Let the sky fall, when it crumbles…

Vortice d'Aria

Il Cielo, la Volta Celeste è una specie di super immagine a livello della consapevolezza.

Non è soltanto l’immagine del Cielo, ma è proprio l’immagine metaforica del Vivere, della percezione della Vita, della vostra specifica scala ed orizzonte e direzione della Vita e del Vivere.

È una specie di fattore risolutivo super determinante che a sua volta costituisce una guida e un evento obbligatorio per altri fattori, per altri criteri del Vivere, per altre immagini, per vari regimi del tocco e del possesso.

Adesso la cosa principale è davanti ai vostri occhi, però i vostri occhi che non sono quelli della dimensione umana.

È importante non aspettarvi degli effetti troppo teatrali perché questo potrebbe essere una distrazione che vi impedirebbe di vedere quello che sta succedendo veramente.

… Ci sono certe immagini che diventeranno obsolete, eclissabili prima delle altre: si tratta di immagini riassuntive che a loro volta contengono e determinano tante altre immagini e diagrammi di congiunzione, che vengono riconosciute dai motori di ricerca come base, come a monte, che non è possibile escludere dai percorsi e movimenti correntemente eseguibili nella memoria operativa della consapevolezza.

Per esempio, le immagini del tempo, dell’aria, del piano, dell’ordine, del movimento, del membro (come elemento singolo e identificato di un gruppo) sono molto influenti, sono come una carcassa strutturale in cui viene incanalata la Forza della Vita, ma a livello delle loro oscillazioni, della loro capacità di predisporre la realtà, di essere realtà ormai si stanno spegnendo, stanno evaporando più in fretta delle altre, contengono sempre meno record utili e veramente conduttivi e sempre più vuoti senza senso.

E così parecchie immagini che magari di per sé non hanno nemmeno una qualità tanto logora vengono depotenziate, dissanguate, svuotate, quasi annullate e messe fuori gioco perché subordinate a queste immagini generiche circolari apparentemente imprescindibili, per esempio, all’immagine della Volta Celeste e della Luce, che però sono artificiali, sono finte, perché non contengono me, non contengono voi, non contengono il Creatore.

Allora sentirai che ci sono delle incongruenze, che le cose, per come stanno succedendo, non corrispondono all’ordine preimpostato.

Sentirai tante sfumature ed è difficile spiegarlo adesso anticipando le cose e sarà difficile per te spiegarle mentre le osserverai.

Dico solo che certe immagini sulla pellicola cominceranno a evaporare prima delle altre, quindi non se ne andranno via tutte alla stessa velocità e questo comporterà anche delle ridistribuzioni delle energie.  

Magari anche tu, per il tuo stesso equilibrio, prenderai da un’immagine relativamente più stabile un po’ di energia per tappare il buco che si è formato dentro l’immagine dell’aria, altrimenti potrebbe sembrarti di non respirare più.

E questi strappi, queste diseguaglianze e mancate coperture nel tuo equilibrio le sentirai, le sentirai sicuramente, però questa ridistribuzione della Vita, la variazione della densità, un comportamento modificato dei motori di ricerca avviene prima di tutto a livello della consapevolezza. Per cui sperimentando questi sintomi nella cosiddetta Vita esterna ti renderai conto che stai uscendo sempre di più fuori dall’attuale pellicola.

Ad esempio, una temporanea cessazione dell’immagine dell’aria non implica che tu muoia asfissiata.

E questa è una liberazione, un sollievo, vuol dire scoprire che, dopo tutto, forse, quest’aria non era del tutto autentica, che forse, dopo tutto, tu hai altre risorse che invece non potevi usare finché c’era questa immagine obbligatoria centralizzata che condizionava i tuoi scambi energetici con la Vita.

Qualche tempo fa ho usato questa espressione: esporre le immagini alla Luce. Nella terminologia fotografica vuol dire rovinare la pellicola, vuol dire renderla invalida.

Qui stiamo esponendo questa pellicola dell’average alla Luce, alla Luce vera, alla Luce dell’Integrità, alla Luce anche di tutti noi perché le nostre Luci sono unite insieme.

E così con questa nostra Luce noi possiamo riempire ciò che è l’attuale pellicola, rendendola invalida dal punto di vista delle immagini che vi erano contenute prima.

Ma proprio perché viene esposta alla Luce autentica, questa Luce la può prendere e la può assimilare.

A questo punto però non sarà più la stessa pellicola, cambierà la sua qualità e il suo modo di essere, aggiornerà il suo sistema delle immagini, il suo sistema degli equilibri, porterà nuove immagini… vedremo un po’ come fare perché è una cosa senza precedenti, quindi anche ogni metafora, è una metafora di tipo parziale. …

La cosa principale è la fonte.

Se la fonte è integra e autentica e contiene lo Spirito, allora tutto ciò che è contenuto sulla pellicola cambia perché l’attuale pellicola non conteneva lo Spirito come una condizione intrinseca della pellicola.

Magari esistono alcune immagini che hanno a che fare con lo Spirito, però sono di qualità bassa e soprattutto, adesso, non hanno questo potere di essere strutturalmente determinanti per le altre immagini.

Perciò la stragrande maggioranza delle persone non possiede lo Spirito, non ha accesso allo Spirito: può anche provare a sceglierlo nella sua attuale condizione umana, però lo Spirito non può essere veramente accessibile finché la Fede viene condizionata ed accordata dai sensi e dalle immagini della pelle umana.

E una sostituzione così, un Exchange così lo possiamo fare solo a livello globale, con il respiro del Creatore che mi dà l’autorizzazione e la possibilità di aggiornare tutto il Campo, tutto il Campo che contiene la Vita presso la terrestricità.

Ripeto che la condizione della presenza del Creatore è ovviamente a monte di tutto ciò, senza la Sua autorità, senza il Suo respiro, non potremmo fare questo genere di intervento.

Lui fa tutto ciò che vuol fare al Suo livello, però tutto ciò che possiamo fare noi, lo lascia fare a noi. Non fa al posto nostro le cose che possiamo e dobbiamo fare noi, non ci priva nemmeno di un grammo della nostra autonomia, nemmeno di una singola oscillazione della nostra autonomia.

Quello che succede, dal Suo punto di vista è una condizione naturale, è una scelta, è una soluzione, una soluzione a qualcosa che è arrivato proprio al punto in cui bisognava trovare la soluzione e la soluzione si è scoperta.

E noi siamo parte della soluzione e siamo anche i conduttori della soluzione, gli esecutori, gli agenti, perciò questa soluzione viene realizzata tramite noi, grazie a noi. Ecco, questa condizione, che tu possiedi l’allacciamento alla soluzione, la puoi anche prendere come una delle tue parziali auto identificazioni di questo momento. Il che non vuol dire che tu contieni già la soluzione pronta: questa soluzione la sviluppiamo insieme, è una condizione congiunta.

Però tu hai il diritto di essere allacciata al look e alla direzione corrente della soluzione, per come viene creata, concordata, ordinata, eseguita.

Hai naturalmente questo allacciamento e sei direttamente coinvolta in questa formazione della soluzione e anche nella sua esecuzione presso la località e poi giustamente ne sei anche la beneficiaria.

Questa soluzione è una soluzione a livello globale, però ognuno avrà anche una sua soluzione specifica, possederà quella soluzione di questo nuovo stato delle cose che è giusta per lui… e di nuovo questa non è la fine dell’avventura, semmai è l’inizio.

Perché, dopo che abbiamo sostituito la pellicola, non è che abbiamo finito… a parte il fatto che non la sostituiremo proprio in un giorno, ma anche così, quando saremo già abbastanza avanti, nell’usufruire di questa soluzione, aggiorneremo ciò che possediamo, scopriremo di possedere altre cose e quelle altre cose le vorremo esprimere. Qui, in questo gioco, le scommesse, le vincite continuano ad aumentare, a volte in modo vertiginoso, però dipende da noi, dipende da come noi eseguiamo ciò che è dato nel presente. Non rimarremo senza lavoro, non rimarremo senza far niente, questo te lo posso promettere. 🙂

Tutto quello che succede dipende dalle tarature della consapevolezza, quindi tutte le attuali immagini del mondo, del movimento, di quello che succede nel cosiddetto mondo, tutto il parco familiare dei concetti, tutto il contenuto attuale della realtà vengono predefiniti dalle tarature della consapevolezza.

E adesso sta nascendo un regime della consapevolezza diverso. Di per sé questa condizione tende a eclissare qualsiasi cosa tu possieda o pensi di possedere o pensi di eseguire nel tuo attuale modo di percepire la realtà.

Questa cosa è immensa, e in effetti possiamo parlare dell’aggiornamento della Vita stessa.

Cerchiamo di potenziare ulteriormente questa condizione che tu possiedi l’Immensità.

Te la sto avvicinando ulteriormente e tu cerca di scoprirla in modo più tangibile: com’è l’Immensità al sapore, com’è l’Immensità al tatto, che cosa significa per te possedere l’Immensità, in che modo ti influenza, che cosa risveglia in te, che cosa invece scollega ed eclissa nelle cose che magari prima ti appartenevano.

Ora questa Immensità è proprio in primo piano: è una specie di super condizione che di per sé sta eclissando qualsiasi altra condizione.

Questa Immensità è come un vortice, un vortice che ha dentro di sé molte correnti, molte direzioni, è vivo e reale, non è una cosa astratta, immobile, inventata.

Possedere significa avere qualcosa che tu puoi gestire, vuol dire che c’è qualcosa dentro di te che ti permette di gestire, accendere, spegnere, premere un certo tasto per cambiare l’assetto di ciò che tu possiedi.

Prova ora a rinforzare questo vortice, ad avvicinarlo ulteriormente a te, usa qualcosa nei tuoi comandi, nei tuoi tasti, nelle tue metafore per potenziare questo vortice o il senso di te stessa che possiede questo vortice. Ricordati comunque che la gestione deve essere qualcosa di piacevole, se non è piacevole vuole dire che non è una gestione appropriata.

Prova ad attivare qualche cambiamento nell’ottica che adesso tu puoi gestire questo vortice dell’Immensità.

Prova ad addomesticare il vortice.

È importante renderti conto che lui ti ubbidisce, che adesso la tua arte della gestione comincia ad espandersi.

La gestione del vortice comporta anche questo, che questa Immensità, questo campo primordiale, dovrebbe essere in grado di offrire i sensi e i significati che sono giusti per te adesso. Cioè, deve fornirti dei sensi e dei significati che servono il tuo attuale regime di conoscere te stessa, il tuo attuale servizio, il tuo attuale modo di centrare e di essere centrata, di narrare una storia vera, di essere una storia vera.

I sensi e i significati ti aiuteranno a scoprire la tua vera faccia.

Dentro la cornice dei sensi e significati correntemente portati dal vortice, appare la tua vera faccia, il tuo vero profilo. Per questo è così importante estrarre, produrre, trovare i tuoi sensi e significati su misura che diventano come una super cornice che contiene il tuo vero profilo, la tua vera faccia.

L’importante è che tu adesso ti renda conto che puoi gestire questa Immensità, questo super volume in modo che ti fornisca i tuoi sensi e significati correnti.

Esatto, chiedile: “Cos’hai in serbo per me in questo momento, che cosa mi vuoi fornire? Leggimi e dammi ciò che mi serve, dammi, dimmi, forniscimi ciò che mi serve”.

Adesso hai questo diritto e potere di comandare il vortice, di parametrizzarlo, di accordarlo e ovviamente tutto ciò deve essere a tuo favore.

Il vortice è come un’immagine simbolica di questo super volume dentro il quale sei imparentata con Dio, sei imparentata con me, dentro il quale succedono i miracoli, succedono le trasformazioni.

In questo momento questa immagine, il vortice, si è presentata così perché questa Immensità in qualche modo bisognava rappresentarla.

Adesso l’immagine del vortice va benissimo, ma può darsi che a un certo momento bisognerà aggiornarla, trovarne un’altra, dipende anche dalla tua arte del gestire.

Immagina di avere una specie di super computer e di non sapere esattamente come sono i tasti delle funzioni e che cosa risvegliano, che cosa attivano, quindi devi fare l’autodidatta, provare a premere empiricamente certi tasti, a dare certi comandi e questo lo fai con il tuo pensiero, con le tue emozioni, con la tua volontà, con la tua voglia di Vivere. E poi vedi che cosa ti arriva, ricordando però che anche i tasti non sono mai fissi, si aggiornano dinamicamente.

Allora parliamo di questo tuo vero profilo, di questa tua faccia autentica che tu possiedi e che l’acquisizione di nuovi sensi e significati permetterà di scoprire, di illuminare.

È importante che sia tua questa faccia, questo di per sé è una specie di super significato, è tua, proprio tua, quindi né dell’average, né di qualcun altro.

Essere il possessore di una faccia, di un profilo, non vuol dire essere possessore di un profilo che è già tutto completato, disegnato in ogni singolo dettaglio.

L’importante è che ci sia la giusta qualità del dipingere, la qualità grafica impostata bene. Quello che cercavi di esprimere e di dipingere usando i template della pelle umana e della pseudo unificazione non poteva arrivare sul dipinto, oppure arrivava, ma risultava invisibile ed inservibile, perché per espanderlo ci voleva un dipinto con una qualità diversa.

Quello che lasci alle spalle sono dei lavori di preparazione, delle bozze preliminari per la fase che comincia adesso: dipingere ed esporre il profilo autentico che possiedi a livello primordiale. Tante bozze, tanti schizzi, tante prove, perché anche prima tu ti impegnavi per creare il tuo profilo, solo che la qualità della pellicola e la qualità del dipinto era tale che non potevano assimilare queste frequenze, le frequenze dello Spirito, quindi qualsiasi cosa arrivasse su questo dipinto poteva solo essere una specie di pre, una specie di preparazione per qualcosa che sarebbe arrivato dopo.

Adesso ti consiglio di dimenticare quegli schizzi per quello che ti sarà naturale, nel senso che non è che devi ordinare a te stessa di dimenticare, ma non abusarne, non trattenerli artificialmente, perché insieme a questo grande cambiamento magari nasceranno anche nuove abitudini, nuovi sistemi di stare in equilibrio, di usare le energie, di esprimere ciò che possiedi.

Adesso avviene una rieccitazione della tua consapevolezza alla radice ed è la consapevolezza stessa che abolisce certe manifestazioni precedenti di se stessa, quindi anche certe linee della Vita, certe condizioni del possesso e dell’eseguibilità.

Anche le tue maniere di essere tenderanno a cambiare, le tue maniere autentiche in gran parte dovranno ancora nascere, ancora formarsi.

Man mano che riuscirai a dimenticare ciò che apparentemente ti succedeva nel passato, ti sarà più facile possedere ciò che possiedi nel presente, quindi magari scoprire i punti di vista che non potevano esistere nel passato perché non c’erano le condizioni per poterli avere.

E, per questo, ti dicevo che acchiappare questi sensi e significati, quindi anche nuovi punti di vista, sarà come possedere una cornice e dentro ci sarai tu.

Ci sarai tu come? Come un profilo aperto, come un profilo che contiene anche il mondo, anche la cosiddetta oggettività. Non sarà per niente la personalità, non sarà per niente l’individuo, sarà la tua sagoma della Grandezza e dell’eseguibilità del Campo Principale.

Questa sagoma in parte sarà fissa nel senso che è tua, inalienabile e tu la possiedi, però sarà anche dinamicamente aggiornabile, per cui anche a seconda di come varia la cornice, cambierà anche il contenuto.

Magari arriva un senso del tutto nuovo che tu hai acchiappato ed espanso: questo senso – corrente attribuisce una qualità diversa e magari anche un’inclinazione diversa alla cornice e allora, a questo punto, dentro la cornice arriva, si presenta, viene riflesso qualche aspetto del tuo profilo primordiale, della tua faccia autentica che prima tu non conoscevi.

Ma di per sé è un profilo che va molto più in profondità, quindi ciò che si presenta, viene a galla, si dipinge dentro la cornice, è la corrente auto esposizione di ciò che tu sei e di ciò che tu puoi sentire di possedere in un dato momento, che sei in grado di percepire come qualcosa di tangibile o di relativamente tangibile.

Però sappi che comunque ci sono delle parti profonde del tuo profilo che non sono presenti, non vengono dipinte, non si affacciano alla superficie dentro la corrente versione fissante della cornice alimentata dal tuo motore di ricerca.

E va bene così perché proprio questo ti dà la condizione di poter Vivere oltre l’attuale impostazione della Vita umana figurandoti nuovi sensi e significati, aggiornando e re-inclinando la cornice per poter risvegliare ed illuminare sempre nuovi aspetti del tuo profilo, del tuo essere.

È come avere un respiro immortale: possedendo questo respiro, tu attiri verso di te quegli ingredienti della cornice che corrispondono al tuo profilo e puoi anche parametrizzare ulteriormente la ricerca. Per esempio, puoi eccitare l’ambiente in modo mirato perché sei alla ricerca di un certo significato particolare che potrebbe agganciarsi bene alla tua attuale cornice ed espandersi dentro, comportando un clic e un riavviamento radicale. E così la cornice rinasce e dentro si riforma una nuova edizione del tuo profilo che prima non possedevi.

Perciò tutto quello che ti succederà sarà come percorrere la strada verso te stessa, in compagnia di te stessa che possiede se stessa.

… 

La cosa principale è proprio quello che possiedi tu. Lo so che voi avete questa abitudine di fare dei confronti con gli altri, ma questo è il linguaggio dell’invalidità:  invece quando tu parli il linguaggio della tua validità, la tua percezione di te stessa è così completa, anche se relativa, che contiene tutto.

È come un’avventura enorme in cui tu possiedi la leggibilità corrente di te stessa e possiedi anche la leggibilità corrente degli altri, però nell’ottica di te stessa. Quindi quello che gli altri possiedono, in qualche modo deve passare attraverso la tua condizione di possedere ciò che possiedi tu, perché questo è l’unico linguaggio autentico che passa attraverso di te.

Perciò conoscendoti, possedendoti, arricchendoti, tu puoi assegnare agli altri certi codici che magari confermano o riflettono ciò che tu possiedi.

Il possesso primario è a livello del pensiero, dell’espressione del pensiero, dei giri, dell’eccitabilità e del turn-over del pensiero.

Gli altri diventano un sistema che gira intorno a te, cioè tutto ciò che non sei tu, può essere messo al tuo servizio. Per cui alla domanda: “Ma gli altri come sono fatti, che cosa possiedono?” si possono dare solo delle risposte relative perché loro sono fatti, possiedono, esistono nella misura in cui tu possiedi te stessa, aggiorni te stessa, aggiorni il tuo profilo, cresci, formi nuove equazioni esistenziali, nuovi sensi e significati, nuove densità equiparabili, nuovi filoni ed orizzonti e regimi della fede, nuove modalità di esprimere e di trasmettere il pensiero nei movimenti.

Questo è proprio interessante perché man mano che si aggiornerà questa cornice del tuo motore di ricerca ti renderai conto che non è solo un’esposizione del tuo cercare te stessa, ma è un’esposizione del tuo Tutto cercare e del Tutto Tutto cercare. 🙂

Quindi tu scoprirai gli aspetti di te stessa, della tua faccia, però scoprirai anche gli aspetti degli altri e avrai la sensazione che in qualche modo ci sono delle equazioni tramite cui il comportamento degli altri viene paragonato al tuo, però paragonato con degli algoritmi validi, complessi, integri, non come un confronto meccanico dell’average.

Gli altri in qualche modo li conoscerai, li scoprirai e li manifesterai presso di te, presso il tuo sovrano volume di congiunzione, presso il tuo sistema trasformativo, usando il tuo linguaggio autentico, il tuo modo di essere un centro eventi e un centro Vita, usufruendo della realtà che è un derivato di ciò che sei tu.

In questo nuovo sistema delle immagini che sta cominciando a regnare le scelte saranno accessibili a tutti, però ovviamente ad ognuno verranno presentate in modo specifico: scegli questo o scegli quello?

E il soggetto dovrà rispondere con delle oscillazioni, non necessariamente bisognerà usare parole – pensieri.

Per esempio, si potrebbe sentire come un senso di disagio, la domanda potrebbe arrivare come un senso di disagio e uno potrebbe decidere se occuparsi ancora del disagio oppure spostarsi, fare un passo a destra o a sinistra.

Questo potrebbe essere il modo di fare la scelta. Quando arriva un senso di disagio, uno spostamento a destra o a sinistra potrebbe apparentemente risultare un passo nell’abisso: “Lo voglio fare oppure no?” Questa può essere la decisione e ovviamente non sarà un abisso, ma solo un ricentraggio, un ricalibraggio, una riformazione, una presentazione diversa di ciò che uno possiede.

… 

È molto importante sentire, sapere che è a favore di un altro sistema che tu stai facendo i tuoi movimenti. Cerca proprio di percepire che ognuno dei tuoi movimenti, anche se li fai ancora apparentemente dentro l’attuale sistema delle immagini, dei vincoli, dei passaggi e dei non passaggi e anche dell’attuale regime del consumo del tempo, ti porta sempre più fuori da questo sistema, che serve qualcos’altro, serve un’altra qualità, serve appunto la scala primordiale della tua creatività e anche la sua manifestazione nella materia.

Perciò cerca di seguire non tanto i risultati e gli indizi diretti quanto quelli indiretti, perché essi conterranno la tua vera ricompensa, il tuo vero venire a sapere da te. Invece quelli diretti, imposti-proposti dall’attuale pellicola esistenziale uscente usata come messa a fuoco centrale, siccome sono già abbastanza dissanguati, abbastanza fuori corrente, non ti possono portare delle emozioni particolari, né nel bene,nel male. Ti daranno sempre di più la sensazione che ti manchi la realtà, che non tocchi, che non possiedi né la realtà, né te stessa.

Se però, mentre convivi con questa diagnosi, con questa sensazione inevitabile, tu ti focalizzi su ciò che sembrano i componenti della situazione ausiliari ed indiretti, sulle sfaccettature, sulle tarature dei sensi che percepisci con la coda dell’occhio, ecco lì puoi sentire come i tuoi movimenti si espandono, si risvegliano, partecipano, significano, prendono lo slancio. Per cui allena ed ammira la tua capacità di osservazione, cerca di osservare usando il più possibile queste visioni cosiddette periferiche, perché è lì che si trova la risposta.

Poi per il resto, ovviamente non puoi proibirti di muoverti e non avrebbe nemmeno senso anche perché abbiamo detto che il movimento, anche quello più semplice, fatto con naturalezza e soprattutto possedendo la tua vera scala della creatività, è comunque un’ottima cosa.

Può essere un movimento molto semplice, però, se tu possiedi la tua vera scala della creatività, il movimento diventa la sua prolunga e il suo ambasciatore. Ad esempio, puoi anche solo spostare una pentola di mezzo metro e attraverso questo movimento esprimere la tua scala, la tua giusta scala della conduttività…

Cosa osservi? Non solo la pentola che si è spostata di mezzo metro 🙂 , ma magari qualcos’altro ed è per questo che ho detto che devi allenare e anche ammirare il tuo sistema di osservazione. Perché magari, grazie a questo tuo movimento che è stato come un respiro, come se tu avessi espirato la tua scala imparentata con quella del Creatore, qualcosa si è spostato, cioè non solo la pentola, ma qualcos’altro, qualcosa si è espanso magari… ecco, sta a te cominciare a scoprire questa cosa e tra l’altro sarà come un’ulteriore illuminazione di te stessa.

Questo guardare i tuoi movimenti non attraverso i denominatori comuni dell’average e i criteri da catalogo, ma attraverso dei criteri apparentemente ausiliari e personalizzati potrebbe aiutarti a scoprire qualcosa di più sul tuo vero profilo.

E poi il tuo vero profilo nasce giocando, nasce costruendo, agendo, nasce mentre tu ti allacci alle prese energetiche dell’imperatività terrestre, mentre stai cercando di decodificare le indicazioni delle tue bussole del Tutto. È questo il fascino della Vita, è questa la dimensione principale. Non è che possiedi già qualcosa di completamente espresso solo che è nascosto e non accessibile. Possiedi le risorse e dopo esprimi ciò che sei e così conosci ciò che hai e avanti così.

… 

Allora, in questo momento, e non sei soltanto tu che hai questo genere di scelta da fare, tutti voi avete presso di voi, nell’attualmente dato, nell’attualmente visibile, le manifestazioni della realtà umana che si svalutano sempre di più. Ancora qualche tempo fa poteva esserci un’illusione, la speranza che “sì, dopo tutto qualcosa si riesce a condurre, si riesce a consegnare, qualcosa potrebbe forse succedere, qualcosa potrebbe forse essere riscaldato”. Poi invece la risposta è arrivata, piuttosto chiara, che quello che succede a voi, intanto non dipende da quello che succede alla realtà umana, ma che in qualche modo la vostra scala della creatività e della forza dovrà avere altre utenze, non può essere indirizzata alle attuali utenze con la loro assimilabilità, con i loro sensi di … tutto, della Vita, del movimento, della parola, quindi dovrebbe in qualche modo formarsi un altro tipo di utenza che però adesso non c’è.

… 

L’obiettivo è un passo, l’obiettivo è un passo presso la località. Possedere un obiettivo vuol dire poter fare dei passi. I passi contano molto più dell’obiettivo.

Di nuovo, l’obiettivo è un modo per impegnare le vostre energie a fare un passo o una serie di passi.

L’obiettivo risveglia in voi il potenziale dei camminatori, di coloro che si muovono facendo dei passi. Dopo di che, e questo lo sentirete sempre di più, gli obiettivi fissati con dei criteri umani diventano piccoli, sbiaditi. In un certo senso diventa diluito persino il loro status di obiettivo, il vostro motore di ricerca tende a non riconoscerlo più. Ciò che prima poteva sembrare un obiettivo, ad un certo momento non contiene più la copertura, la promessa, l’accordatura, la soluzione che risultava avere prima, quindi non è più un obiettivo, è una specie di cosa diluita, sfumata, un ceppo, un residuo dell’ordine che non riconoscete più come una cosa vostra. Quello che conta, è che è nato presso di voi un passo o una sequenza di passi dopodiché questo obiettivo di prima con il suo profilo della scelta può anche disintegrarsi e se ne formeranno degli altri. Guardate sempre i vostri passi, non gli obiettivi.

[…]

Adesso è importante per voi far parlare tutto ciò che ha a che fare con questo Number One che si sta rifrangendo.

Perché è attraverso questo che voi possedete un accesso alle vostre immagini primordiali, a tutto ciò che succede dentro la vostra Consapevolezza che si sta svegliando. E mentre si sveglia lascia andare ciò che era la sua precedente esposizione della materia.

Quindi se non siete voi a trattenere artificialmente certi saper fare, certi saper Vivere, certe abitudini di comportarvi nella densità, vedrete che la consapevolezza risvegliata si aggiornerà molto in fretta e quindi la vostra condizione di possedere la solidità, la solidità aperta –  non più la materia stretta – vi sarà accessibile, questa condizione la potrete Vivere, la potrete interpretare, ormai la possedete, è vostra.

Ma ci vuole proprio questo sforzo, possiamo dire, di cambiare le abitudini, di cambiare le abitudini del pensiero, perché è il Regno del Pensiero Libero che a questo punto è direttamente coinvolto in questa rifrazione.

Come possiamo dirlo? Immaginate gli animali in gabbia. Hanno sviluppato il cosiddetto senso della gabbia, quindi anche quando la gabbia sparisce, loro hanno questa abitudine di avere a che fare con la gabbia, questa cosa è dentro il loro ragionamento, e quindi anche dentro le scelte che fanno sulla base di questo ragionamento. A voi è stato innestato il cosiddetto senso della gabbia, senso della materia chiusa con tutto ciò che comporta, con la mortalità, con la Vita breve, con tutti i condizionamenti del modo di vivere umano.

Adesso questo strappo che stiamo gestendo, che io vi sto aiutando a gestire a livello della consapevolezza, praticamente vi libera dalla condizione della gabbia, vi permette di possedere la località usando le frequenze che non contengono l’immagine della gabbia. Ma siccome siete stati prigionieri a lungo, ecco questo senso della gabbia in qualche modo è ancora impresso dentro di voi, lo possedete ancora.

Quindi state attenti, mentre fate i vostri passi, state molto attenti a non coinvolgere nei vostri passi ciò che è il senso della gabbia, perché a questo punto dipende da voi. Parlo proprio delle frequenze. Se il vostro pensiero va a cercare dentro il google che è al servizio della materia umana chiusa, lì scopre delle cose e vi fa vivere queste cose e sono cose da prigionieri. Se invece scollegate il vostro pensiero dal google della materia umana e lo allacciate al google di questa Solidità, di questo volume della Luce, di questa densità primordiale che stiamo creando adesso, il motore di ricerca avrà a disposizione delle frequenze, dei dati, delle definizioni, anche dei suggerimenti su come agire, che non poteva trovare nella materia di prima.

Quindi dipende da voi. State molto attenti alla qualità del vostro pensiero, non tanto al contenuto concreto, ma alle frequenze con cui esprimete il vostro pensiero, alle emozioni del pensiero.

… 

Dipende da voi, adesso decisamente stiamo elevando questa condizione all’ennesima potenza.

Che cosa vi conviene? Sicuramente, prima di ogni altra cosa, vi conviene essere voi stessi.

Vi conviene usare le vostre energie, consumare le vostre energie, usufruire di tutto ciò che la Vita vi propone, essendo voi stessi.

Questo non vuol dire rinunciare a qualsiasi interazione con altri soggetti, però ricordatevi che qualsiasi interazione vi conviene farla a favore di essere voi stessi, servendo il vostro modo di essere voi stessi.

Questa è anche la taratura ottimale per tutto il vostro metabolismo energetico. Se ancora voi fate certe scelte non a favore di voi stessi, quali realmente siete, magari per far piacere a qualcuno, per non deludere qualcuno, per inerzia, spesso può essere solo per inerzia e per la cosiddetta politesse, i giri del vostro metabolismo esistenziale complessivo andranno giù.

È un processo fisico, chimico, alchemico, trasformativo: quando voi state nella logica di essere voi stessi, questa vostra impostazione viene servita adeguatamente da tutte le energie che ci sono, da tutte le energie che vi circondano. Dicono: “Bene, questo è un soggetto che sta servendo se stesso, ha fatto la scelta di essere se stesso, serviamola anche noi” e si mettono al vostro servizio.

Nel momento in cui voi rinunciate a sostenere questa scelta, è come se vi dissolveste. Siete assenti, non siete visibili. Magari anche le energie, le correnti che un attimo prima correvano verso di voi per servire qualcosa, di colpo si fermano perché non c’è più il soggetto di prima, il soggetto di prima è assente perché ha tradito la condizione di essere se stesso, ha fatto una scelta che, dal punto di vista della Vita che scorre, vuol dire che si è temporaneamente auto-escluso dall’esistenza. Ha scelto non se stesso e se ha scelto non se stesso, le energie dell’amorevolezza, della ricompensa, della gratitudine che stavano scorrendo verso di lui non lo trovano più, perché al posto di questo soggetto c’è un’assenza, c’è un posto vuoto. Se successivamente il soggetto riaggiorna la sua convenienza e ricorda che comunque è lui l’essere vivente che deve essere principalmente messo a fuoco, ecco che di nuovo lo scambio energetico riparte, quello che stava andando verso di lui riprende ad andare verso di lui e lui riceve a disposizione ciò che la Vita in quel momento gli sta proponendo.

Idealmente non dovreste scomparire nemmeno per un attimo. La sensazione di possedere voi stessi, la vostra forza, la vostra consapevolezza non dovrebbe abbandonarvi nemmeno per un attimo. Se voi scomparite, non scomparite a favore di un certo soggetto concreto come potrebbe sembrare. Per esempio: “Faccio un sacrificio a favore di questa persona che mi è tanto cara”. Non è vero che lo state facendo a favore di questa persona, lo state facendo a favore dell’average che si presenta attraverso le sembianze di una certa persona cara. Da questo vostro sacrificio la persona cara non potrà trarre nessun beneficio, sarà il sistema, sarà l’ambiente che potrà trarre beneficio, mentre voi scomparirete temporaneamente dai radar dell’esistenza.

Essere se stessi non vuol dire non notare niente intorno, non ascoltare nessuno, dimenticare qualsiasi altro processo che non sia il vostro processo corrente. Non sto dicendo questo. Sto piuttosto dicendo che se voi riuscite ad impedire a voi stessi di scomparire, appoggiandovi magari temporaneamente su certi corrimani che vi distraggono, che vi portano nell’average, che vi impediscono di usare le vostre energie come è giusto usarle, allora cominciate a gestire veramente l’ambiente. Se non scomparite, se sentite di essere in grado di essere sempre presenti, se non cedete mai il vostro ruolo di gestire il timone, diventate anche il garante dell’ambiente esterno, lo ricreate e lo mantenete, lo mandate avanti con la vostra Luce.

Ciò che conviene a voi, conviene anche all’ambiente, conviene alle persone care. Siete voi il garante. La vostra condizione di essere voi stessi praticamente vi dà la possibilità di gestire gli orizzonti a livello della consapevolezza e lo farete a favore di tutto l’orizzonte. Anche i soggetti, le energie che stanno dentro, che riempiono attualmente il vostro volume del vivibile, dipenderanno da voi. Come vedete, questo non ha niente a che fare con il cosiddetto egoismo umano. È tutta un’altra storia.

… 

La gioia è una carica, è una carica energetica tangibile.

È trasformativa, è densa, forma la realtà.

La gioia forma la realtà e la realtà si forma intorno alla gioia. Se voi possedete la carica della gioia potete attirare verso di voi gli stati della densità, gli stati della località che rispondono al richiamo della gioia.

La cosa principale avviene dentro di voi e presso di voi. Qualsiasi cosa che avviene apparentemente altrove, in questa scenografia del mondo vasto, grande, riempito con un sacco di cose, se la cosa non è fecondata dalla vostra carica della gioia, potete escluderla, non vi riguarda, non fa parte della vostra realtà.

La gioia è come un’ulteriore definizione della realtà. Se voi possedete la gioia, state pur tranquilli che formerete la realtà. Si formerà intorno alla vostra gioia. La gioia definisce il vostro modo di vivere ed anche il vostro modo di pensare.

La gioia è una categoria infinita. Potete sentire l’inizio, potete sentire il momento in cui la gioia appare, in cui vi rendete conto di possederla. La gioia è una condizione che non finisce. Può essere aggiornata, può cambiare profilo, può illuminare altri obiettivi, altri passi. Per il resto, la gioia è la vostra accompagnatrice principale. Se possedete la gioia, e adesso la possedete molto più di prima, tutto quello che vi succederà sarà attirato da questa gioia.

La vostra gioia è come una specie di diapason. È diversa per ognuno di voi. Parlo della gioia esplosiva, della gioia imperativa. È come un diapason che permette di attirare, di accordare, di impostare, di regolare, di mettersi d’accordo. Cercate di immergervi ancora di più in questo senso della gioia perché è come un vostro focolare della realtà. Immergetevi dentro, scaldatevi dentro. Possedetela, possedetela questa gioia, è vostra. 🙂

Un’altra cosa è che la gioia vuole vivere, ha bisogno di vivere. Non può usufruire della disposizione della Vita presentata attraverso le immagini morte. La gioia può essere nutrita soltanto dalle cose vive. Che cosa farà questa gioia che adesso esce in superficie? Intanto lei non può essere ingannata. Se le viene offerta l’immagine sulla vecchia pellicola della Vita che dice: “Guarda, questa è una cosa viva, guarda, questa è una cosa reale”, la gioia annusa e dice: “No, questa cosa non è Vita, io non posso alimentarmi di questa cosa”.

La gioia è una specie di pre-genitrice che con la sua stessa apparizione scompone, manda in pensione il parco delle immagini vecchie e questo perché la gioia vuole vivere. Se è arrivata, ha bisogno di vivere, di nutrirsi, di attirare verso di sé le immagini che contengono la Vita.

Sostanzialmente abbiamo risvegliato una specie di super fattore che adesso riempirà con se stesso la superficie, il cosiddetto piano dell’esposizione sulla Terra e questa condizione funziona a vostra immagine e somiglianza. È un risveglio enorme.

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