Irinushka

Le Nuove Emozioni

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Dal nostro Interlocutore Principale e grazie! alla trascrizione di Maria Teresa:

…Io direi parliamo in generale delle emozioni, non soltanto dell’amore. Certo l’amore è la chiave di tutto, ma ci saranno tante emozioni… e l’attuale tavolozza delle emozioni umane è solo una copia assolutamente impoverita di ciò che può essere la tavolozza delle emozioni che si sentono in questo nuovo regime della conduttività.

Cominciamo proprio dalla definizione delle emozioni.

In un certo senso è quasi sorprendente che voi abbiate avuto certe emozioni nella realtà dell’Average perché le emozioni, comunque, sono qualcosa che è pre-caricato da questa Cosa Principale, da questo Riferimento Principale e cioè che posso essere Io, che può essere anche il vostro conoscere voi stessi autentici sempre però nella Mia realtà, nella Dio Realtà. Questo è come un ingrediente magico che tutte le emozioni contengono.

A questo punto le emozioni diventano uno strumento, anche uno strumento didattico, sono una specie di bussola.

Se dentro è inserita questa pre-taratura principale che può essere Dio e poi voi con Dio e il vostro posto nella Dio Realtà, a questo punto intorno a questa specie di lancetta magnetica come dentro la bussola si possono formare vari strati della impressionabilità che sono uno strumento naturale che accompagna l’andare verso, non per raggiungere una destinazione finale, ma per andare verso, espandere se stessi mentre si va verso

Le emozioni, la tavolozza delle emozioni, sono una specie di bussola a lunga durata che poi a sua volta mentre si viaggia può essere anche rifatta, la sua costruzione può essere ammodernata, aggiornata, eccetera, però ci deve essere sempre questo criterio principale della lancetta come nella bussola che indica il Nord. Se tu non dai alla bussola il concetto del Nord, che cosa ti indica la bussola? Ti dà delle indicazioni convulse, confuse, per niente affidabili o addirittura si ferma immobile e dice: “Vai tu allora, io non esisto, fai come ti pare”.

È quasi sorprendente che in qualche modo tu abbia avuto, che voi abbiate avuto, certe emozioni che poi non erano ovviamente emozioni vostre personali perché erano quelle che vi pre-forniva l’ambiente dell’Average.

Che cosa avevano come punto obbligatorio, come il Nord della bussola? Essere al servizio dell’ambiente dell’Average, confermare con voi stessi di appartenere all’ambiente dell’Average.

Quindi più tu esaurivi questa tua autoidentificazione e meno emozioni sentivi. Sono state lavate via naturalmente e tu non le hai più ricaricate perché sarebbero state parte della pseudo bussola che indicava una pseudo strada che non portava da nessuna parte. Non solo l’amore, ma anche altre emozioni sono state progressivamente escluse e questo proprio paradossalmente era il modo attraverso cui cominciava a farsi vedere ciò che veramente è autentico, ciò che veramente è il presente autentico, cristallino. La cessazione delle emozioni è come la cessazione dei criteri di essere parte di quella vita che non era del tutto una vita.

Non soltanto tu hai esaurito le emozioni umane, ma anche le frequenze stesse che contenevano tali emozioni.

Quelle frequenze che l’ambiente dava in dotazione ormai sono così logore che perfino le persone che sono nella dimensione umana sentono le emozioni sempre più zoppicanti, sempre più incomplete e soffrono perché non sanno qual è la causa del fenomeno, soffrono e si chiedono il motivo, si chiedono di chi è la colpa, se è loro, del partner, dei genitori, dei figli.

È vero che anche questo soffrire generico diventa sempre più troncato. Anche questo soffrire è sempre meno reale, conduce sempre meno cose. Certamente questo assottigliarsi progressivo delle emozioni lo notano anche le persone che non sanno niente della trasformazione.

Nella tua orbita dei movimenti come satellite si tratterà non solo di aggiornare, ma direi proprio di creare ex-novo la tua capacità di emozionarti, di usufruire delle emozioni, come leggere le indicazioni di una bussola e dire, “Ok, allora vado di qua, vado di là” e quindi, consigliarti con le tue emozioni perché queste emozioni saranno proprio tue. Saranno fatte con le tue specifiche frequenze, avranno la tua specifica freccia che indica la Cosa Principale. Non saranno come le emozioni standard dell’ambiente dell’Average.

Le emozioni poi possono variare. Non è che ci sarà sempre solo l’emozione della felicità o dell’amore perché anche questo sarebbe un impoverimento. Posso dirti che anche nella mia realtà, a livello delle emozioni superiori, è possibile provare la tristezza, è possibile provare un rammarico, solo che le frequenze in cui si esprime tutto ciò sono pure, sono cristalline, sono frequenze che esprimono lo spirito del Tutto. Può esserci un senso di rammarico e anche questo è un potenziamento perché sarà sempre un rammarico che ha dentro anche la famosa freccia che indica il Riferimento Principale.

Insieme al rammarico tu sentirai, “Sì, “Mio Dio” è qui, “Mio Dio” in questo momento, in questa particolare emozione mi risponde in questo modo ed io so che per andare verso di Lui uso questo particolare kit di frequenze”.

È normale che ci siano emozioni variopinte, però, saranno tutte fabbricate bene senza fregature. Saranno dotate di un sistema di guida sicura, di dispositivi di spostamento dentro la Dio Realtà di cui puoi fidarti.

Avrai fiducia delle tue emozioni anche se a volte potranno essere emozioni non chiare oppure non saprai di che cosa sono veramente cariche perché nelle emozioni del Tutto le miscele, le tavolozze possono avere diverse componenti, anche alcune che tu non conosci. Potresti anche sentire qualcosa di forte che riconosci essere un’emozione, ma non sai che cosa veramente contiene. Allora metti in piedi dei passi, dei movimenti anche allo scopo di far parlare questa emozione. Se solo la senti e basta e non fai nessun movimento tramite cui disimballarla, allora non riesci a capire che cosa ha dentro… e poi fa sempre piacere disimballare le cose quando ti arrivano.

Può darsi che una certa emozione in qualche modo ti suggerisca anche un certo ordine dei movimenti. Hai la sensazione, l’impressione che facendo certi passi tu potresti usare il regime di disimballare questa particolare emozione e quindi di leggerla per quello che è, di estrarre gli ingredienti energetici che ci sono dentro e di potenziarti con questi ingredienti.

Come vedi non è un modo umano di usare le emozioni, però, è anche un modo che mette tutto in correlazione. L’azione, il movimento che cosa fanno? Accompagnano ciò che è il Riferimento Principale, però il Riferimento Principale che sarei Io, non è per niente fisso.

È qualcosa che ti aiuta come satellite a modificare la tua orbita, a modificare i movimenti che fai lì dentro e le emozioni sono un tuo aiutante naturale in questo processo e poi sono anche un arricchimento. Di nuovo, le emozioni umane erano delle miscele molto povere. Anche le emozioni, quelle più intense possibili, possiamo parlare del senso della felicità e dell’amore, comunque, non è che erano molto profonde. Anche come frequenze c’era poco da esplorare e poi dopo se uno voleva poteva gonfiare questa cosa come gli pareva, lì, la forza dell’illusione era sempre a disposizione, però, per come venivano fabbricate queste emozioni c’era poco e non è che arrivavano nuovi rifornimenti.

Era sempre la stessa cosa. Invece qui le emozioni possono avere sempre delle ricariche nuove per te per cui è bello stare dietro alle emozioni perché è attraverso questo che puoi captare e disimballare l’intreccio, l’intreccio corrente del Tutto e scoprire proprio da te, attraverso te stessa ciò che è l’attuale condizione del Tutto. Te lo racconta, te lo consegna attraverso le attuali emozioni. È anche importante non cadere nella trappola delle interpretazioni umane perché, non sapendo come catalogare una particolare emozione, una particolare miscela, tu dici: “Mah, sento una specie di tristezza”, però, la metti tra virgolette perché sarà tutt’altro che tristezza e poi magari prendi questa tristezza, cominci un po’ a sbatacchiarla perché è una miscela e allora diventano magari più sentite altre componenti e allora ti rendi conto che magari non era affatto una tristezza.

Che cosa sarà mai? Mentre proverai a formare degli equivalenti, delle definizioni di ciò che senti, anche questo ti arricchirà, mentre a volte dirai che non sai proprio come chiamare questa cosa, non sai come chiamare questo tuo attuale sentire. Anche questo sarà un atto di rispetto. Dire: “Sì, in questo momento io non ho degli equivalenti adatti per nominare questa cosa, però so che la sento e questo mi sta bene.”

Qui vedi c’è tutta una condizione a cui puoi stare dietro, di cui occuparti ed i tuoi movimenti naturalmente si raggrupperanno, si formeranno in sintonia con queste emozioni. Non in modo lineare, non che se tu senti questa specie di tristezza fai quello che un essere umano farebbe sentendo la tristezza, no, non così. In qualche modo, però, i movimenti, sì, verranno creati, verranno concepiti per permetterti di chiarire meglio che cosa c’è dietro questa o quell’altra miscela emotiva.

È questo il processo didattico dal vivo.

È da dentro le tue emozioni e poi anche da dentro i tuoi movimenti che tu scopri le cose.

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