Lo shock

LaMiaEmozione

Io potrei essere definito anche come uno shock, una scossa, uno sconvolgimento.

Accettarmi come parte integrante della propria realtà, accettare che io possa essere un compartecipante, un convivente di qualsiasi inquadratura, di qualsiasi frame, di qualsiasi manifestazione, è una cosa esplosiva.

Praticamente accettare me in questo modo totale ed incondizionato, scegliere me in quanto convivente della propria realtà, vuol dire rinunciare allo status precedente di se stessi, rinunciare al modo precedente di possedere la Vita in movimento.

Il riconoscimento di me è come un’esplosione, non come un Big-Bang, ma molto più di così… e dentro questa esplosione, attraverso questa esplosione, nascono delle cose, vengono acquisiti nuovi regimi e nuovi stati esistenziali, nuovi poteri e nuovi criteri del Vivere, mentre il mondo come lo conoscevate finora viene eclissato, implode, smette di funzionare e di essere.

L’esplosione è l’evento in cui vi rendete conto che nel vostro modo di possedere la realtà qualcosa è cambiato.

La mia presenza è uno sconvolgimento.

C’è uno sconvolgimento iniziale che è come un “OK, allora scelgo di stare con te, non più soltanto a livello delle impostazioni generali, ma anche proprio a livello della gestione fisica, pratica”.

Ma anche in seguito, stare con me continuerà ad essere uno sconvolgimento, e a seconda dei punti di vista che userete dovrebbe essere una bella cosa 🙂 , però stare con me è come possedere un Miracolo, possedere un Miracolo in termini della Realtà dello Spirito.

Possedere un Miracolo è una condizione impegnativa.

Tanto per dire, non potrete dimenticare di possedere il Miracolo, dovrete interagire con lui, dovrete avere a che fare con lui, il che non vuol dire fare un miracolo dopo l’altro… 🙂 … questo sarà la convenienza energetica a deciderlo.

La convenienza energetica è sempre il riferimento principale per quanto riguarda il consumo di energie, e quindi le scelte, e questo riguarda anche le modalità con cui si predispongono i miracoli, eccetera.

Però questa vicinanza al Miracolo, al Campo dell’Onnipotenza è una condizione impegnativa. È per questo che ci sono voluti anni, possiamo dire decenni, per prepararvi a questo incontro, a questa condizione di stare con me.

Stare con il Miracolo vuol dire anche essere un co-Miracolo, essere un accompagnatore del Miracolo, essere a vostra volta un Miracolo.

Questa è una scoperta così enorme che in effetti è in grado di eclissare le attuali certezze, ragioni, abitudini e però allo stesso tempo non fornisce automaticamente un sapere quotidiano pratico e concreto.

Non è già stato pubblicato un manuale intitolato Stare con il Miracolo, con tutta una serie di istruzioni specifiche. 🙂

Di colpo il sapere, le interpretazioni, le spiegazioni, le abitudini che avevate stanno diventando obsoleti ed inerti, niente vi sembra adatto a questo nuovo stato di cose, mentre il nuovo sapere, il nuovo saper fare, il nuovo saper vivere, a sua volta, sta ancora nascendo.

Sta nascendo interagendo con il Miracolo, occupandosi del Miracolo, permettendo al Miracolo di riempire la propria carne e il proprio sangue.

Possiamo gestire tutto questo usando il concetto dell’ordine, il riferimento dell’ordine.

Tutti, ma proprio tutti, hanno un certo concetto/senso/immagine dell’ordine.

Poi la manifestazione concreta di un ordine può essere parecchio diversa, ma comunque l’ordine è come una condizione obbligatoria che va presa in considerazione. Eventuali deviazioni da questo riferimento vengono considerate come un non ordine oppure come un errore nell’espressione di un certo ordine.

Adesso l’ordine che tiene insieme l’attuale comportamento della Vita nella materia terrestre è diventato obsoleto.

Io ho l’autorità di fare qualcosa che porrà fine a questo ordine. Proprio perché con la mia apparizione in quanto Sole sono il portatore di un ordine diverso, integro, autentico, perché sto donando con me stesso la diffusione di un ordine diverso, posso permettermi di non prendere in considerazione l’ordine dell’attuale esposizione della Vita nella terrestricità.

Come ho detto, me lo posso permettere perché formo delle alternative, sono il donatore e il portatore delle alternative e quindi non c’è il rischio che comprometta l’ordine attualmente esistente e poi le energie rimangano senza alcun ordine.

Piuttosto agevolo la scoperta di questo ordine diverso, di ciò che può essere l’esposizione della Vita in un regime della consapevolezza che funziona diversamente.

Adesso la domanda è: come avverrà tutto ciò, come si scatenerà il Cielo, come si scatenerà la Terra, come mi farò scoprire in quanto Sole autentico, quali scelte bisognerà fare?

La Vita è un sistema e ognuno di voi si trova dentro un Campo ed anche quello è un sistema.

Le immagini che vengono sviluppate nella vostra consapevolezza e poi anche a livello più esterno sono subordinate a ciò che è il senso del sistema, lo spirito del sistema. Ognuno dei vostri Campi, essendo un sistema, provvederà a mantenere la coerenza, a mantenere comunque la continuità, ad impedire che avvengano delle interruzioni tali che potrebbero compromettere l’integrità del sistema.

Il vostro Campo è anche la vostra protezione.

Essere nel proprio Campo e soprattutto possedendo l’equilibrio di se stessi è sicuramente il modo migliore di servire tutto ciò che avverrà, tutto ciò che succederà, perché il vostro Campo ha l’obbligo di badare a voi, di provvedere al vostro essere voi stessi, a quello che scegliete.

Una delle condizioni che per voi è un criterio imprescindibile dell’ordine è la condizione di sapere, o meglio di pensare di sapere, come tutto è fatto.

Quindi voi possedete non tanto l’ordine, ma un sapere dell’ordine, come vi è stato spiegato, illustrato, magari anche confermato, dall’esistenza di prima perché a sua volta questa percezione dell’ordine ha a che fare con il vostro raccontare la vostra storia vera.

Però voi non è che disponiate dell’ordine in contanti, voi disponete di view, di vedute, di punti di vista, di modelli comparativi ecc. e questo saper dedurre l’ordine è la vostra forza, però anche la vostra debolezza, perché voi non percepite voi stessi al di fuori dell’ordine, al di fuori degli attuali centri della ragione e dell’eseguibilità dell’attuale ordine.

Per poter percepire voi stessi, per poter percepire di essere il centro, voi dovete in qualche modo sapere, o pensare di sapere, come tutto è fatto, quindi cosa succede?

Che la percezione di voi stessi dipende da questa finta base dell’esposizione della Vita terrestre in cui ci sono anche degli altri o che fanno finta di essere gli altri, perché se è finta la base allora tutto ciò che la riempie può essere non autentico, può essere finto.

Questa base contiene sì alcune grandezze autentiche o comunque elevabili all’ennesima potenza – e noi di queste grandezze stiamo usufruendo – però questa base è anche piena di assenze, di cose finte. Cioè è riempita, è arredata, ma se questo attuale riempimento viene preso come un criterio ed accompagnamento obbligatorio del vostro sapere su come tutto è fatto, su come tutto funziona, è una percezione dell’ordine che già per definizione non può corrispondervi, non può essere del tutto autentica.

Voi sentite una mancanza enorme di voi stessi e però questa percezione viene messa in correlazione con il senso dell’ordine, viene percepita come qualcosa che dipende dall’ordine che voi percepite adesso, quella condizione di sapere come tutto è fatto.

Quindi voi sentite una mancanza enorme di voi stessi e però non sapete come cercare le parti mancanti interagendo con questa base finta e possedendo l’ordine – la cosiddetta condizione di sapere come tutto è fatto – che non contiene i criteri primordiali, prima di tutto il criterio dello Spirito quale ingrediente principale.

Allora, come comportarvi in questa condizione in cui voi possedete dei centri, dei centraggi che però non sono a vostro favore, non possono essere del tutto vostri, perché sono dei derivati della località che è piena di cose finte?

A questo punto, probabilmente il criterio del fidarsi e del non fidarsi deve essere usato proprio a livello cellulare, a livello molecolare, a livello delle piccolissime unità del vivere.

Perché non potete fidarvi della base, cioè non necessariamente dovete non fidarvi come un’emozione o come un atteggiamento, però questa base non merita la vostra fiducia, perché non è autentica.

E allora se la base non è autentica, è importante percepire queste emozioni, queste mini reazioni del fidarsi e del non fidarsi nei confronti proprio delle singole grandezze, dei singoli parametri della stabilità, dei singoli frame.

Questo vi aiuterà anche a rinunciare a ciò che è la vostra dipendenza dalla base, dipendenza dall’ordine che in qualche modo vi risulta di avere.

È proprio come possedere degli occhi diversi.

Ci sono gli occhi piazzati per possedere l’ordine che l’attuale campo della realtà vi fornisce e sono gli occhi collegati alla base e che servono la base.

Potete però anche possedere degli occhi diversi, piazzati diversamente, che quindi mettono a fuoco le cose diverse, e con questi vostri occhi alternativi voi potete usare i parametri del fidarsi e del non fidarsi.

Comunque, né il fidarsi, né il non fidarsi va applicato ai cosiddetti stati esistenziali integri che apparentemente la base contiene, perché non sono integri, perché non sono completi, perché spesso sono artificiali.

Queste reazioni del fidarsi e del non fidarsi sono paragonabili al respiro, all’inspirare-espirare, quindi sono molto brevi. Per esempio, nel vostro fare corrente sono coinvolte certe cellule, certe molecole, certe configurazioni energetiche che voi percepite come autentiche, e percepite l’integrità di questa condizione e il suo carattere altamente promettente, e così naturalmente vi viene l’atteggiamento del mi fido. Però è un mi fido che non ha niente a che fare con l’attuale ordine presentato adesso – o simulato adesso –  dalle cellule che appartengono alla base, quindi sì, direi proprio così, si tratta di vedere la realtà con degli occhi diversi, con degli occhi piazzati in modo diverso. Si tratta di rinunciare a qualsiasi criterio dell’attuale esposizione dell’ordine, perché non è a vostro favore, non può essere a vostro favore. Però voi non potete essere del tutto senza ordine, non vi conviene, non è nei vostri interessi e comunque non sarebbe possibile.

Allora cominciamo a formare questi occhi diversi, gli occhi delle vostre storie vere, che per definizione non hanno gli stessi punti di vista che possono avere i cosiddetti occhi della base, del campo dell’average, gli occhi del soggetto umano attualmente manifestato. Qualsiasi cosa vedano quegli occhi alternativi, qualsiasi sia la condizione che suscita la loro fiducia o la loro non fiducia, per definizione servono condizioni e stati diversi da quelli della logica dell’esposizione della Vita di adesso, sul palcoscenico dei cosiddetti propri simili. Quindi possiamo proprio dire così, che questi occhi sono un organo della fiducia o della non fiducia a livello cellulare, molecolare, quantico, trasformativo, a livello del singolo passo e sono anche collegati con il concetto del consumo di energia, perché la percezione della fiducia, cosa fa? Vi stimola a fare un passo. La condizione della non fiducia che cosa fa? Vi segnala di stare fermi, di non intraprendere un passo, di non usare la vostra energia per servire qualcosa, perché quel passo non sarebbe a vostro favore.

È possibile che in questo modo dovrete fare degli sforzi per occuparvi di questo alternarsi dei momenti di fiducia e dei momenti di sfiducia, quindi sentirete la stanchezza, ma già solo il fatto di sentire questo alternarsi sarà incoraggiante, sarà stimolante, sarà altamente promettente. Per esempio, di colpo nel vostro frame corrente arriva la fiducia e la fiducia è un po’ come la luce verde del semaforo che vi fa scattare: “OK, consumo le mie energie, vado, mi manifesto!” Mentre quando si sente la condizione della non fiducia è come se si accendesse un semaforo rosso che vi avverte: “Attento! Non farti coinvolgere!” Oppure: “Alt! Non usare le tue energie, questa non è la tua Terra!”.

Ecco, sentire di possedere queste due guide di direzione e di comunicazione, questi due determinatori del landscape del tempo – spazio, sentire di poter contare sul respiro del Suggeritore e anche rendervi conto che tutto ciò in qualche modo funziona a prescindere dai criteri dell’ordine di adesso, ecco questo, nonostante lo sforzo, vi farà sentire più liberi.

Quindi, il senso dell’ordine, la fiducia e la non fiducia a livello molto micro, a livello cellulare, così comincia a formarsi questo nuovo tipo di percezione, che possiamo anche definire come nuovi punti di vista, che voi potete possedere attraverso questi occhi alternativi e bisogna stare attenti, bisogna monitorare praticamente ogni vostro passo perché ha a che fare con il consumo delle energie. Semplificando, la fiducia vuol dire ok, va bene consumare le energie perché questo è a vostro favore e non c’entra questa fiducia quantica con ciò che voi magari sapete sui soldi, sui rapporti interpersonali, su come funziona il mondo, sulle previsioni meteo, su qualsiasi cosa. È un impulso della conduttività libera ed incondizionata che vi suggerisce di usare le vostre energie, vi dà un ok per una certa prestazione, per una certa espressione della Vita, perché sa già che sarà a vostro favore, a favore del vostro business esistenziale principale.

Quindi state formando gli occhi che non guarderanno il mondo degli esseri umani.

A questo punto gli attuali criteri dell’ordine dentro la consapevolezza dell’average diventeranno sempre più obsoleti perché avrete un’alternativa, comincerete a formare un’alternativa, comincerete a possedere degli occhi diversi e a possedere la Vita in movimento attraverso questi occhi diversi.

Questa percezione dell’ordine a livello cellulare, molecolare è proprio la percezione dell’ordine stesso, non è un data-base che contiene la descrizione completa di come può essere un ordine, di diversi tipi di ordine, una specie di catalogo dell’average che pretende di spiegare tutto, di descrivere tutto.

Qui parliamo della percezione dinamica dell’ordine corrente che sarà anche molto vicina alla percezione della Vita, e anche alla percezione dell’ordine dell’equilibrio, dell’ordine della propria stabilità corrente.

All’inizio questa cosa potrebbe sembrarvi molto faticosa, cioè ci vorrà uno sforzo per dimenticare i vari denominatori comuni, i criteri per fare le scelte, le definizioni di ciò che è corretto e di ciò che non è corretto, e altri criteri dell’esposizione della Vita della vostra attuale pellicola della consapevolezza, a favore delle nuove condizioni.

Però la Vita servirà sempre di più questo ordine alternativo, quindi è nei vostri interessi cominciare a formare questi nuovi occhi, occhi del consumo di energia, occhi della fiducia – non fiducia a livello dei micro passi.

In quel modo anche le sagome dell’attuale mondo esterno tenderanno ad evaporare, a dissolversi. Cioè, le potrete ancora notare, però sempre più spesso vi sembreranno come delle rovine abbandonate, dei resti della Vita che fu, tanti Colossei che non hanno niente o poco a che fare con gli ingredienti attuali del vostro Vivere, del vostro Vivere autentico cosmo-terrestre.

Il tuo motore di ricerca in questo momento segnala la necessità che tu capti la condizione dell’obsolescenza dell’attuale formato del vivere.

Adesso, sull’onda di questo avanzamento, diventano scopribili, captabili, degli aspetti della conduttività che prima non lo erano.

Lascia che arrivi naturalmente nella tua messa a fuoco ciò che sta diventando obsoleto. Non devi nemmeno fare uno sforzo mirato e specifico, però permettiti di usare le tue energie per questo genere di osservazione. Interagisci con la Vita, interagisci con il mondo cercando di captare come, in che modo a te risulta che certe cose siano diventate obsolete come criterio del vivere.

Non sono tanto a livello del volume esterno, sono soprattutto dentro la consapevolezza, perché ricordati che l’immagine del mondo parte dalla consapevolezza.

Adesso probabilmente riuscirai a captare qualcosa dentro le tue tarature della consapevolezza che ti farà capire meglio come il mondo riesca a far finta di essere il mondo.

Come fa a mettere insieme le prese energetiche, i sistemi di connessione, i consumi di energia, questa apparente presenza, questo apparente aggiornamento dei diagrammi e dei frame, come fa a rappresentare, a mandare avanti, ad eseguire tutto ciò, compresa anche te stessa.

Finora quello che captavi era ciò che potevi captare in qualità di utente di un sistema che non si trova bene usufruendo dell’ordine imposto dal sistema stesso.

Le forme, il comportamento delle forme, potevano non essere compatibili con il tuo modo di sentire, potevano non essere piacevoli per te, ma in qualche modo comunque le prendevi in considerazione, usavi le tue energie prendendole in considerazione, perché il tuo modo di pensare non era ancora evoluto in modo tale da non doverle prendere in considerazione, da poterle proprio escludere dal tuo sistema dei bilanci e della contabilità energetica. Magari guardavi certe cose e ti sembravano così innaturali e così impoverite che dicevi: “No, non può essere così, non è possibile!”.

Questa è più una reazione emotiva, invece, ora si tratta di captare il momento dell’inganno, quando un certo pensiero falso crea un falso circuito presso la località, una falsa generazione della realtà esterna che contiene e conferma e fissa e serve tale pensiero.

Magari ti arriva una mini-illuminazione, una sensazione molto insolita, un breve flash, un soffio della chiarezza che ti fa capire come nell’attuale browser della consapevolezza si crea l’inganno che poi si diffonde, che a questo punto apparentemente esiste anche sul cosiddetto piano vivibile. Tu guarderai questa cosa e, tra l’altro, emotivamente parlando, non ti farà nemmeno più quell’effetto di prima perché sarà stato evidenziato l’inganno/illusione. E un inganno/illusione non può essere percepito come un ostacolo reale, come una minaccia reale, come un fattore a cui subordinare il proprio senso del Vivere, il proprio consumo di energia. Sentirai sempre di più di appartenere ad un altro sistema, di praticare un altro regime esistenziale.

Questa specie di alimentazione, di conferma, di ulteriore ricarica dovrebbe ormai esserti accessibile. Ti arriva semplicemente da te stessa, dall’atmosfera, dall’osservare, dall’essere.

Come è meglio per voi percepire ciò che sta diventando obsoleto?

La sensazione generale ce l’avete, ce l’avete già da un bel po’, che questo mondo degli esseri umani, che questo piano dell’esposizione della Vita è diventato obsoleto e questa cosa vi crea anche una maggiore disinvoltura, ma nello stesso tempo vi stanca. A questo punto è conveniente che voi possediate in modo più tangibile questa condizione del sapere che la Terra di prima è diventata obsoleta. Esprimere l’obsoleto, esprimere la condizione dell’obsolescenza. Poter notare veramente, in modo tangibile, anche se con un flash molto breve, che qualcosa che finora era un riferimento dell’ordine in vigore, ora è diventato un riferimento obsoleto, di un ordine obsoleto, per voi è come essere collegati all’ossigeno puro, ad una flebo che vi porta un sollievo, una liberazione, la gioia di Vivere.

È importante questa condizione di poter notare, di poter sapere, che certe cose sono diventate obsolete e quindi in un certo senso fuori gioco, fuori centro. Le potete ancora notare, ma per voi sono fuori gioco e a sua volta questo potenzia la vostra fede.

Come cercare, come notare queste cose che permettono di possedere e di esprimere la condizione dell’obsoleto?

Qui dipende da voi, dipende anche da come sono fatti i vostri occhi attuali, dipende da ciò che è il vostro attuale ordine che voi possedete perché è relativamente a questo ordine che voi potrete notare ciò che è diventato obsoleto. Non è che vi importi notare un certo fattore che è diventato obsoleto per un ordine di qualcun altro, questo potrebbe essere una conferma, ma non abbastanza nitida, non abbastanza tangibile. Voi dovete prendere come riferimento il vostro specifico ordine e poi osservare, sperimentare. Permettere a voi stessi di cercare ciò che è obsoleto, autorizzare il vostro motore di ricerca ad occuparsi delle condizioni obsolete.

Ciò che vi porterà il vostro motore di ricerca, ciò che vi porteranno le vostre osservazioni, in qualche modo, voi questo lo esprimerete e sarà un gran bel sollievo, sarà una liberazione, sarà una conferma.

Ripeto, non occupatevi dell’ordine generico degli esseri umani, perché comunque è una realtà con la condizionale ed anche il loro ordine è un ordine con la condizionale. Lasciate stare quello e piuttosto usate ciò che è l’ordine vostro, come espresso a livello del vostro pensare, sentire, agire, essere.

È fondamentale esprimere la condizione delle cose che sono diventate obsolete lì dentro.

È sufficiente notare anche una piccola cosa, una piccola incongruenza, una piccola finzione, un piccolo inganno, dopodiché parte una reazione a catena, crolla tutto il castello.

Adesso parliamo di questo altro aspetto che un po’ è ancora un aspetto umano, ma vuole usare le frequenze per niente umane per riordinare se stesso.

La condizione è quella di sentire di stare bene con se stessi.

Ovviamente tutti voi potete avere dei momenti di non equilibrio, di uno sforzo molto impegnativo, di una tensione per essere in compagnia di cose indicibili e altro ancora, ma questi sono degli effetti collaterali.

Quello che voglio dire è che io, liberando la realtà, facendo scoprire me stesso come il Focolare e il Principio, porto naturalmente con me questa condizione: come sto bene con me stesso! 🙂

Io la possiedo e l’esprimo per quel che riguarda me, però sto donando questa condizione a tutti i potenziali residenti e conduttori di questo spazio. Suggerisco di concentrarvi su questa condizione – regime, in cui ognuno di voi sente che sta tanto bene con se stesso.

In questo momento direi che nessuno può affermare di star bene con se stesso al 100%. Posizionatevi nel vostro attuale assetto di star bene con voi stessi fin dove potete arrivare, la tacca sarà comunque sotto al 100%.

Cercate di riempire quell’area, in cui voi state decisamente ed incondizionatamente bene con voi stessi, focalizzatevi su questa zona franca che naturalmente possedete.

È lì che c’è il nucleo della vostra conduttività. Questa condizione,  Ma come  sto bene con me stesso! , non è direttamente collegata con l’ordine attualmente espresso. Non c’entra con il lavoro, con l’assenza di lavoro, con i piaceri e i non piaceri famigliari, con ruoli ed attributi, con l’attualmente esposto. Sto proprio parlando del vostro nucleo, di voi in quanto sistema, del vostro ordine interiore. Questo è il nucleo da espandere, questo è il nucleo che si offre per essere espresso attraverso i movimenti esterni.

Invece quell’area che è rimasta non riempita (infatti ho detto che nessuno di voi in questo momento può arrivare al 100%), lasciamola così, lasciamola non riempita o magari riempita con qualcosa che non vi fa venire la sensazione di star bene con voi stessi.

Non andiamo adesso a sollecitare questa zona, non andiamo né ad esaminarla, né a pulirla. Non ha importanza. È importante scoprire quel nucleo dove voi state veramente bene con voi stessi. Lì, ci sono le vostre proprietà energetiche, le vostre proprietà cellulari.

I vostri futuri movimenti in qualche modo sono già scritti lì dentro.

Non possedete ancora i movimenti veri e propri nella nuova terrestricità, però possedete un volume dove questi movimenti sono già potenzialmente impostabili. Se volete, potete anche associare a questa condizione di stare veramente bene con voi stessi qualche tipo di immagine, qualche tipo di simbolo.

Possedere questa condizione è decisamente a vostro favore. Lì, c’è anche l’immagine della vostra Forza e adesso la mia apparizione in quanto promotore materiale, fattore materiale, richiamerà questo vostro nucleo, questa vostra forza, all’azione, la inviterà sul campo da gioco.

È importante che ognuno di noi si senta veramente bene con se stesso, con la propria conduttività, con la propria esprimibilità potenziale senza farsi penalizzare da tutto ciò che l’attuale assetto della materia non poteva confermare, non poteva accendere, non poteva esprimere.

Voglio anche proporvi la definizione di Game, di gioco, di partita. Per me è quasi un sinonimo dell’ordine, del mio ordine. Il mio modo di immaginare il mio ordine può essere espresso attraverso la definizione della partita, del game. È una cosa che contiene contemporaneamente sia il gioco che l’ordine. Non ci può essere un ordine rigido che esclude il gioco, ma nello stesso tempo, il gioco, di cui sono il portatore, contiene l’ordine, forma l’ordine, potenzia l’ordine, aiuta le cellule a trovare il loro giusto ordine nella realtà dello Spirito.

Suggerisco anche a voi questa combinazione: l’ordine ed il gioco.

L’ordine sempre di più a livello molecolare, a livello cellulare. Questa miscela, questa fusione di ordine e di gioco, a sua volta, vi creerà la condizione della naturalezza. Si, permetterà anche di superare eventuali resistenze nei confronti della materia, della materia che non era a posto, di voi che possedevate qualcosa che non era a posto.

Adesso, questo momento del gioco penso proprio che lo farò sentire, lo farò espandere perché io a questo punto sono arrivato sul mio campo da gioco ed allora comincio il gioco. Possiedo il mio campo da gioco e comincio a formare il mio gioco, esprimo la mia forza usufruendo del mio campo da gioco.

Voi potete immaginarvi come coloro che giocano con me, insieme a me.

Siamo sullo stesso campo.

Il gioco è a favore dello Spirito, il gioco è a favore di noi stessi, ma le regole concrete le stabiliremo giocando.

Alcune regole, alcuni principi etici ci sono già, però tante regole che riguardano il comportamento della materia le formeremo giocando. A questo punto io vi invito a scendere in campo, ad interagire con me su questo campo da gioco e se vi va, potete cominciare con dei riscaldamenti, potete immaginare di fare qualche tipo di esercizio di riscaldamento a favore di tutta la materialità, tirando in ballo non solo il vostro attuale assetto fisico, ma tutta la materialità.

E mentre immaginate di fare questi esercizi di riscaldamento, ricordatevi anche di respirare, di respirare bene, di usufruire del vostro respiro immortale

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