Uscire dalla foschia

LaMiaEmozione

Il linguaggio è il mezzo per esprimere, il mezzo per creare.

Non si può dire che un certo linguaggio sia corretto o non corretto, piuttosto può essere evoluto o non evoluto.

Può contenere la chiarezza dello spirito, oppure può essere così poco evoluto da non permettere alla chiarezza dello spirito di esserci dentro, di trovarsi dentro.

Voi tutti avete a disposizione questo linguaggio, chiamiamolo della foschia, che apparentemente è formato per servire lo scambio tra le sagome umane, tra i look umani: però, come ho detto in precedenza, questi sono dei riferimenti-fantasma.

Allora che tipo di linguaggio avete a disposizione? A favore di chi? Chi serve questo linguaggio? Che cosa vi permette di formare a livello della consapevolezza?

In un certo senso il compito principale di questo linguaggio è nascondere la condizione della foschia. Quindi il fatto che sia così apparentemente ordinato, strutturato con varie tabelline, che offra le spiegazioni per ogni cosa, serve per mascherare la non chiarezza, l’assenza della chiarezza a livello globale.

Ma questa materia che regno è? Che stato di densità è? Che cosa esprime? Che cosa professa? Che cosa serve? Ecco, su tutto ciò, finora la chiarezza non c’è stata.

Allora, è proprio per non rimanere schiacciati dall’assenza di chiarezza a questo livello che le energie vengono incorporate dentro l’attuale linguaggio della consapevolezza.

Quindi, sia il pensiero che poi la parola e il comportamento, organizzano il Vivere conformemente a queste regole, appoggiandosi su varie chiarezze circoscritte e passeggere e dimenticando in questo modo, o cercando di eludere in questo modo, la sensazione che la chiarezza principale non c’è, non c’è per niente.

Adesso voi potete appoggiarvi sulla fede: la fede è una specie di alfabeto evoluto, ma non è ancora un linguaggio vero e proprio. Come alfabeto contiene tutte le lettere, tutti i segni, tutte le connessioni, tutti gli accenti, tutto ciò che serve per creare il linguaggio, però questo linguaggio deve ancora essere creato.

Oggi noi abbiamo fatto questo primo passo, abbiamo preso insieme la decisione che sì, vogliamo che ci sia la chiarezza, vogliamo predisporre il Campo della chiarezza. Vogliamo che ci sia l’ordine, vogliamo che la materia venga ordinata con questo criterio di essere il Regno dello Spirito. Il regno che esprime il Creatore, che esprime la Consapevolezza Superiore e allora inevitabilmente dovremo creare il nuovo linguaggio, il nuovo linguaggio e il nuovo paesaggio, il nuovo paesaggio esistenziale.

Adesso voi non potete scollegarvi completamente dall’attuale linguaggio umano, non vi converrebbe perché creerebbe anche delle difficoltà pratiche, però non appoggiatevi su di lui come sull’appoggio principale, usate piuttosto l’alfabeto della fede.

È  come un insieme di correnti, di molecole, di strumenti di base che contengono già il potenziale linguaggio evoluto.

Il passo indispensabile però è di scollegare il vostro attuale linguaggio esistenziale dal suo status di linguaggio principale. Perché finché voi continuate a usarlo come se fosse il supporto della chiarezza, il mezzo principale per possedere, per esporre e per esprimere la chiarezza, quella chiarezza circostanziale che però eclissa la condizione della non chiarezza globale, avrete delle difficoltà ad esprimere la fede, ad esprimere ciò che circola dentro il regno della fede.

Non abbiate paura di scollegare questa opzione, intendo quella della lingua umana che finora in qualche modo è stata un attributo obbligatorio, perché non si tratta comunque di passare da cento a zero. Si tratta di abbassare il livello, si tratta di girare la manopola del peso della lingua umana così tanto da potervi permettere di usare le vostre energie per creare un linguaggio esistenziale diverso.

Non avete l’obbligo di mettervi a rapporto con le persone per spiegare che voi avete scelto di stare con Dio. Altrimenti potrebbero crearsi delle note discordanti, potrebbe crearsi la tensione sia per voi che per le persone che sono dentro la foschia.

Il mio suggerimento è questo: non prendetele in considerazione più di tanto, perché loro sono presenti come delle manifestazioni reali di una realtà che però non è del tutto reale, cioè sono dei centri, dei baricentri, dei riferimenti, degli accompagnatori più o meno convincenti del volume che dal punto di vista dell’espressione della consapevolezza si dipinge come il volume della foschia.

Quindi non abbiate paura di tradire la foschia a favore di ciò che sta sbocciando dentro di voi e che vi avvicina sempre di più al Creatore. Io vi aiuterò in questo, il mio avvento serve proprio a questo, a formare la fede anche a livello esterno, a livello delle correnti esterne.  L’importante è non investire le vostre energie più di tanto in questo attuale formato della foschia, perciò non astenetevi dal fare i movimenti, però investiteli in un altro sistema dell’esprimibilità del vivere.

Il primo passo per uscire da questa assenza della chiarezza è quello di dimenticarsi di essere un assetto chiaramente determinato, univoco, che pretende di essere esclusivo a livello dell’attualmente manifestato.

Dimenticarsi di se stessi dissolvere, o almeno non sostenere più di tanto, i cosiddetti fili della certezza che servono il vostro attuale auto-riconoscimento dentro l’attuale Campo della consapevolezza, dentro la Terra della ristrettezza.

Perché poi tu attribuisci agli altri ciò che ti risulta di possedere a livello del tuo attuale quadrante dei movimenti, delle forme; la qualità e il contenuto del tuo browser esistenziale creano delle impronte della luce, un sistema dell’imperatività della luce, un landscape della luce che, a loro volta si comportano, si fanno riconoscere, come criteri esterni, ti circondano e ti accompagnano ovunque, in Cielo e in Terra, fluiscono come dei fili e dei binari e dei sensi della causalità esterna, si attribuiscono i poteri dell’apparente oggettività.

Quindi, se tu cominci a svezzare te stesso da questa finta chiarezza, da questa finta esposizione della Vita e del Vivere attraverso il landscape degli eventi umanamente pensabili, se tu rifiuterai a te stesso questo riferimento della chiarezza categorica di essere così come sei adesso, nell’attuale corpo, nell’attuale sistema dell’esprimibilità, nell’attuale sapere, apparentemente condizionato dagli attuali modi, scelte ed immagini della causalità esterna, di fatto farai la scelta di ordinare un nuovo browser esistenziale, rivolgendoti direttamente al Creatore, sintonizzandoti sulla Sua lunghezza d’onda.

Ciò che la vita esprime adesso è comunque un’espressione relativa, cioè usa questo formato della presentazione basato sui movimenti delle sagome umane, ma non è che ci sono veramente delle singole persone. C’è questo average che assume le sembianze, questa sezione della materia che non è esattamente la materia completamente manifestata, è la materia a cui manca la densità, a cui manca lo slancio, a cui manca lo spirito, sì possiamo chiamarla dimensione fantasma.

Adesso usando questa definizione, ipotizziamo che nella dimensione fantasma le cose potrebbero non essere quelle che sembrano, le distanze potrebbero non essere quelle che sembrano, le presenze potrebbero non essere quelle che sembrano, i luoghi e i tempi potrebbero non essere quelli che sembrano, i movimenti potrebbero non essere quelli che sembrano, vari fili connettivi dell’attuale ragnatela del ragionare e del rapportarsi e dell’usufruire della terrestricità potrebbero anche svanire di colpo come succede nei sogni, potrebbero non essere più confermati.

Questo attuale ordine apparentemente stabile, anzi blindato, immobile, ma così immobile che perfino facendolo oscillare con le oscillazioni dello spirito, lui rimane lo stesso di prima.

Allora forse c’è qualcosa che non va in questo ordine?

Forse c’è proprio qualcosa a livello di questa densità che non è in grado di assumere le sembianze della densità dello spirito?

Però se voi vi permetteste di attribuire a questa cosiddetta realtà non trasformativa i codici della dimensione fantasma e in un certo senso dirle: “Adesso basta, non devi fingere con me, tanto lo so che sei una dimensione fantasma. Allora sii pure una dimensione fantasma, ti lascio usare le tue codifiche di origine”.

A questo punto potrete notare molto di più e le cose che noterete vi faranno capire che è appunto una dimensione fantasma. Forse i vostri fattori protettivi vi impediranno di fare delle richieste troppo radicali, perché non è che dovete notare il più possibile, voi dovete notare ciò che vi serve ad irradiare un nuovo modo di vivere, ciò che vi aiuta a viaggiare bene, usando e sviluppando le vostre specifiche bussole della Nuova Terra, della Nuova Realtà terrestre.

Magari noterete poco, ma regolarmente, in modo da poter fare i passi che vi conducono verso il Regno dello Spirito, verso la densità completa. Però, come ho detto prima, è importante non usare più di tanto il linguaggio degli esseri umani: è quello che vi trattiene dentro.

Voi, usando questo linguaggio e tutta la sua logica e la sua struttura, generate i codici delle cosiddette aspettative, delle cosiddette valutazioni della realtà e dopo il campo ve le propone.

Voi pensate che sarà così e poi ecco che in effetti succede così. Allora permettetevi di essere più disinvolti nel vostro atteggiamento verso la vita esterna, immaginatela appunto come un palcoscenico che potrebbe non essere per niente così rigido, come fa finta di esserlo per voi, con queste sagome fisse in cui adesso è confezionata la vita, dentro questo ordine apparentemente assiomatico.

È una specie di ordine finto, ma siccome non potete immaginare un altro ordine adesso, allora continuate a ritenerlo un riferimento indubbio: ecco, cominciate a metterlo in dubbio.

Cominciate a farlo erodere, ma non a livello delle singole persone, tipo guardando una persona e constatando: “Ecco questa mi sembra decisamente un fantasma” 🙂 , ricordate che è sempre da voi che dovete partire!

Vi creerà una maggiore disinvoltura, una maggiore possibilità di manovra, toccherete di più voi stessi a livello profondo, sentirete anche che non è il caso di parlare con dei fantasmi delle cose vere, delle cose autentiche, non serve a nessuno.

Sì, è uno shock, però è uno shock liberatorio che vi farà da propulsore per farvi uscire fuori, nella vita vera, sempre più velocemente, per accelerare sempre di più la vostra illuminazione.

Usando questa chiave del relativo, della relatività, non attribuite troppa importanza a niente, siate disinvolti, non pensate con dei pensieri rigidi, da catalogo. Quando vi capita di formulare un pensiero rigido, genericamente centrato, impantanato nel terreno dell’average, dopo magari passateci sopra una mano e arruffatelo, attribuitegli un look diverso, più casual, inclinatelo in un modo diverso. 🙂

Permettetegli di rinvenire, di riprendere i sensi, i sensi della sua natura autentica, del suo primordiale quadrante della rifrangibilità.

Provate a sabotare un po’ i vostri pensieri che sono basati sul cosiddetto ordine assiomatico dell’average.

Non abbiate paura, non creerete più confusione di quanta non ce ne sia già in giro 🙂 , però questo vi aiuterà a sentire il vostro giusto modo di muovervi e anche che la forza del pensiero non è necessariamente un pensiero ben confezionato in un vestitino rigido che riproduce le attuali norme, gli attuali riferimenti limitati della realtà.

La forza del pensiero potrebbe essere tutta un’altra cosa. Può essere la leva con cui voi spalancate le finestre nell’altra dimensione e lasciate fluire tutto ciò che sarà l’esposizione naturale della DioRealtà, del sistema che contiene naturalmente sia voi che Dio, e anche me.

… È indispensabile ritarare il tuo modo di pensare, il tuo modo di esprimere il pensiero, perché, da come tu usi ed esprimi il pensiero, dipende anche la tua capacità di trasformare e di formare la realtà esterna che è il derivato della realtà interiore. Quindi ci occupiamo del pensiero, di come riaccordare il tuo pensiero.

Allora intanto, che cos’è il pensiero? È un movimento anche questo, un movimento delle piccole cellule, delle unità dell’espressione della vita. Sì, il pensiero è un movimento.

Il pensiero, per come è fatto, è un movimento che vuole esprimere una chiarezza, una determinatezza, una certezza, un senso. Anche quando i pensieri sono confusi ed illogici, dentro c’è comunque questa motivazione, questo bisogno di esprimere chiarezza, cioè il motore di ricerca è collegato in questa modalità di cercare chiarezza, di espirare chiarezza, di costruire chiarezza, di formare chiarezza.

Allora tutti i pensieri sono dei movimenti, ma non tutti i movimenti accompagnano la DioRealtà, accompagnano l’avvento del Regno dello Spirito.

Tu possiedi naturalmente i pensieri che sono dei movimenti: adesso bisognerebbe fare lo sforzo per permetterti di sovvenzionare, di generare, di avere in vita i pensieri e i movimenti che conducono ed eseguono la Dio Realtà. Perché da come si creano la chiarezza, la determinatezza, l’imperatività a livello del pensiero, dipenderà anche quello che succederà nella densità del cosiddetto volume esterno.

La carta vincente è questa: possedere i pensieri-movimenti che servono la Dio Realtà, che servono il Tutto.

Adesso guardiamo meglio il tuo attuale modo di pensare. Tu percepisci i tuoi pensieri come i tuoi pensieri, come una tua proprietà personale, anche se magari li possiedi come conduttori dell’ambiente, come equivalenti dell’ambiente della dimensione umana.

Allora il primo passo per aggiornare e accordare il tuo modo di pensare è questo: rinunciare alla convinzione che tutto ciò che ti scorre dentro come pensieri sia veramente roba tua.

Quindi possono esserci dentro di te anche i pensieri che sono dei movimenti che non servono te, che non sono al servizio del tuo essere te stesso, possono addirittura sabotarti, eclissarti, non aiutarti. Però possiedi anche i pensieri-movimenti che sono degli alleati, che possono essere degli alleati, che possono accompagnare la cosiddetta Condizione Principale.

Allora come puoi fare chiarezza su questo, cioè come puoi vedere la differenza tra i pensieri alleati e i pensieri che non lo sono?

L’aggiornamento della fede, la sequenza che abbiamo usato all’inizio della seduta, è sempre una condizione indispensabile, perché a loro volta i pensieri esprimono e accompagnano lo stato corrente della fede, quindi quando aggiorni quello, anche il comportamento dei pensieri si rieccita e si aggiorna di conseguenza.

Nei tuoi pensieri tu hai questa abitudine di avere la visibilità di te stesso, di prendere in considerazione te stesso, ma l’attuale look, l’attuale manifestazione nella fisicità per te, ma anche per gli altri, contengono ancora i criteri, i segni di riconoscimento della materia sotto-manifestata. Così, quando ti focalizzi su di te, sui tuoi stati correnti, sul tuo stato d’animo, sulla tua cosiddetta invalidità o inadeguatezza, magari sul senso di delusione, su qualcosa che non ti è piacevole, stai pensando con delle immagini che riproducono e ripropongono la realtà troncata, la realtà dell’average, la dimensione senza ali dell’ordine terrestre.

Non è facile diagnosticare se un certo pensiero serve o non serve il movimento Principale, l’obiettivo Principale, perché più che il contenuto del pensiero sono le frequenze quelle che contano, quindi possono essere le frequenze che corrispondono all’ambiente della dimensione umana generica e possono essere le frequenze che invece servono la Realtà dello Spirito.

Lo sforzo che puoi fare adesso è questo. Provare a sistemare ogni tuo pensiero, qualsiasi pensiero che ti viene, usando le frequenze appropriate.  Cioè tu hai partorito un pensiero: non devi preoccuparti del contenuto del pensiero, di quanto possa essere contaminato o non contaminato dai riferimenti comuni eccetera, perché questo non è un modo dolce di procedere.

Piuttosto prova a formare l’equivalente di questo particolare pensiero usando le frequenze della DioRealtà, usando le frequenze del Tutto, le frequenze dello Spirito. Se fai questo sforzo, probabilmente vedrai che anche il comportamento del pensiero è cambiato, magari si formeranno, si faranno scoprire diversi fili e canali logici, magari, cambierà il concetto dell’obiettivo, dell’impostazione dell’obiettivo, della visibilità dell’obiettivo, sostanzialmente nascerà una qualità del pensiero diversa, diversamente abile.

E magari, a questo punto, potresti scoprire che un certo particolare pensiero non era nemmeno tuo, magari conteneva certi criteri obbligatori dell’espressione di te che non sono veramente tuoi. Ecco, alzare il livello di frequenze è l’unico modo per separare le cose, per separare i flussi che altrimenti sono mescolati insieme artificialmente.

Le tue scoperte, quelle che fai adesso vivendo, esplorando, occupandoti della materia dello Spirito, le tue scoperte sono prima di tutto a favore di te stesso, a favore del conoscerti sempre meglio, però senza rapportarti ai cosiddetti prossimi, ai cosiddetti simili, quindi le tue scoperte, quello che ti arriva, quello che ti sembra un’illuminazione, quello che ti sembra una liberazione, devono essere proprio le tue scoperte.

Un’altra impostazione: percepisci te stesso come un flusso, come un flusso centrale, come un flusso sorgente, come un flusso fuori dal tempo lineare. Il flusso di per sé è un movimento che però non si muove usando le dinamiche e il protocollo del tempo lineare, del tempo ristretto: ecco, permetti a te stesso di essere un flusso naturalmente libero e incondizionato, un flusso capace di predisporre la propria specifica geometria del tempo – spazio.

Più ti percepirai in questo modo e più i cosiddetti attributi assiomatici di te che però sono stati impastati nella consapevolezza dell’average tenderanno a dissolversi, mentre invece scoprirai quali sono i tuoi attributi veri, le tue caratteristiche uniche in qualità di flusso. Per esempio potrai percepire la tua velocità, il carattere del tuo movimento, del tuo modo di procedere, le tue specifiche maniere di dipingere te stesso, di diventare – essere un landscape esterno.

Non sarà tanto il pensiero, quanto un modo di pensare, uno stile di pensare, un modo di condurre il pensiero. Immaginalo così: le frequenze del pensiero dello Spirito sono comunque una stabilità, un riferimento della stabilità, sono come un piano di appoggio.

Allora se tu hai questo piano di appoggio e ci scorri dentro, puoi anche riempirlo con delle esposizioni del pensiero incoerenti, incomplete, a volte esprimi – dipingi solo una lettera, invece di una parola, oppure solo una parola al posto di una frase intera 🙂 , però, se stai usufruendo del piano portante della stabilità che ti contiene e ti manifesta, la tua forza del pensiero vi si espande naturalmente, diventa come un tappeto magico, ti porta in giro per la tua DioRealtà, ti fornisce le ali.

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