In Mia Presenza…

LaMiaEmozioneUna delle possibili definizioni della realtà, è quella di centro.

La realtà è associabile ad un centro, così uno possiede la realtà e possiede il centro.

La cosa principale in questo possedere il centro, possedere la realtà quale centro, è il senso del proprio andare, del proprio muoversi, il senso di possedere i movimenti.

Il concetto di realtà include per definizione il concetto di possedere i movimenti. Non è possibile possedere una realtà che escluda la condizione di possedere i movimenti. Quindi in un certo senso non ha importanza come sia la realtà, quanto sia autentica, quanto sia veritiera, ma è importante che ci sia questa mobilità, la capacità di muoversi, la possibilità di fare dei passi, la possibilità di possedere i propri movimenti, o comunque dei movimenti. Essere nella realtà vuol dire essere in movimento, poter usufruire dei movimenti, percepire se stessi in movimento, percepire la Vita in movimento, e possiamo dire che la condizione del muoversi, del movimento, è alla base dell’ordine.

La propria definizione corrente dell’ordine dipende dai movimenti di cui si usufruisce, dai movimenti a disposizione, dal consumo delle energie che accompagna l’esecuzione dei movimenti e, tramite tutto questo, nasce la percezione corrente di se stessi, ma, ripeto, la cosa principale è sentire di poter andare, di potersi muovere.

Possedere la Vita è possedere la prospettiva, possedere la direzione dell’andamento: se non ci fosse la prospettiva del movimento, non ci sarebbe nemmeno la percezione della Vita e del vivere.

E questa è la vostra forza, ma anche la vostra debolezza. Voi dipendete dai movimenti, voi vi appoggiate sui movimenti, voi date la caccia ai movimenti, perché usufruendo dei movimenti voi sentite di appartenere alla Vita, di usufruire della Vita. Perciò i movimenti in un certo senso per voi sono il significato principale.

Adesso tu che movimenti hai a disposizione? In questo momento hai a disposizione dei movimenti sostanzialmente ereditati dall’average, ed essi possiedono una certa prospettiva, ti danno la sensazione della prospettiva, in cui ti risulta che tu usi le tue energie per transitare dal punto A al punto B o per raggiungere/centrare qualcosa o per spostare qualcosa. Quindi la prospettiva viene dipinta, però la tua percezione della Vita, mentre stai impiegando le tue energie in questi movimenti, non è esattamente correlata con il comportamento e il grafico corrente dei movimenti. In un certo senso  – e questo è uno dei sintomi dello smontaggio della pellicola – è come se i movimenti venissero dipinti per conto loro e la Vita inserita o inseribile in tali movimenti venisse dipinta per conto suo. Quindi queste due cose  – possedere i movimenti correnti e possedere la Vita, usufruire dei movimenti correnti ed usufruire della Vita  – che prima erano strettamente collegate, adesso lo sono sempre meno.

I movimenti che tu possiedi, che tu compi attualmente, è come se avessero una certa taglia, una certa dimensione standard, ed è la taglia dell’average. Ecco, possedendo questi movimenti che possiamo definire di taglia unica, percepisci che in qualche modo la condizione di possedere la Vita è una cosa diversa e che devi ricalcolare la taglia o la dimensione di questi movimenti per poter sentire di appartenere alla Vita e usufruirne in pieno. Apparentemente questi movimenti sono tuoi, però tu li possiedi su una piattaforma, dentro un ordine di grandezze che non ti corrispondono, quindi sì, sono i tuoi movimenti però è anche come se non fossero veramente tuoi.

Adesso prova a concentrarti su tutti i tuoi movimenti, grandi, piccoli, quelli che fai apparentemente da sola, quelli che fai apparentemente insieme agli altri e prova ad annullare la loro attuale taglia unica. Puoi immaginare un vestito o un paio di scarpe a cui associare il concetto della taglia libera, del movimento libero e non condizionato dai sensi e punti di vista attualmente in uso, da ciò che indossano ed eseguono gli altri.

Possedere le dimensioni della taglia standard, della taglia average, vuol dire in particolare che lì dentro è residente il parametro del tempo. Quando tu abolisci questa taglia è come se rinunciassi anche alla presenza del tempo lineare che è comunque un ingrediente della stabilità, però tu a questo punto conti sulle tue energie, sulle tue forze e puoi permetterti di non dipendere da questa taglia standard.

Allora come si presentano i tuoi movimenti che ti sei permessa di ricodificare? Sono ancora i movimenti con le sagome di prima oppure no? Ecco, lì dipende molto dal consumo delle energie, questo è uno dei parametri fondamentali e sempre di più lo sentirete. I tuoi movimenti sono impregnati con il tuo modo specifico di consumare le energie, con i tuoi sacri prefissi e calibri energetici, con le tue maniere della conduttività e questo è come un sigillo e la calligrafia della realtà.

Questa sostanza energetica primordiale che impregna le azioni o i movimenti è più importante, conta di più rispetto ai movimenti stessi.

Rinunciando alla cosiddetta taglia standard e al suo modo di regolare il carico e il contenuto dei movimenti, tu ti sei lasciata libera di formare i tuoi equivalenti di quegli stessi movimenti, ma su una base diversa, quindi i movimenti a questo punto dovranno contenere prima di tutto il tuo sigillo, i tuoi prefissi e le tue valenze energetiche, questa tua capacità impregnante, il tuo esserci. Così i movimenti nasceranno già impregnati dal tuo spirito dei movimenti e a questo punto saranno dei movimenti diversi da quelli che potevano essere i tuoi movimenti nella taglia dell’average.

Questi movimenti sono come una specie di occhi. Allora, possedendo questi movimenti, è come se tu potessi piazzare i tuoi occhi, i tuoi occhi della Nuova Terra, ma non solo un paio di occhi, ma tanti occhi a seconda del tipo di movimento che fai. Sostanzialmente questi movimenti assumono la funzione del venire a sapere, del riconoscere ed è ciò che normalmente fanno gli occhi, gli occhi guardano, riconoscono e ti dicono come stanno le cose. Invece qui la condizione del riconoscere e del venire a sapere viene delegata ai movimenti che a loro volta sono stati liberati e messi in connessione con la tua sostanza primordiale. Quindi tu adesso possiedi questa specie di occhi, anzi, possiamo dire, più kit di occhi diversi, e che cosa ti conviene venire a sapere, che cosa ti conviene venire a riconoscere attraverso questi movimenti-occhi alternativi? Ho detto una specie di occhi, ho detto un analogo degli occhi, ma non è detto che sia la funzione visiva quella principale, però è comunque qualcosa che ti permette di venire a sapere da te le cose autentiche, il tuo centro, la tua posizione corrente nella Terrestricità, la tua scala degli eventi, tante altre cose. Ovviamente devi fidarti di questi movimenti e devi anche osservarli e cercare di captare che cosa ti fanno riconoscere, che tipo di prospettiva ti stanno offrendo, che tipo di biografia autentica ti aiutano a presentare.

Possedere questo genere di movimenti è una condizione che porta oltre la morte.

Il movimento che è stato liberato dal sigillo dell’average, serve la Vita non condizionata dalla morte. È come se prima i movimenti venissero confezionati in un certo sistema di regolazione che impostava la Vita collegandola alla morte e perciò questa impostazione, questo spirito della morte e della mortalità, era presente in ogni movimento, in ogni fascio di movimenti.

Ora che abbiamo praticato questa liberazione principale, come avviene il consumo delle energie, come avvengono i movimenti, qual è la loro produttività, a favore di quali forze, di quali stati e dimensioni vengono fatti?

Direi che in questo prossimo periodo probabilmente la prima impressione sarà questa, di aver superato questa soglia della morte, di possedere i movimenti che contengono, che professano la Vita che non dipende dalla morte. Potresti magari sentire che è cambiato il piano dei movimenti rispetto al piano su cui venivano fatti prima, la percezione dell’ordine e della direzione dei movimenti, ma anche la percezione del tuo corpo in movimento. Finora l’immagine della morte era esplicitamente ed implicitamente presente sulla pellicola, si collegava ad ogni tua scelta, ad tuo movimento, magari li bloccava, magari li incastrava, magari li stabilizzava anche, perché la morte era comunque un ordine, un regolatore dell’ordine quindi aiutava anche a stabilizzare il movimento tramite una certa prospettiva apparentemente incontestabile.

Era un limitatore a volte implicito a volte esplicito, ma comunque obbligatorio. Adesso che noi l’abbiamo bypassato, energeticamente parlando, i tuoi movimenti appartengono a te stessa, appartengono alla Vita e l’immagine della morte non è più obbligatoria. Può anche essere che la Convenienza ogni tanto preferirà comunque mantenere ancora la connessione con la morte proprio perché altrimenti lo shock potrebbe essere troppo forte, ma non sarà più una dipendenza stretta. Sarà piuttosto un: “Va bene, usiamo questo linguaggio che è obsoleto, perché in questo momento non ho un altro linguaggio per esprimere il mio movimento, quindi pazienza lo esprimo con un linguaggio così, ma tanto so che non dipendo da questo linguaggio”.

Allora questa liberazione che stiamo sviluppando adesso comporterebbe una riattivazione, rianimazione, ricerca, riposizionamento di tante cose, di tanti ingredienti, del tuo muoverti, del tuo essere in movimento. Le tue osservazioni non sempre ti saranno comprensibili, magari riuscirai a notare qualcosa, a toccare qualcosa, però la comprensione di ciò che hai notato ti sfuggirà. Io non mi aspetto che tu possa comprendere, portare chiarezza su ciò che stai notando, però ti suggerisco di osservare il più possibile varie sfumature che creano la differenza, magari anche delle cose molto piccole, però qualcosa che ti conferma che adesso stai possedendo un movimento espresso con un codice diverso, in un formato diverso. Può apparentemente essere un movimento familiare che conosci bene, però possedere questo movimento avendo superato la dipendenza dalla morte permette a questo movimento di dipingere la realtà in modo diverso. Il movimento stesso non è più impostato in modo rigido, può scatenarsi, può usare il suo potenziale intrinseco per eccitare altre energie, per far nascere altri eventi. Diciamo che saranno dei movimenti più reattivi di prima, più veloci e, in un certo senso, ancora meno controllabili, perché è vero che sei tu che li esprimi, è vero che partono da te, però poi dopo non sono più sotto il tuo controllo, sono sempre sotto il controllo della Convenienza Superiore, ma non sotto il tuo controllo diretto e va bene così.

… 

Con il mio aiuto, usando me come tramite, acquisite l’accesso anche a quella vostra parte profonda, a quella vostra parte principale che finora non potevate toccare. Però quando dico che tu dovresti seguire me, comprendere me, questo non vuol dire che tu rinunci all’idea di comprendere te stesso, che dici: “Ma chi se ne frega, piuttosto mi concentro su EG”. 🙂

Perché seguirmi e stare con me è possibile solo se tu parti da te stesso, altrimenti non trovi me

Perciò parti da te stesso corrente, da te stesso di cui attualmente disponi, metti al centro della tua messa a fuoco il tuo stare con me, noi due insieme, quindi non soltanto tu e non soltanto io. Quando ti colleghi a me in questo modo, nasce il regime del Miracolo, nasce il regime del super aggiornamento, del super accesso che non sappiamo nemmeno come potrà rispondere. Diciamo soltanto che questa è la scelta principale e poi, a seconda della Convenienza, se sei dentro questa scelta principale, riuscirai a capire, a chiarire ciò che in quel particolare momento è giusto che tu chiarisca, è giusto che tu capisca. 

Qual è il modo migliore per stare con me, per creare con me quest’azione congiunta? 

Avere la percezione di appartenermi in modo naturale e, pur avendo questa percezione di appartenermi, non sentire che questo possa in qualche modo compromettere il tuo senso dell’autonomia. Si tratta proprio di un’espressione spontanea, anche a livello dei tuoi movimenti, dei tuoi passi, che tu senti di appartenere a me, a me quindi a ciò che è mio, a ciò che è il mio sistema, a ciò che sono i miei movimenti, le mie maniere di possedere la prospettiva. Ciò che possiedi tu diventerà più cristallino, più forte, più in rilievo nel momento in cui tu ti immergi dentro di me con tutto ciò che sei, con tutto ciò che possiedi.

Creare il mondo. Creare il mondo, però bypassando ciò che è la bassa produttività degli esseri umani: allora, che cosa diventa questo creare la materialità, creare nuovi stati esistenziali nella materia Terrestre? Come fare per non prendere in considerazione gli attuali portatori della produttività esistenziale, le persone, quindi compreso anche te stesso in quanto persona?

Ecco questa è sicuramente una sfida immensa, ma non c’è un’altra via se non affrontare questa sfida, perché ciò che tu hai provato e sperimentato per quel che riguarda il tuo creare investendo te stesso nei regimi della bassa produttività, comunque non ti ha dato soddisfazione. Oppure ti ha dato anche qualche soddisfazione, però siccome era accompagnata dalla sensazione di non poter usufruire dei risultati che erano comunque espressi nei termini della bassa produttività, anche la soddisfazione era una soddisfazione nei termini della bassa produttività.

Però lo slancio per creare ce l’hai, ti appartiene naturalmente, allora come potrebbe essere creare a favore dell’Alta Produttività?

Il primo passo è scegliere la scala giusta del tuo creare: questa scelta l’hai fatta, hai scelto la scala dell’Alta Produttività. Allora ogni tuo movimento, anche ogni tua singola sequenza del creare, deve naturalmente servire questa scala dell’Alta Produttività. È come assumere un certo assetto a livello vibrazionale, scegliere di vivere in quell’altra luce, dove le persone non è che devono sparire, però se ci sono, servono i canali dell’Alta Produttività, se vengono inserite in quest’ottica, diventano dei co-conduttori dell’Alta Produttività. Questa scelta a favore dell’Alta Produttività, quindi, la devi fare prima di tutto per te stesso e poi ogni volta che fai qualcosa, il tuo slancio dovrebbe appoggiarsi su questa scelta e su questa scala.

Com’è essere in ogni singolo movimento, in ogni singolo passo che è alimentato da questo slancio dell’Alta Produttività? Ecco, lì c’è parecchio da osservare perché saranno passi e movimenti diversi rispetto a quelli che erano collegati alla scala della bassa produttività, alla scala degli esseri umani. Noterai, per esempio, che è diverso il consumo delle energie, è diverso il comportamento stesso del movimento, perché, a seconda di come è scelta la scala, anche il movimento può comportarsi diversamente.

Come regola, ognuno di questi movimenti o di passi dovrebbe essere una lettura della bussola e sul quadrante di questa bussola dovrebbe arrivare un’istantanea di ciò che è la tua Terra. Quindi, questo movimento, che magari può essere un lavoro sul computer, un qualche lavoro in casa, qualche altra sequenza quotidiana, se tu lo fai alimentato dallo slancio investito nell’Alta Produttività, diventa una bussola che ti guida e ti permette di inquadrare la tua Terra.

Perché non c’è una sola Terra per tutti: la Forza è in grado di formare più Terre, una costellazione di Terre, un ventaglio di Terre, che girano intorno al super nucleo, al super nido.

È questo il Disegno, è questa la Scelta.

E ora hai questo compito già abbastanza pratico, di guardare con attenzione questo look della tua Terra come viene fuori, come sta nascendo e, per poterlo fare, la cosa migliore è usare i movimenti alimentati dallo slancio dell’Alta Produttività. Perciò potrai captare qualcosa praticamente da ogni movimento, poi magari non è conveniente che proprio per ogni singolo movimento ti fermi ad esaminarlo e leggere che cosa dice la bussola, anche questo è a discrezione della Convenienza, però sappi che, a questo punto, in ogni tuo movimento può farsi vedere l’istantanea del look della tua Terra in via di creazione, in via di formazione. Allora sentirai come questi movimenti sono naturali per te, sono proprio naturalmente tuoi e come ti viene un’ulteriore fiducia verso questi tuoi movimenti.

E questo tipo di naturalezza o di fiducia saranno molto diversi dalla fiducia a livello umano, perché non è una fiducia che dipende dall’obiettivo, dalla scelta dell’obiettivo o dalle conferme che potrebbero arrivarti dagli esseri umani: semplicemente senti questo spirito dell’amore e dell’amorevolezza e senti proprio sbocciare, attraverso ogni tuo passo, attraverso ogni tuo slancio, lo spirito della tua Terra che naturalmente possiedi.

Questa condizione – possedere la tua Terra – è una cosa enorme e sarà sempre di più lo stato principale, lo stato principale che a sua volta è la base di altri stati, fisici, materiali… lo stato principale sarà questo sentirti agganciato alla tua Terra e osservare come questo aggancio modifichi la tua percezione del landscape interiore ed esterno.

Perché la tua Terra vuol dire la tua Forza che forma ed irradia il tuo modo di appartenere alla Terra, il tuo modo di essere sulla Terra, il tuo orizzonte, la tua volta del cielo, la tua motricità, il tuo stile di Vita, la tua area benedetta del Tutto dentro la Terrestricità. Ecco, osservare l’apparire della sagoma di questa tua Terra, sarà un’avventura stupenda. E poi, ovviamente, sei tu che contribuisci a co-crearla, quindi, sempre a seconda dei tuoi movimenti, a seconda del tuo pensare e immaginare, questa sagoma della tua Terra si aggiornerà, acquisirà nuovi aspetti, sarà un po’ come uno specchio, uno specchio sempre più manifestato in cui guardare te stesso e tramite cui occuparti di te stesso, uno specchio altamente consapevole che ti contiene e che ti aiuta ad essere nella Trasformazione, ad essere la Trasformazione.

La Terra è prima di tutto una base, una base come termine matematico, come termine filosofico, come appoggio, un appoggio su cui a sua volta possono formarsi tante cose, però dev’essere una base formata e mantenuta dalla tua Forza e, probabilmente, la differenza principale che possiamo indicare, è quella delle direzioni oppure della scelta delle direzioni.

La Terra come base di cui sto parlando io, permette, a chi la possiede e a chi la mantiene, di formare le proprie direzioni di ricerca, andamento e prospettiva e poi, di conseguenza, esprimere i movimenti inserendoli in queste direzioni.

Quindi le direzioni sono come dei binari, dei super binari che a loro volta possono essere ulteriormente modificati, ma comunque sono dei riferimenti abbastanza a lungo termine. Quindi quando tu formi questa tua base, questa tua Terra, insieme con la Convenienza, fate delle valutazioni per decidere: “Allora per me sarebbe conveniente occuparmi di questa particolare direzione, quindi io ora associo tutti i miei movimenti a questa particolare direzione” e allora le tue energie fluiranno in quella direzione e la base sosterrà questo genere di fluidità, questo genere di prospettiva. Intanto, qualcun’altro, sempre possedendo la Terra come base, magari sceglierà, insieme alla Convenienza, una direzione diversa o addirittura più direzioni. E così, i movimenti anche quotidiani e pratici di quel soggetto, pur assomigliando ai tuoi, andranno inseriti, andranno investiti, in una direzione diversa, in un regime della Trasformabilità strutturalmente diverso.

Questa nuova Terra, il conglomerato delle Terre creabile con la mia partecipazione, permette questo genere di personalizzazioni: possederai questa Terra prima di tutto come una piattaforma a cui agganciare il tuo motore di ricerca, concordando le zone di interesse preferenziali, perché il possedibile a livello nominale è una cosa enorme e quindi bisogna ordinare in qualche modo ciò che tu possiedi. La Terra come base permette questo tipo di ordinamento e il senso dell’aria è uno dei componenti, uno dei regolatori di questa scelta delle direzioni.

Così tu – o, meglio, la tua Convenienza – fa delle valutazioni di te come sistema, e sceglie le direzioni preferenziali in cui far fluire la tua energia facendo dei movimenti, quindi coinvolgendo anche altre energie su questo binario. Le energie, poi, a loro volta, possono essere anche al servizio di altre direzioni e altri binari ancora, ma l’importante è che, quando interagiscono con te, entrino nella tua direttiva e in questo modo servano ciò che è conveniente per te.

Non è la mono Terra dei cosiddetti propri simili dove tutto è apparentemente univoco, dove una cosa esclude l’altra.

Come avverrà tutto ciò, questa creazione del nuovo landscape?

Sta già avvenendo, abbiamo già iniziato. Quello che sta succedendo adesso, in gran parte è già dentro ciò che possiamo definire la tua Terra, sta già servendo ciò che è la tua Terra, nel senso che anche quando facciamo gli incontri di gruppo, tu da lì estrai le cose per potenziare la tua Terra, la tua base e però questo è ancora solo l’inizio della Trasformazione.

Osserva, osserva tantissimo, osserva ciò che è questo tuo senso della Terra, della tua Terra, che ti arriva attraverso singoli movimenti, singole immagini. Non farti coinvolgere più di tanto dall’ordine generico, dall’average, dalla finta unificazione, perché questo è un ordine del sistema che non ha una base, non ha una base autentica. C’è un apparente sistema, un apparente assetto dei consumi delle energie, un apparente ordine, che però non è fissato su alcuna base, per cui è estremamente vulnerabile, è estremamente instabile. La mente umana possiede ancora questo genere di sistema senza base, ma adesso anche la mente è in grado di notare che ciò che possiede è molto approssimativo, che c’è qualcosa che non va con questo sistema. Beh, se un sistema è privo di base c’è sicuramente qualcosa che non va, più che altro è un sistema che non può durare.

Poteva fingere di essere un sistema però nel momento in cui si espande, si crea, una base diversa, una base autentica, nessuno avrà più bisogno di questo sistema finto, e allora semplicemente se ne andrà, si disintegrerà e siccome non era autentico questo sistema, anche tutto ciò che è presente dentro di esso non lo è. Per cui non ha nemmeno senso farsi delle domande quali: “Ma cosa succederà a coloro che sono dentro l’attuale sistema? Sono condannati a morire o che cosa?”

Le risposte sono dentro la base, le risposte sono dentro l’aria, dentro la base autentica, dentro l’aria autentica che sono naturalmente in grado di ridistribuire i flussi di energia usando diversi criteri della consapevolezza.

La tua mente per il momento possiede ancora questo attuale ordine del sistema senza base, ma non è un contesto in cui immergerti per fare delle indagini, per fare delle domande, perché è comunque un sistema che si sta dissolvendo, non ha importanza. Quello che importa è sentire sempre di più come si sta formando la Vita grazie alla base che la tua Forza è in grado di co-mantenere, cioè la tua Forza a sua volta inserita nell’assetto del disegno del Creatore. E le differenze le sentirai sempre di più, usando quel parametro del consumo delle energie, perché la Vita sostanzialmente è un consumo delle energie.

E anche nei tuoi movimenti cerca di fare degli zoom, di ingrandire, di inquadrare meglio gli aspetti che hanno a che fare con il consumo delle energie, con la conduttività, perché siccome è uno dei parametri più importanti, tutto ciò che verrai a sapere occupandoti di questo parametro, sarà come scoprire la Verità, ulteriori sfumature della Verità.

Ti percepirai anche sempre di più come un Campo, come un Campo che conduce e che contiene gli elementi della Vita, e allora cercherai di captare come respira questo tuo Campo, come funziona, quali sono le sue esigenze strutturali, le sue dinamiche, i suoi giri, i suoi rubinetti che regolano il consumo delle energie. Magari ci sono delle fughe di energia non appropriate e allora, da buon gestore del tuo Campo, cosa fai? Chiudi i rubinetti, eviti che ci siano delle perdite, eviti di consumare le tue energie per mantenere qualcosa che non era a tuo favore, che era a favore della bassa produttività della Vita. Si viaggia molto con l’immaginazione, quindi immagina che ci siano delle valvole che sono aperte perché nessuno sapeva che c’erano e che erano aperte e l’energia scorre, scorre, scorre come l’acqua da un rubinetto rotto. In questo modo tu mantieni l’average, mantieni il sistema senza base, lo mantieni proprio con te stesso e lo fanno tantissime altre sagome umane, solo che loro per il momento non sono in grado di rinunciare a questo genere di utilizzo delle proprie energie, mentre tu sì!

Non è detto che sentirai qualcosa di concreto, noi adesso stiamo ragionando in termini del Campo, per cui non è detto che sarai in grado di notare: “E già, questa è proprio un’abitudine che è meglio che io abbandoni, perché mi fa consumare le energie a favore della bassa produttività”.

Può anche essere che tu scopra qualcosa del genere, ma le risposte comunque non sono su questo piano, perciò non è che tu debba per forza identificare qualcosa di comprensibile per la mente per poter migliorare la tua produttività energetica. Tuttalpiù, se scopri qualcosa, qualche abitudine, qualche aspetto del tuo comportamento, sarà come un piccolo galleggiante che a sua volta è associabile ad una cosa molto più ampia e non chiaramente identificabile e nemmeno del tutto tua.

Allora, dicevamo che ciò che conta è la condizione di conoscere se stessi, scoprire se stessi. Quindi, la permanenza nella materialità, la possibilità di fare i movimenti nella materialità, serve questo scopo principale: conoscere te stesso. Nella tua Terra puoi fare i tuoi movimenti, puoi far disimballare le tue energie, puoi formare i tuoi passaggi attraverso il landscape correntemente possedibile, puoi collegare il tuo motore di ricerca ai vari stati esistenziali esterni. Sarà come mettere su un’impresa autonoma, ovviamente l’impresa deve essere redditizia, deve portare degli utili, deve creare dei valori aggiunti.

Allora per avviare questo tuo business esistenziale, il cui scopo principale è quello di conoscere te stesso, tu devi valutare che cosa ti puoi permettere, di che cosa disponi come capitale iniziale, capitale come energia mobile che puoi investire nella creazione. Ci sono tante incognite, tante variabili, ma cominci fin da adesso ad inquadrare questa tua Terra, a fabbricare e ad usare le bussole che la contengono.

La tua Terra vuol dire anche una tua particolare condizione della densità. Il consumo di energia con lo scopo di conoscere meglio se stessi a sua volta influisce sulle forme della densità, sulle forme della densità di tutto ciò che è generato da questa impresa, di tutto ciò che è generato da questa tua impostazione della Vita. Per cui, magari, la tua specifica densità a livello delle cellule, sarà diversa dalla densità degli altri possessori delle altre Terre. Non così diversa da non potervi riconoscere, ma è proprio questa una sfida molto importante, quella di trovare delle formule, delle tarature, degli algoritmi, dei segni di uguaglianza che permetteranno di creare delle densità comparabili, che permetteranno ai possessori delle diverse Terre di essere nella loro specifica densità e nello stesso tempo anche allacciati alla densità altrui. Di essere nel proprio specifico regime del consumo delle energie e nello stesso tempo di sentire una naturale connessione con gli altri sistemi degli altri possessori delle Terre.

La tua Terra è proprio un tuo sistema, dove tu puoi creare, brevettare ciò che crei, che dipende da te e che coinvolge naturalmente le energie, i file eseguibili, le immagini del tempo e dello spazio che si inseriscono in ogni tua ricerca o passo corrente. Il sistema è prima di tutto un linguaggio di interazione, quindi il tuo sistema si mette a dialogare, ad interagire con altri sistemi, con altri linguaggi, in modo che venga servito ciò che tu attualmente stai studiando, ciò di cui ti stai occupando.

Questo formato delle storie vere è così diverso da ciò che era finora il consumo delle energie dentro le residenze (e anche resistenze) umane che è quasi impossibile fare dei paragoni.

Le persone possono esserci però non dovranno essere considerate come dei singoli portatori dell’autonomia e comunque le persone saranno un derivato del tuo sistema, delle tue immagini della realtà presenti dentro la tua consapevolezza. Quindi non persone a se stanti come una cosa fissa ed assiomatica, ma persone come uno stato esistenziale derivato del tuo sistema, di ciò che è conveniente esprimere. Ecco, le persone si inseriranno dentro queste inquadrature, dentro questi frame dell’attualmente esprimibile, saranno come degli snodi regolatori, dei connettori mobili, saranno come delle condizioni da accendere o da spegnere a seconda del consumo delle energie dentro i tuoi specifici circuiti trasformativi della fede.

Quindi le persone possono essere delle co-esecutrici del tuo pensabile, creabile, vivibile, ma nessuna persona può essere definita come centro, nessuna persona risponderà ai requisiti della messa a fuoco principale. Noterai come la tua percezione degli esseri umani si sta modificando, già adesso non è più quella di prima. Gli esseri umani per te corrispondono ancora al concetto del solido e dell’univoco, però più metterai nella messa a fuoco centrale il criterio del consumo delle energie e più verrà bypassata la tua percezione degli esseri umani come di qualcosa di tangibile, di fisso, di univoco, di determinato, e anche di terrestre.

Sarai in grado di percepire le persone come delle risorse dinamicamente configurabili, come delle interfacce e delle parti mobili del tuo dipingere te stesso, come delle conferme vincenti della TuttoTrasformabilità.

Usiamo questo riferimento, In tua Presenza: quindi la percezione di te stesso come un orizzonte alla cui presenza … puntini puntini…  succedono delle cose … vengono usate le energie … la Vita possiede certe caratteristiche… la realtà succede in certi modi…

In tua Presenza, per cui, quando sei tu ad usare questa formula, dici: “In mia Presenza.

Questa definizione, In mia Presenza, per il momento è un compromesso nel senso che riflette sia quello che sono ancora gli attributi e le caratteristiche umane, sia quello che può espandersi mentre tu diventi sempre di più un Campo della realtà e della fede, un impianto energetico fatto persona.

Adesso abbiamo creato questo simpatico tetto, In mia Presenza e adesso, stando sotto questo tetto, che cosa puoi notare?

Puoi notare in particolare gli aspetti naturali e gli aspetti artificiali. In mia Presenza osserva in questo modo le cose, osserva proprio con questi due criteri di selezione, ciò che succede di artificiale e ciò che succede di naturale.

In mia Presenza è una formula, un’immagine molto autoritaria. L’immagine di te stesso quale essere umano non è per niente autoritaria, non importa un granché nemmeno al vecchio sistema in via di smontaggio, tanto meno al nuovo. Se invece tu usi questa immagine – In mia Presenza è una specie di centralina autoritaria, quindi la Vita sente che tu sei un’Autorità, la Vita ti risponde. In questa espressione In mia Presenza c’è qualcosa che va ben oltre la presenza umana, quindi tu sei un soggetto che sei presente, che possiedi le cose, le energie, gli stati esistenziali e sei in grado di notare mentre sei presente, In tua Presenza. Allora già con questa impostazione, attivandola e proponendola alla Vita, potresti notare qualcosa di diverso. Prima magari dicevi: “Io sono T. che ha una sagoma umana però tanto umano non mi sento e la mia presenza è boh … ” 🙂

Sicuramente certe cose le notavi, ma, come ho detto, non era un’auto-dichiarazione abbastanza autoritaria, non era un modo di auto-presentarti alla Vita abbastanza autoritario per farti prendere in considerazione.

Se adesso tu dici: “Io, In mia Presenza possiedo, puntini, puntini, asterischi, asterischi e adesso voglio vedere esattamente che cos’è che c’è qui! Che cosa io possiedo in questa mia Presenza?”.

Ed è come se certi fili della chiarezza, certi fili del possesso che finora erano scollegati venissero riallacciati, perché la Vita dice: “Ah, costui ha usato un riferimento giusto, ha usato la password giusta, rispondo, rispondo!” 🙂 e ti fa vedere che cosa possiedi.

Quindi in questo momento la questione principale è la differenza tra l’artificiale e il naturale.

Per esempio potresti sentire che questo tuo riferimento In mia Presenza esclude, o tende ad escludere, tanti di quei frame ed inquadrature in cui adesso la Vita è apparentemente imballata. Cioè quelle cose varie che riguardano i terzi, che ti arrivano per sentito dire, magari da un telegiornale ecc., già adesso non è che tu li prenda proprio del tutto sul serio, però se tu ti permetterai di usare la formula In mia Presenza, magari con questa tua autorevolezza, farai fuori alcune di queste inquadrature che non oseranno nemmeno più a venire da te, perché non corrispondono a ciò che è la tua Presenza.

Magari potevano avvicinarsi a te in quanto eri T. ancora un essere umano, non le escludevi dal tuo orizzonte, però con questo riferimento massimo di In mia Presenza non oseranno e allora sentirai che diverse cose che potevano esserti familiari a livello del sistema dell’average senza la base, a questo punto proprio non ti toccano più, non ti coinvolgono più, non fanno parte della tua Presenza. Magari la tua Presenza è qui e queste cose sono oltre il confine, magari sono ad un metro di distanza dal confine da ciò che è la tua Presenza, ma non sono dentro la tua Presenza. Quindi tu queste cose non le possiedi, non ti riguardano, non ti interessano e loro non osano entrare dentro e intralciarti. Questa potrebbe essere una bella scoperta che ti aiuterà ad ordinare le tue energie e le tue cose.

Tutta la realtà di prima è diventata obsoleta, tutta quanta, i singoli dettagli, le singole inquadrature, ma la questione adesso è come meglio notare tutto ciò perché più riesci a notare e più te ne liberi. Allora magari, appunto modificando le messe a fuoco, le inquadrature, usando questo riferimento di In mia Presenza, vedrai che le sagome del sistema, del sistema che prima era apparentemente assiomatico, non sono per niente così rigide, così strutturate, mentre invece dalla tua consapevolezza, dal tuo modo di fare, dipende tutto.

 

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