Irinushka

La “realtà di cortesia” è servita!

Durante la nostra seduta informale dell’11.11.11 Metatron ha parlato di una certa condizione decisamente insolita, come un “nulla” che separa, ma anche in qualche modo unisce l’ordine della realtà precedente e quello successivo, e ha anche avvertito che non è una condizione che potevamo comprendere con la mente.

Bene, sono lieta di annunciarvi che siamo proprio in mezzo a questo “nulla”: non c’è più la realtà di prima, i codici che la gestivano sono stati sciolti, prosciolti, scollegati, ritirati, in compenso siamo stati dotati di una “realtà di cortesia“, formata da codici sostitutivi.

Sono codici che riproducono più o meno fedelmente la nostra realtà familiare, il nostro familiare senso dell’ambiente, altrimenti non potremmo reggere lo choc (quella scena in “Matrix” dove Neo e Morpheus discutono con disinvoltura di tutto e di più con nient’altro intorno che un tavolo e un paio di sedie in mezzo al nulla 🙂 ), però non c’è un contatto reale tra noi e il mondo, non c’è una reale aderenza, tutti i legami diretti sono stati “micro-sospesi”, è una realtà “con la condizionale”.

Le nostre richieste concrete, per esempio, per fare qualcosa, per interagire con qualcuno, vengono convertite (dalla “centralina del nulla”, dalla centralina della “realtà di cortesia“) in una certa richiesta di stabilità e di equilibrio e di autoriconoscimento e si provvede a fornirci gli equivalenti attualmente disponibili, che a volte possono essere abbastanza azzeccati, e a volte mica tanto azzeccati; inoltre la centralina spesso ci risponde con dei “file zippati”, quindi ci restituisce in output dei “grumi vibrazionali” che noi dobbiamo successivamente disimballare, mettere al posto giusto e poi trattare come se fossero realtà.

Questo regime della “realtà di cortesia” è comunque un gran bel servizio (e non sto affatto ironizzando!), perché ne abbiamo davvero bisogno per il nostro equilibrio (in queste notti ho sperimentato un pochino le sensazioni di cosa vuol dire veramente la condizione in cui tutti i fili, o anche solo alcuni fili del tessuto della realtà sono stati sciolti e posso assicurarvi che convivere con questa condizione non è umanamente sostenibile, per di più per alcune settimane di fila).

I codici sostitutivi: da una parte sono, devono essere, piuttosto verosimili, corrispondere alle nostre aspettative ed abitudini correnti (altrimenti che servizio di cortesia è?), ma d’altra parte hanno anche il compito di “attaccarci” in fretta e furia i nuovi saper fare e saper essere (quelli che useremo successivamente nella nostra legittima realtà terrestre ricaricata) e quindi si verificheranno mille e una differenze, mille e una deviazioni rispetto a quello che noi riteniamo un ordine familiare “certo”.

Ed è un nostro compito “sacrosanto” notare queste deviazioni, queste incongruenze, queste stranezze, queste mancate conferme, questi errori e “bachi” del programma (come il gatto del “Matrix” che è un’imperfezione del sistema), perché più noteremo questi “gatti” in transito 🙂 e più tenderà ad indebolirsi la nostra dipendenza dalla vecchia era, e più sentiremo dentro di noi le forze per migrare nell’ordine alternativo.

Non posso proprio promettere che le prossime settimane saranno dolci, perché questo passaggio è davvero pazzesco, è un regime della Forza che non avevamo mai sperimentato finora, a quanto pare, è la cosiddetta “terza opzione”.

Quali erano le prime due?

Quella dell’Armageddon, e cioè, la condizione in cui sul pianeta Terra viene fatta “piazza pulita” e poi si ricomincia da zero (un riavviamento totale del “college” terrestre), e quella in cui saremmo stati temporaneamente portati via dalla dimensione terrestre (dentro la Terra Cava o sulle astronavi extraterrestri, magari, in qualche posto sicuro nella Federazione Galattica della Luce 🙂 ) per poi tornare a casa gentilmente ristrutturata durante la nostra assenza.

La prima decisamente più realistica della seconda, ma che comunque è stata accantonata, per i motivi che forse riusciremo a capire meglio più in là.

La “terza opzione”, invece, ci fa rimanere dentro lo spazio terrestre, solo che… non è lo stesso volume terrestre dove ci trovavamo finora, siamo stati temporaneamente fatti sloggiare su “curvature” e portanti terrestri alternative, mentre nel volume principale vengono fatti i lavori pesanti, aperte delle “valvole nascoste”, fatte “scoppiare” certe tubazioni, scoperte e accordate certe dissonanze profonde (mi verrebbe da dire, “le dissonanze originali”), ri-centrati e ri-sincronizzati diversi parametri e direzioni dei motori di ricerca e chissà cos’altro ancora, comunque il succo della faccenda è che questo genere di lavori deve proprio essere fatto “a porte chiuse”, e quindi … eccoci qua, al sicuro, nella nostra “realtà di cortesia“. Non è un miraggio, non è un sogno, non è un’illusione, ma una “realtà di cortesia“, appunto. Una realtà “spostata” dentro un’altra sezione esistenziale.

Quali sono le caratteristiche salienti di questo passaggio?

Dunque, prima di tutto, l’uso dell’energia: i codici sostitutivi predispongono un regime di austerità vero e proprio, è come se ci trovassimo tutti sulla stessa barca, o, meglio, navetta, e su questa navetta non potessero essere tollerati né i lussi né gli sprechi, venisse garantito un minimo di “servizio pubblico”, ma diversi cavi e cavetti di alimentazione, sia terrestri che celestiali, fossero stati staccati, e noi giustamente percepissimo questo parziale “blackout”, che tra l’altro non è nemmeno stabile, ma si autoricalcola e si riconfigura dinamicamente, come uno stato di debolezza, di stanchezza, della non auto-localizzazione, di insensibilità ed indifferenza verso qualsiasi cosa, di sconforto, di insofferenza (in particolare, la sindrome della cosiddetta “insofferenza stupida” 🙂 ) ed altro ancora.

Usando un modo di dire dei miei connazionali (spiritosi!): “ogni tanto si spegne, ogni tanto si interrompe, ogni tanto non è proprio in funzione…” 🙂

Il deflusso della Ragione, dell’algebra della Vita che conosciamo…

È tutto così esplosivo e nello stesso tempo ovattato, intoccabile, il mondo sembra essere diventato sordo e “poco importante”, la Vita si sbriciola in un sacco di mini-frazioni irregolari, e già solo passare da una frazione all’altra può essere estenuante, per non parlare di combinare qualcosa di utile e di produttivo lì dentro.

Le interruzioni della Forza: per come le sto sperimentando io, sono più brevi che lunghe, brevi, ma numerose, cioè, non è un normale blackout “solido e monolitico” (il che lo renderebbe in un certo senso più comprensibile e più rassicurante), ma una condizione in cui le interruzioni coesistono con la condizione della presenza della corrente, ed è molto importante usare quei momenti della corrente riattivata per fare/segnalare/esprimere certe scelte, dopodiché magari avviene un’altra rieccitazione del Campo e le intenzioni di prima si dissolvono e si sbriciolano oppure l’energia per sostenerle e per mandarle avanti non si trova più…

Poi ecco che la grazia della corrente torna di nuovo: che cosa succede alle intenzioni di prima, alle modalità di ricerca di prima? Qualcuna forse c’è ancora (anzi, nel frattempo è ulteriormente cresciuta), e si auto-conferma come valida e conduttiva, mentre altre no, non danno segni di Vita…, e allora ciao, addio, non le possiamo supportare né “eseguire” e nemmeno toccare, non è una scelta mentale, non è un sacrificio, è semplicemente una questione di selezione naturale, di mera sopravvivenza – interagire soltanto con gli strati esistenziali dove in questo momento c’è un “fuochino fuocherello” (un minimo dell’eccitabilità) e lasciare naturalmente perdere quello che si è raffreddato, magari anche di colpo. Perché semplicemente non siamo più lì dentro, dentro quel particolare programma che compone la realtà, che proietta la realtà…

Un’altra caratteristica della “realtà di cortesia“, strettamente legata con quella dell’austerità energetica, è quella di non condurre le emozioni. Cioè, non è che sono fuori legge, semplicemente, non vengono predisposti i programmi, il software di base per gestirle, c’è solo la nuvola della sensualità grezza dissolta nell’aria vicino a noi che ci sollecita e nello stesso tempo un’assenza di strumenti appropriati per gestirla e per “confezionarla” in sfumature esistenziali più o meno “regolari”, per cui, a seconda di come siamo fatti e di come funzioniamo, possiamo temporaneamente rinunciare del tutto alle emozioni oppure provare ad usarle comunque come una Forza grezza, stratosferica e non personalizzata, tuffarci in un oceano delle emozioni ancora innominabili…, oppure usare entrambe le vie…, la scelta è nostra, la responsabilità è nostra, a condizione, però, che le nostre sperimentazioni e i relativi consumi di energia non compromettano la salvezza e la stabilità degli altri passeggeri della “realtà di cortesia“, altrimenti potrebbe anche venirci recapitato un avviso che su questa navetta di emergenza certe manovre non sono consentite.

Faccio un paragone magari non del tutto appropriato, ma che comunque rende l’idea: immaginate una città assediata, con riserve di cibo limitate, allora le emozioni sono un po’ come il cibo, e le scorte sono quelle che sono, e dovrebbero bastarci fino a quando non usciremo da questo “nulla di cortesia” (succederà più o meno a metà gennaio), probabilmente, se non dovessero bastarci, si troverà un modo per farci avere “in volo” degli approvvigionamenti extra, ma comunque non sono consentiti né gli abusi, né gli sprechi, e paradossalmente il prezzo più alto viene pagato proprio da coloro che si rendono conto della situazione, che sono un tutt’uno con la Nuova Terra e quindi rinunciano di loro spontanea volontà al proprio “cibo”, “spengono” temporaneamente i propri bisogni, a favore di coloro che beatamente, o forse non tanto beatamente, continuano a vivere come se non fosse successo niente.

Ecco, e questo è un altro punto fondamentale: i codici di sostituzione che ci sono stati forniti per creare la “realtà di cortesia“, non sono affatto uguali per tutti, a seconda di ciò che siamo e di ciò che siamo stati chiamati a servire, questi codici possano variare parecchio, e hanno anche il compito di indirizzarci verso le nostre specifiche “realtà in via di riconfigurazione”, di assicurarci un aggancio ottimale con il nostro specifico Cosmo terrestre, e perciò mettere a fuoco questi codici dell’irrealtà avanzata ed altamente consapevole potrebbe esserci d’aiuto per capire qualcosa di più su come verrà “arredato” e su come funzionerà il nostro riallacciato e riavviato mondo reale.

È così mi è venuta l’idea di organizzare un incontro collettivo concepito come una condivisione delle varie stranezze e deviazioni ed incongruenze individuali, come una sincronizzazione dei nostri specifici quadranti dell’irrealtà e della non Vita, useremo il campo collettivo per “pelare i nostri rispettivi gatti” 🙂 (quelli del “Matrix“, quelli che testimoniano l’imperfezione del sistema), perché più li noteremo e più riusciremo ad allontanarci dal vecchio ordine, ad esorcizzare il vecchio ordine, approfittando in modo proficuo di queste settimane del nulla.

Chissà che Metatron non avrà anche lui i suoi particolari “gatti” da “pelare” in questa occasione? 🙂

E ora due parole sul nostro corpo, fisico e quello della Luce, che poi sono la stessa cosa.

Ecco, il corpo potrebbe patire abbastanza gli effetti collaterali di questo periodo, ma su questo punto preferisco sorvolare, anche perché non è il caso di attribuire loro un’eccessiva importanza, altrimenti si sentiranno fin troppo reali.

Piuttosto vi svelo questo segreto: è decisamente il corpo l’artefice e il promotore delle nostre scelte nello spazio della “realtà di cortesia“, di tutto quello che ci mettiamo a desiderare, che ci impegniamo a fare e a supportare.

Il corpo avrà il compito di re-inclinare il mondo, di formare un campo di Forza, di liberare la consapevolezza, di essere il tramite tra la Terra e l’Universo, e per farlo dovrà prima ristrutturare se stesso e anche piuttosto in fretta.

Per farlo magari avrà bisogno di far avvicinare a se certi grumi di densità e certe frequenze e certe cariche energetiche e allora ci userà per fare i propri comodi, con le buone o con le cattive ci farà “ordinare” quei particolari materiali dell’Edilizia della Luce di cui ha bisogno, mentre noi, magari, attribuiremo a queste “rudi” necessità e richieste del corpo chissà quali significati, chissà quali motivazioni elevate…

Forse avevamo proprio bisogno di venire temporaneamente distaccati dalla Vita per poter poi riavvicinarci a lei con maggiore semplicità e umiltà e rispetto e fiducia e senso di unione con il Tutto, rinunciando ai vari voli fittizi per goderci un volo autentico, senza più abusare né di lei, né di noi stessi: sì, questa “realtà di cortesia” potrebbe essere decisamente educativa…

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