L’unione con Dio rende immortali

Due parole di introduzione:

L’articolo che segue è la trascrizione di una parte di un incontro privato.

Il soggetto che parla in prima persona è sempre Metatron e Irina lo ha interpretato con parole sue ;-), come sempre un po’ risistemate da me (Massimo).

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È la sensazione dell’unione con Dio che vi darà veramente il senso dell’appartenenza perché questo è l’appoggio più stabile che esista ed è un appoggio che vale per l’Eternità.

Nel momento in cui voi lo acquisite non dovrete più preoccuparvi se questo appoggio sarà valido per un certo tempo o no, se è valido solo nella dimensione terrestre o no.

È valido sempre.

Nel momento in cui voi lo acquisite, diventate immortali, diventate senza scadenze, diciamo però, con la necessità di rinnovare sempre e continuamente il vostro assetto perché è proprio la condizione dell’unione con Dio che detta questa regola.

Lui dice: sì, potete stare con me ed essere immortali, possiamo essere uniti, possiamo usare insieme le nostre energie per servire i voli di qua o i voli altrove… Anzi, vi invita a questo genere di collaborazione e a questo punto il problema della morte non si pone perché l’unione con Dio libera naturalmente da questa soglia, da questa condizione.

Siccome per Lui non esiste il concetto della morte, allora chi è veramente unito con Lui si trova nella stessa condizione.

Poi, il look, l’assetto, l’autopresentazione certamente possono rinnovarsi, possono evolvere, anche il modo di essere presenti nella materia può evolvere, però, se entrate in connessione con Dio, entrate in connessione con l’Immortalità.

Dentro questo filone, poi, possono essere fatte tante scelte su come manifestare questa vostra immortalità, verso quali risoluzioni esistenziali avviare le vostre energie, che cosa servire.

È qualcosa che vi toglie naturalmente la barriera costituita dalla morte.

Non dico la paura, perché a questo punto non soffrite nemmeno più della paura della morte, però, in qualche modo questa barriera che ancora incombe su di voi vi toglie la vostra forza, vi attribuisce il codice del non potere perché giustamente voi dite: sì, se io sono un essere mortale non sono un essere onnipotente! E questo poi lascia l’impronta su qualsiasi vostra scelta, su qualsiasi vostro movimento nella realtà presente.

Se invece sentite questo regime dell’unificazione con Dio, la soglia della morte verrà superata naturalmente perché sentite che è insieme a Lui che deciderete come riconfigurarvi, come essere presenti.

Se sarà conveniente continuare a stare nella terrestricità per un bel po’ perché ci saranno le cose da servire qui, bene.

Sono cose da concordare con Lui e sicuramente si possono assegnare dei codici del ringiovanimento, dell’aggiornamento del vostro aspetto fisico. Come ho detto prima non c’è niente di impossibile a questi livelli.

Per cosa userete le vostre energie? Per servire questa causa principale, insieme all’onda del Creatore.

Questo genere di contatto e questo genere di illuminazione e anche il senso dell’ambiente voi lo potrete percepire anche direttamente dall’ambiente usando i vostri stessi canali percettivi, perché Dio fa di tutto per farsi scoprire e per offrire questo genere di collaborazione a coloro che ci stanno, però non insiste, non impone, semplicemente si mette nella posizione in cui può essere scoperto, in cui può essere fatto nascere questo regime dell’unione con Lui. Possiamo chiamarlo “Unione Sacra”.

Il vostro corpo, ecco che sta dando una risposta affermativa, e dice: sì, questa cosa la voglio, io non ho dubbi. Questa cosa la voglio proprio. Il mio ordine naturale mi suggerisce di scegliere questa condizione, di essere il conduttore delle energie di Dio, dell’Istanza Suprema perché questo mi darà anche il massimo della mia autonomia, del mio senso dell’appartenenza. Finalmente saprò come autodefinirmi, finalmente saprò di che cosa mi sto occupando.

Questo genere di unificazione può avvenire anche spontaneamente, istantaneamente perché le cose sono ormai abbastanza mature perché questo possa succedere e ogni strada può essere buona per portarvi a questa unione con Lui.

Sicuramente le emozioni della sensualità sono molto utili in questo senso perché vi liberano naturalmente dal vostro senso di appartenenza di prima, dalla vostra autoidentificazione di prima e, quindi, naturalmente vi avvicinano a Dio.

Però, ci possono essere anche altre strade, l’importante è usare delle frequenze possibilmente forti, autentiche, non inquinate, non già usate o masticate da qualcun altro. Queste frequenze le potete trovare dentro qualsiasi inquadratura, dentro qualsiasi movimento e poi usatele come un’onda che vi porta sempre più vicino a questo Centro, a questo nucleo, a questa Consapevolezza Suprema che sarà anche il vostro nido, la vostra autoidentificazione.

Più o meno è questo il regime: mi è dato essere dentro il Tutto, essere qualsiasi cosa dentro il Tutto usando il mio specifico linguaggio, i miei specifici attributi, la mia specifica forza.

Se voi entrate in questa inquadratura dell’unione con l’Istanza Superiore non potete non sapere chi siete perché Lui vi vede e ciò che vede ve lo racconta, ve lo fa sapere.

Anche voi, a questo punto, scoprite chi siete e scoprite anche come Lui sta servendo la vostra causa.

Vedete, questa è un’unica via che, a sua volta, può essere definita come un insieme di vie infinite, che porta al vero senso di se stessi, al senso della propria appartenenza, della propria validità e che pone l’individuo fuori da questi concetti della vita, della morte, dai vari obblighi tipici della dimensione umana.

Certe correnti della vita umana, sicuramente possono ancora essere presenti nelle vostre vite mentre le gestite in quest’altra risoluzione, però, sarà un posizionarsi al di sopra di quelle correnti, non essere fusi con esse, non sentirsi un essere umano mortale ed impotente.

Le vie per accedere a questo click, a questa soluzione massima sono tante, sono diverse. Ognuno di voi può avere diverse scelte che portano in quella direzione principale e giustamente dovete usare il vostro diritto della scelta, ma cercate di percepire, sempre e soprattutto, il respiro della luce, ciò che vi porta fuori dalla dimensione umana, non quello che vi permette di consolidare le vostre posizioni dentro la dimensione umana.

Perché la dimensione umana è una specie di fantasma, non c’è una vita vera lì dentro anche se dentro potete fare certi movimenti, potete muovere i vostri arti, ma è per servire qualcos’altro che siete qui, qualcosa che è il vostro vero baricentro.

Ci sarà un afflusso della consapevolezza mai visto finora nella dimensione terrestre per cui certe porte si apriranno naturalmente. Certe porte, certe finestre, certi finestrini si apriranno naturalmente. Adesso basterà toccare una certa porta chiusa o che sembra chiusa e si aprirà subito, perciò non dovete aver paura di toccare ciò che prima era intoccabile o risultava essere chiuso, anche a doppio lucchetto.

Adesso i tempi sono maturi per aprire passaggi dappertutto. Avete così tanto da dare e così tanto da prendere. Tutto quello che avete da dare potrebbe essere espresso in modo molto semplificato con la parola “Amore”, sempre ricordando che non stiamo parlando dell’amore come sentimento umano, ma dell’Amore come Forza Universale.

Dovete anche essere pronti a prendere, ma non più come degli esseri umani.

Prendere vuole anche dire essere pronti a metabolizzare, ad assimilare, ad usufruire di ciò che vi arriva, essere pronti a immergervi nella beatitudine. Per un essere umano la condizione di essere immerso nella beatitudine è quasi una tensione perché è così radicato in lui questo regime sotto manifestato che comincia a diventare sospettoso quando arriva la beatitudine.

Dice: sì, ma dopo io che cosa ci rimetto, che cosa mi tolgono? È come un’abitudine alla non autonomia, un’abitudine alla sofferenza, alla non fiducia, a tanta non fiducia.

Cercate di sentire che potete prendere tutto quello che vorrete prendere, che già solo prendendo ciò che la vita e Dio hanno da darvi, voi date anche, perché assimilando ciò che vi stanno dando, voi ricambiate.

Perché, che cosa prendete? Prendete ciò che sarà il vostro potenziamento, il vostro rafforzamento e se è così dopo lo metterete in uso e quindi, servirete.

Userete queste energie potenziate per fare qualcosa, per servire questa causa dell’unificazione della Terra e del Cielo e altre cose ancora.

La scelta dell’Amore, la scelta della Forza dell’Amore può anche essere espressa come la scelta di non soffrire, di rinunciare a qualsiasi forma di sofferenza, soprattutto, quella proiettata su se stessi come riflessione di quello che circola nell’ambiente.

Se usate la Forza dell’Amore per liberarvi da questa impostazione nobilitate anche l’ambiente.

Rispondo anche a questa domanda. È possibile che esplorando questa strada potrebbero capitarci dei dispiaceri, delle cose non piacevoli, dei fastidi? C’è nell’aria questa domanda.

La risposta di base è: in principio no perché se state dentro l’assetto della Forza qualsiasi apparente dispiacere può essere ricodificato, qualsiasi debolezza può essere trasformata in una forza perché stando dentro il campo della Forza voi potete avvicinare a voi le correnti, potete ricodificarle.

Invece di soffrire per un certo fastidio, per un certo dispiacere usate naturalmente la vostra forza per cancellarli, per modificarli, per usare un altro regime. Questo non vuol dire che vi è assolutamente garantito un non contatto con qualsiasi forma di fastidio o di dispiacere, vuol dire che voi siete naturalmente attrezzati per gestirli, per gestirli in modo consapevole e perciò senza sofferenza.

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