L’Azione giusta

Due parole di introduzione:

L’articolo che segue è il frutto del lavoro di più persone/presenze ed è la trascrizione di una parte di una seduta individuale.

Il soggetto che parla è Raffaele, interpretato da Irina e trascritto da Maria Teresa.

Grazie quindi a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo articolo e buona lettura a tutti!!!

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Prima di tutto bisognerebbe capire, inquadrare che cosa è l’azione, l’azione giusta, dove comincia, come avviene, come continua, quando cessa, come si possono captare le sue conseguenze perché in un certo senso adesso tutto ha questo riferimento dell’azione. Prima di chiedere come si possa usufruire della vita e altro forse bisogna capire meglio che cosa intendiamo con il concetto dell’azione e attribuire il significato giusto al concetto che la realtà è tutta basata sulle azioni, sulle conseguenze delle azioni.

L’azione la possiamo definire così: come un qualcosa, un intervento mirato, come l’uso di certe energie in modo da ottenere un certo effetto, a volte consapevolmente, a volte non consapevolmente.

L’azione comporta un cambiamento, una trasformazione, qualcosa nello spazio. Adesso vediamo un po’ questo attuale ambiente della terra con che cosa è riempito.

Apparentemente ci sono tante azioni, nel volume della dimensione terrestre ci sono un’infinità di azioni, individuali, collettive, azioni che iniziano, azioni che continuano, azioni che si interrompono in modo naturale o in modo non naturale: comunque, sembrerebbe che tutto lo spazio sia riempito con delle azioni.

Quanto queste azioni sono mirate?

Qui, già cominciamo con un primo interrogativo. Un abitante terrestre quando inizia un’azione, quando concepisce un’azione, dove pensa di andare, che cosa pensa di servire con queste energie, questa spinta a che cosa gli serve, che cosa vuole fare?

La prima risposta è che lui vuole confermare la realtà di prima, la vuole servire, la vuole confermare, la vuole sostenere. Può anche essere un’azione di grande contestazione, ma non importa, se lui la svolge dentro il contesto vibrazionale della vecchia realtà, lui di fatto sostiene la vecchia realtà, anche se esprime la sua scontentezza, la sua delusione, la sua ricerca delle soluzioni alternative, però, se usa i mezzi, le tarature della vecchia realtà, oggettivamente, porta l’acqua al mulino della vecchia realtà.

È come un meccanismo, come una catena di produzione questo sistema delle azioni. Praticamente è un sistema ininterrotto ed è un sistema che ha come unico vero obiettivo quello di Provvedere al mantenimento della vecchia realtà.

Adesso alcune persone sentono la delusione proprio di questo stesso regime, di questa catena di montaggio, vorrebbero sfuggire proprio da tutto ciò che è l’azione che mantiene in piedi la vecchia realtà perché nel momento stesso in cui viene concepito qualcosa, qualche azione, qualche programma, esso viene già compromesso perché verrebbe usato per sostenere la vecchia realtà. Infatti viene concepito nei termini, con dei proforma della vecchia realtà per il motivo che a livello del pensiero, in questo momento non sono accessibili altri concetti, altri disegni.

Allora uno che cosa fa? Intanto più o meno rinuncia a partecipare a questa azione, oppure si sente poco coinvolto, abbastanza deluso, non interessato all’esito finale. Uno, cioè, può anche cominciare una certa azione, dopodiché non gliene importa niente se verrà interrotta, se non verrà interrotta, se porterà qualche risultato oppure no. In un certo senso sente come un raffreddamento verso questa azione. Dice, sì, ti ho dato la vita però, sai non mi interessi. Questa condizione che in questi ultimi giorni è stata proprio notata da alcune persone e di cui parleremo anche domani è naturale, non è innaturale.

È una conseguenza naturale di ciò che adesso esprime il landscape terrestre.

Lui dice: io dovrei cambiare proprio il sistema dell’azione.

Tutto, vi rendo tutto quello che ho e ne voglio un altro in cambio, un altro sistema dell’azione, un altro “file system”, un altro regime dei movimenti, non mi trattengo certe azioni, certe sequenze perché queste tutto sommato sono buone, chissà, forse potrebbero rendere. No, io sento che si tratta proprio di cambiare in blocco tutto il sistema delle azioni a livello della vita ed è una rinuncia che in effetti deve essere totale perché altrimenti se, per precauzione o anche per paura di rimanere senza, uno si trattiene qualcosa, succede che lo spazio sul suo hard disk è occupato da questo qualcosa e quindi il nuovo file system, il nuovo regime di espressione della vita nei movimenti non può essere installato nel suo hard disk.

Che cosa può succedere durante il caricamento del nuovo file system? Verrà segnalato: procedura compromessa, esito non positivo in quanto dentro è occupato da qualcos’altro e solo l’utente può scegliere di rinunciare ai dati che ci sono già. Allora il nuovo file system non può essere installato in pieno.

Non è affatto casuale che alcune persone abbiano sentito questa specie di delusione portata ai limiti estremi. Era una riflessione molto precisa di questo, tutto sommato, interrogativo neutro che faceva il landscape: allora siete pronti per l’installazione di un nuovo file system dell’azione? Domani sicuramente di questo parleremo a lungo, anzi, non solo parleremo, ma faremo anche l’installazione, però, intanto vi volevo tranquillizzare e dirvi che questa delusione, ammessa proprio in modo onesto e senza mezzi termini, è un’ottima mossa perché vuol dire che siete disposti a rinunciare a tutti i sistemi dell’azione che usavate finora.

Anche se qualcosa di buono in passato queste azioni vi hanno portato, anche se certi movimenti proprio vi hanno anche catalizzato e aiutato a spostarvi abbastanza in avanti sulla vostra strada, però basta, il loro potenziale adesso si è esaurito, ma soprattutto, proprio a livello delle codifiche queste azioni di prima non sono compatibili con le azioni nuove perché il nuovo file system è fatto con tutt’altro regime di codifica e non si possono prendere pezzi di qua e pezzi di là.

Si intravede sul prossimo orizzonte, molto prossimo, il disimballo e l’attivazione di questo nuovo sistema dell’azione.

Perché parlo di sistema?

Perché il comando principale è quello del centro, del raggio centrale. Possiamo descriverlo così: come la condizione della terra e del cielo che finalmente si sono fusi in un abbraccio, hanno formato questa croce di alta qualità e adesso vogliono raccontare questa storia, questa love story e vogliono coinvolgere tutti i motori di ricerca, di tutte le energie, di tutte le utenze, perché siano co-narratori di questa storia.

Non può esserci un’autonomia individuale se non passa attraverso questo servizio del raggio centrale perché ogni forma dell’autonomia individuale come forma separata è un’illusione, non può funzionare. La questione è piuttosto come attuare una migliore relazione tra la propria predisposizione all’azione, ciò che è la propria scala della fattibilità, la propria musicalità e altre caratteristiche e ciò che il raggio principale vorrà esprimere, vorrà servire every day.

Che cosa si tratterà di fare? Si tratterà di servire questo passaggio del mondo della Terra dallo spazio che non vede l’amore, non sente l’amore, non vive d’amore, nello spazio che sarà il regno dell’amore, il regno dell’amore come forza, come stato, non come sentimento, quindi, non nel senso umano.

Ed è una condizione che non è mai esistita dentro questo spazio.

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