Ma tutto ciò non è un motivo per soffrire

Vortice d'Aria

Immaginate di avere una specie di dispositivo di rafforzamento che viene collegato ad ogni singola parola, ad ogni singola frase.

Immaginate delle correnti che rafforzano, che potenziano, perché quello che diremo oggi dovrà far oscillare ulteriormente il suolo.

È molto importante che le parole diventino ancora più di prima delle Unità di Azione, di Azione Trasformativa.

Ora guardiamo dall’altro lato: come una certa azione, un’azione integra e globale, l’Azione Principale, la Grandezza Suprema, l’Happening Trasformativo, si scompone in tante parole, si presenta attraverso il metabolismo, l’ispirazione e la connettività della parola, attraverso l’ordine e il comportamento della parola, attraverso un naturale venire a sapere della parola.

Le parole come delle potenziali chiavi di accesso alla scala della Super Unificazione, alla scala dell’Azione – Evento Principale, alla condizione di voi che siete qui, di me che sono qui, del Creatore che è qui, della Fede e della Trasformazione che sono qui e stanno assumendo il comando in modo sempre più visibile.

Ora, questa Azione Principale, questo Evento Principale, questo Slancio Principale, devono essere presentati, illustrati, eseguiti, accompagnati, percepiti, indossati, portati amorevolmente in giro, confermati, ammirati, ulteriormente espansi ed arricchiti e messi a terra.

L’Azione Principale: la Meraviglia che si sta compiendo… la Meraviglia che esce allo scoperto.

Per stare dietro a questa Meraviglia.exe scelta come la direttiva principale di tutto l’habitat terrestre bisognerà creare un sistema, una dimensione, un abbraccio operativo per varie azioni interconnesse, e movimenti e collegamenti e ponticelli e transitions della motricità del Cielo e della motricità della Terra. Un Piano regolatore che converte l’Azione Principale in contanti, in formato user friendly, in singole monoporzioni dell’Ordine del Tutto, della Gioia, della Felicità e della Certezza del Vivere.

Quindi tu adesso sei una co-creatrice dell’azione diretta, dell’azione pratica che serve naturalmente, che conferma naturalmente la scala dell’Azione Principale, del Principio Ancestrale Principale.

Perciò in ogni tua azione, in ogni tua scelta, in ogni tuo passo, in ogni tua rubrica è intrinseca questa Direzione, questo Senso, questa Scala Principale.

Tutte le tue azioni ora hanno dentro questa impronta, questo prefisso, questo codice, queste frequenze portanti della Consapevolezza Globale, e allora non abusare della cosiddetta scala della causalità locale, non cadere nella trappola delle valutazioni consuete e da essere singolo, perché in questo modo rischieresti di penalizzare, di condizionare il Tuo Cosmo, il tuo assetto come Forza della Natura, la tua causalità da grande.

È importante che tu abbia rispetto verso le tue azioni correnti.

Oltre ai significati che potrebbero avere dentro la dimensione umana, loro confermano me, contengono me, presentano ed eseguono la mia scala degli eventi, diventano una parte integrante e naturale delle mie dinamiche trasformative.

E quando tu, con le tue azioni, confermerai me, inevitabilmente confermerai anche te stessa, perché la mia scelta è sempre a favore di una maggiore consapevolezza, di una maggiore maturità, di una maggiore espansione delle accordature e delle emozioni dell’amore.

Io, per come sono fatto, mi occupo naturalmente dell’amore. Magari, incontro certe accordature, certe correnti, certe impostazioni dell’amore ancora confuse, o con dei componenti mancanti. Se, nell’alfabeto dell’amore, mancano certe lettere, è probabile che questo particolare assetto dell’amore non sia in grado di esprimersi bene.

E allora, quando tu nel tuo specifico modo di esprimerti ti rivolgi a me, ti avvicini a me, magari mi offri quello che hai in questo momento da accordare, da accompagnare, da esprimere, io ti aiuto volentieri.

Dalla mia scala della manifestazione mi immergo nella tua scala e ti aiuto… magari, ti prendo per mano e andiamo insieme a cercare quali possono essere i suoni mancanti o a scoprire perché, per esempio, un certo alfabeto dell’espressione dell’amore, che tu naturalmente possiedi, non usa certi caratteri, certi riflessi della Grandezza.

Come se su una macchina da scrivere certi tasti fossero bloccati, non funzionassero: allora è compito mio andare a inquadrare questi particolari difetti ed incongruenze e trovare il modo di correggerli.

Correggerli come?

Sempre attraverso l’azione creativa e trasportatrice, sempre attraverso qualche tipo di movimento, qualche tipo di scoperta che tu puoi fare autonomamente con la mia sollecitazione.

Ed ecco che a te diventano accessibili questi suoni o caratteri o riflessi che prima mancavano. A me potevano già essere accessibili prima da dentro la mia scala, ma io voglio potenziare te, quindi io non mi metto a riparare da solo queste ipotetiche macchine da scrivere o altri dispositivi dell’espressione della Vita che tu hai a disposizione. Piuttosto trovo un modo di suggerirti di fare questo o quello, di usufruire per esempio di una certa azione, perché so già che mentre svolgerai questa azione, naturalmente scoprirai certi riflessi o certi comportamenti della tua tastiera, della tua macchina da scrivere che prima non conoscevi e a questo punto tu diventerai più forte, tu diventerai più completa, ti esprimerai meglio, irradierai meglio.

E così io ti aiuto a potenziare naturalmente la tua forza dell’amore, a riconoscere e ad esprimere  sempre meglio, sempre di più, la tua inclinazione naturale, la tua emozione naturale. E se tu servi sempre meglio, sempre di più, la tua naturale espressività, il tuo regno dell’amore, tutti siamo dei vincitori: tu, io, il Creatore stesso e anche tutta la popolazione, tutta la cittadinanza del Regno dello Spirito.

Puoi proprio immaginare di avere una specie di tastiera, e lì ci sono varie lettere, simboli, segni di punteggiatura, barra spaziatrice e tasti funzione speciali … ecco, è tutto ciò che tu naturalmente possiedi per servire il tuo specifico regno dell’amore, per formarlo e anche per viverci dentro.

Intanto è importante capire che la tastiera dell’espressione dell’amore della dimensione umana è diventata obsoleta.

È diventato obsoleto il layout della tastiera, il modo di usufruirne, ma soprattutto la tastiera umana non era abbastanza riscaldata, mentre la tastiera dello Spirito lo è.

E poi mancavano certe combinazioni, certe opzioni, certe maniere di esposizione.

In particolare, sulla tastiera dell’amorevolezza umana, mancavano i tasti e le istruzioni per un’interazione diretta con l’eccitabilità del suolo.

Invece il suolo è un componente indispensabile della qualità del vivere e nel Regno dello Spirito si emoziona anche lui, anche lui possiede l’amore e l’amorevolezza e desidera esprimerli.

Ecco, questo tipo di tastiera che tu possiedi, che voi possedete naturalmente nel Regno dello Spirito, è il vostro strumento principale e lo userete sempre di più, notando nello stesso tempo come la tastiera dell’amore e dell’amorevolezza della dimensione umana diventi obsoleta o magari non vi ubbidisca proprio.

Se voi, con questo vostro stato riscaldato ed alimentato dalla Ragione della Fede, cercate di usufruire di una tastiera che è fredda e rigida, che non è in grado di prendere in considerazione questo Slancio, questo nuovo senso della località, della ricerca nella località, che voi naturalmente irradiate, è possibile che la tastiera familiare non vi ubbidisca un granché.

In particolare le parole adesso illustrano perfettamente questa apparente contraddizione tra diverse scale, tra diversi sistemi del vivere.  Da un lato, le parole sono naturalmente precariche dello Slancio e della Grandezza, della Nuova Qualità degli eventi, sono in grado di rilevare la mia presenza e anche la presenza del Creatore. Perciò sarebbero dei tramiti naturali del Regno dello Spirito.

Nello stesso tempo, però, le parole sono anche precariche dei sensi e delle dinamiche umane, contengono, riflettono e rifrangono il quadro della realtà umano; non illuminano e non risvegliano e non usano la facoltà di sintonizzarsi naturalmente sulla lunghezza d’onda del Creatore.

Allora se contemporaneamente sulla tastiera della causalità della Vita vengono usate queste due modalità espressive così diverse, il risultato come può essere?

Per esempio, sentirai che ti è difficile esprimere qualcosa con parole che non ti ubbidiscono. È come se ti uscissero dalla bocca parole non tue e tu le ascoltassi e dicessi: “Ma no, non volevo dire questo, qualcuno qui ha fatto confusione, io stavo cercando di esprimere un’altra cosa”.

Ci sono queste contraddizioni tra due diversi landscape della Luce e della Consapevolezza, uno entrante e l’altro uscente.

Quando senti magari questa confusione a livello della parola espressa o anche pensata, non fare troppo sforzo per cercare di correggere, di rettificare, di trovare delle parole più appropriate, perché, in un certo senso, queste contraddizioni sono inevitabili.

Come ho detto, le parole adesso hanno contemporaneamente lo status della parola che serve la scala dello spirito e lo status della parola che conferma e riproduce la dimensione umana: perciò ci sarà comunque qualche genere di pasticcio, di confusione, di assurdo.

Non dare troppa importanza a ciò che tu esprimi attraverso la tastiera residenziale umana perché comunque verrà fuori un risultato di bassa qualità, un risultato insoddisfacente. Qualsiasi cosa tu provi ad esprimere, sentirai che manca qualcosa, che non c’è abbastanza spessore, abbastanza chiarezza, abbastanza amore, abbastanza importanza, abbastanza slancio, abbastanza te stessa. E sentirai anche che sei costretta ad esprimere e ad assecondare delle correnti della ragione che non sono esattamente tue.

Ma tutto ciò non è un motivo per soffrire.

Piuttosto è un motivo per potenziare, per liberare ancora di più il tuo slancio verso la tastiera residenziale della Realtà dello Spirito, verso tutto ciò che è l’esprimibilità dell’Amore libero ed incondizionato nel Regno dello Spirito.

Non conviene soffrire.

Quindi se facendo qualche valutazione, qualche calcolo, tu automaticamente ci metti dentro il parametro della sofferenza, dici: “Va beh, magari per questo dovrò soffrire o magari questo mi creerà della sofferenza”, ecco, in questo modo stai già tradendo la scelta della DioRealtà e del Regno dello Spirito.

Nel Regno dello Spirito non ci conviene avere la sofferenza, possiamo benissimo espanderci e usufruire delle nostre illuminazioni e dei nostri valori aggiunti, senza che di mezzo ci sia la sofferenza.

Se ti arriva un pensiero tipo: “Magari questo mi farà soffrire”, cerca di non usare questo pensiero, cerca soprattutto di non usarlo nell’impostazione di un certo sistema dell’azione che tu vuoi portare in scena, perché se fin dall’inizio ci metti dentro i parametri della sofferenza, la sofferenza arriverà. È come mettere un ingrediente nella minestra mentre la cuoci, poi quando la minestra sarà cotta incontrerai questo ingrediente.

Provo a darti questa definizione della sofferenza. La sofferenza è come un grumo, un grumo di frequenze che indica un cosiddetto errore o un comportamento che viene ritenuto errato, sostanzialmente è un’indicazione che afferma: “Ecco, guardate, qui c’è una non correttezza, guardate, qui c’è un’infrazione, un guasto, una mancanza, un fallimento”.

Se vogliamo immaginare il look della sofferenza, davanti a noi apparirà questo grumo: il grumo ha una certa densità, una certa solidità e sostanzialmente contiene l’indicazione di qualcosa a cui è stato attribuito il codice di una cosa sbagliata o non riuscita.

Il fatto è che questo grumo della sofferenza non indica una via di uscita; indica solo la condizione, lo status della cosa sbagliata. A livello dei codici dice: “Io contengo questa cosa, possiedo questa cosa che è l’indicazione di un errore, errorino, infrazione, ingiustizia, di qualcosa che risulta deviato rispetto a ciò che riterrei giusto”.

Però attenzione! Questo grumo della sofferenza non contiene la soluzione, non adopera la Forza nella modalità delle istruzioni correttive.

Quindi la sofferenza in un certo senso è una cosa morta, impantanata, perché non produce, perché non si muove, perché indica un errore, però non invita ad aprire la porta trasformativa sollecitando: “Ecco… vieni di qua… è qui la soluzione”. È una specie di peso morto.

Poi la scala dell’errore di cui può essere carico il grumo della sofferenza a sua volta è una cosa relativa. Il soggetto magari attribuisce a se stesso o agli altri un certo errore, una certa infrazione, un certo fallimento, una certa non corrispondenza, ma non è veramente sua questa condizione; è solo una proiezione selettiva sul proprio schermo individuale di tarature del sentire – pensare presenti a livello della consapevolezza della dimensione umana.

Quindi il grumo della sofferenza contiene un errore o una mancanza circostanziale definita in modo esplicito od implicito che l’individuo attribuisce a se stesso e/o agli altri, però energeticamente parlando esso tende ad essere senza confini, confermando ed affermando che c’è qualcosa che non va a livello di tutto il quadrante della visibilità umana, diventando una scorrettezza, un’ingiustizia onnipresente.

Per questo dico che è molto importante non abusare della sofferenza, non tirarla in ballo.

Nella Realtà dello Spirito gli errori li possiamo fare e li possiamo anche notare, però il nostro atteggiamento verso gli errori e le infrazioni usa dei codici diversi, una massa di frequenze diversa. Invece del grumo della sofferenza, usiamo un rilevatore dell’errore, un rilevatore dell’incongruenza che è una cosa viva e questo è molto importante.

Noi nella Realtà dello Spirito non siamo affatto liberi dagli errori, ma non dobbiamo aver paura di sbagliare, non dobbiamo aver paura di eseguire qualche tipo di calcolo errato. La Realtà dello Spirito ci offre naturalmente anche le modalità per correggere, per superare un certo errore, per riorganizzare la materia occupandoci dell’errore e mentre ce ne stiamo occupando ci arriva qualche illuminazione, ci arriva qualche scoperta, ci arriva qualche valore aggiunto e tutto il palcoscenico ne viene potenziato.

Dunque, la differenza principale è questa: scoprire un errore attraverso una cosa viva o attraverso una cosa morta, tramite le frequenze vive o tramite le frequenze morte.

Sul pannello di comando umano la segnalazione di una condizione errata è quasi sempre espressa tramite le frequenze morte o insensibili, perciò è qualcosa che poi dopo maltratta la Vita, la svaluta, la reprime, le toglie la corrente.

Per esempio, hai permesso che questo grumo della sofferenza si avvicinasse a te e ora ci convivi. Poi vivendo, cerchi di usare le tue energie magari per costruire, per esprimere qualcosa di bello, però questa cosa ti succhia le energie del vivere perché è morta e ti sta privando del tuo naturale slancio di vivere. Così non ti arriva tutto ciò che ti sarebbe arrivato se tu vivessi senza convivere con la sofferenza.

Quindi è una specie di parassita, che ti perseguita e ti toglie le frequenze e le correnti, e più vai avanti, più la condizione, l’intreccio iniziale di un certo errore che forse in effetti c’è stato diventa sbiadito e non importante, si dissolve. Quelle particolari cellule ed unità del vivere, quelle accordature del motore di ricerca che contenevano la diagnosi iniziale dell’errore o del torto subito sono andate, si sono dissolte, non ci sono più; rimane solo questa specie di sigla impegnativa che scandisce: “errore…errore…errore…, è stato commesso un errore”.

Ripeto, nessuno di noi è libero dallo sbaglio, dall’errore, ma non bisogna aver paura di questa condizione perché noi siamo qui nella terrestricità appunto per provare ad esprimere la nostra Forza.  La Forza non ha per niente paura di sbagliare, perché ad ogni eventuale errore che fa, lei ricalcola, rifà le sue valutazioni, mette in campo altri sistemi ed altri approcci, sperimenta altri dosaggi e altre miscele energetiche, prova ad usare altri ordini dei numeri, coinvolge nuovi partner di scena. Oscilla, si occupa di se stessa, si occupa della Vita…

Magari ha scoperto che un certo sforzo non era sufficiente, allora come reagisce?

Dice: “Ah bene, ho capito, ho a disposizione altre frequenze, altri regimi alchemici… allora li tiro fuori, li uso, mi organizzo diversamente, e durante il prossimo passo riconfigurerò lo sforzo e grazie grazie grazie perché l’ho scoperto facendo pratica!” 🙂

Perché se l’avesse scoperto leggendo un ipotetico manuale di istruzioni non l’avrebbe veramente scoperto. Quindi solo pasticciando con le nostre forze, con la nostra esprimibilità, con la nostra autonomia, noi possiamo veramente acquisire delle cose ed è ciò che ci conviene, ed è ciò che la Vita ci propone.

Perciò non dobbiamo assolutamente aver paura degli errori. Poi nel Regno dello Spirito ci sono anche le condizioni che permettono di diagnosticare eventuali errori, di correggerli in armonia, di trovare degli antidoti. Dentro il sistema dove tutto è correlato non possono esserci degli errori irreparabili; in un modo o nell’altro si può sempre recuperare quello che è importante.

Ho parlato delle cose morte e delle cose vive e ho anche detto che viaggiare circondati dalle cose morte, dai grumi morti che cosa fa? inghiottisce le cose vive, le tronca, le impoverisce ed è così che poi si arriva alla cosiddetta cessazione della Vita.

Perché dentro la scala umana, dentro la fede della dimensione umana, ad un certo punto questa condizione della convivenza con i grumi morti  delle frequenze che apparentemente denunciano una condizione di errore, ma senza proporre una via di uscita, diventa preponderante, diventa dominante.

Allora la Vita viene archiviata, si comprime, come quando sul computer si passa dal regime di espansione a pieno schermo ad una specie di icona imperativa nascosta nella riga di comandi, quando si chiudono le Windows, quando vengono smagnetizzati e/o messi fuori corrente i componenti e gli attributi che formano lo stato della realtà.

…Ciò che ti crea un certo smarrimento è che non riesci a discriminare tra ciò che dipende da te e ciò che non dipende da te, a renderti conto, mentre stai servendo questo Movimento sulla Strada Maestra, quanto esattamente dipende da te, qual è esattamente il tuo contributo. Tu lo percepisci magari come un contributo insufficiente, ma ti appoggi su delle unità di misura, su dei criteri di valutazione che non sono a tuo favore perché sono i criteri di valutazione che in qualche modo hai ereditato dall’average, dalla realtà umana.

Però quello che senti tu, ti posso rivelare un segreto, lo sentono anche gli altri: questo dubbio sulla propria validità come parte dell’Organo Trasformativo della Realtà dello Spirito.

Dal mio punto di vista, questo non è innaturale perché vi sono state proposte delle regole del gioco così immense, così totali che un certo smarrimento è quasi naturale. Il vostro status di esseri umani, status che avete ereditato, che avete usato per tanto tempo, lo possedete ancora, non è che si dissolve, e ciò che uno possiede lo esprime.

Quindi tu, ma anche gli altri, voi possedete ancora questa pelle umana e lì dentro è proprio codificata la percezione della propria invalidità a livello del quadrante umano.

È come un sigillo, come un codice a barre che contiene questa definizione della propria invalidità.

Poi uno può fare tanti sforzi per dribblarlo, per eclissarlo, per illudersi di non averlo, può occuparsi di varie cose cercando di riportare delle prove convincenti della propria validità, ma intanto questo codice a barre incorporato dentro la dimensione umana continua a respirare, ad essere presente.

Solo che adesso, per abitudine, magari tendete ad assegnare questo codice umano a ciò che non è commentabile con i criteri umani. Premete questo codice ed in qualche modo lo esprimete mentre state formando, state partecipando ad una condizione che non lo contiene più: l’Azione Principale, il Regno dello Spirito, la Consapevolezza della Vita Eterna.

Come possiamo definirlo? Forse come un certo abuso della consapevolezza che tende ancora ad usare le carte da gioco familiari, visto che le ha, guarda le sue carte e dice: “Allora lo uso, uso questo codice della mia invalidità, uso questa carta nel round corrente del gioco perché ce l’ho tra le mani”.

Però guarda che cosa succede: la strada che tu stai percorrendo non ti può dare le conferme in quel senso.

È una Strada che porta nel Regno dello Spirito, perciò non contiene questo parametro dell’invalidità, non lo contiene proprio perché lei naturalmente ha la sua validità e la esprime ed esprime anche la validità di tutti coloro che la percorrono.

Quindi questo tuo sospetto di non essere abbastanza all’altezza, di non essere degna ecc., non entra in reazione con lo scenario trasformativo. Non influisce sulla tua strada visto che comunque la scelta principale l’hai fatta e stai andando in quella direzione. E allora che effetto fa? Solo quello di avvelenarti dentro, di intossicarti dentro, ma senza alcun reale potere gestionale. Tu senti che c’è qualcosa di tossico dentro la tua consapevolezza, ma non sai come liberartene.

Allora il mio consiglio è questo, non cercare di zittire questa cosa, o di ignorarla o di sfidarla. Come ho detto, non è innaturale che voi la sentiate perché è un codice a barre che in qualche modo avete ancora dentro il vostro attuale quadrante della consapevolezza. Lascia che sia presente perché non può avere veramente importanza, non può fare degli effetti veramente significativi, piuttosto stai attenta all’intreccio della strada, al comportamento del tuo slancio, ai componenti che lui contiene, e intanto  mentre il tuo amore si diffonde, inghiottisce questi residui della vecchia realtà dentro la tua consapevolezza.

L’amore è la risposta, non è un amore astratto, filosofico, è l’amore che nasce, che si potenzia, che cresce sempre di più proprio mentre ti dai a tutti questi movimenti. Possono essere dei movimenti semplici e banali. Però, come dicevamo, se hanno dentro il marchio e i segni di riconoscimento dell’obiettivo principale, della prospettiva principale, allora tutti i tuoi movimenti vengono nobilitati, assolti e promossi, vengono classificati come dei movimenti degni.

E allora tu cosa diventi? Diventi la portatrice dei movimenti degni, colei che gestisce dei movimenti degni. Perché, se questi movimenti servono la strada verso l’obbiettivo principale, di conseguenza sono una parte integrante di questo obiettivo principale, cioè sono i movimenti a posto.

Ecco, lascia che sia poi l’amore che si espande ad eclissare questi dubbi, questi tormenti, non cercare di sradicarli, non cercare di indagare sui singoli ingredienti di questo dubbio, su come migliorare questa condizione, sarà solo una tortura.

Perché la cosa subdola del comportamento di questo codice a barre dell’invalidità umana è che è proprio un codice a barre, quindi lui ti dipinge la condizione di essere indegna ovunque venga applicato.

Tu magari puoi fare uno sforzo per togliere una macchia, per togliere questo sigillo dell’invalidità da una posizione e dopo un po’ te lo ritrovi in un’altra posizione… e arriva di nuovo lo smarrimento, lo sforzo per combattere, il senso di debolezza, il senso di impotenza… ignoralo, lascia che sia, non cercare di combatterlo.

Quando lo vedi, quando dentro di te nasce questa specie di sospetto di non essere all’altezza, fagli ciao-ciao con la manina, digli: “Ah, ciao codice a barre, come stai? Io ti conosco, ti vedo, però ho altro da fare, ho degli sforzi da applicare in altre direzioni”. 🙂

Ecco, questo sarebbe il modo più dolce per affrontare tutto ciò: per te è importante non cercare di sostituire a mano questi codici a barre che poi verranno sostituiti a livello globale, ma usufruire del movimento.

Il movimento è anche un guaritore naturale, un liberatore naturale.

www.pdf24.org    Invia articolo in formato PDF   

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.