Irinushka

Imparare a vivere nel “Sequel”…

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Dal mio resoconto dell’incontro collettivo del 21.12.2012:

Direi che un Incontro così non l’abbiamo mai fatto…

Personalmente sentivo che tutto quello che abbiAMO fatto negli ultimi tre anni (dopo il primo incontro collettivo del 19.12.2009) serviva per portarmi/ci qui, in quel Momento, in quella Dio-stanza dove ogni cosa veniva liberata e assolta e cambiava assetto e senso, dove la Vita veniva spostata su altri binari, dove tutte le ricerche (compresi i dati da esse diligentemente accumulati e custoditi) venivano azzerate e ricominciavano da Zero…

E così è stato… e non ci provo nemmeno a riassumere quello che è successo, e non ci saranno i materiali dell’incontro, audio o scritti, da condividere…

Perché… non sono esportabili… non sono trasferibili… non possono essere vissuti e sperimentati “in differita”…

Però… ci sono molte, moltissime cose che ora si possono fare, si possono sperimentare,.. e abbiamo tutto il Tempo per farle, o, meglio, tutti i Tempi…

Tanto per cominciare, il giorno successivo sono uscita, in modo del tutto naturale, dalla mia Pausa (dalla condizione in cui sentivo che non era più giusto, né per me, né per gli altri, né per la terrestricità stessa, continuare ad usare il regime delle sedute individuali… perché stava troppo stretto alla Forza e al motore di ricerca Principale).

Però adesso le cose sono diverse e così mi sono tuffata in due incontri individuali, uno previsto, l’altro “di emergenza” e in entrambi i casi filava tutto in modo perfetto, scoprendo e servendo, prima di qualsiasi altra cosa, il Creatore, la condizione della Sua reale ed effettiva Presenza qui, come un nostro coinquilino e convivente.

Quello che non potevamo, che non abbiamo mai potuto permetterci prima, ora ce lo possiamo permettere, occupandoci della nostra realtà, delle nostre specifiche realtà come se fossero delle prolunghe e delle “estensioni” e dei derivati della Sua.

Però è Lui il Protagonista, è Lui ad essere in primo piano, e ora tutte le nostre scelte (qualsiasi nostra scelta) potranno essere valutate e servite secondo quest’unico criterio: quelle che ci avvicinano a Lui e di conseguenza a noi stessi, alla nostra vera natura della ricerca energetica, al nostro vero carattere di Luce e quelle che ci allontanano da Lui e di conseguenza… ***

Tutto il resto è soltanto “il contorno”, la “sospensione”, il materiale di riempimento grezzo e riconfigurabile, la “realtà lorda”… 🙂

E ora lascio la parola al Creatore, pubblicando alcuni frammenti della seconda seduta individuale del “day-after-la-fine-del-mondo”, sabato 22 dicembre 2012.








… Vorrei spiegare qualcosa che riguarda me stesso, la mia realtà, perché è da quello che faccio io, che succede a me, che dipende tutto il resto. In un certo senso ciò che succede nella mia realtà si riflette nella vostra realtà cosiddetta vicina e nella vostra realtà remota, anche in quella che non vi è accessibile, però io comunque sono al centro, al centro di tutto quanto.

Mentre ve lo starò spiegando, vi fornirò dei grimaldelli, degli apri-porta, degli agganciatori che poi potrete usare a vostra discrezione per regolare la vostra realtà, sia vicina che remota, per quel che sarà possibile… e ci sarà un bisogno enorme di far agganciare le cose, di concordare, di allineare…

In un certo senso, l’Evento (con la E maiuscola) che abbiamo vissuto, ha fatto saltare tutti i regolatori, tutti i fusibili, quindi adesso guardando il tessuto terrestre, ovunque guardiamo, possiamo vedere delle irregolarità, delle non osservazioni delle regole, magari anche delle regole che a loro volta erano distorte… tutto quello che succede, potrebbe essere riassunto con un’unica parola: Infrazione.

Infrazione di che cosa? Dell’ordine precedentemente impostato. I regolatori di prima non funzionano o funzionano male. Le cose che sono state in qualche modo impilate una sopra l’altra o, comunque messe in un certo ordine, non mantengono più l’assetto che era stato impostato.

È tutta un’infrazione unica, che a sua volta potrebbe essere vissuta come un lasciapassare, come un ingresso nella mia realtà, come una maggiore unificazione con il mio ordine.

Io adesso uso le mie energie con il mio diritto di super-unificatore, insieme al mio nuovo status di cittadino terrestre, quindi, comincio a occuparmi del mio territorio, del mio ordine, di ciò che è il mio vivibile terrestre e comincio a predisporre le cose per far scoprire il mio ordine e anche il semplice fatto della mia esistenza.

Il che, proprio per come sono fatto, tende ad eclissare tutti gli ordini, tutte le forme delle esposizioni della vita, che finora esistevano nella terrestricità. Come dicevo ieri, perché tutto questo ordine, o diverse modalità dell’ordine, riflettevano la realtà senza il Creatore, adesso, il mio ingresso, il mio insediamento ufficiale nella mia realtà, per forza tende a eclissare varie sagome, vari regolatori, vari accompagnatori della vita che le persone potevano avere precedentemente.

Ieri ho parlato del tamponamento, ve l’ho annunciato. Il tamponamento a catena c’è e probabilmente sarà ancora più forte nei prossimi giorni. In queste condizioni che cosa è importante ascoltare? a che cosa dare ragione?

È vero, può essere, che nella cosiddetta realtà vicina la stabilità tenda a mancare, la gestione non ubbidisca ai comandi oppure i comandi non funzionino e quindi la gestione fallisca.

Come occuparsi, allora, della propria realtà vicina sapendo quello che sapete e cioè che, comunque, voi dovrete vivere nella realtà del Creatore, quindi fare i vostri conti con me prima di tutto?

Come gestire questo disordine, che tende a salutarvi da dentro le vostre inquadrature esistenziali, da dentro i vostri filoni di ricerca?

Intanto bisogna fare il primo passo, e cioè riconoscere il disordine per quello che è.

I fusibili sono stati fatti saltare e i regolatori, che in qualche modo funzionavano, adesso tendono a non funzionare più.

Allora, questa è semplicemente una cosa da constatare, senza associarla a giudizi quali: “ma di chi è la colpa?” “ma perché?” “ma io in che cosa ho sbagliato?” “ma lui in che cosa ha sbagliato?” ecc. Insomma, c’è questa Infrazione, l’ordine di prima è saltato e questa cosa deve essere vista, deve essere notata.

Il secondo passo qual è?

Evitare di gestire, di, in qualche modo, servire l’ordinamento, le condizioni dell’ordinamento, usando gli algoritmi della vita di prima perché i risultati potranno essere molto, molto scarsi ed i fusibili, di nuovo, tenderanno a saltare al minimo pretesto o anche senza alcun pretesto, perché questo è tutto un ordine che si è creato nella realtà dove io non c’ero, dove il mio posto della forza non era ancora disegnato.

Quindi questo è il secondo passo, dimenticare, sfumare un po’ le tecniche di gestione, gli strumenti, i calcoli, che potevano in qualche modo essere usati prima, perché le cose non ubbidiranno oppure ubbidiranno molto male.

Il terzo passo qual è?

Cercare di usare i nuovi strumenti di gestione, cercare di occuparsi di queste varie infrazioni, di questi disordini nella vostra realtà, captando i segnali, attivando gli strumenti che adesso “sono sotto accento”, che sono diventati legge mentre prima non lo erano.

Il quarto passo.

Nella gestione della vostra realtà, magari, delle varie irregolarità dell’ambiente o di una certa inquadratura corrente, non potete mai dimenticarvi di me, della mia presenza, non potete mai scollegarvi dalla mia realtà come se io non ci fossi e cercare di sistemare le cose agendo solo a nome vostro, da esseri separati, perché, di nuovo, semplicemente il mio status mi obbliga a contraddire questo tipo di gestione.

Perché io, per come sono fatto, per come è fatto il mio campo, devo negare questo modo di gestione oppure lo devo correggere con un messaggio “guarda che io sono presente nel tuo mondo e tu non puoi ragionare e gestire le tue cose da essere separato, tu devi fare i conti con me, con la mia presenza”.

Questo è il mio messaggio che viene trasmesso su tutte le onde, su tutte le frequenze, riguarda tutte le occupazioni e fa parte, questo, della famosa esplosione nella consapevolezza o avanzamento della consapevolezza di cui abbiamo parlato ieri. Quindi il quarto passo è questo: non dimenticare mai che ci sono io, con le mie oscillazioni, con il mio senso dell’ordine, non che io faccio le vostre cose al posto vostro, però, non dimenticate mai che io comunque ci sono.

A questo punto il quinto passo come può essere?

Possiamo definirlo così: servire la “fluidità naturale” , con il termine “naturale” applicato alla situazione che siete chiamati a gestire.

Se in una certa situazione, prima magari le energie fluivano in un certo modo, e faceva parte dell’ordine concordato e poi magari questo ordine è saltato, non è che dovete ripristinare le correnti come erano prima, come sono state concordate prima, perché magari erano parecchio distorte.

Allora, voi dovrete scoprire quali sono le correnti naturali in una data situazione e poi assecondarle.

Che cosa sono le correnti naturali? Le correnti naturali, ricordando il passo quattro e cioè di far riferimento a me, sono la fluidità naturale, sono tutto ciò che serve la super-unificazione, tutto ciò che indica: “guardate che c’è il Creatore”, “guardate che adesso Lui è presente”.

Quindi, qualsiasi situazione adesso, sostanzialmente, ha lo scopo di far scoprire la mia presenza. Indipendentemente dalle circostanze. Le circostanze possono essere tanto diverse, però, la fluidità naturale è quella di scoprire il landscape che indica me.

Facciamo ancora un passo, il sesto passo.

Uno come fa a scoprire quali sono le correnti naturali?

Cioè, sì, lo può anche fare in modo empirico: provo ad assecondare questo, se poi dopo non mi viene o viene male, o le cose non ubbidiscono, allora forse, non era quello, posso trovare un altro flusso, posso provarne un altro ancora, però, non è esattamente una gestione molto consapevole.

Allora, si tratta di fare in questo modo: lasciare che le circostanze, quelle che magari sono state predisposte con una certa maestria, diventino una porta o una finestra che apre il passaggio verso la mia realtà, nel regime dei vasi comunicanti, nel regime dell’interconnessione costante.

A questo punto non ha importanza se una circostanza è brutta o bella, l’importante è che diventi una finestra, l’importante è trasformarla in una finestra.

Come fare? Intanto attribuendo questi codici, attribuendo questa “impostazione della Forza”: uno che cosa fa, che cosa vuole ottenere?

Vuole ottenere questo, che la circostanza serva l’unificazione con la mia realtà. Questo comporta un distacco, e anche abbastanza forte, dal comprendere umano, ma anche dalle etichette “questo è brutto”, “questo è bello”, “questo è sbagliato”, “questo è insopportabile”.

Qualsiasi circostanza, adesso, può essere un nodo di connessione, un mezzo di connessione con la mia realtà. Però bisogna attribuire questo significato alle circostanze. Bisogna immergersi nella circostanza, nell’evento, con questa motivazione. Ed essa verrà “servita”.

Nel momento in cui voi vi immergete in una certa situazione, è un po’ come se vi tuffaste nell’acqua da una roccia.

Mentre state sulla roccia, magari, potete guardare la situazione dall’alto, valutare la qualità dell’acqua, la profondità, insomma, fare diverse valutazioni.

In quel momento, per esempio, sarebbe giusto impostare l’aspettativa io voglio che il mio tuffo in questa acqua mi porti il più vicino possibile alla riva dove sta il Creatore, io voglio che il mio tuffo serva la super-unificazione.

Poi uno sceglie come nuotare, con quale stile, se immergersi più in profondità, se stare più a galla, se chiudere gli occhi, se aprire gli occhi, e poi magari mentre nuota ci sono delle alghe che gli toccano il corpo e questo gli dà fastidio, magari si agita anche… ecco queste sono tutte valutazioni da fare sul momento e poi agire empiricamente, però prima bisognerebbe impostare l’aspettativa di base, questo obiettivo, questa Scelta principale (“io voglio che il mio tuffo serva la super-unificazione“).

È ovviamente possibile fare questa impostazione, creare questa motivazione, nel momento in cui siete già immersi nell’acqua. Sarà un po’ più difficile perché, magari, a questo punto, le alghe che tendono a bloccarvi i piedi assorbono così tanto la vostra attenzione che attribuite quasi tutta la vostra attenzione, appunto, alla questione delle alghe e a come fare per strapparle dalle gambe, a come fare per superare le loro resistenze. Anche semplicemente perché vi dà un senso di fastidio questo contatto.

Allora, ecco che gran parte, anzi, quasi tutta, la vostra energia è usata per confrontarvi con le alghe, mentre lo sforzo per servire l’unificazione con me è scarsissimo. Cioè, in quel momento, praticamente, non vi importa di me e della riva dove io sono perché, in quel momento, siete completamente concentrati ad occuparvi delle alghe o magari delle correnti subdole che ci sono in queste acque.

E allora cercate di gestire, cercate di sopravvivere, cercate, magari, anche di combattere ed io posso anche sostenervi in questo vostro nuotare un po’ caotico, però, questo non è che vi avvicini un granché a me.

Allora, che cosa si può fare?

Se siete già in una situazione di questo genere, è meglio fare un respiro profondo e dimenticare che in questo momento voi siete nell’acqua. Riemergete, immaginando di essere sulla roccia e che non vi siate ancora tuffati ed impostate questa motivazione principale che “lo scopo di questo vostro tuffarvi, di questo nuotare è di avvicinarvi a me, di unirvi a me“.

È da questo che poi dipenderà lo stile del vostro nuotare e anche il comportamento delle alghe dipenderà da questo perché le alghe, comunque, ascoltano questo genere di ordini, questo genere di codici. Perché loro fanno finta di essere delle alghe. 🙂

Non è che sono delle alghe e basta, sono delle frequenze autorizzate a fare le alghe.

Se voi vi occupate di loro, diciamo, cascando in pieno in questa loro condizione di essere delle alghe, allora, si comporteranno così. Lo stesso per la qualità dell’acqua.

Se voi nella vostra realtà corrente, nella vostra attribuzione dei codici, pensate di essere nell’acqua, quindi di nuotare, di dover superare una certa resistenza, non vi viene in mente che, forse, anche l’acqua può avere una qualità diversa. Allora l’acqua non avrà per voi una qualità diversa.

Penso che questo mio esempio delle alghe sia abbastanza chiaro.

Ho detto: “le frequenze che fanno finta di essere delle alghe”, perché hanno questo compito. Gli è stato dato il compito di fare le alghe, e loro lo fanno.

Come alghe che cosa fanno?

Giustamente tendono ad attaccarsi ai piedi, magari a tirare giù la persona, a causarle diversi fastidi, ad irritarla, magari a farla andare nel panico. Fa tutto parte della natura delle alghe.

Voi non dovete dialogare con le alghe, voi dovete dialogare con le frequenze che fanno finta di essere delle alghe.

Se voi fate capire a queste frequenze che avete capito il gioco, ecco che le cose cambiano.

Può non esservi ancora chiaro, diciamo, nell’ordine umano che conoscete, come è possibile una cosa così, invece vi dico che è possibile.

Sono le frequenze che contano, non le forme. Non le forme della stabilità che esistono adesso, che possono essere delle alghe oppure possono essere delle persone a cui è stato assegnato un certo tipo di comportamento: la persona, in qualche modo, è dentro questa partitura e quindi la interpreta.

Ma, nel momento in cui, agendo sulle frequenze, si cambia la chiave di accordatura, allora anche la risposta della forma può variare.

Se è un’alga, allora magari, andrà sotto sotto, e non causerà alcun disturbo a chi nuota. Se è un’alga che è anche una persona, allora può, di nuovo, cambiare il suo atteggiamento, può servire ciò che è il vostro flusso, la vostra aspettativa autentica.

Anche perché questo genere di persone, di scenografie, non è che abbia un proprio intento da seguire. Loro sono semplicemente presenti. Come frequenze sono presenti, magari per molto tempo sono state presenti in una forma molto fissa, rigida, che non cambiava.

Ma nel momento in cui voi avete capito il gioco e accedete alle frequenze che creano questa forma, allora, si aggiorna anche il comportamento. Per esempio potrebbe diventare una specie di indifferenza totale e sicuramente l’indifferenza totale è una bella cosa, rispetto alle varie reazioni più o meno nevrasteniche.

Le alghe, sì, possono cambiare il loro comportamento, però, non è che possono diventare tutt’un’altra cosa. Se un’alga, per esempio, non può emanare calore, anche agendo sulle frequenze non lo farà, però, cambierà la sua messa a fuoco, magari smetterà di dare dei disturbi.

Ci sono molte cose, chiamiamole così, “ex”, che sembrano cose reali ma sono degli “ex” o delle “ex” e sentirete sempre di più la differenza.

È come con l’erba appena tagliata.

Quando è stata appena tagliata, ancora è lì, appoggiata sulla terra e, magari, non vedete subito la differenza tra un filo d’erba radicato nella terra e un filo d’erba tagliato. Però, passa un giorno, passano due giorni e l’erba tagliata diventa sempre più secca, poi diventa fieno e poi, magari, diventa concime.

Cambia proprio la sua qualità, cambia la sua consistenza ed è sempre più forte il contrasto tra l’erba che cresce e l’erba che è stata tagliata per cui vi sarà sempre più facile notare le differenze tra ciò che serve la realtà unificata e ciò che non lo fa, almeno, non nella forma attualmente esistente. Così vi sarà, anche, sempre più chiaro che per certe cose non è il caso di investire, di sprecare le vostre energie.

Ad esempio se è un’erba tagliata, non è il caso di cercare di aggiustare lo stelo, magari, di spolverarlo, di proteggerlo, perché tanto se è tagliata, se non è collegata alla terra, che differenza fa?

In generale, non ti vengono date le energie per sistemare ogni singolo prigioniero o ex-prigioniero del tempo lineare. Sei più dentro il livello centrale, quello in cui vengono concordate tante cose, per questo le energie ti vengono date, ti vengono anche rinnovate.

Ma, nel momento in cui scivoli nella tentazione di aiutare e poi magari di sistemare un singolo prigioniero, un singolo soggetto perché, magari, vedi anche qualche cosa che secondo te potresti correggere, potresti sistemare, ecco che il flusso di energie che normalmente ti viene dato, tende a scarseggiare.

Perché in quel caso stai tradendo la tua natura, stai scivolando in una scala della fattibilità che non è tua.

Non è compito tuo correggere i singoli numeri, oppure creare un certo ordine definitivo che ti faccia tirare un sospiro di sollievo “ok, ho concluso questo compito, questo è sistemato”. So che può sorgere la tentazione di farlo, ma non è questo che tu devi servire.

Se vuoi usufruire in pieno delle tue energie, di quello che ti è dato, della tua unificazione con me, non dare attenzione a questi singoli programmi o incongruenze, non cercare di sistemare ogni cosa, perché in questo modo starai proprio tradendo la tua natura.

Ci sono cose che comunque posso gestire solo io. Nel senso che, sotto la mia supervisione, possono esserci diverse frequenze che erano al servizio del tempo lineare, che facevano finta di essere delle persone e che però non hanno la loro natura primordiale, la loro ricerca dello spirito, e solo io posso proporre a queste frequenze di tradire il loro impiego precedente a favore di un altro.

Io glielo proporrò con le mie oscillazioni, qualcuno accetterà e qualcuno non accetterà, ma dipendono da me questi cambiamenti, quindi né tu né nessuno di voi può fare dei cambiamenti manuali, non potete prendere queste frequenze e fare qualcosa da parte vostra in modo che cambino.

Possono cambiare veramente solo se sono io che soffio loro dentro un nuovo respiro e anche così non è detto che tutti potranno essere rianimati, risistemati.

Perciò, non sprecate il vostro tempo ad occuparvi delle singole persone, non spetta a voi. Osservate per quello che potete, le vostre osservazioni per me sono preziose, mi aiutano, magari, a predisporre e a dosare questo mio fiato che cambia l’impiego precedente delle frequenze terrestri. Con questo vostro osservare mi aiutate, mi aiutate sempre.

Poi, ciò che vi viene naturale per bonificare la vostra realtà, il vostro spirito, la vostra vita dello spirito in terra, allora questo va bene, questo fa parte della nostra condizione dell’unificazione.

Però voi dovete servire la vostra realtà terrestre ma non più umana, in questo modo mi aiutate anche nei miei compiti, in ciò che posso fare solo io, appunto, innestare in queste cosiddette persone nuovi saper fare della vita, nuovi modi di comportarsi. Voi mi potete aiutare in modo indiretto, occupandovi della vostra vita dello spirito e dimenticando il più possibile le vecchie regolazioni che esistevano dentro il tempo lineare.

È molto importante non sprecare il tempo, adesso che è il tempo giusto.

Se sentite che una certa cosa funziona, che una certa impresa va in porto, che voi mettete in campo certe oscillazioni, che qualcosa succede, insomma che l’ambiente vi ascolta e vi ubbidisce, allora va bene, non c’è nessun abuso. Se però, continuate a fare ancora e ancora una certa cosa e usate sempre le energie in un certo modo e la cosa non vi ubbidisce, oppure torna sempre allo stesso punto, vuol dire che non è più il caso di farla, è meglio usare le vostre energie in qualche altro modo, servendo la realtà unificata.

Bisogna captare dove passa l’aggancio corrente di queste forze primordiali che dicono “sì puoi, è la tua autonomia e la puoi manifestare” e di eventuali output umani, output esterni, modalità e forme dell’attualmente esistente.

È importante trovare le parole che esprimono questa potenza, questa oscillazione primordiale non soltanto tua ma anche della realtà unificata.

Però d’altra parte devono anche essere parole che hanno un senso per chi le ascolta da dentro la dimensione umana, quindi non devono creare loro confusione, devono essere chiare.

Però, questo non è il messaggio diretto della forza, è il messaggio della forza a sua volta confezionata, impacchettata nelle unità di azione, nelle unità di misura che possono essere utilizzate per interfacciarsi con l’ambiente e il quadrante umano.

L’importante è saper prendere questo capitale primordiale e poi convertirlo in contanti in modo che queste monetine che escono, comunque, abbiano un significato per chi le prende.

Così le possono scambiare con le loro monetine. Deve esserci qualche aggancio, qualche scambio, deve esserci qualche senso, però, un senso alimentato da te, nutrito da te, non il senso loro.

Il linguaggio è molto importante, il linguaggio in cui ti esprimi tenendo però conto della capacità degli altri di gestire le monete, di riconoscere le monete.

Non puoi proporre una valuta che per loro è completamente sconosciuta perché, se non la riconosceranno nemmeno come una moneta, non la potranno scambiare con la loro moneta.

Non puoi fare avere loro il tuo capitale o la descrizione del tuo capitale perché per loro è proprio una cosa aliena e non saprebbero nemmeno come fare.

L’arte del gestire bene è ancora tutta da creare…

Cercate di investire più che potete nella realtà unificata e le forme di retribuzione potranno nascere lì dentro, perché adesso siete un po’ sul confine… questo può creare delle variazioni, dei comportamenti non costanti o paradossali, ma ognuno di voi sta affrontando questa sfida di rinunciare a qualcosa di se stesso per entrare nella realtà unificata…

Le sfide sono diverse per ognuno di voi.

Ciò che vi richiama è la realtà unificata e può chiamarvi in modo diverso a seconda del momento… sono le frequenze, non sono dei criteri rigidi… le forme variano, i ponti di connessione o di sconnessione variano. Se sentite che una cosa è giusta per voi, la assecondate anche se nasce un comportamento apparentemente incoerente.

Nella realtà unificata si entra attraverso un certo insieme di frequenze, un certo tipo di oscillazioni, che possono servire da invito.

La situazione va letta senza schemi.

Liberarsi dalle valutazioni predefinite.

Niente continuità.

Nessun manuale di istruzioni.

Dovete vivere liberi di ascoltare ciò che è giusto in ogni momento, di gestire le cose a seconda di ciò che sentite, di come fluiscono le frequenze nel modo trasversale.

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