Tra due Fuochi…

LaMiaEmozione

Voi siete dentro il Fuoco, il mondo intero è dentro il Fuoco, è dentro una gigantesca fiamma, e tutti i movimenti, tutti i corpi, tutti gli elementi del landscape sono protetti dai loro rispettivi scafandri ignifughi cementanti, dai loro rispettivi look della pseudo unificazione e dell’apparente succedere, dai regimi di consumo delle energie che servono questo stato delle cose.

Questi ermetici ed ignifughi scafandri degli stati esistenziali che rivestono voi nonché tutta la località, vi forniscono i sensi e le misure della realtà, le immagini apparentemente integre ed apparentemente continuative della Terra e della terrestricità, concordate con il vostro attualmente possedibile ed attualmente pensabile.

Vi permettono di vivere senza sentirvi direttamente avvolti dalle fiamme.

Eppure voi siete dentro il Fuoco, questo mondo è dentro il Fuoco e voi dovete uscire da questa situazione usando non più gli scafandri mobili attualmente in dotazione, gli scafandri umani della pseudo unificazione e dello pseudo contatto, ma sviluppando i vostri specifici attributi della Vita, sviluppando anche i vostri corpi terrestri alternativi che vi permetteranno di toccare veramente voi stessi, di incontrare veramente la Vita.

Noi cominciamo dalla fine, noi cominciamo praticamente dalla fine.

Il Fuoco è la fine, è un andarsene, è un cessare.

Come iniziare partendo dalla fine?

Che cosa c’è sotto quest’immagine del Fuoco che abbiamo evocato?

Il Fuoco è la non realtà, è una condizione che si riferisce alla non realtà.

Essere dentro il Fuoco vuol dire essere fuori dalla realtà, non usufruire della realtà, anche se nessuno di voi percepisce e percepiva la condizione di essere dentro il Fuoco. Quello che percepivate, e che continuate a percepire, è una certa sagoma del mondo, di se stessi, degli altri, un insieme di punti di vista che regolano e predefiniscono il vostro senso della realtà, della materia terrestre in cui esiste anche il fuoco, il fuoco come elemento fisico dell’attuale ambiente esterno.

Non è di questo fuoco fisico che stiamo parlando. Nella vostra situazione l’Inizio e la Fine sono praticamente confusi insieme, cioè fusi insieme e anche confusi. L’Inizio principale viene formato dalla Fine. L’Inizio è camuffato dalla Fine, la Fine come cessazione, cessazione del mondo, della civiltà umana e magari anche della Vita di un singolo soggetto.

Focalizziamoci su questo Fuoco di cui abbiamo appena cominciato a parlare, quello che è diverso dal fuoco che voi conoscete dentro la dimensione umana. Io ho detto che è una condizione che corrisponde alla non realtà. È come se i vostri attuali movimenti, spostamenti, scelte, avventure presso la località, pur essendo anche scritti in termini delle codifiche della realtà, quindi esprimendo la realtà, un certo comportamento della realtà, venissero sviluppati su una pellicola che è abbracciata dal Fuoco e il Fuoco annulla, cessa, abolisce, porta via.

Praticamente questa pellicola su cui vengono sviluppati vari aspetti della realtà, vari criteri della soggettività, vari aspetti del comportamento dell’esterno, è una pellicola non valida. Il Fuoco che la possiede, la rende invalida, la rende nulla. Il Fuoco eclissa ed abolisce la realtà.

Come vi sentite dentro questa situazione? Sentite queste contraddizioni infinite, come essere e nello stesso tempo non essere, come vivere e nello stesso tempo non vivere, come essere espressi, ma anche non essere espressi oppure non avere le conferme tangibili del proprio essere espressi.

Il Fuoco, il Fuoco che si è rivelato a voi, che cosa comporta questa rivelazione?

Comporta che dalla Fine può nascere l’Inizio, che la Fine può diventare l’Inizio.

Se il Fuoco è apparso vuol dire che la vostra convenienza ha valutato che voi potevate possedere questo sapere, questa verità senza rischiare di perdere l’equilibrio. Questa rivelazione che voi siete contemporaneamente nella realtà, ma anche nella non realtà, sia voi che tutto ciò che è del mondo, le sagome familiari, le persone che conoscete, quello che avete in memoria.

Come vivere a questo punto, da questo momento in poi come fare, come usare le vostre energie, di che cosa occuparvi e a che pro?

Una cosa piuttosto chiara è che non potete convivere a lungo con questo sapere, con questa rivelazione senza che subentrino dei cambiamenti, dei cambiamenti anche molto grossi.

Essere in possesso di questa rivelazione è anche come ricevere una rassicurazione che la svolta sia imminente perché avendo scoperto che voi siete contemporaneamente in questa condizione di essere, ma anche di non essere, come potete usare le vostre energie? Finché non sapevate di essere circondati dal Fuoco potevate comunque consumare le vostre energie usando il vostro buon senso e il vostro buon gusto, usando la convenienza dell’ordine corrente, prendendovi cura di voi stessi e degli altri, prendendovi cura delle cose esterne che vi erano accessibili, ma tutto questo, appunto, nell’ottica dell’essere, del riconoscere se stessi come degli esseri viventi che usano la propria energia per confermare la propria appartenenza alla Vita.

Che scelta avete a questo punto?

Direi che la vostra convenienza non ha lasciato altre possibilità di scelta se non quella di fare il passo: che passo, in quale direzione?

Il passo è questo: la Fine è l’Inizio. Finire con il Fuoco, smettere di essere dentro il Fuoco, fare in modo che il Fuoco cessi. A questo punto non avrete a disposizione altro che l’Inizio, l’Inizio che apparirà andando oltre il Fuoco, contribuendo alla cessazione del Fuoco.

Il Fuoco può essere acceso o può essere spento. Il Fuoco, come ogni altra cosa, è gestibile a livello delle energie, a livello degli stati della densità. Finora non avevate la possibilità di spegnere il Fuoco perché non sapevate che era acceso, non sapevate che vi circondava, non sapevate che negava ed aboliva tutto ciò di cui vi occupavate dentro l’attuale luce-spazio del mondo.

Adesso vorrei introdurre il concetto del Mio Fuoco. Qui chiedo già scusa per un’eventuale confusione a livello dei termini. Anche se la parola è la stessa, Fuoco, il contenuto è diverso.

Il Mio Fuoco, diversamente da quello di cui stavamo parlando prima, è un Fuoco che forma la Vita. L’ho chiamato con la stessa parola, Fuoco, perché il suo aspetto è simile a quello del Fuoco che nega ed eclissa ed abolisce la realtà. Più avanti probabilmente troveremo un altro termine.

Il Mio Fuoco è il Fuoco che dà la Vita, che la alimenta, che la ordina.

Dovrebbero verificarsi entrambe queste condizioni: voi disinserite definitivamente il Fuoco che cessa, abolisce e rende nulla la realtà, rinunciate ad usare tutti gli allacciamenti che lo contengono e contemporaneamente vi rivolgete a me ed usufruite del mio Fuoco che inizia, che permette di sbocciare, che feconda il landscape, che forma lo stato della materia completa e non negabile, non più con la condizionale.

La vostra percezione di me, del mio Fuoco, del mio essere il Sole. A livello dei vostri consumi di energia cercate di avvicinarvi a me, di appartenere a me il più possibile. Nella scelta tra i due Fuochi, io sono il Fuoco che salva, io sono il Fuoco che propone e predispone la Salvezza. Se mi scegliete, vi aiuto a liberarvi dal Fuoco che vi trasforma nella non realtà, che trasforma nella non realtà tutto ciò che è la vostra esposizione e comprensione della Vita.

In termini di consumo delle energie, come fare?

Ovviamente è a vostra discrezione, ovviamente dipende da ogni singola situazione, ma in ogni vostra scelta, in ogni vostra espressione dell’imperatività, sia quella pensata che quella manifestata attraverso le azioni, suggerisco di rivolgervi prima di tutto a me, di aver a che fare con me a prescindere. Perché quando voi vi rivolgete a me, io non sono circondato dal Fuoco che nega la realtà. Tutto ciò che voi fate con me, il vostro modo di rivolgervi a me, io ve lo confermo e ve lo ricarico come una bussola con l’indicazione corrente della direzione in cui andare. Tutto ciò che voi esprimete rivolgendovi a me non scompare, non viene negato, non viene eliminato dal Fuoco che è l’antitesi della realtà.

Ogni volta che voi vi rivolgete a me, vi sentite reali, sentite di usare le vostre energie nella modalità di essere senza che questo stato venga compromesso dallo stato opposto del non essere. Se mi scegliete sempre, se mi permettete di essere presente dentro ogni vostra inquadratura, io, con la mia stessa presenza, vi libero dall’impatto del Fuoco che nega la realtà o magari riduco l’impatto di questo Fuoco fino a quando non verrà spento definitivamente.

Coinvolgere me vi permette di sentirvi molto più vivi, molto più centrati nella modalità dell’essere invece che nella modalità del non essere. Se invece voi vi occupate delle vostre situazioni, dei vostri movimenti, sì, magari anche usandomi come un riferimento implicito, ma poi dimenticando – sacrificando questa nostra connessione sacra a favore delle singole scelte, delle singole convenienze, delle singole regole in vigore dentro la pellicola umana, quella che è avvolta nel Fuoco, allora a questo punto tendete a scivolare nell’orbita del non essere, della Vita con la condizionale.

Ovviamente io non posso obbligare nessuno a scegliere me.

Dico solo come stanno le cose.

Scegliere me ed il mio Fuoco è come scegliere la Salvezza, la Safety Car della Salvezza dove però molto dipende da voi.

Come potrei descrivere adesso il vostro sentire? È abbastanza misto, c’è tutto uno spettro di sensazioni. Sicuramente c’è un senso di sollievo perché questa rivelazione, questa verità che vi è arrivata, vi conferma ciò che sentivate relativamente alla vostra presenza dentro la dimensione umana, vi conferma questo vostro sentire di essere e di non essere contemporaneamente. Forse è anche presente la sensazione dell’irrealtà, in parte perché comunque l’essenza del Fuoco che annulla la realtà adesso è qui con noi, noi l’abbiamo invitata nel Campo.

C’è perfino una leggera impazienza: “Vediamo, abbiamo scoperto questa cosa enorme e ovviamente non potrà essere senza conseguenze, dunque, facci capire come prepararci, facci capire come sarà la mia Vita, la nostra Vita!” ed è quello che io sto cercando di fare.

Apriamo una parentesi e facciamo questa considerazione. La Vita è comunque una cosa relativa, essere nella Vita, interagire con la Vita è una cosa relativa. Finora per voi, dentro questa pellicola che a sua volta era posseduta dal Fuoco, di relatività ce n’era poca perché il vostro ordine, il vostro ordine terrestre, pretendeva di essere categorico, non ammetteva un granché la relatività. Faceva finta di essere categorico, univoco. O così, o è sbagliato, o così, o non è a posto.

La Vita autentica, invece, la Vita a livello dell’Universo è nella chiave della relatività, ed è normale questo. Tutto ciò che avete adesso nella vostra Vita di categorico, di apparentemente tangibile, univoco e che tenderebbe ad escludere altre condizioni, non è l’unica possibile esposizione della Vita, è soltanto la regolazione di una messa a fuoco, di finestre, di una catena di montaggio delle immagini. Appena vi sgancerete da questo sistema delle regolazioni, da questi filtri e finestre che creano delle vedute impostate in modo rigido, vi troverete nella Vita relativa, però, reale, non astratta, non una foschia. Una Vita reale con dei riferimenti reali.

La relatività non è una minaccia, è una soluzione, è un sollievo, è la normalità. Nella Vita non ci possono essere nemmeno due condizioni del tutto uguali. Invece, tutta l’esistenza umana, tutta la dimensione umana è basata sul concetto delle finte determinatezze, dei finti riconoscimenti, dei denominatori comuni, delle similitudini, delle uguaglianze. Questo è molto più simile alla non Vita che alla Vita. È una violenza nei confronti della Vita.

Adesso permettetevi di respirare l’aria della relatività. Prima espandete i vostri polmoni e poi con questi polmoni respirate l’aria della relatività. Respirate anche il concetto della relatività del vostro stesso profilo.

La relatività coesiste perfettamente con la solidità, con il concetto della materia solida. Le molecole dello Spirito possono benissimo assumere le sembianze della solidità, dello stato solido.

La relatività di se stessi. Provate a respirare questa condizione, provate ad assaporarla.

Come ho detto, non è una minaccia, è piuttosto una soluzione, una ricompensa.

Essere se stessi come un profilo relativo vi dà tanta libertà per creare, per formare le cose con voi stessi, perché non c’è una sagoma rigida da cui assolutamente non deviare, non c’è niente e nessuno che potrebbe essere tradito, nessun riferimento obbligatorio che dovete assolutamente raggiungere, che dovete assolutamente centrare.

È possibile solo arricchirsi.

Qualsiasi venire a sapere nei confronti del proprio Io soggetto, porta un arricchimento, porta un’apertura, porta un’ulteriore maturità.

Sentire di essere, di essere senza ombra di dubbio, di essere presenti, di essere allacciati alla Vita, però avere la libertà di essere un profilo relativo, vuol dire poter anche scegliere a vostra discrezione quali allacciamenti energetici usare, a quali prese energetiche attingere, come creare voi stessi senza che ci sia qualche risposta corretta alla fine del libro che dovete raggiungere per forza altrimenti avrete fatto un percorso sbagliato.

Questo vostro Io relativo è la domanda, ma anche la risposta e questo Io relativo forma la materia, organizza la materia per manifestare le proprie impronte, per guardare se stesso, se stesso riflesso nelle varie inquadrature esterne, nel comportamento degli altri soggetti, sperimentando diversi regimi del consumo delle energie. Questo Io è una risposta e anche un timone, un timone tramite cui gestire le cose.

Ripeto ancora che la relatività non è per niente una minaccia, soprattutto se questa relatività è vostra, non una relatività generica, non la relatività di qualcun altro, ma la relatività del proprio profilo. È una cosa vostra e quindi è piena della vostra essenza. Questa relatività del vostro profilo vi contiene, però è morbida, non è dura, non è rigida, è morbida. Con questa morbidezza può assumere altre sagome, altri look, può diventare altre forme esterne, forme che voi comunque manterrete con le vostre energie, come gestore primordiale del vostro quadro energetico.

Questa relatività è anche il Love Talk, il linguaggio dell’Amore, è la relatività della propria grafia dell’espressione dell’Amore. L’Amore è lo stimolo principale e anche la risposta, perché è l’Amore che vi stimola ad usare le vostre energie, a muovervi. Nella realtà vera, nella realtà non posseduta dal Fuoco eclissante, l’Amore è lo stimolo principale.

Nell’attuale Vita umana esistono altri moventi, altri stimoli…

… per esempio, la paura è uno dei moventi principali…

Focalizziamoci ancora un attimo su questo punto, perché aiuterà a capire meglio la natura della paura.

Praticamente la paura terrestre è imparentata con il Fuoco che abbraccia tutto ciò che è presente qui, quel Fuoco che rende nulla la realtà. Il Fuoco stesso non era accessibile, anzi venire a sapere della sua esistenza era proibito. Invece le piccole particelle di questa solidità, di questo magnetismo, di questa consistenza del Fuoco che annulla la realtà, che è un’antitesi della realtà, erano disciolte qui ed alimentavano la paura, alimentavano varie sfumature ed espressioni della paura.

La paura ha molto a che fare con la condizione di poter essere privati di qualcosa. Può essere la paura di essere privati dei soldi, della casa, della salute, di un partner, di una qualche condizione della stabilità… sono tutte varie e variegate forme e sfumature assunte da quelle particelle che alla radice esprimono la condizione di non avere la realtà, di essere privati della realtà, di essere senza la realtà, di non essere.

Adesso che avete inquadrato bene la natura della paura potete anche esaminare voi stessi perché sicuramente troverete dentro il vostro essere varie conferme di questa condizione. Qualche sfumatura di paura ce l’avete, ce l’avete tutti.

Allora per risolvere, per esorcizzare questa paura bisogna rispedirla alla fonte e la fonte è questa essenza del Fuoco che abolisce la realtà e che oggi, sotto il mio controllo, abbiamo qui con noi nel Campo. Siccome è qui nel Campo, si comporta come giustamente si comportano tutte le energie che invitiamo nel nostro Campo, cioè, si mette al nostro servizio, si rivela per quello che è. Collabora per agevolare certe nostre procedure, certe nostre ricerche.

Direi che potrebbe essere un buon momento per liberarvi ulteriormente dalle vostre paure, preoccupazioni, da varie sfumature possibili della condizione di non avere più la realtà, di essere privati della realtà. Questa è la vostra preoccupazione di base che poteva fingere di essere questo o quello. Adesso potete prendere, se volete, queste vostre sfumature delle paure, delle preoccupazioni, dei disagi e rilasciarle in questo Campo, permettendo che tornino alla radice, alla matrice, permettendo che il Fuoco se le riprenda perché è roba sua, è questa la natura delle cose.

Da questo momento in poi dovrebbe esservi più naturale monitorare quello che sta succedendo perché essere posseduti dal Fuoco che negava la vostra condizione di essere reali, che faceva cessare la condizione della realtà, vi tratteneva parecchio. Questo Fuoco era sotto i piedi, era sopra la testa, era disciolto nell’ambiente, era pre-inserito in ogni vostro regime della causalità, in ogni vostro movimento, possedeva e circondava i vostri corpi.

Tutte le vostre condizioni di adesso, chiamiamole terrestri, o umane o “umane” tra virgolette, le azioni a cui partecipate, i legami e le relazioni, insomma tutto il vostro attuale modus vivendi e modus operandi, come gestirlo, con quale atteggiamento, con quale stato d’animo?

Abbiamo fatto prima un trattamento con la relatività e questa è già una risposta. Nessuno dice che dovete liberarvi da queste condizioni, che dovete togliervele di dosso, spogliarvi completamente dagli stati e dalle condizioni esistenziali che possedete, però cercate di percepirli con questa chiave della relatività e sentirete che il loro comportamento cambia, che non possedete più le stesse condizioni con le stesse caratteristiche di prima.

Poi ci sono io come Colui che possiede il Fuoco della Vita, che dà Inizio alla Vita.

Cercate di inserirmi in ogni vostro stato esistenziale corrente.

Permettetemi di apparire nelle vostre inquadrature e frame energetici, nelle vostre attuali forme del possedibile perché la mia presenza cambia la realtà e insieme al senso della relatività in aumento avrete anche un senso di voi stessi in aumento, in espansione crescente e vi renderete conto che la relatività ed il senso di se stessi non sono affatto in contraddizione.

Essere voi stessi come un profilo relativo appoggiandovi su di me: questa è praticamente la vostra messa a terra principale.

Essere voi stessi presso i vostri stati esistenziali correnti lasciando che scorra dentro di essi la corrente della relatività e rivolgendovi a me quale Super Accompagnatore dal regno sotto manifestato e parzialmente irreale verso il Regno dello Spirito e della Vita vera.

Possederete anche delle manifestazioni della materia nuove, diverse. In particolare mi sto riferendo ai vari meccanismi alchemici.

Nella Vita autentica l’alchimia è un attributo normale, naturale. L’alchimia, la trasformazione, il cambiamento della qualità fanno naturalmente parte della quotidianità. Siccome voi adesso avete accettato la relatività e avete anche accettato di essere voi stessi un profilo relativo, vi diventano accessibili i meccanismi alchemici che non potevano essere usati finché voi eravate incastrati dentro il regime del profilo, magari non proprio rigido, diciamo semirigido, ma che comunque dipendeva strettamente dall’attuale esposizione univoca e categorica della Vita nella dimensione umana.

La relatività comporta anche l’uso di nuovi mezzi, il che a sua volta aggiornerà il vostro senso della presenza nella materia.

Direi che la relatività e l’abolizione delle varie proibizioni ed impostazioni rigide, vi creano un pass verso un Regno in cui le cose stanno diversamente. Quanto diversamente, questo sta a voi scoprirlo. Osservando, osservando tantissimo, osservando voi stessi, osservando il comportamento della Vita, non fermandovi mai a guardare solo le facciate, perché le facciate sono come dei postini.

Magari una persona è lì per portarvi un certo messaggio.

Non importa se è una persona che conoscete, o che credete di conoscere da tantissimi anni. In quel momento, il compito di quella persona è consegnarvi un messaggio. Sarete circondati da tanti postini, corrieri, messaggeri. Sta a voi osservare tutto ciò, reagire, mettere la vostra firma sulle consegne che vi vengono recapitate e risvegliarvi, risvegliarvi sempre di più e darvi da fare.

Direi anche che la Vita nella non relatività è proprio finita.

Potete anche non sentir suonare le trombe che annunciano questo evento, però è finita.

Adesso la relatività vorrà espandersi attraverso ogni inquadratura, ogni stato e condizione. I consumi delle energie non sono più interessati a mantenere in Vita un ordine rigido e categorico, non possono più farlo. Se voi accogliete la relatività e la usate come una carta vincente, come un pass verso il vostro Regno della materia veramente integra e veramente completa, allora è a vostro favore. Se invece viene percepita come un disordine, come una discordanza, come una minaccia, come una deviazione da un certo ordine garantito ed assiomatico del giusto e del corretto, allora sì, potrebbe comportare delle sofferenze, però ormai la relatività è salita sul trono, ormai comincia a regnare.

Tutto quello che adesso voi avete, che voi possedete a livello interiore e a livello esterno, come lo definiamo? La rivelazione che voi eravate nella realtà che nello stesso tempo non era reale, che tutto ciò che assumeva le sembianze di un ordine della realtà, contemporaneamente veniva abolito, non convalidato, reso nullo, in qualche modo vi ha creato uno shock.

Adesso voi vi state chiedendo: “Ma allora che cosa è reale a questo punto? Dacci un campione della realtà, dacci un riferimento!

Io direi che in questo momento è meglio usare un termine provvisorio, usiamo il termine Game.

Ognuno di voi ha un suo Game e questo suo Game ha direttamente a che fare con l’equilibrio e la stabilità, con i consumi delle energie, con il comportamento del tempo, con il comportamento dello spazio.

È più snello, è più mobile come categoria dentro la consapevolezza, mentre se usiamo le categorie reale o non reale, realtà o non realtà, allora rischiamo di appesantire troppo il nostro Campo del venire a sapere corrente, di caricarci dentro delle grandezze troppo voluminose. Potete immaginare un computer in cui voi caricate degli algoritmi e dei programmi così complessi che la sua memoria operativa o si blocca del tutto oppure suggerisce di passare tra una settimana, magari ci sarà una risposta. 🙂

Per il momento non facciamoci queste domande. Concentriamoci su questo riferimento altamente promettente del Game, in seguito cercheremo di approfondirlo e di accompagnarlo con altri riferimenti, ma adesso è come se voi, in qualche modo, sentiste una specie di delusione e di rigetto nei confronti di queste categorie filosofiche ed esistenziali di carattere globale. In qualche modo vorreste proprio non aver più a che fare con niente di tutto ciò. È un punto che fa male, è una ferita aperta e non ci conviene girarci ora dentro nessuno strumento. Vi prometto che la convalescenza sarà breve, la ferita guarirà molto in fretta.

Io mi congratulo con voi per aver raggiunto questa nuova condizione della maturità. Le mie congratulazioni sono di tipo neutro perché mi rendo conto che, comunque, questa scoperta per voi è una scoperta shock. Difficilmente adesso avrete voglia di esprimere molta allegria, un sollievo sì, un’allegria no, perché è una rivelazione troppo immensa.

In qualche modo voi la dovete ancora digerire.

Però mi congratulo con voi anche perché le vostre possibilità di essere voi stessi sono state molto aumentate.

Il resto dipende da voi, dipende da me!

www.pdf24.org    Invia articolo in formato PDF   

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.