Irinushka

“E non è ancora cresciuta quella margherita…”

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“Delle montagne altissime sono apparse davanti a me
Con la mia guancia riesco e toccare i loro piedi
Ma non è ancora cresciuta quella margherita
Della quale io sfoglierò i petali chiedendo m’ama non m’ama…”

Per inaugurare il mio blog personale ho deciso di scegliere un argomento che ci coinvolge tutti – l’argomento dei rapporti interpersonali e del feeling tra le persone in questo periodo così “mosso”, così sconvolgente, così pieno di grandi cambiamenti.

Magari qualcuno di voi ora sta vivendo delle situazioni strane e surreali. Delle situazioni alle quali manca decisamente qualcosa dal punto di vista della trasmissività (cioè della capacità di trasmettere il proprio volere ed i propri desideri alle circostanze) e della “omogeneità”, delle situazioni che, a seconda di “come tira il vento”, a volte si presentano a tutto schermo e a volte si riducono ad un’icona appena percettibile, delle situazioni prive di senso e che spesso sembrano inviarci messaggi assurdi e contradditori.

Sembra quasi che non ci sia il background, che non ci sia alcuna stabilità, che il nostro rapporto con il mondo esterno giri a vuoto, che non ci sia più un contatto effettivo tra noi e gli altri.

È come se i nostri sensi si fossero ammutinati e ora cercassero di parlare una lingua del tutto particolare, una lingua che fa riferimento ad un regime di causa-effetto noto soltanto a loro, e quando noi, guidati dai nostri sensi, cerchiamo di usare questa nostra specifica “lingua della causalità” per comunicare con gli altri esseri viventi, ecco che si verifica la sindrome del “lost in translation” e allora noi ci sentiamo stanchi e demotivati ed incompresi e, forse, anche sconfitti.

Le situazioni non ci ubbidiscono più perché sono diventate insensibili al nostro vecchio “quadro di comando” e l’unica cosa che stanno ascoltando per davvero in questo momento sono le oscillazioni.

Quali oscillazioni, chiederete voi?

Beh, quelle delle Griglie Cristalline della Terra che sono quelle che generano le frequenze di base e le portanti vibrazionali da cui in sostanza dipende tutto ciò che si manifesta sul nostro piano fisico, tutta la nostra trasmissività individuale, compresa quella che alimenta i rapporti interpersonali.

Siamo tutti in oscillazione, qualsiasi cosa facciamo; oscilliamo per ancorarci alla Griglie e alle loro frequenze, per diventare parte integrante della rete globale della trasmissività, andando ad occupare ognuno un nostro specifico “slot” all’interno del Sistema, conformemente alla nostra Predestinazione vitale e ai compiti che siamo venuti a svolgere su questo pianeta.

Oscilliamo per farci scoprire dai radar del Sistema e per raggiungere il nostro “personale dominio della legittimità”, il nostro unico e specifico “posto sotto il Sole” – quello che è registrato a nostro nome, quello che risale alla nostra autonomia di origine, quello che è in grado di entrare in risonanza, in sincronia con i movimenti dei nostri “muscoli energetici interiori”, permettendoci di organizzare e di gestire la nostra presenza esterna come una specie di prolunga della nostra presenza interiore.

Oscilliamo per raggiungere il regime di “autocombustione” e per “scomporci” in “quanti”, in quelle particolari unità elementari della nostra trasmissività energetica che ci permetteranno di usare la nostra specifica “natura ondulare” come una specie di scrittura unica ed inconfondibile per comunicare con il mondo. Per fluire naturalmente verso l’esterno. Per “mettere a terra” e far circolare il nostro specifico capitale interiore. Per “succedere”.

Il fatto è che ognuno di noi attualmente sta oscillando secondo un regime tutto suo, e inoltre molti lo fanno “in maniera sbagliata ed inconcludente”, perciò non è affatto strano che tutta questa “Babilonia” che unisce dentro di sé in una forma ancora grezza tanti diversi formati della trasmissività e tanti diversi portatori della natura ondulare, ci crei qualche problema nei nostri rapporti con il prossimo.

Proverò a formulare alcune considerazioni metodologiche.

Ognuno di noi ha la responsabilità principale di assecondare e di servire il suo (e nostro) specifico processo di rieducazione, evitando di diluire questa responsabilità con i residui della responsabilità “vecchio formato”.

Non è possibile condividere questa nostra responsabilità con alcun altro essere vivente, non è possibile far combaciare la nostra responsabilità nei confronti della nostra specifica trasformazione e rieducazione con la responsabilità di qualcun altro nei confronti della sua specifica trasformazione e rieducazione.

Questo non vuol dire che noi non possiamo avere degli scambi utili e gratificanti con altri esseri umani, anch’essi in via di autorieducazione, ma le nuove relazioni interpersonali verranno gestite (messe a fuoco) sempre più tramite dei legami “verticali” (e cioè quando ognuno risale al proprio flusso di origine, impara a parlare la sua specifica lingua superiore, ad usare la sua specifica trasmissività e solo su questa base, solo da questa altezza, potrà “vedere” in modo corretto gli altri esseri umani e potrà dialogare in modo corretto e non distorto con il mondo esterno) e non più tramite i legami “orizzontali”.

Anzi, i legami, i riferimenti e i ruoli “orizzontali” (quelli provenienti dalla vecchia cultura esistenziale sul piano fisico) ora cominceranno a disintegrarsi con velocità sempre crescente, ad essere spazzati via dal vento, ed insistendo a volervicisi aggrappare a tutti i costi (per continuare a tenerseli stretti), uno rischia di farsi portare via dal vento.

Se a livello delle “melodie spirituali” che uno sta per far fluire fuori, imparando a suonarle nel mondo fisico (usando le frequenze, i contesti, le leve e i mezzi operativi del piano fisico) c’è un feeling con le melodie spirituali generate da un altro essere umano, allora molto probabilmente loro potranno coesistere ed agire in sinergia anche sul piano fisico, potranno suonare insieme, combinando in armonia le loro voci, delle partiture assai complesse, potranno condividerne il significato e lo slancio, ma se manca questa armonia a monte, allora non c’è niente da fare – non c’è nessun modo di continuare a mantenere i rapporti con questa persona e a coinvolgerla nella propria vita.

Questa scoperta potrebbe essere dolorosa (per l’ovvio motivo che non è facile rinunciare a qualcosa o a qualcuno che noi per inerzia e per abitudine continuiamo a considerare “roba nostra”), ma sarà infinitamente più doloroso continuare a darsi da fare con questa finta “roba nostra”, cercando di adattarla alle nostre esigenze, cercando di “farla ragionare, di farla rendere” – questo sì che sarà un vero inferno in Terra.

Il nostro nuovo modo di “essere” sulla Terra, prima di poter essere associato a qualche tangibile ed effettiva occupazione o leva o “icona” attraverso cui rispecchiarsi nel mondo, attraverso cui guardare il nostro “ritratto in piena statura”, ha bisogno di liberarsi dai “falsi contatti”; dai contatti che non soltanto non esprimono la nostra autentica imperatività, ma la distorcono, la obbligano ad assumere delle inquadrature non appropriate, la spengono, la congelano, invece di fornirle una ricarica supplementare e uno slancio “stereofonico”.

Ora questa liberazione, questo svincolamento dalle inquadrature sbagliate (le inquadrature attraverso le quali noi, qualsiasi sforzo facessimo, non potremmo mai instaurare con l’Esistenza il cosiddetto “regime del discorso diretto”, una specie di tete-à-tete, dove il mondo circostante sta continuamente in ascolto delle nostre necessità e dei nostri bisogni e si posiziona in modo tale da poterli soddisfare senza indugi e nella maniera ottimale) è già cominciata, anche se, ovviamente, ognuno di noi ha un suo specifico “piano di navigazione” per poter approdare alla nuova realtà.

Il regime della liberazione e della rieducazione tiene conto delle nostre condizioni nel loro complesso e, sulla base di questa sua super-visibilità complessiva (infinitamente più grande e più matura della nostra), ci coinvolge direttamente solo in alcuni particolari aspetti della rieducazione, ci propone (ci indica) alcuni rebus, alcuni indovinelli, alcune “macchie bianche” e ci spinge a gestirli, a risolverli – non più tramite le leve della fattibilità “orizzontale” (quelle ormai sono quasi del tutto inutilizzabili), ma attraverso il nostro nuovo “potere liquido”, attraverso la nostra fluidità interiore, attraverso le nostre risorse energetiche e spirituali.

Quindi, parlando dei nostri problemi ed indovinelli, la prima raccomandazione è quella di evitare di inquadrarli attraverso la causalità orizzontale (ricostruzione/ricerca delle sequenze di causa – effetto tramite i dati e i record registrati nel data-base dell’esistenza umana).

Questo data-base, anche se esiste ancora a livello della nostra visibilità mentale (come concetto centralizzato e anche come nostro archivio personale), ormai è rimasto irrimediabilmente fuori gioco, è rimasto sul ciglio della strada e più noi insisteremo cercando di reperirvi dei dati con cui riempire le nostre macchie bianche (ciò che non riusciamo ad intravedere con sufficiente chiarezza nelle nostre attuali situazioni), e più ci sentiremo stressati ed esausti, perché sprecheremo la nostra energia muovendoci in folle, nel vuoto, in un ambiente dove non esiste più alcuna trasmissività, nemmeno quella trasmissività lenta, tardiva, distorta ed handicappata che vi esisteva prima.

Perciò il primo passo consiste nello sgombrare totalmente tutte le nostre attuali “costanti esistenziali” – sia quelle positive che quelle negative (o che sembrano tali).

Sgombrare non vuol dire eliminare fisicamente (perlomeno, non in questa fase), ma vuol dire rinunciare all’idea di considerarle come una fonte stabile a cui attingere per alimentare e ricostruire il nostro specifico tessuto del significato esistenziale (il nostro modo di essere consapevolmente presenti), come uno specchio attraverso cui rispecchiarsi e valutare noi stessi.

In questo momento, a livello del piano fisico, non c’è nemmeno uno specchio esistenziale integro e non distorto; perciò la nostra motivazione non deve essere quella di stabilire (o di ristabilire) un dialogo soddisfacente con gli specchi distorti (per esempio, cercando di capire quanto sono distorti e perché sono distorti e come noi potremmo curvarci per aderire meglio al loro specifico disegno della distorsione), ma quella di avviare il processo della costruzione ex novo dei nostri specchi, delle nostre nuove inquadrature esistenziali che stavolta, secondo le nuove regole del gioco, saranno sagomate conformemente al nostro profilo interiore e perciò non contaminate dal virus della distorsione. Saranno giuste per noi nell’insieme e in ogni loro piccolo dettaglio, saranno una nostra personalizzata prolunga del nostro vero Io sul piano fisico.
Questi specchi sapranno parlare “la nostra lingua”, e saranno in grado di capirci e di valorizzarci anche senza parole.

Molti di noi attualmente hanno in piedi delle situazioni “strane” e “cacofoniche”, delle inquadrature esistenziali che palesemente non funzionano, ma sforzarsi di aggiustarle con i vecchi metodi, nell’attuale stato di cose, sarebbe come cercare di rincorrere i fantasmi. Andare a cacciare in riserve di caccia dove non si può più prendere alcun trofeo (dal punto di vista del significato della nostra esistenza), perchè i trofei ormai vengono distribuiti tutti altrove.

Perciò il primo passo verso il nostro futuro benessere complessivo dev’essere quello di evitare di concedere a tutti i nostri attuali fattori e circostanze esistenziali l’autonomia, il peso e l’autorità (“Io conto!”) che loro pretendono di avere per il semplice fatto che le hanno avute da sempre.

Questo non vuol dire rinunciare a qualunque forma di contatto con la realtà esterna (atteggiamento che sarebbe comunque impossibile), ma solo superare la nostra abitudine, la nostra propensione a dipendere dai fattori esterni come fonte del significato e degli eventi.

Ormai questa loro funzione si è quasi del tutto esaurita, e per poter essere di nuovo dei portatori e dei fornitori del significato per noi i fattori esterni dovranno essere azzerati e ricaricati da noi, dal nostro “profilo spirituale”, da quelle specifiche unità del significato e dell’imperatività che si trovano dentro di noi e che stanno per fluire fuori spinte dalle “doglie” – dalle nostre doglie individuali sincronizzate con le doglie collettive.

È possibile, anzi, possibilissimo che alcuni dei nostri attuali problemi contribuiscano al funzionamento del meccanismo delle doglie – e cioè aggiungano un’ulteriore spinta, un’ulteriore pressione alla nascità del Nuovo.

In questo caso sarebbe controproducente cercare di eliminarli dalla nostra esistenza, anzi, dovremmo esser loro grati perche ci aiutano a mettere giù le fondamenta della nostra nuova esistenza, solo che per poterli apprezzare e usarli consapevolmente come un catalizzatore della “perestroika” bisognerebbe “chiudere” il precedente tipo di rapporto che noi avevamo o pensavamo di avere con loro. Bisognerebbe rinunciare ad usarli come un diagramma esistenziale su cui viene tracciato il profilo corrente del nostro equilibrio (condizione che ci rende molto vulnerabili e molto poco autonomi), bisognerebbe staccare i tubi di questa respirazione artificiale e passare ad un altro livello di respirazione – quello dove noi, per la prima volta, saremo veramente padroni della nostra esistenza.

Al nostro rapporto con le persone bisogna smettere di attribuire lo status di un potenziale fattore educativo nei nostri confronti e, a noi stessi, lo status di un potenziale fattore educativo nei confronti degli altri. Per esempio, nel rapporto di coppia, bisogna rinunciare all’idea stessa che uno dei due possa e debba in qualche maniera “raddrizzare” o “riconfigurare” o “riordinare” o “far rinsavire” l’altro secondo le proprie necessità e le proprie aspettative.

Non può: e veramente non ha mai potuto, solo che adesso queste pretese di poter “co-gestire” un altro essere umano possono essere non soltanto una fonte di stress e di incomprensioni, ma possono letteralmente ostruire il passaggio verso la nuova realtà.

Non si può arrivare alla nostra vera autosufficienza piegandoci secondo le esigenze e le “curvature a zigzag” di qualcun altro, ma nemmeno sforzandoci di resistere a queste esigenze e ricalcolando noi stessi con il metodo dell’opposto, per esempio, osservando ciò che è l’altra persona e prendendo consapevolezza del fatto che noi non siamo uguali a lei. Perché in tal caso noi la useremmo comunque come un riferimento con cui confrontarci, attraverso il quale misurare noi stessi, anche se come un riferimento al contrario, invece di dedicarci alla scoperta delle nostre specifiche cadenze e ritmi mentali interiori.

Questa tecnica di autoraddrizzamento (della scoperta di se stesso) per contrasto poteva forse in una certa misura funzionare prima, ma si trattava sempre e comunque del livello di superficie, mentre adesso il nostro compito è quello di raddrizzarci in tutta la nostra “statura onnipotente” e per farlo non possiamo appoggiarci su nessuno – né sui parenti, né sui famigliari, né sugli amici – ma solo su noi stessi, sulla nostra spiritualità interiore “riscaldata” tramite il “gene termico” (vedere la breve nota in fondo). Non possiamo usare gli occhi di nessuno, le lenti di nessuno, le orecchie di nessuno – possiamo usare soltanto noi stessi, l’“array” della nostra trasmissività energetica dalla A alla Z.

Anzi, una relativa stabilità e coerenza dei rapporti famigliari potrebbe essere una trappola, un freno, perché continuando a nutrirsi di un suo apparente benessere, la persona potrebbe non sentire l’urgenza della trasformazione, oppure potrebbe sentire l’avvento della nuova realtà come una cosa “opaca ” e che non la riguarda personalmente, bloccata dai filtri e dalle inquadrature di un relativo benessere superficiale.

Eppure il salto nell’iperspazio della nuova realtà, il “transito dall’altra parte” ognuno lo deve fare per conto proprio, non può invitare gli altri a fargli compagnia, non può tenere per mano le persone care, deve farlo per forza “DA SOLO”.

Una volta raggiunto in questo slancio il livello della nostra vera autonomia e legittimità, noi riusciremo ad intravedere in maniera diversa le nostre attuali inquadrature problematiche e potremo anche decidere – in qualità di “gestore superiore” – come trattarle, come ricostruirle, come curarle, come ricaricarle e come rinnovarle – ovviamente, se il lavoro di ricostruzione a quel punto ci sembrerà ancora conveniente, se il gioco varrà la candela.

Perché non tutte le circostanze che in questo momento ci causano dispiacere e preoccupazioni, in seguito, una volta raggiunto il nostro status del gestore superiore della nostra esistenza, ci sembreranno ancora degne del nostro contributo e bisognose della nostra “magica” ricarica e ricostruzione energetica.

Qualcuna di queste circostanze attualmente problematiche potrebbe perdere per noi il suo significato, non avremo più voglia di “toccarla”, di “ricaricarla” e di “correggerla”, di appoggiarci ad essa, di investire in essa, non la sentiremo più come una cosa viva e pertinente per noi, e allora la lasceremo naturalmente alle spalle e ci daremo da fare altrove, generando e predisponendo le circostanze e i confronti che maggiormente possono rispecchiare ed enfatizzare la nostra vera natura.

I rapporti interpersonali appartengono alla categoria delle circostanze estremamente instabili e mutevoli: molti dei rapporti attualmente esistenti (compresi quelli famigliari) si scomporranno molto in fretta mentre cominceranno a formarsi altri rapporti, altre forme di unione, basati sulla “parentela delle anime”, sulla parentela del “gene termico”, sull’apartenenza alla stessa scala degli eventi.

Solo che in questo momento è assai difficile fare previsioni, perfino attingendo alle fonti dei piani superiori.

E siccome non c’è niente di sicuro, è meglio evitare di prendere delle decisioni drastiche, per esempio, rinunciando in maniera categorica e definitiva ad un rapporto, perché “la situzione ci sembra troppo incasinata”, perché ci sono vari ostacoli, perché noi non sappiamo più come comunicare con questa persona, quali lenti o inquadrature usare per stare con lei sulla stessa lunghezza d’onda.

Tutto questo non importa, se dentro di noi sentiamo che “qualcosa di vero c’è”.

Da qualche parte, molto in profondità, si potrebbe dire “a livello del ventre”, c’è qualcosa di molto giusto, di molto puro e cristallino, qualcosa da cui noi sentiamo di essere fortemente attratti; potrebbe essere una nuova armonia, una luce, un bagliore del significato primordiale, un nuovo ordine delle cose, degli orizzonti ancora invisibili a cui però noi non siamo disposti a rinunciare.

Noi importa se per il momento questa armonia interiore non può ancora essere espressa a livello di superficie, se le sue note purissime e cristalline non possono essere riprodotte e suonate nelle inquadrature di tutti i giorni: il fatto è che ci troviamo “nel volume della realtà allargato”, sul confine tra il volume della realtà attualmente manifestata e il volume della realtà potenzialmente manifestabile, e questo confine non è affatto ermetico com’era prima; anzi, c’è un notevole “traffico delle cose”, predisposte e preconfigurate a monte dentro il nostro “volume esistenziale materno”, che cominciano a scendere a valle per diventare parte della nostra realtà immediata, del nostro “volume esistenziale filiale”.

Il traffico delle varie tarature, dei frammenti dell’imperatività, dei pezzi del significato. Il traffico delle “stelle cadenti”.

Attualmente sta nascendo un regime completamente nuovo di “stare insieme” ad un’altra persona (nel significato più ampio del termine).

E un regime di autocombustione e di autoscissione che comporta una specie di eccitazione ondulare condivisa, un oscillamento in sinergia, che crea un campo del feeling energetico reciproco, che stimola ognuno dei soggetti oscillanti a scomporsi nelle sue specifiche unità elementari della trasmissività, nelle sue particolari molecole ed atomi e particelle elementari, permettendo a queste ultime di stabilire un libero dialogo a tutto campo con le particelle elementari “amiche”.

Le onde delle rispettive oscillazioni si espandono, si incrociano e si intrecciano, si sostengono e si fecondano a vicenda, rafforzando e potenziando sia il nostro stesso campo vitale sia quello delle persone con cui noi interagiamo secondo questa “modalità evoluta”.

In maniera del tutto naturale e spontanea rendiamo gli altri partecipi della nostra esistenza, fornendo loro – non a livello conscio, ma a livello della nostra stessa natura energetica – i ritmi, le cadenze e le chiavi giuste che permettono loro di avere accesso, senza forzarle, alle serrature interiori della nostra trasmissività e della nostra stabilità, mentre loro fanno altrettanto con noi – questo, ovviamente, se c’è un feeling a monte, un feeling a livello dei nostri rispettivi “array” energetico-spirituali, a livello della nostra specifica natura ondulare, a livello del nostro specifico “gene termico” da cui dipende il nostro regime di autocombustione, la nostra specifica maniera di riflettere la luce, di ricalcolarla e di trasformarla nelle traiettorie degli eventi e nei fatti di tutti i giorni.

Mentre tutte queste super-infrastrutture e super-attributi della nostra nuova esistenza evoluta si stanno risvegliando e si stanno mettendo a punto dentro di noi, noi cominciamo a sentire un bisogno crescente di “incalzare e di sollecitare” alcune delle persone che ci circondano.

Questo “incalzare e sollecitare /solleticare” potrebbe esprimersi in tanti modi, potrebbe appellarsi al linguaggio del corpo o della mente o delle emozioni o ad altro ancora, ma sotto sotto noi non facciamo altro che cercare le leve giuste per eccitare e stimolare l’altra persona affichè essa attivi il suo specifico regime di autocombustione e di autoscissione e si metta ad oscillare secondo la sua specifica natura ondulare; perché così noi potremo verificare in modo empirico se il suo specifico modo di oscillare e di “parlare la lingua del Tutto” sia complementare con il nostro e possa entrare in sinergia con esso.

In caso affermativo si formerà un campo energetico dotato di vari adattatori e buffer ed altri meccanismi di regolazione e di conversione ancora in via di definizione che ci permetteranno di interagire con l’altra persona come se stessimo interagendo con noi stessi.

Quando ero bambina mi piaceva moltissimo il libro “Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson” di Selma Lagerlöf, lo conoscevo quasi a memoria.

Ecco, in questo libro c’era una specie di incantesimo, una formula magica che permetteva ad un essere vivente di diventare un altro, di entrare – letteralmente parlando – nella pelle di un altro.

“Burum – shurum, shalty – balty… Chi sei tu? Chi sono io? Prima ero io, ora sono te…”

Quello che voglio dire è che questa nuova realtà, questo nuovo sistema operativo esistenziale che comincia a travolgere in una maniera sempre più decisa e pressante il nostro pianeta, ci mette naturalmente a disposizione tutte queste arti magiche, risveglia il nostro personale giusto e legittimo “sapere essere”, e ci rende capaci di appellarci, come e quando sarà necessario, alla nostra specifica formula “Burum – shurum, shalty – balty” , per vivere con il mondo esterno il rapporto della reciproca fiducia e della reciproca comprensione.

Ma per il momento ci sono ancora parecchi lavori in corso; tutto questo “ben di Dio”, tutto questo “software delle meraviglie”, ora che è arrivato tra noi, deve ancora essere disimballato ed installato e testato e riavviato, deve fare il suo ciclo di rodaggio.

È un’impresa tutt’altro che semplice, praticamente si tratta di ricostruire il mondo della Terra nelle sue fondamenta e nelle sue svariate manifestazioni esterne e tutto questo senza “staccare la spina”, facendo questa grandiosa “operazione a cuore aperto” senza anestesia e senza alcun rifugio sicuro in cui eventualmente nascondersi per poter poi uscire fuori quando il tornado sarà passato.

Se vogliamo rimanere su questo pianeta e farne parte, non abbiamo altra scelta se non quella di sostenere con la nostra energia personale questa enorme rete della trasmissività, di confluire e di espanderci dentro di essa, altrimenti il Sistema, ogni volta che noi cercheremo di intraprendere qualcosa nella nostra vita, perfino le cose più semplici, non sarà in grado di riconoscerci e di autenticarci e, di conseguenza, ci negherà l’accesso al suo “spazio operativo ed interpretativo”.

I cambiamenti ora si propagheranno in una maniera estremamente rapida, al limite del sostenibile, e la cosa migliore da fare per rendere questa fase delle doglie e della nascita del nuovo mondo più vivibile, è quella di usare il più possibile il calore umano.

Il calore umano che noi generiamo nei confronti degli altri – indipendentemente dal fatto che ci sia o che non ci sia un feeling energetico con i loro array della trasmissività (condizione che comunque non possiamo ancora sapere, tranne che in alcuni casi indubbi) – ci aiuta a superare lo sconforto e le perplessità del momento, di rilassare anima e corpo, di acquisire qualche sfumatura di significato in più e soprattutto di collegare la fonte della nostra vitalità individuale alle Griglie Cristalline della Terra e di ricalcolare noi stessi usando la Fonte primaria come riferimento.

E allora lasciamo che il motto “Più calore umano!” sia una specie di molla nascosta di questo sito.

Qualsiasi cosa noi vogliamo discutere, non dimentichiamo di accompagnare naturalmente tutti i nostri commenti o messaggi con la giusta dose di calore umano come se fosse una specie di nostra firma virtuale, che viene “caricata” sul sito ogni volta che noi decidiamo di confrontarci con gli altri.

Da una poesia russa:

“Delle montagne altissime sono apparse davanti a me
Con la mia guancia riesco e toccare i loro piedi
Ma non è ancora cresciuta quella margherita
Della quale io sfoglierò i petali chiedendo m’ama non m’ama…”

L’intero suolo, l’intero “landscape” del pianeta Terra attualmente è in via di rifacimento e dunque non è il caso di sforzarci inutilmente, cercando di ottenere a tutti i costi quella certezza che per il momento non c’è e non può oggettivamente esserci.

Perché siamo nella fase del “ricalcolo”. Perché tutto il nostro habitat esistenziale sta cambiando in una maniera talmente profonda e senza precedenti che la nostra mente non è nemmeno in grado di stare al passo con questa trasformazione.

Perché il tempo per piantare e coltivare le nostre margherite, e anche per impadronirci dei nostri specchi magici giusti (Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?) deve ancora arrivare.

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Il gene termico

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Tutti noi, persone attualmente presenti sul piano fisico, abbiamo a disposizione delle sagome e delle curvature energetiche interiori, dei pattern della trasmissività personalizzati che sono strettamente collegati con il sistema dei chakra e dei canali energetici.

Solo che adesso, mentre lo spazio del mondo della Terra diventa sempre più saturo della luce e delle vibrazioni ad alte frequenze, si sta risvegliando ed attivando dentro di noi un attributo energetico del tutto particolare che possiamo chiamare, appunto, “gene termico”.

È un’unità di misura della fattibilità correlata con il nostro potenziale stellare e con la nostra specifica natura ondulare, una “valvola magica” che ci permette di canalizzare la luce come carburante e di usarla per scorrere naturalmente nella nostra esistenza di tutti i giorni, come un veicolo a combustione interna, alimentato ciascuno dalla propria specifica “miscela imperativa e cognitiva”.

È un attributo che ci permette di ancorarci direttamente alle Griglie Cristalline della Terra, e di vibrare all’unisono con le portanti e le tarature generate da loro, è una specie di bussola interiore che ci permette di ricalcolare in modo dinamico la nostra posizione e il nostro stato corrente conformemente a quello che siamo dentro, e, caso mai, di apportare delle modifiche alla nostra rotta esistenziale.

È un comando e un tramite tra i raggi della luce e la nostra particolare capacità di accogliere questi raggi della luce dentro di noi, di disimballarli, “decodificandoli ed interpretandoli” con le nostre curvature energetiche (quelle che, con la loro particolare sensibilità alla luce e con la loro capacità di parlare la lingua delle accelerazioni e delle risonanze universali, stanno gradualmente diventando la nostra coscienza “formato largo” e la base della nostra stabilità esistenziale) e successivamente di rifrangerli, di espanderli fuori sotto un ‘altra angolazione, di “metterli a terra”, trasformandoli nelle curvature degli eventi terrestri consoni alla nostra natura energetica e al profilo del nostro throughput.

Permettendoci così di creare la nostra realtà personalizzata “su misura” che risale alla nostra autonomia di origine, alla nostra capacità primordiale di far succedere le cose, il che naturalmente pressuppone anche la condizione di assumersi le responsabilità nei confronti del nostro specifico “creato”.

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14 Comments

  1. Irinushka  •  Apr 9, 2008 @13:29

    Ciao, LALLA!
    Sono molto contenta di poter comunicare con te anche attraverso il mio blog.
    Il fatto che ora il blog esista anche in versione italiana è certamente anche il merito tuo.

  2. LALLA  •  Apr 9, 2008 @13:16

    BACI CON TANTO AFFETTO

  3. LALLA  •  Apr 9, 2008 @16:56

    CIAO RAGGIO DI SOLE, SONO STRACONTENTA CHE IL BLOG ESISTE ANCHE IN VERSIONE ITALIANA,MA DOBBIAMO RIMGRAZIARE ANCHE L’AMBASCIATORE DEI CIELI(CHE IO HO AVUTO L’ONORE DI SENTIRE PER QUANTO LUI MI HA PERMESSO). E UNA MERAVIGLIA IL MODO NEL QUALE CI HAI PRESENTATO TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO DA UN BEL PO SU QUESTA TERRA. CONOSCENDO IL TUO LATO FIZICO E QUANTO NON TI PIACE PARLARE TANTO, TI DEVO DIRE CHE SONO RIMASTA STUPITA(IN MODO BELLO) TI SPIEGO;MANO A MANO CHE LEGGEVO I TUOI ARTICOLI(SPIEGHIAMO CHE FINO ADESSO NOI CI SIAMO SOLTANTO PARLATE,PERCHE IO NON HO AVUTO L’ACESSO AL BLOG,O NON ERA IL TEMPO, O SOLTANTO PERCHE ERA IN RUSSO)TI VEDEVO IN MODO DIVERSO… AVEVO L’IMPRESIONE CHE ANCHE FIZICAMENTE ERI DI UNA GRANDEZZA IMMENSA,SE E CORRETTO DETTO COSI,PRATICAMENTE QUASI UGUALE CON LA TUA GRANDEZZA SPIRITUALE. VOLEVO DIRE A TITTI QUELLI CHE LEGGERANO IN QUESTO BLOG CHE IO SONO UNA PERSONA ANCORA MOLTO TERRESTRE,MA CHE,COME TU HAI DETTO,STO GIA SCEGLIENDO QUELLO CHE MI STA SUCCEDENDO. SO CHE SEMBRA IMPOSSIBILE MA E PROPRIO COSI. UN GRANDE ABBRACIO A TE E TUO MARITO

  4. LALLA  •  Apr 11, 2008 @07:41

    Sai che da pochi giorni sono rimasta senza LUCE… Ieri sera mi sono addormentata con la mia Margherita,chiedendole di aiutarmi…Non so come(perche non mi ricordo e credo che ha poca importanza) ma, stamattina mi sono ritrovata con la mia LUCE. Questi giorni passate non riuscivo a scegliere e mi sentivo male senza la mia terra sotto i piedi…Oggi vedro se posso SCEGLIERE QUELLO CHE MI STA SUCCEDENDO. Torino e sotto la pioggia,ma io mi sento tutto il sole addosso… GRAZIE

  5. Irinushka  •  Apr 12, 2008 @14:55

    Il fatto è che la LUCE non è confinata ad un posto fisso, ma si sposta continuamente e perciò, se noi vogliamo riaverla, dobbiamo spostarci continuamente anche noi, seguendo la sua rotta di navigazione.
    Proprio come il girasole che segue il percorso del sole.

  6. LALLA  •  Apr 22, 2008 @14:38

    Ciao RAGGIO di sole,mi mancate tanto,soltanto che sto passando un periodo un po incasinato sul lavoro,volevo dirti che credo che mi sto abituando con il nuovo livello,la mia luce sta diventando piu forte e piu intensa e mi da un grande conforto. Devo ancora capire comme funzionano le cose quassu…in ogni caso,non so perche ma non mi sento sola…Ho dimenticato di dire,ho dei visitatori…non so chi siano ma sono molto piu pacifici degli altri,hanno un’aria calda quando mi passano vicino e sembra che mi stanno studiando.Una cosa e strana,quando sbaglio qualcosa mi sembra che si divertano…non so spiegarti ma li sento

  7. Irinushka  •  Mag 11, 2008 @16:25

    Lalla, dal mio punto di vista, sei già residente in questo spazio virtuale da un po’ di tempo, e al forum (dove per il momento si parla soltanto in russo) io ti avevo perfino attribuito il titolo del “membro del forum onoris causa”-), perché sei indubbiamente una dei nostri e perché il tuo specifico spettro dell’arcobaleno vive in simbiosi con questo spazio.
    Ora puoi diventare un membro attivo del gruppo, leggendo i testi e partecipando alle nostre discussioni con i tuoi commenti e le tue domande.
    A proposito, l’Ambasciatore dei Cieli, quando mi aveva suggerito di provare a cimentarmi con una versione italiana, sicuramente aveva in mente anche questo obiettivo – di farti coinvolgere in una maniera più diretta.
    Perché i tempi sono ormai maturi per andare oltre i confini.
    In tanti sensi, e in tante dimensioni, cominciando proprio da questa decisione di togliere alla versione russa quell’”esclusiva” del monitoraggio ravvicinato dell’onda trasformativa che finora le apparteneva.

  8. Irinushka  •  Mag 11, 2008 @16:55

    Сarissima LALLA, ci sono tanti, tantissimi cambiamenti “nell’atmosfera”, specialmente in questi ultimi giorni.
    Apparentemente avevo trascurato il sito per un certo periodo, ma intanto diverse cose stavano evolvendo “in maniera carsica” (questa espressione che avevo imparato di recente, mi piace moltissimo), secondo la loro logica (non sempre visibile in superficie), ed ora possiamo decisamente cominciare una nuova fase.
    Ho in mente di scrivere prossimamente un altro articolo, per condividere con tutti voi alcune delle mie recenti “scoperte” e considerazioni sull’avvento della nuova realtà, ma ovviamente il campo dei Commenti può essere usato in qualsiasi momento per comunicare e stare sulla stessa lunghezza d’onda.

  9. Vanityang  •  Dic 10, 2008 @00:18

    Ciao,sono appena arrivata!So che pazientemente qualcuno mi spiegherà come seguire e continuare nel giusto il cammino intrapreso.Vengo da Astronave Pegasus dove ti ho conosciuta,e dove è arrivata la chiamata per venire e conoscerti!Un abbraccio di cuore Vanityang!

  10. Irinushka  •  Dic 16, 2008 @14:18

    Ciao, Vanityang!
    Se senti di aver intrapreso il cammino, sei già nel giusto! 🙂

    Però è anche vero che abbiamo tutti bisogno delle spiegazioni e delle dritte su come fare, e, quindi, fornendo ognuno il suo specifico contributo, cerchiamo di creare insieme questo “manuale dell’utente della nuova realtà”, usando i mezzi che abbiamo a disposizione. E che non sono necessariamente quegli esoterici, anzi, il campo esoterico tradizionale l’abbiamo ormai lasciato parecchi piani sotto di noi, dal punto di vista vibrazionale, intendo.

    Sento di poter dire che il nuovo (nuovo come uno spazio di comunicazione internazionale) forum http://www.irinushka.eu/forums/index.php avrà un ruolo importante nella scrittura di questo manuale, perciò, se la cosa ti interessa, vieni e partecipa in prima persona.

    Un abbraccio di cuore anche a te! 🙂

  11. Luca  •  Dic 17, 2008 @14:57

    Posso dire, per ora, che ogni volta che leggo un Tuo articolo ne ricevo un grande beneficio!
    ma questo ancora non rende l’idea del potenziale che apre ogni riflessione donata nello scritto.
    Così come quando viene lanciata una pietra in un lago quieto, appaiono molte onde concentriche che si espandono sulla sua superficie, immaginate il lancio di due pietre le cui rispettive onde si intercettano e si influenzano, creano disegni inimmaginabili prima.
    Ampliate il tutto verso innumerevoli lanci….
    ecco così la consapevolezza ed i reciproci stimoli!

  12. Irinushka  •  Dic 17, 2008 @16:00

    Fratello mio, ti ringrazio! 🙂

    Ora che hai letto questo articolo, non trovi anche tu che l’idea di accompagnare il tuo primo post al forum con una foto che per me è un’illustrazione perfetta di questo stato delle cose:

    “Delle montagne altissime sono apparse davanti a me
    Con la mia guancia riesco e toccare i loro piedi
    Ma non è ancora cresciuta quella margherita
    Della quale io sfoglierò i petali chiedendo m’ama non m’ama…”

    è stata una di quelle idee non del tutto casuali? 🙂

  13. Luca  •  Dic 17, 2008 @16:46

    … beh ammetto che la cosa è davvero molto indicativa, considerando che non avevo letto molto quando ho scritto ma sentivo che era utile mettere quella foto:
    è la mia preferita ed è indicativa del processo da me attraversato in quel posto magnifico.
    A beneficio di tutti ecco il link al post 🙂
    http://www.irinushka.eu/forums/viewtopic.php?f=10&t=111

    Tempo giunge di nuova forma
    saggezza antica di nuovo torna
    ma su gioco diverso si incontrano conosciute armonie
    affinchè dalla luce nascano, infine, nuovi geografie.
    🙂

  14. Irinushka  •  Dic 17, 2008 @18:08

    A proposito delle nuove geografie, mi ricordo una notte in cui sono stata svegliata di soprassalto dalla frase “New found land” che ho sentito forte e chiara dentro la mia mente.
    “New found land”, come “Nuova Terra”.
    È stato, direi, più o meno a metà del 2007, il momento in cui le cose hanno finalmente smesso di “sprofondare”, l’infinito movimento “Up the down staircase” si è felicemente concluso e sotto i nostri piedi si è finalmente “materializzato” il nuovo landscape, il nuovo suolo vibrazionale destinato a reggere le nostre future creazioni esistenziali. 🙂

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