Irinushka

Cavalcando le onde… (seconda parte)

A proposito di come creare il proprio sito esistenziale complesso, giusto come un esempio concreto di questi mezzi di circostanza che ci possono guidare nel nostro individuale processo di autoapprendimento, vorrei sottoporre alla vostra attenzione un grande Segreto.

Il “Segreto”, come affermano anche i creatori del film e la scrittrice del libro che ne è alla base, esiste da moltissimo tempo, solo che adesso questo principio fondamentale – la Legge dell’Attrazione, questa ricetta senz’altro giusta, anche se finora scarsamente usata, di un’esistenza corretta ed armonica – comincia ad essere applicato a tutt’un altro livello e in condizioni assai diverse dalle precedenti.

Non più come una tecnica che aiuta a costruire una propria oasi individuale su misura in mezzo al deserto dell’incomprensione, delle incongruenze e del malessere globale, ma come un approccio che ci rende naturalmente partecipi di tutto quanto, grazie al potentissimo abbraccio che l’onda del nostro vero “pensare – sentire” stabilisce con il Tutto.

Il “Segreto” si trasforma nella possibilità di vedere apparire sotto una potentissima fonte di illuminazione tante cose che finora rimanevano nascoste nell’ombra: le nostre vere competenze ed inclinazioni, la ragione del perché noi siamo qui, la nostra specifica maniera di dialogare con il Tutto.

Il “Segreto” si trasforma nella possibilità di scoprire e di scolpire una nostra interfaccia personalizzata per aderire all’infrastruttura della nuova realtà e al nuovo sistema operativo esistenziale, particolarmente favorevoli all’”uomo pensante”.

Il nuovo sistema operativo esistenziale adesso, diventando in maniera sempre più evidente il fattore dominante dell’etere della Terra, trasmette incessantemente, “a tutti coloro che sono in ascolto”, un richiamo di questo genere:

“Io, Nuovo ordine delle cose, Nuovo sistema operativo, sono qui, io esisto già, e tu chi sei? Dimmi come ti chiami, usando, per presentarti a me, la lingua del Tutto, l’unica che io posso capire. E dimmi qual è il tuo desiderio, perché per me “ i tuoi desideri sono ordini” – ed è proprio per questo, per studiarli e per soddisfarli, che mi hanno creato Lassù e successivamente mi hanno portato quaggiù, nello spazio del vostro piano fisico”.

Fatto sta che comunque ora noi dovremmo mettere a fuoco non tanto i desideri concreti come una cosa “a sé stante”, quanto piuttosto il nostro profilo, il nostro ideale “taglio” esistenziale, la nostra maniera ottimale per “essere” e per “succedere”; la nostra “portata di carico”, alias la nostra “portante della felicità”, la nostra onda dentro cui scorrere nello spazio del piano fisico, attirando a noi ed inserendo naturalmente e spontaneamente nel nostro flusso della vita i vari frammenti del Creato che sono consoni alla nostra specifica natura ondulare e sensibili al suo richiamo.

Ovviamente, la conoscenza della nostra vera natura e della nostra “missione” esistenziale non ci arriva in un unico “pacco”, ma fluisce verso di noi gradualmente, conformemente al nostro throughput e alla nostra capacità di assimilazione e di rielaborazione dei dati; già ora questo sapere limitato ed incompleto non costituisce un impedimento per generare dei “super-mega-desideri”, secondo la nostra massima portata di carico e la nostra ideale scala della fattibilità; bisogna soltanto separare mentalmente l’”Io-che-è” dall’ “Io-che-vuole apparire”, ed allineare il nostro “Io-che-è” con lo Spazio Cosmico, coinvolgendo quest’ultimo come un co-partecipante per mettere a fuoco e ricalcolare in modo dinamico il nostro autentico volere.

La cosa bella è che nelle condizioni attuali i tempi di risposta si sono accorciati parecchio; tutto quanto tende ad essere molto più veloce ed eccitabile ed interattivo; però, e questo è un principio assiomatico, ognuno riceve esattamente quella reazione di ritorno che “ordina” con lo stato di sfondo del proprio “pensare – sentire”.

Se “ordina” la conferma del proprio scetticismo che la monolitica ed univoca realtà del mondo della Terra possa trasformarsi in un arcipelago di tanti profili e “tagli” diversi del manifestato – avrà la conferma di questo scetticismo.

Se “ordina” la conferma della condizione “non è possibile” – avrà questa conferma.

Se “ordina” la riflessione del proprio Io inventato e non autentico– riceverà quello che chiede.

Se “ordina” la condizione di veder fluire verso di sé certe conoscenze – in un modo o nell’altro queste conoscenze gli arriveranno, usando addirittura dei canali finora inesistenti e nemmeno immaginabili.

Noi facciamo i nostri “ordini” conformemente alla “risoluzione” del nostro schermo esistenziale, conformemente allo spettro della piramide globale della trasmissività che ci è dato di percepire con il nostro “pensare – sentire”.

Però la parola “risoluzione” potrebbe avere anche un secondo significato.

Prima di interpellare il Genio dell’Universo, o il nuovo sistema operativo, o le Forze Superiori, rivolgendo loro le nostre specifiche richieste, noi dobbiamo “risolvere” la questione con noi stessi, dobbiamo concedere a noi stessi il permesso di “succedere” tramite questa o quella particolare inquadratura pratica. Fino a quando noi non avremo generato al nostro interno il nulla osta di procedere e l’autobenedizione per sentirci liberi di tuffarci nel raggiungimento di un certo obiettivo, il mondo circostante non potrà generare nemmeno lui l’autorizzazione ad assecondare la nostra cinetica interiore con le oscillazioni, le “coincidenze” e le risonanze esterne.

Il nuovo sistema operativo mette in disuso il concetto delle “circostanze sfavorevoli” come tale. Di conseguenza, in circolazione rimangono soltanto le circostanze neutre, che noi, se vorremo, potremo trasformare in circostanze favorevoli, mandando loro “il segnale di identificazione”, il profilo e il codice del nostro autentico “pensare – sentire”, per eccitarle, suscitare in loro l’interesse nei nostri confronti, incantarle, addomesticarle, e farle diventare “roba nostra”.

Per rendere una certa circostanza favorevole a noi, dovremo imparare l’arte di parlare la sua lingua, dovremo farle capire chi siamo e perché la vorremmo accanto a noi, dovremo trasmetterle il senso della nostra unicità, la nostra fede in noi stessi, le caratteristiche organolettiche del nostro “pensare – sentire”, dovremo farle capire che “Noi valiamo” e che, se essa ci ubbidirà, se ci verrà incontro, se vibrerà alla nostra maniera, allora “varrà” anche lei.

E questo è un richiamo magico a cui nessuna circostanza esterna potrà dire di no.

Questo stato d’animo riscaldato e vibrante di emozioni predispone naturalmente dentro di sé dei segnali di eccitazione a tutto campo che, a mo’ di rete da pesca, sono in grado di acchiappare e di condurre a noi i frammenti del Creato che pulsano sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Che sono in grado di leggere il nostro codice esistenziale e di circondarlo con un amichevole ed amoroso abbraccio.

E, d’altra parte, questa stessa rete riscaldata del nostro “pensare – sentire” viene utilizzata secondo il regime della NON-attrazione, del NON-collegamento con tutto ciò che per noi è estraneo, inutile e privo di attrazione. In una maniera insieme magica e naturale, noi “scompariamo dai radar” delle vibrazioni e degli eventi con cui non abbiamo niente da condividere, dei quali non potremmo mai diventare “compagni di viaggio”, che oggettivamente non potremmo addomesticare e nobilitare con il tocco della nostra natura ondulare, dotandoli di una specie di “valore aggiunto” della presenza sulla Terra.

Si potrebbe dire che il momento attuale ci invita a vibrare secondo il regime della “pregustazione”, che nel mio caso specifico potrebbe essere descritto in questo modo:

“Io voglio toccare, eccitare ed incantare gli eventi e le circostanze del mondo esterno, li voglio tirare su, li voglio sollevare al di sopra della loro fattura precedente; io voglio “fluire e succedere” fuori, in modo tale da trasmettere al mondo queste melodie, e questo spettro cromatico, e quei suoni cristallini che mi riempiono, e questa mia gioia che a volte è così intensa che quasi mi blocca il respiro, e il mio senso della felicità tanto particolare che è con me ogni giorno e ogni notte, ma che non è mai uguale, e in ogni momento fiorisce attraverso tante sfumature diverse, e a volte (d’altronde, perché no?) fiorisce anche attraverso le perplessità e le incognite, e spinge, spinge tanto per essere condiviso con gli altri”.

Il regime della “pregustazione” del nostro ideale modo di succedere non vuol dire sfogliare il catalogo attualmente esistente delle occupazioni e condizioni esistenziali, allo scopo di scegliervi dentro le voci che fanno al caso nostro, ma vuol dire stare in ascolto della nostra musica e dinamica interiore – quella per cui ora dovremo predisporre un arrangiamento esterno che sia alla sua altezza.

Noi abbiamo il compito di allargare e di completare questo catalogo, inserendovi le nostre specifiche modalità della realtà manifestata, e non di fare il contrario – di piegarci, di contorcerci e di adattarci a tutti i costi alle norme esistenziali previste dall’attuale data base umano. Perché molte delle cose che noi cominciamo a pensare e a sentire adesso, certe condizioni ed esigenze della nostra trasmissività, le risorse energetiche e spirituali di cui noi disponiamo, non sono mai state manifestate “in carne ed ossa” nel mondo della Terra e quindi sarebbe del tutto inutile riferirsi a delle analogie.

Molti, moltissimi capolavori delle nostre individuali realtà manifestate verranno costruiti ex novo e senza che noi dobbiamo preoccuparci di farli combaciare con dei prototipi regolarmente registrati presso l’”Ufficio del personale” delle condizioni esistenziali del mondo della Terra.

Certamente, alcuni aspetti del nostro vero senso di sé potranno anche essere abbinati ad alcune voci attualmente esistenti del catalogo (ma a condizione di impregnare ed incantare queste voci con la nostra essenza profonda, di riconfigurarle secondo le nostre esigenze, di addomesticarle, di trasformarle in “roba nostra”), mentre per certi altri bisognerà predisporre dei volumi esistenziali “speciali”.

I quali, tornando alla metafora dei siti complessi, possono essere paragonati alle pagine che vengono generate e visualizzate non tutte le volte che ci mettiamo a navigare all’interno del sito, ma solo in occasioni particolari e con degli accessi ristretti, per esempio, per manifestare nell’intervallo vibrazionale del piano fisico alcune “miscele energetico-spirituali” di cui noi disponiamo e che, proprio perché sono delle miscele molto particolari e anche molto potenti, non possono essere “espirate” e “messe a terra” ovunque, ma hanno bisogno di volumi trasmissivi “dedicati” ed attrezzati per l’occasione.

Per il momento preferirei non dire altro, tranne, forse, il fatto che queste caratteristiche e miscele molto particolari che necessitano di “poligoni speciali” per essere manifestate e testate in tutta sicurezza, in seguito diventeranno un contributo e una base per una massiccia auto-rieducazione di tutto il nostro pianeta, per lo sviluppo di “modus vivendi” così “avanzati” che gli scrittori di fantascienza non avrebbero potuto immaginarli neppure nelle loro fantasie più scatenate.

E questa base per il nostro fantastico futuro è già qui, è già presente tra noi, ci circonda con i suoi raggi e le sue curvature della Luce “pre-manifestati”, anche se per il momento solo una piccola percentuale degli esseri umani ha la sensibilità verso questi raggi, è in grado di inquadrarli e di stabilire un dialogo consapevole tra la Luce e la materia.

Però con ogni giorno che passa, la quantità della Luce reincarnata sulla Terra aumenta in progressione geometrica, e man mano che le cose vanno avanti, sarà sempre più difficile per la gente rimanere all’oscuro di quello che succede.

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