potenza.

I nostri Io hanno in dotazione certe correnti della Vita allo scopo di amministrarle, di esprimerle e di fissarle, senza, però, sentirsi appesantiti dallo status di proprietari.

Per Lui, per il Tutto, è lecito e naturale usare il riferimento Io Posso come una chiave e una taratura per manifestare il suo potere, mentre per noi la formula Io Posso funzionerà soltanto se noi rinunceremo alla nostra autonomia specifica (vera o illusoria, da essere umano o da essere di luce), rinunceremo al concetto di essere dei protagonisti e ci abbandoneremo al Tutto, accetteremo di essere degli operatori, degli agenti e coesecutori del suo protagonismo e del suo motore di ricerca.

E a questo punto in primo piano per ciascuno di noi non si troverà più il Mio Io, ma si troverà il Mio Tutto, My Whole, dal quale poi a sua volta deriverà il Mio Io, e questo Mio Io sarà ben diverso dall’Io che ci è familiare: sarà praticamente una specie di cantiere edile sempre in funzione, un unico ed irrepetibile regime del venire a sapere fatto persona.

Ovviamente, questi super-nuovissimi allacciamenti al Tutto avvengono per nostra libera scelta: il Tutto può sollecitarci/solleticarci, usando, appunto, la Forza dell’Attrazione e il linguaggio delle nostre eccitazioni naturali, però non può tirarci dentro di sé con la forza, quindi ciascuno di noi ha il diritto di decidere come vorrà vivere, “da solo” o come utente e co-esecutore del Tutto all’interno della propria specifica densità e stato di maturità.

In un certo senso si tratta di rinunciare a tutto per avere Tutto, e non sono soltanto delle belle parole, perché la rinuncia effettivamente c’è, ed è inutile far finta che non ci sia.

La rinuncia alla propria autonomia, al proprio diritto di controllare l’esistenza (non solo propria, ma anche quella degli altri), al proprio dossier del sapere e anche ai criteri della scelta con cui finora tale dossier veniva formato.

La rinuncia alla propria familiare bussola della chiarezza (anche se bisogna ammettere che ultimamente questa bussola mostrava una chiarezza assai scarsa, anzi, cercava proprio di farci capire che “non poteva più essere per noi questo genere di bussola” e che si accingeva a procedere ad un ricalcolo totale di tutti i dati).

La rinuncia alla Vita basata sul riferimento degli obiettivi e delle aspettative, sia da esseri umani tradizionali che da esseri umani ascendenti, la rinuncia alle pretese di correggere e migliorare l’ordine della Vita – non perché la Vita sia già perfettamente a posto, ma perché la decisione di correggerla e di riaccordarla spetta al Tutto, e noi possiamo solo collaborare alla realizzazione di questa sua disposizione, accompagnandola ed assecondandola con il nostro specifico Io amo e Io eccito, ma senza sentirci appesantiti o addirittura schiacciati da responsabilità che non ci competono.

E dovremmo anche smettere di attribuire alla nostra Forza e alla nostra Grandezza caratteristiche che loro non hanno, dovremmo smettere di insistere per volerci affermare a tutti i costi come degli Dei, spesso barando ed inventando degli appigli e dei simboli della fede che non sono all’altezza della nostra nuova condizione umana.

E che cosa avremo in cambio di questo abbandono estremo di noi stessi?

Avremo finalmente la possibilità di occuparci a tempo pieno di noi stessi, della nostra natura profonda, della nostra conduttività, della nostra eccitabilità, avremo la possibilità di ammirarci incondizionatamente e di goderci la nostra compagnia, e anche la compagnia di tutte le energie sia umane che non umane che attireremo naturalmente verso di noi grazie a questa nostra Scelta.

Avremo la possibilità di far transitare le correnti del Tutto attraverso le nostre specifiche corde e curvature dell’Amore, sentendo l’eccitazione, la gioia, la leggerezza, l’armonia, l’integrità e anche il piacere sensuale provenienti anche dalla nostra più semplice e più banale interazione con la materia.

Le eccitazioni, la necessità di ascoltarle, di manifestarle, di viverle: saranno loro la causa principale di tutte le nostre scelte, non il desiderio di sfuggire alle sofferenze, non la pretesa di rifare le forme dell’attualmente manifestato, perché non ci piacciono così come sono.

Dobbiamo soltanto scoprire, vivere e mettere in mostra la nostra autenticità, occupandoci di qualcosa che ci eccita e ci emoziona veramente, però non abbiamo l’obbligo di accompagnare per forza queste nostre scelte ad un lieto fine, di sistemare, di completare e di concludere, altrimenti… che cosa? Ci sentiremo dei falliti? Non all’altezza? Come se non avessimo lasciato delle orme più o meno solide della nostra presenza nella fisicità?

Ecco, questo genere di autocondizionamenti derivano proprio dal concetto del Sé separato dal Tutto e bisognoso di crearsi dei sistemi di autoidentificazione più o meno artificiali; ora, invece, il Tutto ci offre un altro scenario, un altro sistema per essere degli esseri umani, ed è un sistema stupendo, basato sulla semplicità, sulla fluidità e sulla naturalezza.

Un sistema che praticamente abbiamo già nel sangue, e allora chissà che non sia il caso di chiedere il parere proprio al sangue, alla carne, alla corposità su come vorrebbe regolarsi, se gli piace l’idea di essere il super-conduttore dell’Amore, di servire la Forza dell’Attrazione Naturale sotto la guida del Tutto.

Sono sicura che dirà di sì… 🙂

E, probabilmente, ci suggerirà anche di smettere di usare certi “antibiotici” (dal greco “contro la vita”), e non mi riferisco affatto ai medicinali…

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