Irinushka

Spartire gli Spartiti

Il 31 dicembre 2011, a Capodanno, il nostro incontro collettivo è stato concepito con questo spirito:

“Il fatidico 2012 è alle porte! Allora spalanchiamogliele cortesemente ancora di più, queste benedette porte – così, magari mentre ci passa attraverso, con tutta la sua impressionante grandiosità, non rischia di urtare troppo contro l’attuale ordine, contro il nostro familiare “arredamento” dello spazio terrestre…”

Durante le sedute collettive, guidate da Metatron, da Raffaele e da un altro “ospite eccezionale” che ci ha fatto un’improvvisata, si sono mostrati a noi alcuni aspetti della nostra attuale e futura situazione planetaria che adesso proverò a presentarvi in questo mio articolo, prestando una particolare attenzione alle indicazioni suggerite dalle parole stesse.

Tanto per cominciare, prendiamo la parola Anno.

Già il primo gennaio, facendo gli auguri ai parenti, faticavo a pronunciare questa formula Buon Anno, la prima parola sembrava essere perfettamente in regola, mentre la seconda…

Come alternativa a Happy New Year!, sento la formula Happy New Era!, dove “New Era” indica le nostre specifiche linee e curvature del tempo, il nostro specifico alfabeto-della-Vita-che-crea-il-tempo-nonché-lo-spazio, per i nostri specifici binari del disegnabile e del manifestabile.

Oppure: Happy New Air!

La parola “anno/year”, invece, sembra essere “fuori tempo”, priva del potere della regolazione e dello spostamento, addirittura sta suggerendo: “Non usarmi! Disabituati ad appoggiarti a me, perché non sono più conduttiva e se mi segui, rischi di trovarti in un landscape dei pensieri e degli eventi che ti faranno girare in tondo dentro la Luce del passato, riprodurre la Luce del passato, mentre è nata una Nuova Luce, una Nuova Forza, un Nuovo regime dell’eccitabilità, una Nuova condizione della fede…”

Già, c’è stato questo colpo di scena, quando Metatron, concludendo la prima seduta pomeridiana, ha detto: “Concentratevi sul concetto di Happy End, del lieto fine, e poi dopo l’intervallo vi spiegherò a che cosa si riferisce”.

E si riferiva a questo: alla condizione che a mezzanotte (del 31 dicembre del 2011) sarebbe finita l’eccitabilità di prima, cedendo il posto ad un’eccitabilità nuova, più evoluta, fatta in modo diverso.
La Forza della Vita (“che la Forza sia con te”), come un corridore della staffetta che ha concluso la sua tappa, avrebbe toccato e messo in moto un nuovo corridore, un altro assetto della Forza, che si eccita in modo diverso, sente in modo diverso, ragiona in modo diverso, si muove in modo diverso, è presente in modo diverso…

Perché il cambio, anzi, il Cambio, doveva avvenire proprio alla mezzanotte del Capodanno?

Questa soluzione “spettacolare” è stata proposta perché avrebbe reso il passaggio più dolce per una grande quantità di persone, approfittando del fatto che molti in qualche modo associano l’arrivo di un nuovo anno a qualche cambiamento (magari, molto locale, molto circoscritto e tutt’altro che grandioso), ragionano in termini del cambiamento, si attendono e sperano nel cambiamento.
Questa aspettativa, spesso più implicita che esplicita, più inconsapevole che conscia, ha reso più facile farle “sloggiare” dai vecchi programmi della presenza e pre-indirizzarle verso i loro giusti “impieghi, incarichi e business esistenziali”.

Il vero slancio, comunque, diventerà possibile solo quando usciremo dall’attuale condizione della realtà di cortesia nella quale siamo immersi, da questa insolita e non del tutto reale decorrenza della Vita che rende tutto molto ovattato, compresa la percezione dei cambiamenti avvenuti dentro il disegno della Forza a Capodanno.

Ma ci saranno delle scosse, ci saranno degli sconvolgimenti, è inutile negarlo, perché questo nuovo spazio terrestre, questo habitat dell’avventurabilità sarà come un enorme rebus multidimensionale che ci viene affidato, affinché noi lo decodifichiamo, lo risolviamo, lo usiamo per il nostro e altrui bene.

Il nuovo cerchio della Vita è un “Open Space”, dove non ci sono barriere strutturali tra le diverse forme della presenza nella terrestricità, dove gli esseri umani e “simil-umani” 🙂 , le piante, gli animali, gli oggetti, il corpo stesso della Terra ed altre forme della consapevolezza, fanno naturalmente parte di un unico campo della produttività della Vita, servono il regime di una ricerca congiunta, di una conduttività congiunta, di un succedere congiunto.

Sì, succederemo insieme, nel senso che la Vita si muoverà, si manifesterà attraverso una catena di eventi concatenati (daisy chain), attraverso dei pacchetti dell’imperatività che saranno come una sequenza di respiri della Luce, come una sequenza di passi della Luce, che a sua volta potrà esprimersi ed imprimersi attraverso tantissime forme, individuali e collettive, umane e non umane, piacevoli e non esattamente piacevoli, ognuna delle quali avrà l’incarico di accompagnare il passo principale, il respiro principale e l’eccitazione corrente del Corpo della Luce, arricchendolo con particolari accenti e sfumature e sensi/significati.

In altre parole, saremo tutti imparentati dall’azione, unificati dall’azione, resi integri dall’azione, dall’azione multipla, miracolosa e trasformativa, diventeremo tutti soci di una Società per Azioni globale, e cercare di sottrarsi a questa condizione, insistendo di poter stare per conto proprio, di impegnarsi per conto proprio, sarà come scollegare se stessi dalle frequenze portanti del nuovo ordine terrestre. In altre parole, rimanere sul ciglio della strada, oppure muoversi verso il nulla…

L’avventurabilità, l’avventurabilità terrestre: è una parola interessante, vogliamo provare ad assaporarla, magari, in queste due versioni: l’avventurabilità con le ali e l’avventurabilità senza ali?

“Hully Gully”: è una danza collettiva dove ogni singolo passo è relativamente semplice e facile da eseguire, mentre la sfida consiste nel mantenere la velocità e il ritmo giusti, e potrebbe essere una metafora molto appropriata per rappresentare il nostro “Open Space”.

Ci muoveremo tutti al ritmo della danza e non sarà una danza frenetica, sarà come un narrare, un narrare fluido e naturale ed approfondito della dimensione terrestre, il suo auto-ammirarsi, il suo auto-riconoscersi progressivo, ed ognuno di noi si presterà ad eseguire la sua specifica danza, la danza della propria causalità e del proprio Amore, che sarà anche un aspetto della danza globale, dell’avventurabilità collettiva.

Ci verranno richieste delle acrobazie, delle capriole, dei passi, delle forme dell’esprimibilità della Vita inconsuete e decisamente diverse da quelle che conosciamo?

La risposta a questa domanda non può che essere individuale, e direttamente collegata al nostro specifico regime del servizio.

E in tutti i casi la scelta spetterà prima di tutto al nostro corpo, non alla nostra mente: è dentro il corpo che è precodificato il nostro “play”, è il nostro corpo che interagisce direttamente con il Corpo della Terra e con la sua eccitabilità, con il suo bisogno di raccontarsi.

Il Corpo della Terra potrebbe scegliere di esprimere queste o quelle sfumature dell’Amore e della Ragione e poi “organizzare un concorso pubblico”, digitare sullo schermo globale un certo ordine, un certo programma, un certo ritmo, sollecitando a farsi avanti coloro chi si sentono qualificati per partecipare con le proprie prestazioni alla stesura e all’esposizione di questo particolare capitolo o “demo” della Vita.

In questo modo potranno formarsi delle “Task Force” particolari, che avranno una composizione mista: energie umane più… altri compartecipanti e materiali di riempimento… Saranno come delle sezioni dell’Esistenza, delle oasi della stabilità e della fede, interconnesse tra loro perché risponderanno ad un unico centro, ma nello stesso tempo anche indipendenti e molto diverse tra loro nel modo di scegliere e creare le sagome ed i connotati con i quali esprimere sulla Terra la Forza del Cosmo.

Ultimamente interagisco molto con Raffaele che potrebbe essere definito come il Ministro della Sanità del nuovo spazio terrestre complessivo 🙂 e il 31 dicembre lui ci ha illustrato questo concetto molto entusiasmante dello spazio guaritore che contemporaneamente è anche da guarire.

Ci sono delle frequenze portanti malate, dei fili vibrazionali ingarbugliati, dei suoni che sono rimasti “sospesi” e non rispondono nemmeno ai comandi, dei regimi del pensiero “tossici e surriscaldati”, e tutto questo enorme calderone del malessere ha bisogno di essere rieccitato, risistemato e curato. Ma chi è che lo potrà guarire?

In russo c’è un detto spiritoso: “Il salvataggio degli annegandi deve essere opera degli annegandi stessi” 🙂 (una citazione di un romanzo satirico sovietico degli anni 30), che rende bene l’idea.

Sarà quindi lo spazio terrestre stesso a provvedere alla propria guarigione, usando il proprio corpo e le proprie “mani” e i corpi e le “mani” di tutti i soggetti che vi sono residenti, coinvolgendo tutti i suoi campi e domini di energia con i loro rispettivi “insiemi delle correnti guaritrici”.

“La guarigione del pianeta e di tutti noi ora entra nella fase pratica” , ha detto Raffaele, e poi ha precisato: “Ho detto NOI di proposito, non dovete affatto pensare che le malattie esistano solo nella dimensione fisica, mentre sui piani superiori siano tutti sanissimi, anzi…”

Perciò siamo degli alleati naturali, e avremo un sacco di lavoro da fare insieme…

Tutti hanno bisogno delle cure: il Corpo stesso della Terra, le piante, gli animali, “gli assemblati” (cose ed oggetti vari), per non parlare degli esseri umani con i fili delle frequenze portanti che sono aggrovigliati in un modo spaventoso.

Solo usando dei suoni molto potenti, molto puri potremo venirne a capo. D’altro canto è vero che i suoni hanno anch’essi bisogno di essere curati, riaccordati e corretti, per poter emanare la realtà non distorta.

Che cosa dipende da voi?
Molto, anche se non proprio tutto…

Alcuni aspetti della guarigione possono essere risolti o corretti solo a livello globale: si tratta di usare dei tasti sul pannello di comandi globale, mentre a livello dei pannelli di comandi individuali questi tasti semplicemente non esistono oppure non sono abilitati, ed è inutile far finta che non sia così.

Avete ciascuno dentro di voi un certo insieme delle correnti guaritrici, ma nessuno di questi insiemi è completo ed autosufficiente, nessun soggetto può provvedere da solo al proprio benessere, e quindi lo scambio diventa fondamentale.

Non sarà soltanto uno scambio tra persone, e le loro relative “specialità guaritrici”, ma uno scambio su una scala ben più vasta.

La nuova dimensione terrestre funziona così: vuole usare la condizione della malattia e della guarigione per unire tutte le presenze, tutte le energie, tutte le località, per predisporre una rete trasversale della diagnosi e dello scambio delle varie correnti guaritrici.

Immaginiamo che venga diagnosticato un certo problema, una certa condizione di malessere, come si fa a cercare un rimedio?

Potete segnalare questa incongruenza, questo malfunzionamento, vostro personale, o di un altro soggetto oppure dell’ambiente stesso, al Campo della Forza globale, e poi esigere una sua “espirazione-ispirazione” di risposta.

Dentro questa “espirazione-ispirazione” potrebbe esserci di tutto: certi suoni per correggere e bilanciare, certi suggerimenti espliciti e/o impliciti (tra i quali, magari, anche il consiglio di usufruire delle prestazioni della medicina tradizionale o alternativa), certi slanci e movimenti, aggiornamenti di software e altro ancora.

Perciò allenatevi ad ascoltare la Vita, La Vita che vi parla, la Vita che vi risponde, questo nuovo tessuto esistenziale così elastico e così consapevole, che in ogni momento tende a proporvi, a mostrarvi, a fornirvi dei frammenti della vostra bussola, quella famosa bussola “Fai da te” che vi guiderà nelle vostre nuove avventure terrestri.

Il giorno di Natale sono stata ispirata a scrivere questo post sul mio forum, mi è venuto proprio di getto.

“La fede che succede…”

Non una persona, non un evento, ma la fede/fiducia: è lei la protagonista che genera i “.exe”, le varie correnti esecutive ed applicative della realtà…

Un unico tessuto unificatore, un unico spazio unificatore degli eventi, un tessuto divino, ma anche umano, una forza pura che porta contemporaneamente in tante direzioni, ma anche in una sola direzione, che ha tanti calibri e “metri” e valute di scambio, ma che è anche un regime accordato all’unanimità per esprimere questo significato principale: ora a Dio è dato essere direttamente presente sulla Terra, può usare ed arredare ed ammirare la Terra come una sua dimora terrestre…

E prima, allora? Possibile che non fosse possibile questa condizione della sua presenza diretta?

Dunque forse non era del tutto onnipotente? 🙂

Sono sicura che avremo delle risposte a questa super-domanda, ma saranno risposte assolutamente non teoriche, più che altro, avremo delle “demo”, un sacco di “demo” di altissima razza di conduttività.., delle “demo” che mostrano, spiegano, raccontano e pre-sentono…

Raffaele ha concluso la nostra seduta del 31 dicembre con queste parole di taratura: “ANOTHER GAME”, per accompagnarci meglio nel nostro “lancio” verso il Nuovo regime della Forza e dell’eccitabilità, verso il nuovo Centro della Luce e dell’Avventurabilità.

Ora sento il bisogno di ripeterle: “Another Game”, abbinandole a questa espressione che sicuramente non ha bisogno di ulteriori commenti: “Deus Ex Machina”.

E anche alle righe di questa canzone russa:

“Che tutti gettino via le cariche e le pallottole:
Il confine è ormai vicino
E che tutti gli ufficiali si mettano addosso
Le proprie medaglie e le decorazioni”.

Si tratta dell’esercito dei nobili russi che combattevano contro i bolscevichi, per cui, ovviamente, non è il caso di fare dei paragoni troppo diretti, però il concetto di mollare il concetto stesso di combattere, di buttar via “le cariche e le pallottole”, e anche un invito ad esporre in modo visibile “le decorazioni”, rivolto “agli ufficiali” (possiamo dire, i segni di riconoscimento della propria forza e della propria validità, del proprio coraggio) mi sembra assai pertinente a quello che stiamo vivendo…

“Happy New …” 🙂

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