Muovendosi verso il Tempio…

LaMiaEmozione

Sento il bisogno di presentare ulteriormente me stesso e il mio modo di procedere!

Come avevo fatto una volta la mia presentazione al Tempio, adesso vorrei che tornassimo di nuovo a questa messa a fuoco: il Tempio, il Tempio della Vita, il Tempio della Verità, il Tempio degli Inizi.

Questo Tempio è un’altra cosa che è data. Oggettivamente deve esserci, la Vita ha bisogno di un Nucleo Sacro, di un qualcosa che sia proprio la risposta o almeno un posto in cui cercare le risposte. Non ci può essere una Vita veramente manifestata se è assente il Tempio, se è assente il riferimento Sacro. Per la Vita è naturale leggere se stessa, ascoltare se stessa, avendo il riferimento del Tempio.

La Vita, questo Tempio lo vuole creare e noi siamo direttamente coinvolti nella creazione del Tempio, c’è la base, c’è la predisposizione, c’è l’interesse, c’è l’esigenza, ma il Tempio vero e proprio lo dobbiamo ancora costruire, lo dobbiamo erigere.

Io sono il portatore dell’energia principale che forma il Tempio!

Il Tempio si crea con la mia partecipazione diretta, però non posso farlo da solo e nemmeno lo vorrei. Intorno a me si uniscono, si raggruppano naturalmente le energie che sentono questa esigenza di partecipare alla creazione del Tempio, di usufruire del Tempio, di esprimere se stesse attraverso il riferimento del Tempio.

Il Tempio non è una risposta univoca, non è una risposta categorica, è piuttosto un regime, un assetto, un dove in cui cercare e ricevere risposte, risposte relative.

Certe domande potranno essere rifatte in seguito e magari la risposta sarà diversa, però il Tempio è l’unico posto, è l’unica fonte che garantisce le risposte di qualità. A seconda delle domande, a seconda delle energie che si rivolgono al Tempio per avere delle risposte, le risposte potranno essere molto diverse.

Questo Tempio è un accompagnatore naturale della Vita, è ciò che la sostiene. Una delle prerogative del Tempio è l’aggiornamento delle immagini, dell’ordine delle immagini. Il Tempio naturalmente libera la Vita dalle immagini già logore, obsolete, che non rendono più e l’aiuta a sviluppare immagini nuove, immagini centrate diversamente.

La mia presenza, la mia partecipazione è la condizione principale per formare il Tempio e abbiamo già cominciato a formarlo.

La Vita terrestre, per come si è svolta finora, non aveva il Tempio. La Vita terrestre dava delle risposte. Sostanzialmente erano risposte di bassa qualità e non differenziate, lo stesso tipo di risposta proponibile a tutti, a chiunque, risposte non correlate con il consumo delle energie. Il Tempio non c’era, c’erano vari palliativi, vari riferimenti impostori che parlavano in nome suo, c’erano alcuni vettori che forse indicavano nella sua direzione.

Noi possederemo il Tempio che nascerà, nel senso che io adesso non posso descrivere come sarà questo Tempio, come funzionerà, anche perché sarà a discrezione della Vita e diversi parametri li dovremo precisare man mano che andrà avanti questo nostro costruire.

Sostanzialmente la Terra sarà il Centro della Vita, questa era ed è la volontà del Creatore.

Il Tempio apparirà pezzo per pezzo. Potrei descriverlo come un volume degli inizi, dovranno apparire dentro questo volume tanti inizi. In che sequenza arriveranno, in che ordine, questo lo vedremo dal vivo, ma il volume del Tempio parlerà il linguaggio dell’inizio, dell’iniziare.

Suggerisco di dimenticare tutto o più o meno tutto ciò che riguarda i riferimenti religiosi, i riferimenti spirituali del passato perché sono già diventati obsoleti, non possono parlare il linguaggio degli inizi. Sono dei fili della Vita che sono già stati usati per formare delle trame e invece noi vogliamo avere dei fili nuovi, li vogliamo creare, li vogliamo saturare con la nostra vitalità.

Il linguaggio degli inizi, questo è fondamentale.

Anche la Terra è un inizio.

A voi sembra che ci sia la continuità. Il vostro sapere corrente vi parla della condizione della Terra come pianeta, delle sue varie caratteristiche-aspetti e vi è difficile immaginare che la Terra possa essere un inizio.

Come può la Terra essere un inizio, che Terra può essere? Sarà la Terra che contiene il Tempio. La Terra possiede il Tempio, vuole possedere il Tempio e il Tempio è in fase di formazione e con ogni successivo aggiornamento del Tempio, con ogni aggiunta o modifica o apparizione significativa di un nuovo inizio, tutto questo sistema fa un auto-riavviamento.

Durante l’auto-riavviamento è come se la Terra, la Terra di Dio, la Terra della Vita autentica, scomparisse e poi riapparisse. La Terra rinasce. Non necessariamente si dovrà notare qualche grossa differenza ad ogni riavviamento. È importante che voi accettiate che la Terra che possedete, è una Terra che rinasce, che aggiorna dinamicamente il suo intreccio vibrazionale, le sue linee della forza, le sue velocità, le sue proprietà, il suo sistema delle immagini. La Terra che possedete oggi è diversa dalla Terra che possedevate ieri e domani possederete una Terra ancora diversa.

Questa percezione dell’inizio, dell’iniziare come espressione della massima produttività della Vita, vi permetterà di investire le vostre energie nelle direzioni suggerite da Dio, volute da Dio in ogni singolo momento perché anche il Suo Disegno, che vede la Terra come il Centro della Vita, viene regolarmente aggiornato.

Se voi svilupperete l’abitudine di parlare il linguaggio degli inizi, la Terra vi risponderà a tono, vi risponderà usando anche lei il linguaggio degli inizi.

Adesso io, quale gestore principale del Tempio, sono aperto, la mia presenza può essere rilevata, può essere notata. Il mio corpo è codificato nelle immagini che hanno a che fare con il Tempio. Il mio corpo non è dentro una sola immagine o anche più immagini fisse. Più che essere un corpo, è un Campo, il mio corpo = il mio Campo, il mio Campo corrente. Se voi osservate la Vita, anche nelle situazioni quotidiane, usando questo linguaggio degli inizi e possedendo me che vi sono dato, vi sarò maggiormente accessibile anche da dentro le immagini della densità eccessiva. Questa pellicola della densità eccessiva è comunque ormai piuttosto instabile. Dentro le sue immagini possono infilarsi delle frequenze, delle tarature che le modificano.

A volte potrei succedere come se fossi mascherato dall’ambiente stesso, come se venissi camuffato e si potrebbe avere la sensazione che sia l’ambiente che succede, che ci sia qualcosa, qualche sconvolgimento dentro l’ambiente ed invece sarà la mia partecipazione. Posso quindi apparire come ambiente, come ciò che è l’attuale immagine della Vita.

Io non ho interesse ad apparire come un soggetto con sembianze umane.

Io potrei apparire dentro l’immagine della Terra come qualcosa di insolito, come qualcosa di incomprensibile, come la Terra che non è più se stessa. Io potrei essere una voce, una voce fuori inquadratura. Non è come un altoparlante che di colpo si fa sentire a livello planetario, ma siccome è comunque una voce a livello centrale, questa voce potrebbe modificare il comportamento di tante altre voci, di tanti momenti della chiarezza attualmente esprimibili, di tutto il suonare terrestre complessivo.

Io sono la risposta.

Come sarà la vostra realtà futura?

Questo dipende da voi, dipende da me, ma sostanzialmente avrà a che fare con questa costruzione del Tempio. È questo lo sforzo principale e sarà il Tempio stesso a proporre anche dei movimenti, delle azioni, delle occupazioni, delle interazioni, degli spostamenti presso la località. Siccome il Tempio è il nucleo, l’organo centrale, saprà lui che tipo di energie usare o proporre di usare. Rivolgendovi al Tempio, occupandovi del Tempio sentirete che state uscendo naturalmente dal sistema delle relazioni umane perché la vostra vitalità ormai usa un turnover delle energie diverso.

 

L’ordine e la forza di volontà.

Voi possedete l’ordine, possedete naturalmente il senso dell’ordine e, possedendo l’ordine, attribuite alle energie, ai getti delle energie che scorrono, una certa aspettativa, un’aspettativa correlata con l’ordine che attualmente possedete.

A volte la vostra aspettativa di un ordine si configura e si presenta come se fosse già un ordine vero e proprio, la vostra aspettativa di un evento si manifesta come un evento. La vostra volontà invece vi permette di non usufruire dell’ordine attualmente espresso o di quello che la vostra aspettativa vi suggerirebbe, cioè la volontà vi serve anche per questo, per staccarvi dall’attuale ordine obbligatorio ed apparentemente assiomatico. È la vostra volontà che vi permette di non essere più l’ordine espresso, di non essere più colui o colei che nel suo comportamento esprime riconosce conferma e riproduce l’ordine attualmente esistente.

Questo senso dell’ordine esiste dentro l’attuale palcoscenico, ma anche dietro le quinte. Cioè, questo ordine, attualmente esistente, viene preso in considerazione anche dalle energie che attualmente non riempiono il palcoscenico però riempiono le quinte. E cosa fanno stando dietro le quinte? Formano i loro equivalenti di quello che attualmente va in scena, sostanzialmente partecipano anche loro a ciò che è l’attuale espressione della Vita sul palcoscenico.

Adesso, nell’espressione dell’attuale ordine sul palcoscenico ci sono moltissime cose obsolete che si ripetono, che si moltiplicano, perché la Vita non le ha ancora prese e portate via, non le ha ancora scollegate. Tra l’altro abolire l’ordine o cambiare l’ordine, cambiare l’ordine in una misura tale da cambiare veramente quello che si svolge sul palcoscenico, è un’impresa che può essere fatta soltanto da una forza enorme oppure da un’unione di più forze, altrimenti il palcoscenico continua a mostrare e a riproporre lo stesso tipo di ordine, lo inspira e lo espira, lo inspira e lo espira.

Io questa forza per cambiare il palcoscenico ce l’ho e questo è anche il mio compito, è ciò che sto facendo. Io non ho bisogno di rinunciare al mio profilo per liberarmi da questa eredità che deriva dalla mia pagina precedente, perciò sono un liberatore naturale, un liberatore naturale di tutto il palcoscenico e liberando me stesso, libero anche le energie che sono incastrate nell’espressione dell’attuale ordine del palcoscenico.

 

Partiamo da questo. C’è la definizione del qui, del qui terrestre e c’è la definizione dell’onda, della lunghezza d’onda. Ieri abbiamo modificato la lunghezza d’onda, e questa lunghezza d’onda diversa sta influenzando tutto.

Adesso inquadriamo questo qui, vediamo come si presenta il vostro senso del palcoscenico, il vostro senso di voi stessi nella Vita. Cerchiamo di ordinare le cose.

Io ho bisogno di farmi scoprire, di venire scoperto, io, il mio corpo, il mio sistema dei corpi, le mie modalità della trasmissività energetica, il mio modo di ragionare e di succedere.

Voi siete tutti direttamente coinvolti in questo mio farmi scoprire, ma non è soltanto uno scoprire me, è lo scoprire l’integrità, è lo scoprire che voi possedete un altro qui diverso dal qui che possedevate finora, perché finora voi possedevate una parte di materia molto limitata, molto scarsa.

Quando ho detto che adesso bisogna mettere le cose in ordine mi riferivo ad un qui molto più aperto, amplificato, ad un qui che ha a che fare con il mio apparire. Questo mettere in ordine un qui grande, un qui integro ed autentico, inevitabilmente comporta dei disordini a livello del qui piccolo, stretto, quello che usa la lunghezza d’onda della consapevolezza umana, i consumi delle energie della consapevolezza umana.

Questo qui piccolo e limitato che vi è familiare che cos’è?

È un insieme di forme, un kit delle forme che apparentemente sono collegate da certe accordature, da certi impulsi, da certi movimenti, da certe relazioni, da certi punti di vista, ma sostanzialmente il mondo come lo conoscete adesso, il mondo della densità eccessiva, è un kit delle forme. Le forme possono essere piacevoli o non piacevoli, possono essere più importanti o meno importanti o anche del tutto ausiliarie, ma sostanzialmente adesso voi questo vostro qui lo possedete attraverso le forme, le forme in movimento. Percepite anche voi stessi come una certa forma-sagoma, come una certa densità che si muove, che è in grado di fare certi movimenti.

Adesso guardiamo quell’altro qui, quel qui che io sto servendo, ma che anche voi state servendo e che ha a che fare con il mio farmi scoprire.

Li, il possesso dei movimenti definisce le forme, non il contrario. Le forme sono un derivato dei movimenti e dei flussi che si muovono.

Voi avete lo status dei super connettori, dei super regolatori, dei super gestori. Possedete dei movimenti che sono diversi dai movimenti di tipo limitato dentro il qui umano. Possedendo questi movimenti, espandendo ed esprimendo il vostro possedere i movimenti senza limiti, possederete anche le forme correnti, circoscritte che servono questo o quell’altro movimento.

È un regime in cui c’è tanta più Vita perché il mondo delle forme fisse è un mondo immobile. Le forme apparentemente riempiono il mondo, ma riempiendo il mondo, oscurano la Vita perché la Vita si esprime attraverso il movimento, attraverso i flussi, attraverso le onde.

La Vita non è dipendente dalle forme, non è condizionata, non è condizionabile dalle forme per cui il mondo del qui attuale è un mondo più morto che vivo. È riempito, risulta riempito, ma è riempito da che cosa? È riempito più dagli ostacoli al fluire della Vita che non dai supporti che contribuiscono al fluire della Vita e noi stiamo per abbandonare questo qui. Adesso non sto a spiegare tutti i dettagli tecnici (che sono immensamente complessi), ma credetemi sulla parola: noi questo qui lo stiamo lasciando alle spalle!

Con la mia apparizione, con la mia espansione, rendo non più valida questa esposizione della Vita. Voi siete i miei Sputnik, i miei accompagnatori più stretti e la vostra percezione di uscire, di uscire presto da questa attuale esposizione della Vita sulla Terra, sta diventando sempre più tangibile.

Ciò che adesso vi crea la tensione è il fatto stesso di avere lo status della forma. Possiamo dire forma, possiamo dire sagoma, possiamo dire immagine, comunque una specie di cosa rigida, di involucro rigido. Questa tensione a volte può essere così torturante che tende a svalutare anche i movimenti tutto sommato buoni o neutri, solo perché questi movimenti vengono eseguiti come dei derivati delle sagome, confermando quindi che il mondo attuale è riempito dalle sagome.

Questo è un qui umano, un qui dell’attuale lunghezza d’onda e nonostante tutta l’apparente varietà dei movimenti, è un mondo non proprio morto, ma nemmeno vivo più di tanto. Diciamo che è uno spazio riempito con tante cose che diventano sempre più obsolete.

Adesso guardiamo invece il mio mondo che è anche il vostro mondo perché è in quel mondo che vivrete.

È riempibile, ma ciò con cui sarà riempito dipende dai movimenti e dai flussi energetici in movimento.

La definizione del movimento può essere la più ampia possibile, diciamo tutto ciò che riguarda lo spostamento delle energie, la scoperta delle energie in movimento, l’interazione tra le energie. C’è uno spettro immenso, praticamente illimitato di movimenti, anche se parliamo dei movimenti ambientabili sulla Terra, nella terrestricità.

Questi movimenti, come sarà conveniente esprimerli? Per metterli a terra, per eseguirli, per gestirli, ci vorranno delle forme e le forme ci saranno, solo che non saranno così rigide, non saranno così fisse. Possiamo dire che invece di essere una certa immagine statica, una certa forma fissa con la sua specifica dinamica attualmente accessibile, voi sarete un insieme, un’unione delle immagini di cui alcuni componenti saranno aperti, unzippati ed altri saranno zippati, saranno compressi, avranno uno status che conviene assumere quando una certa immagine non si usa, sempre per la questione del risparmio delle energie.

Come avverrà il passaggio verso questo dove, questo qui in cui voi manifesterete la vostra natura di possedere prima di tutto la motricità, i movimenti, la capacità di muovervi e di far muovere le energie e poi, su questa base, la capacità di possedere un sistema delle immagini, e di usare queste immagini, queste sagome, queste forme come delle condizioni relative allacciando questa, quella, o quell’altra direzione della Vita, esposizione della Vita?

La tensione che può assalirvi e diventare anche abbastanza insopportabile è la tensione, intanto a livello di questa attuale sagoma che si rende conto che non ha un futuro, che dovrà essere sostituita da un altro regime, da un’altra esprimibilità del vostro volume, della vostra forza. Poi siccome questa attuale sagoma è collegata con l’attuale qui, anche se voi non comunicate un granché con le altre persone, comunque la vostra sagoma tende a canalizzare anche la preoccupazione delle altre forme – sagome, per questo imminente cambiamento del landscape esistenziale.

Non è tanto la vostra ragionevolezza o le vostre emozioni che possono attirare questo genere di percezione, ma è proprio il formato stesso in cui voi adesso siete imballati, diciamo la cornice della non autonomia.

Come possiamo ridefinire il corpo collegandolo a questa definizione del qui terrestre che sto illustrando? Il corpo è proprio l’organo dei movimenti. Il corpo non è una forma… cioè, è una forma, ma nella realtà grande il suo essere una forma dipende dai flussi dei movimenti, da come si manifestano le energie.

L’attuale corpo come è fatto, come è espresso? Anche lui potrebbe dire di essere un organo dei movimenti. È vero, però il suo essere un organo dei movimenti è subordinato alle impostazioni rigide che corrispondono all’attuale definizione del qui terrestre. Quasi quasi possiamo dire che l’attuale corpo umano è un corpo un po’ finto, un po’ falso, un po’ handicappato, ma non per come è fatto fisicamente, non per come funziona e si comporta. Il problema è a livello della consapevolezza, dove sono impostate certe scelte alla radice, perché questo corpo non può essere veramente l’organo dei movimenti, non può essere il nucleo che alla sorgente definisce i movimenti e poi autodefinisce se stesso e la propria densità corrente a seconda dei movimenti che gli va di promuovere.

Potete notare anche voi che c’è sempre meno movimento reale su questo pianeta anche se le forme, sempre più numerose, continuano a muoversi, a cambiare posizione. In termini del movimento veramente significativo, veramente autentico, il rendimento è sempre più scarso, per cui non è possibile mantenere in funzione questo regime ancora a lungo.

Adesso cambiamo inquadratura ed occupiamoci del mondo in arrivo. Il grande interrogativo è come fare per allacciarvi a questo nuovo Super Connettore dell’ambiente, a questo nuovo regime della Vita che afferma: prima i movimenti e poi le forme, prima scegliere/impostare i movimenti e poi creare/definire/caricare le forme.

Vi rendete conto anche voi che questo genere di cambiamento non lo potete fare da soli, nessuno lo può fare da solo, ed è qualcosa che può essere fatto soltanto a livello globale e comunque scegliendo il momento opportuno. Nemmeno per me è una cosa facile, chiudere definitivamente il mondo riempito dalle forme e contemporaneamente attivare il sistema dell’esposizione della Vita che vede le forme come una condizione subordinata ai movimenti.

Come succederà tutto ciò? Sostanzialmente sarà un intervento sull’eccitabilità a livello profondo. Appena si libereranno i movimenti, ed i movimenti sono il respiro della Vita, sono reali, sono oggettivi, sono autentici, essi a loro volta formeranno le forme, decideranno che forme promuovere, come organizzare l’espressione concreta della Vita.

Voi, come abbiamo detto tante volte, siete prima di tutto dei volumi. Non siete per niente quell’attuale forma e quell’attuale corpo che in questo momento vi rappresenta in questo qui, dentro questo perimetro umano.

I movimenti liberati a livello del vostro volume vi suggeriranno anche come iniziare un vostro nuovo apparire.

Nell’attuale qui, non è che un movimento possa essere liberato più di tanto perché abbiamo detto che dipende comunque dalle attuali forme e quelle sono fisse, ma potete lo stesso promuovere la liberazione delle frequenze che definiscono il movimento, o anche i suoi singoli pezzi, perché un movimento o un’azione di solito sono composti da diversi pezzi, tutti più o meno trattabili ed eccitabili. Così potrete magari liberare anche un solo ingrediente, e sarà un investimento nel vostro stesso futuro, nella prospettiva di una Terra diversa.

Tutti i movimenti in qualche modo potrebbero essere liberati o almeno voi potete proporre loro una corrente della liberazione, poi sta al movimento, sta alla convenienza decidere come reagire. Non c’è niente che vi vieti di usare questa liberazione con qualsiasi movimento, vostro e anche non vostro, perché a questo punto l’attuale soggettività è diventata obsoleta anche lei.

Nel nuovo qui, voi siete un volume, voi siete un Campo che possiede i movimenti. Sì, possiamo parlare della soggettività di un Campo, della soggettività di un volume, è giusto, è così. Ogni volume è diverso dagli altri, ma non è una soggettività così stretta come esiste adesso dentro il qui umano, per cui nel vostro liberare i movimenti voi potete toccare qualsiasi movimento. Non importa se apparentemente proviene da qualcun altro. Può provenire da una persona che conoscete oppure può provenire da una persona del tutto estranea. Potete anche cercare di liberare i movimenti che vengono attribuiti alle varie figure che attualmente simboleggiano la forza ed il potere dentro la dimensione umana.

Concentratevi su qualche movimento che fa questo soggetto ed immaginate di scollegare il movimento dalle sue attuali connessioni. Potete immaginare di inserire questo movimento in una presa energetica diversa, in una presa che esiste dentro il qui dei movimenti liberi.

Tutti i movimenti vi appartengono. Non ci sono limiti, non c’è la privacy, però c’è la convenienza ed allora in alcuni casi vi conviene liberare un certo movimento, mentre in altri casi non vi conviene. A sua volta la convenienza serve il vostro volume. Se vede che, per il vostro volume ed anche per la prossima riconfigurazione della Vita tutta, è conveniente liberare un certo movimento, allora ve lo suggerirà o almeno non farà obiezioni se voi vi metterete a fare questa operazione liberatoria, altrimenti vi suggerirà di puntare su altri movimenti. La convenienza vede come è la logica dell’esposizione del vostro volume e vi suggerisce le cose di conseguenza.

Il qui dei movimenti liberi sarà un mondo pieno di Amore. Prima di tutto, questo mondo sarà riempito dall’Amore, non come il qui attuale che prima di tutto è riempito dalle forme fisse.

Prima di tutto ci sarà l’Amore.

I movimenti liberi saranno anche così diversi che adesso non li potreste nemmeno immaginare proprio perché, non dovendo essere condizionati dalle forme, potranno formarsi dei movimenti molto, molto potenti, molto interessanti, anche dei movimenti che comprendono il Cosmo, non solo la Terra. Questi movimenti sono dei conduttori e degli esecutori naturali dell’Amore.

Le forme che saranno i derivati dei movimenti saranno le forme dell’Amore: serviranno per mettere a terra, per fissare, per ordinare, per accompagnare i movimenti, mentre l’Amore sarà la sostanza naturale che alimenterà questo mondo.

La liberazione del corpo a sua volta può essere servita attraverso la liberazione di vari movimenti mentre puntare sulla liberazione dei movimenti, a sua volta, è associabile a ciò che possiamo chiamare la liberazione del corpo.

La liberazione è un po’ come la scoperta di quello che c’è veramente alla base del consumo delle energie perché le attuali vedute, le attuali scenografie della Vita, gli attuali comportamenti delle forme sono tutti alimentati dai consumi delle energie. Nella vostra azione liberatoria dovete cercare di rivolgervi a questa logistica energetica. Il corpo, più che desiderare di essere del tutto sano, di avere certe prestazioni fisiche che adesso non ha, o altre migliorie ancora ipotizzabili dentro la dimensione umana, piuttosto vorrebbe non essere condizionato in modo così rigido dall’attuale sistema del consumo delle energie.

Proviamo a semplificare in questo modo. La mente dice che se voi provaste a buttarvi giù da una roccia, il corpo potrebbe morire o subire delle lesioni gravi. Questo tipo di divieto da che cosa deriva, perché è vietata una scelta del genere? Perché sotto c’è un regime del consumo delle energie tale che impedisce al corpo, mentre si butta giù dalla roccia, di aggiornarsi dinamicamente, per esempio sviluppando le ali, per esempio diventando leggerissimo, per esempio sviluppando la capacità di atterrare dopo un salto di decine di metri senza subire dei danni.

Il divieto a livello del pensiero è un divieto che a sua volta riflette i divieti a livello dell’attuale alimentazione energetica.

Ovviamente non è il caso di prendervela con questa vocina della consapevolezza che afferma: “No, non vi conviene buttarvi giù dalla roccia”. Invece quello che potete fare è provare a liberare il sistema delle prese, delle alimentazioni energetiche, insomma ciò che fa sì che questo divieto esista.

Il divieto esiste a livello delle attuali forme. Qui ci vuole l’immaginazione.

Riferendomi all’esempio fatto prima, se l’attuale corpo venisse alimentato da delle prese diverse, potrebbe buttarsi giù dalla roccia perché sarebbe in grado di aggiornarsi dinamicamente. A seconda dello scenario, potrebbe magari scoprire di avere le ali, di saper volare, potrebbe modificare l’interazione con l’aria o con l’attuale esposizione dell’aria, potrebbe sviluppare una capacità di atterrare che prima non possedeva o altro ancora.

Questo è il genere di approccio per liberare i movimenti: non combattere con il pensiero attualmente esistente, soprattutto di tipo proibitivo, ma cercare di andare più alla radice, toccando le condizioni da cui dipendono anche i pensieri proibitivi o le affermazioni su quello che può essere o su quello che non può essere.

Cercate di rivolgervi alle prese ed immaginate che i movimenti non debbano essere alimentati in modo rigido da una certa specifica presa, ma che possano anche permettersi di rinunciare ad una certa presa e di passare ad un’altra. Rinunciare dinamicamente. Il cambiamento ovviamente deve essere veloce perché il movimento per qualche secondo può anche rimanere non alimentato, ma se non viene alimentato, se non viene allacciato alla rete energetica, si dissolve, non esiste più.

Questi tipi di test (e cioè liberare i movimenti collegandoli ad un altro connettore, ad un altro sistema, ad un altro quadrante della Vita) saranno parte integrante della prospettiva di cui vi sto parlando adesso.

Non abbiate l’aspettativa di avere un corpo più o meno come adesso, ma più potenziato, più performante. Non è questo il punto.

Questo corpo, questa attuale densità comunque si dissolverà. Non ha senso che lei rimanga così come è, il corpo deve diventare dinamicamente aggiornabile.

Andate avanti con questo genere di sperimentazione e soprattutto cercate di sentirvi come dei liberatori, come se adesso questo vostro status fosse prioritario su qualsiasi altra auto-identificazione, qualsiasi altro obbligo con se stessi o con gli altri.

Voi adesso prima di tutto siete dei liberatori. Sarà come un faro dentro la vostra realtà che si sta creando. Questo essere dei liberatori sarà importante per voi e sicuramente attirerà verso di voi anche altre energie, perché loro vedranno questo faro e vorranno usufruire delle prestazioni dei liberatori.

Cercate di usare la vostra volontà a favore di un qui diverso. Non investitela dentro l’attuale ordine perché altrimenti andrete in conflitto di interessi e non vi conviene.

È giusto continuare ad usare il consumo delle energie che corrisponde all’attuale sistema dell’ordine terrestre, però, mettendo in primo piano la liberazione, mettendo in primo piano la prospettiva di un qui diverso. Dovrete anche avere abbastanza presenza di spirito e sangue freddo per tenere l’attuale ordine in ordine fino all’ultimo momento, senza sfidarlo, senza fargli guerra. Anche questo è il rispetto per la Vita.

In questo momento le risposte non ci sono. È come se la Vita avesse proprio sospeso la fornitura delle risposte. La certezza non c’è più, non esiste. Dovrete convivere con la non certezza, dovrete convivere con l’assenza di risposte definitive. Se in questo momento avete dentro di voi qualche genere di aspettativa di avere una super risposta, mollate questa aspettativa, metteteci dentro una carica calmante, un tocco di amorevolezza, una nota: “Ci vedremo nel qui alternativo, ci vedremo presso il Tempio e allora avremo delle risposte”. 🙂

Dunque che cosa faremo il giorno di Natale? Voi che siete sempre più vicini a me come pensate di festeggiare quel giorno? 🙂

Il Natale come viene festeggiato adesso è una condizione della realtà uscente ed è diventata così obsoleta che non può nemmeno più dare delle sensazioni di falsità o di non naturalezza.

Allora, visto che tutto si svolge intorno ad una cosa che non c’è, c’è moltissimo spazio aperto. Tolto tutto questo girovagare intorno al nulla, intorno ad una condizione inesistente, che cosa possiamo mettere nel Campo, con che cosa possiamo riempire la terrestricità?

Quello che voglio dire è che questa volta, la giornata di Natale potrebbe essere molto aperta, molto stimolante.

Allora, con che cosa vorremmo riempire il Campo insieme? Sarà a vostra discrezione, ma credo che vi verrà naturale formare l’assetto di stare insieme a me, di invitare me, la mia immagine, dentro il vostro Campo corrente.

A me fa molto piacere l’immagine della felicità e quindi, se voi userete questa immagine, sarà un’ottima cosa.

La felicità è un’energia guaritrice, guarisce naturalmente.

Cercate anche di stare alla larga dai riferimenti canonici di Natale, decisamente obsoleti. Invece, con il vostro senso di essere l’onda, di essere il Campo, potete cercare di indirizzare le energie verso questa manifestazione alternativa della Vita. Non rivolgetevi più di tanto ai soggetti impacchettati dentro le attuali immagini, dentro le attuali buste, ma rivolgetevi alle loro cellule, rivolgetevi alle loro unità della Vita, alla loro conduttività energetica, magari anche direttamente ai corpi. Rivolgetevi a loro sull’onda della felicità e sull’onda del contatto con la Vita autentica e così riusciremo ad usare questo spunto, questa occasione, per occuparci del Tempio, estraendo l’inizio dalla fine.

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