Irinushka

Gli Eventi Speciali sono alle porte…

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Dalla presentazione dell’Incontro Collettivo del 23 novembre del 2013:

Gli Eventi Speciali sono alle porte…

Veramente, il titolo completo del nostro Incontro Collettivo è stato:

“Gli Eventi Speciali sono alle porte… e necessitano di Agenti Speciali e di Conduttori Speciali…”

Io ho sempre sentito che questa impostazione degli Eventi Speciali è pazzescamente rilanciabile, che è un’Ispirazione Purissima; un’Insegna e un Alto Parlante e un Promotore della Dio Realtà, a condizione, però, appunto che giri intorno a Dio e non intorno all’imprinting umano.

È come costituire un regime, un volume, una luce soffusa della Forza che sappia proporre ad ogni forma, ad ogni evento ordinario, ad ogni task e punto di vista ordinario (o magari anche speciale nelle categorie dell’average e della finta unificazione) un qualcosa che li renderà speciali per davvero… e che permetterà loro di trasformarsi in maniera naturale per esprimere la realtà dello Spirito, la parentela con il Creatore, la Sua Presenza

Durante l’Incontro e nel giorno successivo, quello delle singole sedute mica tanto individuali, è arrivato così tanto che non c’è alcun modo di raccontarlo in toto o di riassumerlo.

Invece scelgo di presentare–non solo presentare, tramite alcuni brani tratti da quelle sedute mica tanto individuali :-), alcuni fili conduttivi, accordature e prospettive che esprimono e professano una Chiarezza alternativa, una Solidità alternativa, un sistema delle vedute e delle Scelte alternativo, uno spirito dei motori di ricerca alternativo, un tutto alternativo.

Nel testo viene usata la formula del “Tu”, con la quale Lui, il Creatore, il Nostro Interlocutore Principale, si rivolge ai singoli Sputnik – Satelliti – Agenti e Conduttori Speciali.

Se vi va, se ve la sentite, siete liberi di sostituire questo “Tu” con il vostro nome, con il vostro senso del Volo, con il vostro senso del Vivere nell’Eternità presso la Terrestricità, con le vostre specifiche maniere di “stare con Lui”. Una sostituzione che sarà anche un’espansione…un’illuminazione… una “messa a chiarezza”… 🙂


Adesso lascio la parola al Creatore!

Cominciamo con la definizione del Campo, se precisiamo questa definizione potremo precisare meglio certe sfumature della realtà, il comportamento della realtà.

Il Campo: possiamo definirlo come un’area della Vita che è impostata in un certo modo, che è riempita con certe energie. Quindi il Campo è al servizio della Vita e la Vita succede dentro il Campo.

Il Campo contiene diversi criteri per riconoscere la Vita.

Adesso, dentro la dimensione umana, voi avete a disposizione un Campo che contiene certi criteri della Vita che non corrispondono al Vivere autentico, un Campo che è riempito con dei criteri, con delle grandezze, con dei regolatori del comportamento che non corrispondono alla Vita vera.

Nel frattempo si è formato un Campo della Vita diverso, che risale a Me ed ha delle possibilità di Espressione enormi ed anche una capacità molto grande di autoaggiornamento. Certi criteri del Vivere, i modi per assegnare i codici alle cose, quando diventano obsoleti, semplicemente si aggiornano.

Finora dentro la dimensione umana il concetto era questo: il Campo era quello che era ed era statico e formava dei criteri della Vita anch’essi statici, perciò anche le stimolazioni per muoversi, per fare, per Esprimere riflettevano, servivano e confermavano l’immobilità e la staticità del Campo.

Così la finta dinamica, la finta variazione, i vari processi che iniziavano, che finivano etc. erano comunque inseriti dentro un Campo immobile che non conteneva una Vita autentica.

Quello che vi sta succedendo adesso, vi suggerisco di vederlo nei termini del Campo.

Anche ciò di cui abbiamo parlato ieri, la possibilità di essere se stessi e di gestire le cose essendo se stessi ecc., di appoggiarsi sull’attributo della Fede che a sua volta si aggiorna, tutte queste cose sono intanto degli eccitatori e dei mini trasportatori che vi permettono di trovarvi in un Campo diverso, fabbricato a Mio modo e somiglianza e quindi di avere sempre meno punti di intersezione con il Campo della materia chiusa.

La cosa più importante adesso è provare a sentire il polso del Campo, il comportamento del Campo, intendo di questo Campo nuovo, il suo modo di fare, i punti di vista che il Campo contiene, come per esempio fa ad avvicinarli a te o al contrario ad allontanarli da te? Che maniere usa?

Quindi non è che tu osservi solo il tuo comportamento, tu osservi il tuo comportamento dentro questo Campo che è il Campo della Super Unificazione.

Tu sei il/la rappresentante di questo Campo, sei il centro Campo perché giustamente questo Campo circonda ognuno di voi in un modo diverso, quindi ognuno di voi è un centro Campo di questo Campo della Super Unificazione che risale a Me.

Se la usi, questa definizione del Campo ti aiuterà a notare meglio queste varie novità che saranno sostanzialmente le novità della Super Unificazione, della realtà scritta con i codici della Super Unificazione, della trasformabilità e ti aiuterà anche a notare meglio ciò che diventa sempre più obsoleto.

Vedrai sempre di più non tanto il comportamento degli esseri umani, ma del Campo che li possiede, il Campo statico che abusa anche delle energie che ci sono dentro, il Campo che non è collegato al quadrante dell’Eternità, il Campo che è fuori dal vero tempo del Vivere. E allora noterai questi due gruppi di condizioni: un gruppo che è quello del nuovo, della trasformabilità, possono essere anche dei piccoli dettagli, delle piccole conferme ed “induzioni”, dei piccoli momenti di sorpresa, di stupore; il secondo gruppo è quello delle conferme di come le cose diventano obsolete e di come questo Campo della finta unificazione in effetti fa cessare la Vita, sta sabotando la Vita e il Vivere vero.

Se puoi osservare contemporaneamente entrambi i Campi, allora puoi sentire e sapere sempre di più quanto è enorme il contrasto e quindi possiederai un “sapere” (lo metto tra virgolette perché non è un sapere razionale, però è un sapere che ti serve per Vivere, per gestire te stesso/a). È un sapere libero dalle falsità e risale a questo contrasto che percepirai sempre di più tra i due Campi.

Potranno esserci dei momenti in cui noterai soprattutto la condizione delle novità, della trasformazione in corso, oppure potranno esserci dei momenti in cui noterai di più le cose che diventano obsolete oppure potranno arrivare in parallelo una cosa e il lato opposto della medaglia.

Ma tutte queste osservazioni sono preziose, quindi quando tu vivi le cose che sono obsolete, non ritenerle indegne della tua attenzione, della tua osservazione, perché hanno dentro dei potenziali potenziamenti per te.

Più vedi e ti rendi conto che la cosa è obsoleta e più ti liberi per Esprimere la tua Vita sul piano alternativo.

Quindi non sfuggire all’eventuale sequenza dell’osservazione del vecchio, dell’obsoleto: non andare nemmeno a cercarlo di proposito, però se ti si presenta davanti osservalo e senti anche come questa corrente del morire, del cessare, del diventare obsoleti, magicamente ricarica il Vivere, l’essere presenti, l’amare, l’usare i fili della super connessione sul piano alternativo.

Usando i criteri della convenienza energetica che da ieri usiamo continuamente: è una cosa che ti conviene, osservare in modo neutro e distaccato il comportamento della materia che diventa sempre più obsoleta, ti conviene, energeticamente è ciò che ti potenzia nel tuo Vivere.

Adesso le condizioni dell’osservazione sono molto più evolute perché questa condizione forte e molto reale dei due Campi ti mette al sicuro. L’importante è che tu osservi con distacco, con neutralità. Poi osservare non vuol dire necessariamente partecipare.

È importante che tu confermi come le cose stanno diventando obsolete: i soggetti che sono in grado di notarle e che respirano dal Campo alternativo sono pochissimi, e per scollegare un certo Campo deve arrivare una certa Massa Critica delle conferme che questo Campo non ce la fa più.

Queste conferme da chi arrivano? Da chi è presente nella Vita, deve essere una specie di richiesta presentata all’Eternità di liberare la Vita da questo Campo, però la richiesta non deve provenire da Me, ma dalle energie che sono dentro e che sono in grado di presentare la richiesta usando i codici che l’Eternità sa riconoscere perché la stragrande maggioranza delle persone possono Esprimere solo l’insoddisfazione, la paura, lo smarrimento, la tensione e altre cose che ben conosci, ma non possono avere l’autonomia perché non hanno un Campo di appoggio alternativo per segnalare che tutto questo Campo è diventato obsoleto, che è andato oltre la soglia critica, che non contiene nemmeno il minimo necessario per la Vita che in qualche modo giustifichi la sua presenza…

… Ora parliamo di questo riferimento: Esprimere, Esprimibilità.

Che cosa vuol dire? Che cosa possediamo? È questo che ci unisce… la capacità di avere le cose da Esprimere e la capacità di Esprimere le cose che abbiamo. L’Espressione è anche un Unificatore indispensabile, cioè tutto quello che esiste si Esprime, quindi forma dei comportamenti, forma i movimenti necessari per Esprimere ciò che si ha, ciò che si possiede. E l’Espressione è l’Espressione di se stessi, di ciò che uno possiede, quindi il concetto del possedere è giustissimo.

C’è anche questo concetto: Esprimere se stessi fuori da se stessi. Il concetto della Vita esterna, del mondo esterno come un’area in cui Esprimere ciò che uno sente come roba sua, il concetto del landscape esterno, del mondo, dell’Universo, prendete pure le grandezze che vi piacciono, ma sostanzialmente è questo: un regime, uno spazio in cui poter Esprimere non dentro se stessi, ma fuori da se stessi, qualcosa che uno possiede. E questa area che possiamo chiamare il non se stessi, ciò che è fuori da se stessi, dovrebbe essere formata proprio su questa base, e cioè avere l’entourage, avere intorno il mondo, avere intorno i regimi energetici in cui Esprimere al meglio, nella misura più completa, nella misura più dettagliata ciò che uno ha dentro da Esprimere, e ovviamente questa è poi la gestione che evolve, si aggiorna, quindi arrivano le cose nuove da Esprimere, e allora si ricrea anche il comportamento del volume esterno, e questo è proprio il Perpetuum mobile dell’Universo, a livello del Vivere Universale.

Allora cominciamo ad usare questo riferimento per illuminare la nostra attuale situazione. Ieri ho accennato ad alcuni aspetti che Io possiedo e che adesso gradirei Esprimere attraverso il Mio comportamento, diciamo che ho alcuni aspetti che premono per essere espressi, che vogliono uscire, che vogliono essere presentati a livello esterno, quindi coinvolgendo altre energie, coinvolgendo altri comportamenti, e adesso, a questo punto, c’è un Organo formato, che è quello della Rete degli Sputnik, e che a sua volta ha le cose da Esprimere, sia a livello del vostro motore di ricerca collettivo della Rete Satellitare (perché anche questo è un volume che a sua volta potrebbe e vorrebbe Esprimersi), sia a livello dei singoli Sputnik, dei singoli unificatori.

Precisiamo ulteriormente il concetto: Esprimere, Espressione. Vuol dire manifestare attraverso i movimenti, manifestare attraverso l’azione, fare qualcosa che dovrà essere notato. Anzi, fare qualcosa che proprio vuole attirare l’attenzione. Non può esserci un’Espressione completa e autentica se non arrivano le reazioni di ritorno, le conferme, cioè se in qualche modo il volume esterno non conferma il fatto che “Sì, ho capito, c’è stata questa Espressione e allora io reagisco così”. Poi la reazione può essere non necessariamente di grande entusiasmo, ma deve esserci qualche reazione, quindi se uno Esprime qualcosa e nessuno nota niente probabilmente non è un’Espressione vera.

L’Espressione ha a che fare con la conferma della propria fede, ma anche con l’aggiornamento della propria fede: perché, come abbiamo detto ieri, è sulla base della fede che succede tutto quindi non casualmente siamo partiti proprio dall’aggiornamento dell’attributo della fede. Quando tu Esprimi qualcosa, hai la possibilità di aggiornare ulteriormente la tua fede, di potenziarla, di arricchirla, e lo fai mentre osservi le reazioni che tu hai provocato con la tua Espressione.

Quindi la tua motivazione, ciò che ti spinge ad Esprimerti che cos’è? Non il bisogno di aver per forza delle reazioni positive come è praticato dentro la dimensione umana, perché l’Espressione è un atto della conduttività energetica. Si Esprime ciò che si possiede, poi si vogliono avere delle risposte da parte dell’ambiente esterno: però queste risposte devono essere solo le conferme del fatto che “Sì, quest’atto di Espressione c’è stato, è stato notato, ha provocato delle reazioni”, però non è detto che queste reazioni dovranno per forza essere positive. Qualche volta possono anche esserlo, ma quello che voglio dire è che l’Espressione non è un modo per tranquillizzarsi, per rassicurarsi, per essere tranquillizzati da qualcosa o da qualcuno, questo è un operatore molto molto presente dentro l’ambiente umano. Nella dimensione umana da una parte c’è il bisogno di Esprimere qualcosa di proprio che apparentemente rende il soggetto diverso dagli altri, dall’altra c’è la necessità di attirare verso di sé le energie e le attenzioni che confermano la propria validità, il fatto di essere accettato e riconosciuto dagli altri, altrimenti tutto crolla. Allora nel Mio, nel nostro sistema dell’Esprimibilità, non c’è la clausola delle reazioni positive che devono esserci per forza… la conferma sì, però usiamo questo termine in modo neutro.

Io voglio, ho bisogno di Esprimere il Mio volume prima di tutto. Io possiedo il volume e ho bisogno di Esprimerlo. Su quale base lo farò? Io ho la possibilità di muovere qualsiasi volume, di co-condurre il movimento su qualsiasi palcoscenico, però non ho bisogno, non ho interesse ad usare le mie energie per questo genere di conferme che sono rivolte proprio all’utente finale, che usano il livello dei dettagli, il livello dei fili di connessione nella risoluzione più dettagliata, a livello delle sfumature. Sempre dal punto di vista della convenienza energetica, Mi conviene usare le Mie energie per impostare certi parametri di riferimento, e poi, avendo un Organo che è in grado di Esprimere ciò che è la Mia volontà Esprimendo comunque se stesso, quindi facendo ciò che è giusto per il suo modo di fare e le sue esigenze energetiche, Io delego a quest’Organo, sulla base di ciò che esso possiede, le possibilità di EsprimerMi nell’ambiente esterno, quindi prima di tutto confermare il Mio volume, il che vuol dire stare in una dimensione diversa dalla vecchia materia chiusa.

Ecco, adesso tu come parte di questo organo possiedi questa capacità di condurre il volume che è diverso dall’attuale teatro umano, dall’attuale palcoscenico, e quel volume che possiedi, il tuo volume alternativo che però è imparentato con il Mio, ecco questo volume lo puoi condurre, lo puoi Esprimere, lo puoi sottolineare, lo puoi presentare possedendo i movimenti, possedendo le azioni.

Quindi gestendo le azioni ed i movimenti, anche di routine, attribuisci loro i codici dell’Esprimibilità e del riconoscimento di un volume che risale a Me, usi questi movimenti sia nella loro Esprimibilità classica che in un’Esprimibilità diversa, il che vuol dire fare deviare le azioni ed i movimenti da quello che sarebbe il loro percorso classico, quello che si presume che debbano fare nella dimensione della materia chiusa.

Così tu gestisci le azioni, però su una base diversa, attribuisci loro questi codici che adesso appartengono ad un landscape diverso e che hanno lo scopo di rivelare, di scoprire, di manifestare la Mia presenza: quindi le tue azioni, volendo anche tutte le tue azioni, diventano un connettore naturale che risale a Me. Però sono le tue azioni, hanno la tua impronta, la tua maniera di agire, e per Me è importante che tu Esprima il più possibile il tuo modo di muoverti, la tua Esprimibilità è sempre e comunque in primo piano, e più Esprimi te stesso e ciò che possiedi e più Esprimerai anche Me. È così che funzionano gli unificatori naturali.

Tu possiedi il corpo. Ieri abbiamo parlato di Tutto il Corpo, lasciando intendere che il corpo di adesso non è proprio tutto il corpo. Quindi possedendo le azioni che può fare l’attuale corpo anche nella sua versione ridotta tu cerca di notare quello che è oltre, quello che in qualche modo corrisponde ai movimenti del tuo corpo però nella versione completa.

Perché il corpo dovrà parlare, dovrà Esprimersi, e il corpo è un connettore naturale tra la materia chiusa e la materia aperta, però bisogna dargli la possibilità di Esprimere questo suo ruolo del connettore naturale.

Per esempio, puoi partire da questo: tu possiedi i movimenti, ma possiedi anche i raggi dei movimenti, le direzioni dei movimenti, quindi quando fai i movimenti cerca di farli aprendo il più possibile la risoluzione esistenziale corrente in cui li fai, come se il tuo movimento venisse svolto qui, ma anche non solo qui, come se venisse amplificato a livello vibrazionale.
Essere in ogni tuo singolo movimento, essere in ogni tuo singolo passo, però sentendo che fai questi movimenti e questi passi non per confermare il landscape esistente della materia chiusa, ma per collegarti il più possibile al landscape aperto, per Esprimere il più possibile il landscape aperto.

È importante questa impostazione, e anche proprio la direzione dell’andamento del corpo, verso dove va… perché sul palcoscenico tradizionale va verso la morte, verso questa chiusura finale, però possedendo le unità di unificazione con la materia aperta la direzione per il corpo potrebbe essere indicata in modo diverso, e allora dovresti regolare la freccia della bussola che è incorporata in tutti i movimenti, perché attualmente la bussola indica comunque il percorso verso la morte.

Poi mentre indica il percorso verso la morte, si fanno vari movimenti per sostenersi, per fare delle cose, per occuparsi di tutto ciò che precede la morte, ma non conviene avere sempre attiva, sempre valida questa indicazione perché la direzione indicata dalla bussola è diventata obsoleta, è diventata super-abile. E allora potresti fare così, potresti fabbricare una tua bussola e impostare un altro riferimento principale, quindi non più la morte ma… vedi come ti sembra più appropriato formularlo, ma comunque la direzione deve essere diversa e deve andare verso la Vita Eterna.

A questo punto tutti i tuoi movimenti dovranno allinearsi con questa freccia della bussola, con questa eseguibilità principale, e poi sarà divertente notare come cambia il tuo modo di muoverti: perché a questo punto i movimenti che cosa prenderanno in considerazione visto che la bussola della morte è diventata obsoleta? Mah, tanto per dire, prenderanno molto più sul serio la considerazione di questa convenienza energetica, dell’economia della luce, del dover pagare con le proprie energie per fare certe cose, perché se viene tolto questo vincolo assiomatico che alla morte non si scappa, allora forse cominceranno ad arrivare delle vedute più lungimiranti, e a questo punto il parametro della convenienza energetica si sentirà parecchio. Questo sarà probabilmente proprio il primo segnale che a sua volta permetterà di captare altre cose.

E allora i movimenti potrebbero non ubbidire ai riflessi di prima, perché se è stata concessa loro questa grande libertà, allora potrebbero deviare dai modelli di prima, dai regolamenti di prima, quindi ad un certo momento potresti dire: “Ma allora io possiedo dei movimenti che non mi ubbidiscono!” 🙂

Non è che non ubbidiscono, però stanno cessando di Esprimere ciò che Esprimevano prima perché non conviene più, perché se è cambiato il senso dell’orizzonte, allora non vogliono più investire nelle frequenze di prima che fino a poco fa sembravano tutto sommato utilizzabili. Quindi potresti avere questa sensazione che i movimenti non ubbidiscano, ma se tu a questo punto ottimizzerai i parametri del consumo energetico vedrai che non solo ti ubbidiranno, ma ti porteranno diverse scoperte… e inoltre ci sarà molta gratitudine.

Adesso hai la possibilità di spostare i tuoi movimenti dai binari energeticamente non convenienti sui binari che sono ancora da costruire e da formare, ma che saranno sicuramente basati sulla convenienza energetica.

Perché questo concetto della Vita senza limiti comporta anche degli aggiornamenti, comporta delle sostituzioni di certi pezzi, di certe frequenze, ma non sei tu che lo fai a livello manuale, è tutto il sistema che se ne assume l’incarico, tu devi solo cercare di avere la bussola impostata bene e di fare in modo che i tuoi movimenti, la tua Esprimibilità, ciò che tu possiedi, venga liberato dallo spirito della materia chiusa e serva invece lo spirito della materia aperta.

Essere nella materialità, essere nella fisicità… è una condizione che costa parecchio dal punto di vista energetico, e ci sono veramente pochi individui che sono in grado di stare dentro questo regime energeticamente dispendioso e anche di guadagnarci qualcosa. Se adesso noi staccassimo dalla presa la spina dell’average, della pseudo uguaglianza, della pseudo unificazione, quindi tutte queste correnti energetiche gratuite di cui usufruiscono le persone, a cui sono collegate le persone, se creassimo questa rottura… praticamente quasi nessuno sarebbe in grado di tirare fuori le proprie batterie di emergenza, i propri generatori di emergenza, la propria gestione energetica, perché quasi nessuno ha questo livello di autonomia.

Ma per il momento non parliamo di questo argomento, piuttosto voglio farti capire quanto sia importante prendere in considerazione questi calcoli energetici di base, questo è sostanzialmente il primo parametro che dovresti prendere in considerazione in ogni momento, in ogni situazione. In questo modo ti sentirai sempre di più un sistema che sa come fare, che sa come fare per guadagnare, per ricavare, per creare dei valori aggiunti, per arricchirsi, perché è questo che vuole un sistema.

Quindi non si tratta soltanto dei soldi, i soldi sono solo uno stimolo, un riferimento, ma la cosa è molto più profonda, molto più completa. Avere o non avere le risorse per essere qui su questo nuovo palcoscenico, accanto al Creatore.

La cosa importante per te è questa: Esprimere te stesso e sentire le conferme della tua Espressione, ma come ho detto non necessariamente devono essere delle conferme tranquillizzanti, rassicuranti e positive. Devono essere le conferme che tu possiedi qualcosa a cui il volume esterno reagisce, perché questa sostanzialmente è la conferma della tua unicità, del fatto che possiedi qualcosa di inalienabile, un tuo nucleo, e questo possesso che giustamente è tuo, giustamente può essere espresso, può essere espanso, può essere giocato.

Però ti servono le conferme di questa cosa, e devono essere appunto le conferme che reagiscono a ciò che tu possiedi e non ad un qualche equivalente umano che tu potresti Esprimere, perché questo genere di conferme non sono niente, non importano, non è un vero possesso e non sono delle vere conferme.

Quindi più riceverai queste conferme, anche non necessariamente positive, e più crescerà la tua fede-fiducia, e più sentirai anche che cosa possiedi, ciò che è proprio a monte del tuo comportamento. E le conferme che arriveranno a te saranno anche per Me, perché a questo punto si è creata questa catena di gestione, quindi le conferme che arriveranno a te confermeranno ciò che è giusto per te, però confermeranno anche per Me ciò che riguarda la Mia Esprimibilità, quindi osserveremo, osserveremo insieme, osserveremo tanto…

… Tutto questo parco dei movimenti, di vita-spostamenti dentro la materia chiusa diventa obsoleto da solo, indipendentemente da quanti soldi o altre risorse vengono investiti per migliorare od ottimizzare questo sistema.

Il possesso nel senso classico, della dimensione umana, adesso diventa anche piuttosto impegnativo, perché comporta tutto un insieme di legami, di cliché energetici… se solo c’è la condizione del possesso di un qualcosa dentro la dimensione umana questo automaticamente tira in ballo tutto un sistema che corrisponde a questa condizione, quindi varie condutture, varie maniere di espressione standard, ecc., e solo per sopportare tutta questa zavorra ci vogliono parecchie energie…

… In ogni situazione ci possono essere più soluzioni vincenti, non necessariamente una è giusta e le altre sono sbagliate: dipende da te, da come sistemi le tue preferenze concrete, perché tu puoi anche prendere una certa carta apparentemente invalida o scadente e poi arricchirla così tanto con la Realtà dello Spirito che questa carta di colpo batte tutte le altre, ed ecco che la cosa diventa di nuovo armonica. Però sempre questa è la questione, non usare le carte dentro la dimensione umana, attribuisci loro sempre un valore diverso, e puoi anche vedere… per esempio una certa carta che poteva essere di valore basso che attribuendole un valore dello Spirito magari cresce tantissimo e invece un’altra, che sembrava una carta di valore medio, quando tu le attribuisci un valore dello Spirito non è che risponde di colpo molto meglio.

Quindi qui tutte le grandezze ed i comportamenti del parco dei movimenti saranno piuttosto insoliti, è quello che intendevo dicendo di quando sentirai che i movimenti non ti ubbidiscono. C’è molto da sperimentare…

… E poi, ma l’abbiamo già detto tante volte, ogni condizione può essere per te una condizione vincente, quindi ogni svolta, ogni aggiornamento della Vita, ogni novità può essere usata per la tua crescita, per il tuo potenziamento; magari c’è questo velo di smarrimento, anche di paura per quel che riguarda le manifestazioni pratiche di una certa situazione, ma vedi: più tu esci fuori da questa materia chiusa, dal quadrante umano, e più la tua paura evapora, perché non c’è modo di condurre la paura se sei nella Materia Aperta. Quando tu ti allarghi, ti espandi, senti che la tua bussola ti porta sempre di più verso la Materia Aperta, la tua paura semplicemente evapora perché non è compatibile con questo stato vibrazionale.

Insomma, per vivere qualsiasi situazione in modo vincente tu devi essere qui, ma anche non qui: nel momento in cui ci caschi e pensi di essere solo qui (nella materia chiusa, nel Campo statico della dimensione umana) allora diventa un disastro perché il volume è troppo stretto e allora lì dentro circolano la paura, lo smarrimento, l’insicurezza e soprattutto sempre e comunque il sigillo e la prospettiva della morte.

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