Estrarre l’Inizio dalla Fine…

Vortice d'AriaCi sono delle scosse dell’aria, delle scosse dell’atmosfera, l’atmosfera si sta rieccitando e le sue capacità di riprodurre le stesse sagome e le stesse vedute – view, che creano un certo ordine circolare del riconoscere, del percepire, dello scegliere, del muoversi, ora sono compromesse.

Con questi sconvolgimenti dell’aria che non è più l’aria di prima possono anche crearsi diverse sensazioni strane, sono come delle variazioni della densità, in quello che vi sembra di vedere, in quello che vi sembra di toccare. Potrebbero variare le distanze, ciò che sembra vicino risulta non tanto vicino, e al contrario, le messe a fuoco rigide diventano un po’ tremolanti.

Immaginate il corpo dell’aria anche l’aria può avere un corpo – ecco, questo corpo si sta trasformando, non è più lo stesso corpo di prima, e le emozioni dell’aria non possono essere del tutto neutralizzate da quei filtri, da quelle finestre regolatrici che creano la realtà dell’average, perciò qualcosa arriva anche verso l’utente finale. 

Se le frequenze ballano, il sistema – e cioè questa linea di montaggio, catena di montaggio delle immagini apparentemente univoche e centralizzate – deve fare più sforzo, usare più energia per centrare e stabilizzare le immagini. E dove la prende questa energia in più? 

Non ce l’ha, quindi deve accettare di peggiorare in qualche modo la qualità delle immagini e dell’esposizione degli eventi, e anche questa è una cosa che potete già osservare. Magari una certa immagine può risultare meno nitida, meno dinamica, una specie di collage non esattamente stabile, non esattamente coerente. A questo punto, in un certo senso, qualsiasi immagine prima di tutto vi porta questo messaggio/avviso/taratura: “Guarda che io non sono un’immagine autentica!” Può riguardare voi oppure non voi, può essere piacevole oppure non piacevole, ma il messaggio in codice è: “Guarda che sta diventando obsoleto tutto l’attuale sistema dell’esposizione della Vita, dell’ordine, della trasmissività del movimento!“, il che è sicuramente a vostro favore.

Le Parole. Le Parole sono molto importanti, le Parole sono delle dosatrici naturali delle condizioni del tempo – spazio. Tutte le Parole, senza esclusione, possono essere questo comando per eccellenza che viene seguito ed eseguito dalle energie, però è fondamentale trovare la vostra Parola, una vostra specifica esprimibilità vocale, una vostra specifica accordatura della tutto-trasmissività.

Non è una novità per voi che le Parole siano importanti, che le Parole vadano usate per vivere nella realtà dello Spirito, ma adesso stanno acquisendo una qualità del tutto nuova. Avrete a disposizione Parole che saranno proprio come degli interruttori, come interruttori e regolatori della luce: accendere, spegnere, regolare, dosare, inserire, disinserire, collegare, scollegare. È questo il ruolo principale delle Parole, non quello di promuovere la comunicazione con i cosiddetti propri simili, non quello di formare certe strutture rigide ed artificialmente congelate della ragione e del sapere.

Le Parole sono direttamente collegate con le eccitazioni della Vita, loro possiedono naturalmente le eccitazioni della Vita, mentre voi, in quanto Super Interruttori, possedete la Parola e il dono della Parola. Dentro di voi c’è questo Spostatore Supremo della Vita, l’Interruttore Generale della Luce, e quindi del tempo – spazio, della regolazione degli stati esistenziali, della regolazione del vostro stesso profilo, e per esprimerlo, per usarlo in modo tangibile, voi dovete rivolgervi alle Parole.

Tutte le Parole possono essere messe al servizio di questa funzione, non ci sono eccezioni: ogni Parola è un grumo di frequenze che porta ed esegue i comandi, che può essere usata per le regolazioni del Campo della Vita.

Come gestire allora il comportamento della luce, lo scorrere della luce usufruendo delle Parole? Voi ne avete tante, infatti adesso vi state chiedendo: “Ma come faccio a capire qual è la modalità giusta, che Parole devo usare e con quale carica energetica e a favore di che cosa?

Parliamo prima di questo aspetto, del vostro atteggiamento verso le Parole.

Le Parole che possedete adesso dentro la dimensione umana sostanzialmente vengono usate come un mezzo per avvicinarvi – sempre in questo modo approssimativo, non del tutto reale – agli altri, per interagire con la Vita cercando di descrivere in qualche modo quello che succede durante questa interazione. E anche se possedete tante, tantissime Parole, avete continuamente la sensazione di non possederle affatto, che quelle Parole numerosissime che possedete servano la non realtà piuttosto che la realtà. E che usiate tante Parole o al contrario cerchiate di usarne poche, ma ben curate e facendo un grande sforzo per descrivere ciò che vorreste descrivere, il risultato comunque è poco soddisfacente.

Tutto questo succedeva perché voi continuavate ad appoggiarvi sugli aspetti diciamo secondari o terziari delle Parole, ignorando la loro funzione principale.

Avevate a disposizione le Parole e cercavate di usarle per chiarire, per comprendere, per spiegare, per seguire, per immergervi nell’interazione con la Vita, però escludevate le Parole dalla loro capacità di gestione vera e propria. Non avevate questo sapere viscerale che la Parola è prima di tutto una leva di gestione, un trasformatore, una trasformatrice. Quindi se adesso userete le Parole onorando la loro funzione primaria, la loro funzione principale, scoprirete che i giri/turnover della Vita saranno ben diversi da quelli associabili alle Parole usate per promuovere, spiegare e convalidare la dimensione umana.

Qual è il livello dell’energia che corrisponde all’uso della Parola nella dimensione umana?

I parametri concreti possono variare, a seconda della situazione, a seconda dell’ambiente, a seconda anche del contenuto del discorso, ma sostanzialmente le Parole vengono usate per manifestare questa realtà che però nello stesso tempo è anche una non realtà, che è abbracciata dal Fuoco, resa non reale dal Fuoco. Le Parole esprimono, sottolineano la debolezza invece della Forza.

Adesso cominciamo a salvare la Parola, cominciamo a estrarre la Parola dal Fuoco della non realtà e assegniamo a questa Parola ciò che è la sua destinazione primaria: essere l’organo della gestione, condurre le eccitazioni del Cosmo e le eccitazioni della Terra nella direzione della Vita autentica.

My Dears. Quando dico My Dears questo equivale ad un’accensione, con questa espressione di solito accendo i regolatori della luce, attivo e accendo un certo regime del Campo, ovviamente, ogni volta e in ogni situazione questa espressione My Dears comporta un’accensione di energie diverse. Ho detto che voi avete questo status dell’Interruttore Principale, dell’Interruttore Principale di voi stessi, della vostra realtà, del vostro regime dell’esposizione degli eventi, del vostro sistema dell’orizzonte. Allora, vi suggerisco di trovare un’espressione che sarebbe il vostro equivalente della formula che uso io, ma non è necessario farlo subito. Dal mio punto di vista deve essere qualcosa che è amorevole, ed è un modo di rivolgervi a ***…  alle energie, al Campo, a ciò che riempie il Campo, alla produttività della Vita, quindi è un interruttore che funziona con un comando vocale.

In attesa di trovare un equivalente vostro, una chiave vostra, personalizzata, potete usare questa mia chiave, My Dears, per accendere l’Interruttore Principale di voi stessi, per iniziare la gestione, la gestione di tutto il Campo, di tutto il sistema dell’espressione della realtà, di tutto il parco delle immagini.

E questo è il primo passo: accendere la località, accendere l’esposizione della Vita, accendere i riflettori, accordare la luce del presente, del momento corrente.

Dopo di che, dovrete usare degli interruttori più locali, più concreti, a seconda dei frame, a seconda delle situazioni, a seconda delle vostre maniere correnti di agire. Le Parole vi aiuteranno a formare questi interruttori e circuiti locali, per esempio per concepire, accendere, sviluppare, co-tarare, spegnere una certa azione, per attivare i flussi e gli ingredienti cosmici di una certa azione, cioè, autorizzare una certa azione in cui i flussi e il respiro dell’esposizione cosmica compenetrano e aggiornano naturalmente i flussi comportamentali della materia terrestre.

Possono esserci tante Parole per gestire l’azione mentre è in corso, per aumentare, ridurre, aumentare di nuovo l’intensità, per modificare le posizioni e le direzioni della luce, per attingere ad una certa specifica miscela energetica e altro ancora.

Poi, ovviamente, quando una di quelle azioni locali finisce o sta per finire, bisognerebbe usare le Parole per concludere, per segnalare che dal vostro punto di vista l’azione è terminata. Avete ancora in uso gli algoritmi e le modalità umane che definiscono le azioni, quali il concetto della durata, dell’ordine di esposizione, della fine dell’azione ecc., però adesso, più vi libererete dai centri e baricentri della dimensione umana, e più sarete interessati ad ottenere una qualità diversa dell’esposizione della Vita.

Soprattutto vorrete sentire la condizione della Vostra Presenza, come le energie della materia vi ubbidiscono, come il vostro tocco crea la differenza.

Perciò l’inizio di un’azione può essere eccitante, ma anche la conclusione di un’azione può essere eccitante, se dipende da voi, se voi avete percepito che una certa azione corrente ha servito quello che per voi era necessario servire, se voi vi siete arricchiti, e sentite che dal punto di vista energetico ci vorrebbe una fine, una fine logica. Allora voi eccitate il contesto, o magari lo eccitate al contrario, nel senso che gli attribuite la codifica della fine dell’eccitazione, della fine di quella particolare esposizione delle energie, e quindi usate una certa Parola per porre fine. E in quest’ottica la fine è a vostro favore esattamente come l’inizio, perché quello che veramente vi interessa è riconoscere voi stessi in tutto questo, riconoscere le vostre modalità di gestire, ricevere le conferme che la Vita percepisce il vostro modo di comandare e vi risponde, arricchire le vostre capacità di regolare e di osservare.

Come iniziare?

Proviamo ad immaginare qualcosa. Adesso prendete come esempio una certa situazione, magari che è già iniziata, già in corso. Però, siccome noi stiamo parlando di questa gestione alternativa, è come se non fosse ancora iniziata perché sta aspettando la Parola che darà veramente il segnale di inizio, dello spostamento. Quindi potete immaginare, o una situazione che davvero non è ancora iniziata e che prevedete che inizi in futuro, o una situazione che apparentemente è già iniziata, però non avendo ancora ricevuto la Password che autorizza l’inizio, non è ancora del tutto sotto corrente

Adesso accendiamo l’Interruttore Principale, quindi io uso My Dears mentre voi potete usare o My Dears che vi ho concesso o, se lo avete già trovato, un equivalente vostro per l’Interruttore Principale che è dentro il vostro corpo.

E ora dovreste trovare una Parola di Convergenza che inizia/accorda/magnetizza la situazione, una Parola che avvisa: “Stiamo per iniziare, mettetevi in posizione, stiamo per iniziare!”.

In questo caso suggerisco di usare una Parola sola, adesso ci stiamo esercitando, stiamo facendo delle prove, la responsabilità non è eccessivamente grande, perciò trovate questa Parola e usatela, attivatela, accendetela. Potete immaginare di toccare – sollecitare/solleticare la vostra situazione con la Parola, come se fosse appunto un interruttore, un interruttore delle luci di questo particolare palcoscenicocentro corrente della Terra.

Adesso questa vostra situazione potete farla muovere avanti e indietro nel tempo, potete gestire il tempo. La Parola in codice è My Time, però potete usare un’altra indicazione, sempre una Parola o un’espressione verbale, per indicare che questa vostra situazione che sta per iniziare deve appoggiarsi sul tempo giusto, deve avere il suo specifico tempo operativo in cui si svolgerà il vostro Game. Il tempo deve esserci per forza, altrimenti è difficile che si crei una certa sequenza delle azioni, dei passi. Le energie per vivere, per muoversi, per riempire bene il contesto della situazione, devono sapere: prima io, poi tu, io ti precedo, tu mi segui, qui invece possiamo procedere insieme, una accanto all’altra, quindi ci deve essere un certo ordine che serve lo scorrere delle energie.

Però non può essere lo stesso tempo, lo stesso tipo di ordine per ogni cosa, per ogni sequenza, come succede adesso sulla Terra, quando certe energie non possono neanche apparire dentro le inquadrature e tanto meno espandersi perché i limiti del tempo circolare sono così stretti che loro non hanno nemmeno iniziato e già sentono: “Il tempo è scaduto, questo frame è finito”.

Quindi My Time è proprio la funzione che permette di trovare le tempistiche, lo scambio del tempo adatto per ogni singola espressione della Vita, per ogni azione impostata, a seconda di come viene impostata.

Dico subito che siccome gli equivalenti verbali degli interruttori locali non è che li avete già e dovete ancora imparare a formarli, in caso di difficoltà potete sempre usare questo My Dears che è l’equivalente dell’Interruttore Principale. Magari non è ottimale dal punto di vista ergonomico, cioè immaginate che voi abbiate bisogno di illuminare una piccola zona in una stanza, ma non avendo ancora l’accesso all’interruttore specifico, o non sapendo dove esso si trova, voi accendete l’Interruttore Principale di tutte le luci della casa. Certo, così consumerete più luce, ma almeno riuscirete ad illuminare anche la zona che vi interessa, quindi all’inizio va bene anche questo modo, però poi dopo sarà la vostra stessa convenienza che vi suggerirà di usare degli interruttori più specializzati, più specifici, proprio per evitare che voi sprechiate la luce, le energie. Ma per il momento possiamo usare My Dears, l’Interruttore Generale, anche per servire le connessioni locali, lo spostamento locale delle energie.

Adesso che avete dato il via, avete autorizzato che la situazione possa riempirsi con le energie e i flussi e le eccitazioni varie, come dovete occuparvi della gestione, fino a che punto dovete delegare alla situazione il regime di essere naturalmente se stessa, però ovviamente a vostro favore 🙂 , e quando invece occorre un intervento manuale, un intervento diretto da parte vostra?

Anche qui solitamente la scelta dipende dalle Parole, cioè se è richiesto un vostro intervento manuale, una vostra immersione più diretta, più tangibile dentro una certa situazione, voi dovreste naturalmente avere a disposizione le Parole che serviranno questa modalità. Anzi diciamo così, l’apparizione delle Parole che cominciano a ballare intorno a voi, a sollecitarvi, ad attirare la vostra attenzione, è quasi sempre un segnale che suggerisce: “Vai a occuparti direttamente di questa situazione, usa queste Parole per cambiare/scambiare/spostare qualcosa in modo tangibile!

E può esserci il caso opposto, in cui vi sembra che abbiate di colpo perso tutte le Parole, che non abbiate proprio nessuna Parola a disposizione nei paraggi, oppure quelle che avete vi sembrano senza corrente, congelate, pesanti e decisamente intoccabili, anche solo lo sforzo per aprire la bocca e pronunciare queste Parole risulta impossibile. Probabilmente è perché in quel momento il Campo sta formando le sue specifiche unità d’azione che non richiedono un vostro intervento manuale, non richiedono l’uso della Parola, addirittura l’uso della Parola potrebbe essere controproducente. È come un segnale: “Non ti immischiare, lascia che la situazione vada avanti da sola, lascia che questa situazione sia autonoma, tanto è già comunque allineata con te, perciò limitati a svolgere solo il monitoraggio generale, non entrarci dentro più di tanto, non toccare niente”.

E ovviamente tra queste due estremità possono esserci varie condizioni intermedie in cui il Campo magari vi invita a servire qualche particolare sequenza, a gestire una certa particolare eccitazione, una certa particolare corrente, ma solo questa e niente altro, quindi magari sentirete che è presente accanto a voi una certa Parola che insiste: “Usami! Usami adesso!

State attenti a questi eventi/moventi/movimenti delle Parole, che a questo punto non saranno mai più per voi le Parole che usavate nella dimensione umana. Adesso tutte le Parole, senza eccezione, sono per voi un organo di gestione, le rappresentanti della Forza.

 

… Probabilmente una delle cose che vi costerà un certo sforzo, e non sarà così facile farla espandere, è questa condizione del My Time, del proprio tempo giusto.

Non è che possano esserci delle azioni sbagliate. Intanto possono esserci delle azioni scollegate dalla corrente frizione con il tempo, dalla corrente polarizzazione magnetica del tempo. Qui apriamo una parentesi (però subito dopo la chiudiamo) e dentro mettiamo il riferimento alla mia pagina precedente. Di là le mie azioni non è che fossero sbagliate, però non erano correlate con il quadrante del tempo che era in funzione, con i suoi giri/turnover e quindi i miei sforzi, i miei sforzi del risvegliare, del toccare, davano risultati poco allegri, il che non vuol dire che io non facevo bene le cose o che non ero bravo a gestire le cose.

Non è che possano esserci delle azioni sbagliate, possono esserci delle scelte magari non tanto tempestive, oppure il riempimento di una certa azione può lasciare a desiderare. Il riempimento è come la possibilità di chiamare in Campo diverse energie, comporre diverse miscele energetiche, farle interagire, creando anche delle reazioni alchemiche, delle reazioni trasformative.

Per esempio, immagina che tu per negligenza, per inerzia o per un altro motivo, abbia richiamato nella tua azione una certa miscela energetica che ha cominciato a riempire il quadrante dell’azione, a viverci dentro, e poi dopo ti rendi conto che questa miscela non è affatto giusta per quell’azione e anzi che ti impedisce di riempire l’azione con le altre miscele.

Allora invece di soffrire perché il look della situazione non è a posto, perché la situazione magari è diventata minacciosa, o comunque non è un bel look, ecco 🙂 tu cosa fai? Tu cerchi di scoprire qual è l’antidoto, che tipo di energia invitare nel Campo in modo che neutralizzi quella energia lì. Neutralizzare non vuol dire far fuori, è come una reazione chimica, i due reagenti si incontrano, si fondono insieme e formano una qualità diversa, oppure semplicemente diventano così amiche che il comportamento dell’energia di prima, che era piuttosto minaccioso, cambia e lei diventa tutta dolce e collaborativa 🙂 . Quindi il segreto è di non soffrire per qualcosa che in questo particolare momento sembra non a posto, non espanso bene, che non corrisponde alle vostre aspettative o alle vostre percezioni della Vita, è semplicemente un segnale che la cosa non è ancora finita, che bisogna fare qualcos’altro, usando magari una certa Parola-interruttore per rivolgervi ad una certa eccitazione specifica ed invitarla nel Campo.

Sempre di più sentirete che il vostro riferimento principale è il Campo e il riempimento del Campo. Voi fate la supervisione, la regolazione, fate in modo che il Campo si aggiorni e vada avanti ed è particolarmente importante la qualità, la qualità di quello che succede nel Campo, perché la qualità è un segno inequivocabile della Vita autentica. Magari qualcosa che può sembrare una cosa brutta dal punto di vista umano, invece comporta una tale illuminazione, un tale venire a sapere sconvolgente ed immediato che voi esclamate: “Ah, ma questa è proprio la qualità autentica!” e a questo punto magari un certo rammarico perché sia successo qualcosa di brutto dal punto di vista della trama umana vi abbandona, semplicemente scompare da sé.

Ogni momento del venire a sapere, ogni scoperta fatta sperimentando con e nel Campo, a sua volta è un aggiornamento della Vita, della Vita tutta. Appena voi avete scoperto una qualità diversa o attribuito una qualità diversa alle manifestazioni della Vita che ci sono in corso, la Vita si aggiorna, è una reazione praticamente automatica. Appena la Vita è certa che voi abbiate preso, abbiate capito, allora – oops – cambia il centraggio, predispone uno spostamento delle energie, va avanti e organizza le cose in modo che voi possiate scoprire altre qualità ancora, perché la Vita non è affatto interessata a far interagire il vostro profilo sempre con le stesse cose.

C’è questa percezione della luce, della luce che poi è l’energia, tante energie, tante energie diverse, allora per voi è fondamentale essere nella luce, essere con la luce, e usare tutta questa enormità di interruttori, dosatori, regolatori, spostatori ecc., manifestando ciò che siete, la vostra natura della trasmissività. Se ci sono delle singole cose che non vi soddisfano, benissimo, è una sfida, è un: “Allora probabilmente devo predisporre altri materiali, magari correggo un po’ l’ordinazione sul modulo!”, però non è mai un’accusa che non siate bravi, che non abbiate capito, che siate fatti male.  È la Vita stessa che vi manda delle sfide, voi accettando le sfide vi arricchite, trovate un modo per scoprire quel particolare vostro livello dell’eccezionalità che c’è per voi dentro ogni singola situazione, ma poi, dopo che avete scoperto questa qualità e vi siete arricchiti, e avete espresso l’ammirazione, il senso di stupore e di meraviglia, vi conviene andare avanti, continuare il viaggio insieme alla Vita, non fermarvi a sfruttare ancora e ancora questa qualità ormai centrata perché in tal caso rallentereste il vostro, e della Vita, procedere.

Per come siete fatti, è naturale immaginare voi stessi come dei capostipiti dell’azione, perché iniziare un’azione richiede maestria, capacità di organizzare e di gestire le energie, e questo è il vostro contributo principale, iniziare l’azione, poi accompagnarla per quel tratto di strada che la vostra convenienza vi suggerirà, ma senza legarvi troppo al concetto della vostra azione in senso stretto, nell’ottica dell’autoidentificazione umana. La vostra azione è una specie di pedigree, questo pedigree poi giustamente potrà formare nuove generazioni, delle discendenze, compatibilmente con ciò che è la base, la base autentica della Terra e della terrestricità.

Tutto ciò che non vi soddisfa può essere trasformato in ciò che vi soddisfa.

Si tratta appunto di intuire, di indovinare come fare, quali miscele energetiche usare, come combinarle, avendo presente che sia il riferimento del soddisfa che del non soddisfa si aggiornano, perché voi siete un profilo relativo in viaggio. Non c’è un programma fisso o una scaletta che voi dovete seguire per forza, però ci sono le eccitazioni della Vita che si muovono, e più vi immergerete in questo landscape della sensualità, dell’autenticità, della verità e più imparerete ad autoregolarvi per capire dove è il caso di rallentare, magari per godervi il momento, magari per interagire in pieno con certe energie, e dove invece è il caso di accelerare e di tradire anche ciò che ancora ieri vi sembrava importante, vi sembrava eccitante. Anche questo fa parte dell’impostazione di essere nel proprio tempo.

Proviamo un po’ a focalizzarci su questa definizione: tutto ciò che vi soddisfa. Tutto ciò che vi soddisfa, ma da che punto di vista, secondo quali criteri, soddisfa che cosa vuol dire? Provate un po’ ad inquadrare le vostre attuali condizioni, sia quelle che appunto vi sembra che vi soddisfino, sia quelle che non vi soddisfano, per fare un po’ di pulizie.  Magari ci sono certe frequenze che sono rimaste incastrate e dunque influenzano i criteri del vostro Vivere e anche il vostro senso di ciò che vi soddisfa e di ciò che non vi soddisfa.

Soddisfa e non soddisfa comunque sono delle definizioni più morbide, rispetto a corretto e non corretto, oppure giusto e sbagliato. Giusto e sbagliato derivano dalla realtà univoca, derivano dalle nozioni delle cose obbligatorie che userete sempre meno, invece soddisfa e non soddisfa sono le definizioni dinamicamente aggiornabili e con questa chiave si può viaggiare bene. E allora, dicevamo, soddisfa da che punto di vista? Perché se guardiamo dal punto di vista umano, ogni forma della manifestazione della Vita anche relativamente soddisfacente, viene comunque abolita e resa nulla da quel fattore del Fuoco che nega la realtà, quindi questo genere di soddisfazione è meglio dimenticarlo, in quanto illusorio. Però occupandovi della pellicola autentica, espandendo voi stessi su questa pellicola, avrete modo di sentire che per esempio una certa cosa vi soddisfa e quest’altra non vi soddisfa e allora bisognerà fare uno sforzo per fare in modo che ciò che non vi soddisfa vi soddisfi.

Poi la soddisfazione può avere diversi livelli di intensità, può essere una diagnosi neutra, oppure può essere una super soddisfazione, una super gioia, perché avete vissuto una super avventura, ma anche così non è il caso di attaccarvi troppo a questa super soddisfazione perché nel vostro tempo, che è quello giusto, le cose comunque si disfano. Voi siete riusciti a raggiungere una certa qualità, una qualità eccezionale della manifestazione della Vita e allora sentite una gioia pazzesca, una soddisfazione immensa, magari giustamente fate una festa per celebrare tutto ciò 🙂 , però poi dopo la Vita non è che mantiene questa cosa in piedi, fissa, per sempre. Appena voi vi allontanate di un passo quella cosa già non c’è più, a livello vibrazionale è stata smontata, e le energie, le frequenze, sono libere di muoversi in altre direzioni, di formare altre combinazioni ed unioni e sistemi dell’espressione dell’autenticità.

Perciò se voi nella tentazione di prolungare una qualche esperienza molto soddisfacente, continuate a legarvi a quella particolare cosa, praticamente rallentate la Vita, perché lei, per rispetto verso di voi, magari non fa smontare la cosa mentre voi siete ancora lì dentro, aspetta che voi vi allontaniate però voi vi dovete allontanare, altrimenti rallentate la Vita. E inoltre anche questo senso della grandissima soddisfazione, per aver centrato qualcosa di superlativo, dopo tende comunque ad offuscarsi, a non essere più così intenso, così impressionante, e allora sarebbe un torto anche a voi stessi farvi vincolare ancora e ancora da una certa ex super qualità energetica ottenuta in passato. Piuttosto permettetele di dissolversi, permettete a voi stessi di allontanarvi, di fare dei passi verso nuove avventure, nuovi orizzonti, nuove qualità della Vita, sempre superlative, sempre super vincenti, e avanti così.

Quindi voi siete il Centro, il Centro e la Direzione, che viaggia, che si sposta, che con il suo stesso spostamento forma le avventure e ciò che incontrerà lungo la sua strada. Il futuro si forma nel momento in cui voi state per fare il passo, in quel contesto che diventerà il suolo del futuro e che a questo punto si forma e viene percepito come il presente, ciò che voi lasciate alle spalle, il vostro recentissimo passato, già non c’è più. Magari nella vostra memoria ci sono ancora delle eccitazioni, dei ricordi, dei look, delle forme, però tutto questo già non è più vostro, voi non siete più in quei centraggi, in quella luce, quella luce è diventata la luce della sovraesposizione e non è nei vostri interessi andare a cercare ciò che è rimasto indietro. Nella vostra tutto-gestione è comunque possibile richiamare le energie che appartengono al passato e ci sono anche le Parole che vi permettono di farlo, però prima chiedete alla vostra convenienza se vi conviene farlo o meno.

… La fine potrei descriverla con questa definizione, intoccabilità, mentre l’inizio invece è la possibilità di toccare.

La fine come la cessazione del toccare, oppure anche come la condizione dell’intoccabilità che continua e continua e continua. E questa fine uguale intoccabilità riempie l’attuale sistema dell’esposizione della Vita sulla Terra, dove voi cercate di toccare ma è sempre di più come se non toccaste, non riusciste ad entrare veramente in contatto con niente.

L’inizio come l’entrare in contatto, usare il touch, il tocco, toccare prima di tutto a livello cellulare, a livello delle singole unità della Vita, delle singole particelle magnetiche. È questa possibilità di entrare veramente in contatto che crea una diversa risoluzione esistenziale, si attivano delle caratteristiche magnetiche, dei centri magnetici, che creano un comportamento della realtà diverso, un insieme delle forme diverso, una Terra diversa. Tutte le cellule che riuscirete a toccare, a possedere, vi avvicineranno a voi stessi, se voi toccate una cellula, se si stabilisce un contatto magnetico tra voi e questa particolare cellula, questa cellula diventa vostra, funziona a vostro favore, voi siete in contatto con lei, usate il vostro Love Talk, il linguaggio d’Amore per comunicare con lei, e non vi interessa più di tanto se è una condizione cosiddetta interiore oppure cosiddetta esterna, a voi importa il Risveglio, il venire a sapere, l’emozione che deriva da questo contatto, da questo touch.

Il tocco, sì, lo assocerei proprio al Campo magnetico, allo scambio del magnetismo e qui, come dicevo, la fine e l’inizio sono proprio intrecciati insieme, fusi e confusi insieme, perché quello che vi risulta di toccare e anche di spostare nella vostra attuale realtà magari non viene affatto toccato, né spostato. La Vita non si muove se non c’è un riconoscersi a vicenda a livello delle caratteristiche magnetiche, se non viene stabilito un contatto ravvicinato tra diversi ambienti del magnetismo e della conduttività.

Nell’attuale esposizione della Vita sulla Terra il fenomeno del magnetismo è noto, ma la vera natura conduttiva del magnetismo, ed è quella dell’Amore, non è ancora accessibile tranne che in rarissime eccezioni. Il magnetismo che avete adesso a disposizione è un magnetismo ancora sotto manifestato, non particolarmente emozionante, non illuminato. Questo magnetismo è sulla soglia tra la fine e l’inizio, è un tocco/non tocco, è una qualità che apparentemente c’è già però è anche come se non fosse ancora nata, non fosse ancora veramente sbocciata e voi stessi, nel vostro modo di percepire l’Amore, ancora non usufruite delle emozioni che poi vi diventeranno accessibili quando anche il magnetismo sarà libero di essere quello che è, e cioè di esprimere e di servire l’Amore e lo Spirito.

La fine e l’inizio coesistono e sono intrecciati in tanti modi, anche a voi a questo punto vengono diverse associazioni.

Come possiamo ulteriormente sollecitare questa condizione, come la possiamo servire?

Mah, tanto per dire, ogni volta quando voi avete la sensazione della fine, della fine di qualcosa, di una certa sequenza, di un certo movimento, provate a ricaricarla come un inizio, ad attribuirle le codifiche di un inizio, il che non vuol dire iniziare dall’inizio la stessa sequenza, ma vuol dire trasformare la fine in un inizio, in un inizio di qualcos’altro, vuol dire estrarre l’inizio dalla fine.

 

www.pdf24.org    Invia articolo in formato PDF   

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.