Fidarsi dei movimenti

LaMiaEmozione

La sensazione principale in questo momento probabilmente è quella della naturalezza, che tutto ciò che voi farete sarà naturale: la naturalezza delle scelte, la naturalezza del tocco, la naturalezza dell’espansione del comportamento della materia in questo regno, la naturalezza degli scambi.

Non c’è bisogno di mettere in ordine le cose usando i criteri umani: ci sono ancora, ma sono ausiliari, invece l’ordine principale è quello che si sta formando adesso grazie ai vostri movimenti.

È bello sapere che anche con dei movimenti apparentemente disordinati, incoerenti, disorganizzati voi state servendo la creazione dell’ordine dello spirito nella materia.

Questo vi toglierà ulteriori inibizioni, se ancora magari non vi fidate abbastanza dei vostri movimenti, oppure non sapete come spiegarveli, oppure i vostri stessi movimenti in qualche modo vi sembrano allarmanti, vi sembrano confusi.

Ecco mollate questo dubbio, mollate questo sospetto.

Dentro il Regno dello Spirito i movimenti non possono servire altro che l’ordine e il cardine di questo regno. Anche se sono confusi, incoerenti, servono naturalmente il carico utile principale, si inseriscono naturalmente nelle scelte, nelle prospettive, nelle dinamiche relazionali di questa materia.

Però voi non vi fidate ancora abbastanza dei vostri movimenti: cioè non è questione che certi movimenti magari vi piacciono e altri meno, oppure che certi movimenti li eseguite per scelta e certi altri perché siete apparentemente costretti.

Non è questo il punto, questo è uno dei parametri della classificazione dei movimenti che avete ereditato dalla realtà umana: il punto è che dentro di voi avete ancora una certa diffidenza verso i vostri movimenti, compresi i movimenti del pensiero, compresi i movimenti delle emozioni. Non vi fidate ancora abbastanza dei vostri movimenti nella loro qualità di essere una naturale presa dello Spirito, una naturale messa a terra del Tutto, degli anelli, degli allacciamenti e dei passaggi della realtà che conduce, racconta, spiega, produce e commercializza la Grandezza. Tanti diversi caratteri, calibri, componenti e comportamenti della Grandezza.

I vostri movimenti sono, dovrebbero naturalmente essere, prima di tutto a favore di voi stessi, rivolti verso voi stessi, uno strumento per scoprire e confermare ed arricchire le frequenze portanti del vostro ordine degli eventi primordiale.

Io vi sto aiutando ad imparare ad avere più fiducia nei vostri movimenti.

Cercate di assorbire me, di assimilare me. Quando avete formato un movimento di cui apparentemente non vi fidate o che vi lascia perplessi, rivolgetevi a me, chiedetemi di saturare con me stesso questo vostro movimento e vedrete che si rafforzerà la fiducia.

La fiducia verso i movimenti non è per niente necessariamente collegata alla comprensione di ciò che fa questo movimento. Voi potete possedere un movimento e dare fiducia a questo movimento e nello stesso tempo non immaginarvi nemmeno che cosa stia combinando questo movimento sul palcoscenico terrestre, anche perché voi avete a disposizione un insieme di movimenti ancora piuttosto limitato, sempre quello che avete ereditato dalla realtà di prima, mentre la condizione dell’esprimibilità del Cosmo in Terra è molto ampia e molto vasta.

Quindi voi per il momento possedete soltanto dei movimenti, per così dire , sparsi, dei singoli frammenti, dei singoli raggi ispiratori dell’andatura generale, dell’avventura globale dell’Autonomia. Potete percepire i vettori della Forza attualmente in vigore e collegarvi ad essi, potete leggere, interpretare ed eseguire le indicazioni della segnaletica stradale, con dei movimenti che usano sia il linguaggio e il centraggio della realtà uscente, sia il linguaggio e il centraggio della realtà entrante.

Però è importante che vi fidiate di ogni singolo componente della vostra specifica tavolozza della Vita che rinasce, di ogni singola inclinazione o sfaccettatura o segreto, di ogni singolo movimento o accenno al movimento che parte da voi, che vi coinvolge. Potrebbe anche essere senza capo né coda, potrebbe essere incoerente, potrebbe non essere particolarmente ragionevole, e nemmeno eccitante, potrebbe non combaciare un granché con la risoluzione esistenziale che apparentemente lo contiene. Ma se dentro c’è la fiducia, allora il movimento è a posto, perciò non associate necessariamente la fiducia alla comprensione, la fiducia alla chiarezza.

La condizione di sapere, man mano che esploreremo questo nuovo territorio dello spirito, si dissolverà, cioè il sapere come siete abituati a concepirlo, non verrà supportato dalla DioRealtà. I vostri movimenti, quelli verso cui avere fiducia, sono anche un naturale auto-svezzamento dal vecchio sapere. Quindi vi riescono per definizione e anche se non vi riescono tanto bene, fidatevi anche dei movimenti che non vi riescono tanto bene.

Il sapere, mentre vi state muovendo verso la Realtà dello Spirito, non è un parametro obbligatorio, può esserci, può non esserci. Può esserci, ma nascosto dietro le quinte, non al centro del palcoscenico, oppure potete disporre di un sapere parziale e frammentario. Però questo sapere parziale e frammentario non deve condizionarvi nel vostro muovervi, non è che voi dovete attribuire al movimento una validità parziale oppure una fiducia misto sfiducia perché non c’è abbastanza sapere, liberatevi da questa impostazione.

I movimenti sono dei liberatori naturali e questo già lo state sentendo ed è proprio questa la base della naturalezza, della trasformazione della Vita nel Regno dello Spirito.

I movimenti esprimono, manifestano la naturalezza e voi dovete, vi conviene, avere fiducia verso i vostri movimenti. Tra l’altro questa diagnosi: “Ecco, questo movimento non mi è riuscito”, anche lì c’è la dipendenza dal passato.

Come potete sapere se il movimento è riuscito o non è riuscito? Essendo un movimento ancora non collegato in modo esplicito a tutto il resto, essendo ancora solo un pezzo del movimento più ampio, è comunque un supporto, uno spostamento, un fissaggio, un regolatore. Magari voi, armati del vostro attuale sapere, deducete che il movimento non sia riuscito, ed invece è riuscito benissimo. 🙂

Ha preso quello che doveva prendere, ha liberato quello che doveva liberare, ha incontrato quello che doveva incontrare, ha risvegliato quello che doveva risvegliare, ha contribuito ad accordare quello che doveva contribuire ad accordare. Perciò suggerisco di provare la gratitudine, la fiducia verso tutti i vostri movimenti e possibilmente cercate di mollare anche questa aspettativa, che voi dobbiate possedere solo i movimenti che riescono, che riescono bene. È importante piuttosto che voi possediate i movimenti della Vita, i movimenti che vivono, che respirano, che sono in grado di scoprire e promuovere l’autonomia, non i movimenti genere copia incolla predisposti dall’average.

Se sono vivi riescono, hanno successo, però l’attuale sapere umano non deve essere usato come un chiodo per condizionare questo povero movimento della Vita dicendogli: “Guarda, se tu non mi porti questo particolare risultato, non sei riuscito, non mi piaci, non ti voglio riconoscere”.

E più espanderete questa percezione dei movimenti della Vita che voi naturalmente possedete, e più permetterete alla Vita di espandersi, di formare delle corrispondenze, degli equivalenti, di riflettersi in piena statura dentro i vostri movimenti non più condizionati, non più condizionanti. Permetterete alla Vita di non usufruire necessariamente dei binari conosciuti, la lascerete libera di fluire usufruendo di nuove arterie e nuove cellule della terrestricità, di coinvolgere nuove procedure ed approcci della ricerca.

Allora continuiamo con la nostra immersione dentro questo regno della materia senza più limiti.

La fiducia è la cosa principale, l’accordatura principale. Il sapere può aiutare, ma può anche ostacolare e nella realtà umana ostacola tantissimo. Il sapere, le attuali certezze, le attuali norme comportamentali, tutto ciò che è questo finto ordine dentro la foschia molto spesso zittisce la Vita, eclissa la Vita, si rifiuta di servire la Vita, di condurre ed eseguire la Vita.

Fidatevi della Vita, mentre tutti questi vari tappi, dogmi, silenziatori, condizionatori, limitatori, vincoli, divieti, doveri, tutto questo insieme di piani e specchi antitrasformativi, comincia a sgretolarsi, a rimanere sul ciglio della strada, a non essere più in Vita, a non appartenervi, a non essere vincolante per voi.

Io direi che essere nella terrestricità, essere sulla Terra, è di per sé un’emozione, un’emozione della ragione per così dire. Tu percepisci la naturalezza di questa condizione, percepisci che adesso ti è dato esprimere te stessa nella materia anche se è ancora una materia non ordinata, non organizzata. Senti questa condizione naturale, questo richiamo, e cioè che ti è dato stare nella materia, usufruire della densità e delle velocità e delle frequenze portanti della materia. Questa cosa naturale, di per sé, è un’emozione, è un’emozione leggera, una specie di tocco leggero.

Prova a partire da questo. Poi ci sono in giro tutte quelle storie e trame artificiali, sistemi dell’agire artificiale, che lasciano un alone di squallore sul disegno e così la naturalezza semplice ed immensa di questa scelta che è stata fatta, che tu stai vivendo, tende ad essere eclissata, ignorata, sbiadita, distorta. Tu cominci a vedere vari difetti e vari errori in questa materia, cosa che peraltro è vera, non è una materia organizzata bene, ma il fatto è che tu continui ad attribuire alla materia le insoddisfazioni interiori, le corrispondenze interiori delle incongruenze esterne. Senti la mancanza di amore, la mancanza di entusiasmo, la mancanza di attrazione e percepisci questo come se fosse un tuo movimento interiore, ma non è veramente interiore.

Noi dobbiamo prendere dall’interiore ed espanderlo nell’esterno invece che prendere dall’esterno e portarlo dentro.

 Le porte non devono essere aperte dall’esterno verso l’interno. Tutte le raffiche delle non conferme non è che debbano entrare dentro, propagarsi dentro e poi presentarsi come assenza di questo, assenza di quello, assenza dell’amorevolezza, assenza del senso, assenza dell’udito, assenza della prospettiva, assenza di te stessa.

Se ragioni in questo modo, maltratti te stessa.

Ecco, ti ho proposto uno spunto molto buono. Proprio semplice, cristallino, incontaminato.

Tu hai fatto la scelta di essere nella terrestricità, tu adesso sei nella terrestricità e possiedi questa condizione, tu possiedi la terrestricità.

Non è né buona, né cattiva. Tu hai questa condizione oggettiva-soggettiva e c’è questa possibilità di esprimere te stessa nella materia.

Questo possesso è comunque una magia, una magia long playing, una magia che nasce a livello dei pozzi artesiani della tua Consapevolezza profonda, a livello del tuo sistema delle luci, a livello della tua imperatività inalienabile. Questa magia primordiale che naturalmente ti appartiene è così nascosta che quasi non ci pensi eppure c’è.

Prova ad usarla come un diapason, come una chiave di accordatura per tutte le altre emozioni. Non cercare di esprimere chissà che cosa. È molto meglio constatare l’assenza delle emozioni, invece di essere una portatrice apparentemente autonoma delle emozioni da catalogo dell’average, colei che mantiene con se stessa le emozioni da catalogo dell’average. Che poi sono proprio quelle che ti impediscono di formare e di esprimere le tue emozioni d’autore, d’autrice.

Questa cosa così leggera, semplice, e-vidente. Questa scelta primordiale, di diventare un canale del Tutto che irradia nella terrestricità. Di diventare una presenza che esprime la terrestricità, che simboleggia la terrestricità, che professa la terrestricità, la terrestricità enigmatica e altamente stimolante, la terrestricità che Dio ha scelto e sta rilanciando come Sua dimora Principale.

Questa emozione primordiale è anche una risposta, una certezza, una quiete, un’amica, una guida, un ordine, un sapere, una colonna sonora, una specie di sigillo sacro.

Si espanderà, diventerà una sorgente infinita della Gioia, una tavolozza dei Colori dinamicamente aggiornabile, un Sipario magico, un Super Trasformatore, una Pass verso ogni dove, ma prima di tutto verso te stessa.

È come l’emozione madre che ti permetterà di avere e di essere tante altre emozioni, emozioni di altri tempi e di altri spazi, di occuparti del tuo sempre straordinario e mai noioso landscape dell’autonomia.

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