L’Ampiezza e la Ristrettezza

LaMiaEmozione

Dopo aver ricevuto questa bellissima immagine da Vale Ciceri, nonostante avessimo detto che l’altra bellissima immagine di Nadia, Il Vortice d’Aria, sarebbe stato il simbolo del blog di EG,  abbiamo sentito che le due immagini sono complementari e esplorano due inquadrature diverse, ma entrambe autentiche, profonde e ispiratrici… e così una volta ci sarà una e una volta l’altra!!! 🙂

Cominciamo da questa necessità di creare, dalla necessità di essere te stessa, di essere te stessa a prescindere da quello che ti circonda, a prescindere dall’attuale ordine – non ordine della materialità, a prescindere dall’attuale esposizione della Vita.

Come fare per servire questa condizione principale?

Servire, creare, essere prima di tutto te stessa, che cosa vuol dire?

La realtà è come una specie di ampiezza, una specie di fronte dell’ampiezza che avanza. Questo attuale fronte della Vita che procede è arredato con certe indicazioni, con certi criteri. A questo andamento della Vita vengono attribuiti certi sensi, tu percepisci il paesaggio perché ti appoggi su certi criteri per fare la selezione, per scegliere che cosa riconoscere.

Adesso partiamo da questa cosa a monte, la realtà come una specie di telo, come una specie di ampiezza ancora non arredata ma soprattutto non ordinata e quindi ancora non accompagnata dai vari segni, dai vari pre-concentratori, dalle varie unità del pre-sapere, del sapere prêt-à-porter 🙂 . Quando tu scopri qualcosa, noti qualcosa, tu ti rivolgi a certe centraline, ad un certo regime centralizzato del notare e del comportarsi. A questi regimi richiedi un servizio, il servizio te lo danno e poi quello che ricevi, cerchi di usarlo per te, per i tuoi interessi.

Quello che voglio dire è che nell’attuale esposizione del vivere sono presenti certe pre-indicazioni, delle indicazioni della direzione obbligatorie, del tipo: “Si va di là!”.

Ed è come se tutta la stabilità di base che forma queste indicazioni,

questi criteri,

questa massa oscillante della Vita,

questa specie di volume unico che avanza,

questo fronte della Forza in movimento che si esprime attraverso gli eventi, attraverso le cose che accadono,

questa sensazione del limite, dei limiti che però comporta anche ciò che sarebbe oltre il limite (sempre a livello dei codici della consapevolezza, dell’attuale senso dell’ordine della consapevolezza),

a te, a voi si presentasse come la percezione della Terra, della Vita sulla Terra.

Questa cosa che avanza al momento corrisponde a ciò che tu percepisci come Terra.

Nelle tue attuali codifiche percepisci questo avanzare “pre-condizionato” della Vita come la Terra.

Tu non percepisci tutta quanta l’ampiezza, tu percepisci quello che ti è accessibile attraverso questi pre-concentratori del Tempo – Spazio, attraverso vari classificatori, varie cartelle, vari pre-ordinatori del landscape della Vita. Al momento tu sei fatta in modo tale da non poterne farne a meno e questo vale anche per tutti voi, quindi, in un certo senso non ti è ancora familiare il senso della località, il senso della terrestricità nel suo assetto primordiale e non condizionato.

Idealmente, da una parte ci saresti tu e la tua consapevolezza evoluta che è immersa nella materia terrestre e dall’altra ci sarebbe la realtà terrestre che viene messa a fuoco, che viene resa tangibile, a seconda di quello che sta ordinando, che sta scegliendo la tua consapevolezza.

La tua consapevolezza, qui, che cosa sta facendo? Sta conoscendo se stessa, sta servendo se stessa, si sta occupando di se stessa. Non aveva la possibilità di immergersi nella materia nel suo stato naturale negando qualsiasi pre-organizzatore, qualsiasi pre-ordinatore o pre-concentratore, queste varie interfacce ausiliarie che regolano la permanenza della materia. Non c’era questa scelta, né per la tua consapevolezza, né per la consapevolezza di nessuno. Nemmeno io ho avuto, all’epoca della precedente pagina, la possibilità di essere uno spirito libero espresso nella materia, senza però dipendere dalla materia.

Il mio volume era abbastanza riscaldato e quindi io potevo notare diversi ordini dei numeri, diversi connotati del paesaggio che erano fuori dagli schemi che si presentavano, li potevo notare. Sul mio schermo, sul mio video, sul mio quadro di comando del mio volume circolavano già quegli ordini dei numeri però io non potevo permettermi di essere al di fuori dei classificatori, degli ordinatori standard.

Adesso ritorniamo alla pagina di adesso, del presente che è anche quella del mio vero Inizio, del mio vero Inizio-Trasformazione.

Io non ho avuto questa volta la necessità di scegliermi l’assetto del corpo umano per avvicinarmi alla terrestricità. Mi sono state proposte altre opportunità.

Adesso io qui come sono? Sono sicuramente sul suolo terrestre, sono come disciolto nella terrestricità, diffuso in essa. Il mio volume è il volume che adesso è presente dappertutto nella terrestricità, ma io non ho ancora un assetto definitivo, un look definitivo, non ho ancora delle forme concrete in cui essere manifestato e questa condizione della pelle esistenziale, dell’attributo del senso della pelle del proprio volume esistenziale di cui ho parlato nella seduta precedente, riguardano sia me che te, che tutti voi.

Le vostre pelli a loro volta sono in equazione con la mia pelle. Dobbiamo predisporle tutte insieme, dobbiamo espandere le nostre pelli dello spirito tutte insieme.

Bisognerà trovare un modo di organizzarci, di creare queste pelli, questi involucri diversamente strutturati, diversamente abili dei nostri volumi primordiali, queste dimore dello spirito e della consapevolezza che usufruiscono direttamente della terrestricità, della terrestrità senza limiti.

Il concetto del volume esistenziale: per aiutare a percepirlo meglio, ti offro questa metafora.

Immagina una ruota o se vuoi anche una sfera, ma come una ruota che sta toccando la strada.

Tu sei presente, ti risulta di essere presente in questa particolare condizione del dove e quando la ruota tocca la strada e la ruota sarebbe tutto il volume nominale, tu ti senti presente dove avviene questa aderenza diretta, questo fissaggio temporaneo, sei quella parte della ruota che tocca la strada.

L’altra parte, il resto della ruota, non ti risulta che si muova.

Tu, per come sei fatta adesso, presti attenzione a ciò che corrisponde alla fisicità, alla presenza, al senso del vivere che viene predefinito dalla relazione tra la ruota e il manto stradale, da questa specifica sezione, da questa specifica superficie portante.

La cosa principale, invece, deve ancora entrare a far parte del giro. Si sta risvegliando però fa naturalmente parte di te perché è tutta una ruota. Quando comincerà a muoversi, quando comincerà a ruotare può succedere, anzi succederà, che le frequenze e anche le manifestazioni pratiche di queste frequenze che adesso sono l’indice della determinatezza, sono l’espressione dell’ordine chiaramente determinato, non saranno più le stesse di prima.

Tu adesso sai per certo varie cose che corrispondono all’attuale ordine – non ordine della realtà, al regno di nessuno, però quando la ruota comincerà a girare per usufruire di tutto il volume delle proprie cellule, delle proprie molecole del vivere, si creerà un’aderenza diversa, si formeranno delle equazioni diverse dell’aderenza, della densità, della terrestricità stessa.

Il comportamento della ruota sarà diverso, ma anche l’area del proprio auto riconoscimento soggettivo non sarà più così stretta come adesso, ma sarà molto più ampia, inoltre nel frattempo cambierà anche il comportamento della strada, del manto stradale.

Questa metafora serve ad intuire ciò che la mente adesso non può capire, perché la mente possiede le frequenze che corrispondono all’attuale fissaggio della ruota alla strada.

E ora si sente l’imminenza di un’aderenza diversa, in un Campo della materia diverso.

Avviene tutto in modo naturale. Viene tolto ciò che non serve più per l’attuale stabilità. La stabilità, proprio per questo si chiama stabilità, perché ci deve essere un certo appoggio, anche un certo appoggio vibrazionale e allora dobbiamo sempre rispettare la condizione della stabilità pur andando avanti nella nostra trasformabilità.

Siccome a nessuno conviene tenere in piedi quelle frequenze di cui la stabilità corrente ormai può fare a meno, posso dirti che non dureranno nemmeno un secondo dopo che non sarà più necessario.

Per questo ho anche suggerito l’altra volta l’esercizio di interagire con le sfere, di giocare con le sfere, con le varie forme sferiche, toccandole, muovendole, inclinandole perché serve sia per riscaldare il proprio volume che per accarezzare la strada.

Adesso come adesso una grande quantità, un’enorme quantità della materia terrestre rimane non accessibile: è presente, però, siccome non si inserisce in vari schemi, classificatori e vademecum di accompagnamento del soggetto nella località, di fatto la consapevolezza la esclude, non la riconosce, non sa che esiste.

Essa ritiene di essere in un volume molto limitato, questa ampiezza di origine diventa non più un’ampiezza, ma una specie di ristrettezza piena di cose artificiali e soprattutto con un ordine dei numeri molto, molto limitato.

Il mio posto dove è?

Il mio posto non è nella ristrettezza, ma nell’ampiezza. Io sono immerso nella terrestricità, disciolto come mio volume della consapevolezza, disciolto nel volume di questa terrestricità autentica e sto preparando il suolo, sto preparando ciò che vedo di dover preparare per cominciare a scoprire ciò che è questa ampiezza per fare in modo che questi ordini dei numeri diventino accessibili, diventino usabili. In altre parole, per permettere alla Vita di essere vissuta nella terrestricità completa, nello spettro completo, non troncato. Io ho molte opportunità, ho delle opportunità enormi.

Come posso descrivere la mia stabilità, la mia capacità di condurre le energie? Intanto la mia stabilità è in grado di accogliere delle cose molto disomogenee. Già di per sé la mia stabilità è disomogenea e quindi posso far circolare dentro di me cose apparentemente contraddittorie, che tenderebbero ad escludersi a vicenda. Io però le posso contenere e posso anche spiegare a queste cose come potrebbero relazionarsi a vicenda se, per esempio, al posto di un certo 0 venisse messo un 1, se venisse predisposta qualche modifica a livello dei numeri, della matematica della Luce.

È importante trovare delle formule, delle equazioni per far avvicinare le cose l’una all’altra. Magari risulta che siano in conflitto, risulta che non siano compatibili, però per esempio ci potrebbe essere solo uno zero di troppo che è scritto dentro una certa equazione e questo fa sì che le due cose, i due fenomeni risultino non compatibili.

Il mio volume, come è già stato accennato, in effetti è come una specie di super unificatore, di super ruffiano 🙂 dove io posso, ho l’autorità di fare queste sostituzioni. Per esempio, quando vedo che non conviene all’ambiente, non conviene al fenomeno continuare ad avere questo zero in più che gli impedisce di usufruire di un ordine a cui potrebbe essere allacciato, io prendo questo zero in più e lo tolgo e libero il volume da questo particolare attributo. Di conseguenza lascio la possibilità di essere convogliato altrove, di fare amicizia con altri ordini dei numeri, praticamente di smettere di essere il codice sorgente di prima e di aderire ad una codifica diversa e a ciò che questa codifica diversa può esprimere.

Quello che ti sto spiegando, che vi sto spiegando, è semplificato, però sostanzialmente è così.

Spesso è proprio una questione di un singolo campo numerico che è riempito in un certo modo ed io con la mia forza sono autorizzato ad intervenire, a sostituire. Tutto questo a favore dell’espansione, dell’espansione di ciò che è, intanto della mia Forza, del mio posto nella materia perché ognuno di noi, per la legge universale si occupa prima di tutto di se stesso.

Io, qui sono immerso nella materia terrestre, lei mi piace, io la amo e la voglio saturare con me stesso, arricchire con me stesso, anche offrendo tutto me stesso a lei, alla terrestricità, alla Vita che si presenta attraverso la terrestricità.

Io voglio stabilire qui il mio ordine naturale, il mio ordine naturale della luce, della respirazione, del comportamento. Questo è il mio compito principale, cioè, trasformare quello che sarà, quello è già il mio mondo, solo che adesso è il mio mondo terrestre non ordinato, adesso ho l’autorizzazione e la forza per poter iniziare l’ordinamento che è anche la trasformazione.

Il comportamento delle energie, delle persone dipende dall’ordine dei numeri. Uno potrebbe dire che sulla sua scala manca l’amore, ma probabilmente è perché c’è una parentesi di troppo che è presente nelle sue equazioni e lui risulta un essere senza amore, dopodiché questa sua condizione di essere apparentemente senza amore, a sua volta la esprime, la dipinge, soffre, inventa dei sensi e delle demo che confermano la condizione di essere senza amore.

Invece, la causa di tutto ciò potrebbe essere semplicemente una parentesi che è apparsa dove non avrebbe dovuto apparire.

Tornando ancora ai concetti della realtà terrestre, della materia terrestre, della forza terrestre come l’ampiezza o la ristrettezza.

La ristrettezza è sempre e comunque un volume troncato, ma per di più non è sempre lo stesso volume troncato. È come se lo stesso baco iniziale, lo stesso difetto migrasse da un posto all’altro. Il volume è sempre ristretto, è sempre distorto però non è sempre fisso, sempre rigido, sempre statico.

A volte questa ristrettezza corrente è parcheggiata, per esempio, nell’angolo sinistro in basso rispetto al volume dell’ampiezza, a volte è parcheggiata nell’angolo opposto però è sempre il volume ristretto, anche se la sua locazione vibrazionale è diversa.

In tutti i casi non è questa la nostra realtà, non è che noi dobbiamo correggere quello che non va dentro questo volume della ristrettezza, non è che noi dobbiamo cercare di espirare noi stessi, la nostra sostanza vitale dentro questo volume ristretto per definizione, perché intanto non potrà assimilare ciò che noi abbiamo da proporre e poi sarebbe solo uno spreco delle nostre risorse perché noi siamo qui per manifestare noi stessi nella materialità vera, ampia, incondizionata.

Questo è il nostro Sforzo importante, il nostro Sforzo principale.

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