“A queste velocità un granello di sabbia acquisisce la forza di una pallottola…”

LaMiaEmozione

My Whole, cominciamo con questo.

My Whole, il Mio Tutto, quindi la mia luce, i miei movimenti, i miei soldi, il mio senso della terrestricità, la mia direzione del movimento.

Tutto ciò che vi circonda è vostro, tutto ciò che vi è accessibile attraverso i vostri sensori, attraverso i vostri radar percettivi, è vostro.

Il Tutto si fa raccontare da voi, tramite voi. Ovviamente questo My Whole, il Mio Tutto è diverso per ciascuno di voi.

Possiamo anche dire che la condizione di possedere il Tutto e di raccontarlo è diversa per ciascuno di voi.

Voi siete autorizzati ad allacciarvi al Tutto e ad iniziare a raccontarlo, a presentarlo.

Contemporaneamente voi avete la possibilità di esprimere voi stessi usando questa prerogativa di essere il narratore del Tutto, il presentatore del Tutto.

Non c’è la possibilità di conoscere veramente se stessi, di descrivere, di esprimere se stessi se contemporaneamente non si stabilisce questo legame con il Tutto che comporta anche varie scelte, vari passi, vari .exe.

Non li farete come un soggetto separato, li farete come un soggetto che è autorizzato a descrivere la condizione My Whole, il Mio Tutto, a possedere il proprio Tutto, a possedere la Vita e contemporaneamente ad essere il narratore di se stesso, il presentatore di se stesso.

Che cosa ci manca adesso per attivare questa bellissima formula, Io che possiede il proprio Tutto, che narra se stesso, che narra il Tutto, che possiede la Vita nei movimenti e che si aggiorna dinamicamente man mano che dipinge ciò che possiede?

Possediamo già una parte notevole di condizioni, di coefficienti, di meccanismi di gestione della Vita, però ci sono ancora dei pezzi mancanti, dei pezzi non espansi.

L’immagine della Vita. Ne abbiamo parlato qualche mese fa e abbiamo detto che da questo browser vibrazionale magnetico dipendono poi tutte le scelte comportamentali e anche lo stesso senso di orientamento presso la località, ciò che lo Sguardo sceglie di vedere e ciò che invece sceglie di non vedere, ciò che esclude dalla propria visuale.

Rivolgiamoci adesso a questo nuovo browser, occupiamoci di questa immagine della Vita per scoprire se c’è qualcosa che le manca, se c’è qualcosa che deve ancora formarsi.

Li è predisposto questo parametro: conoscere se stessi e contemporaneamente conoscere la Vita oppure scoprire se stessi e scoprire la Vita. Le due cose sono collegate e questo presuppone che ci debbano essere file eseguibili, programmi, modalità pratiche da caricare nella memoria operativa, qualcosa da eseguire, qualcosa da mettere in moto servendo contemporaneamente questi due aspetti: scoprire e conoscere se stessi – scoprire e conoscere la Vita.

Questo super browser, questa immagine della Vita, dovrebbe essere registrato a vostro nome in modo che sia rivolto a voi, che sia al vostro servizio.

Facciamo un paragone di tipo informatico: al momento avete a disposizione vari browser che però sono browser per tutti, si presume che possano essere usati da qualsiasi utente.  Nel nostro caso invece questo super browser, l’immagine della Vita, da cui a sua volta dipendono i comportamenti del tempo e dello spazio, dovrebbe essere qualcosa di unico, un regime dell’accensione della Forza di accompagnamento nella località registrato a vostro nome. A questo punto le ricerche del vostro motore di ricerca saranno perfettamente allineate con le ricerche della Vita tutta. Così potrà essere centrata la condizione che il vostro scoprire e conoscere voi stessi contemporaneamente serva la condizione della Vita che si scopre, che si conosce, che si riconosce.

Allora, come dobbiamo aggiornare questo browser, in modo che diventi proprio vostro, non soltanto una condizione in cui voi avete un accesso ad un certo sistema dell’esposizione dell’ordine presunto uguale per tutti, ad un sistema che ragiona in termini di utenti apparentemente simili o con delle richieste simili, con delle esigenze simili?

Ognuno di voi ha una sua specifica luce, un suo specifico senso della luce. Il dovervi rivolgere ad una centralina concepita per servire le richieste provenienti da diversi utenti, ma espresse usando lo stesso linguaggio, inevitabilmente eclissa il vostro senso della luce, non lo conferma perché vi viene proposto, anzi, imposto, un linguaggio di esposizione che viene proposto anche agli altri. Questi altri possono essere sette miliardi o sette individui, non importa. Il concetto è che comunque il linguaggio usato da questo browser, da questo sistema, è orientato a servire più utenti ritenuti simili tra loro, simili nei loro approcci, nelle loro scelte, nelle loro esigenze anche se poi ovviamente ci possono essere varie opzioni per personalizzare la propria esposizione della Vita.

Questo è l’ostacolo principale. Questa è la condizione che adesso dobbiamo affrontare direttamente.  Avete, sì, a disposizione il nuovo browser, l’immagine della Vita che serve le esigenze della terrestricità espansa, della terrestricità imparentata con il Cosmo. Contiene già dentro di sé tantissime cose che però non vi sono ancora accessibili perché nella scelta della connessione corrente con il dove terrestre le vostre esigenze vengono lette ed equiparate a quelle degli altri. Gli altri possono esserci oppure no, ma non è questo il punto: il punto è che, in questo momento, il sistema è programmato per leggere e per evadere richieste che apparentemente dovrebbero essere espresse con lo stesso tipo di linguaggio.

Ci sono questi uni e zeri che vengono ritenuti assiomatici per tutti. Nei computer gli uni e gli zeri sono le unità di base della logica del calcolo e non è possibile cambiare questo livello. Nella nostra situazione, invece, parlando del browser dell’immagine della Vita, qualcosa può e, anzi, deve essere cambiato.

Che cosa sono nel browser dell’immagine della Vita questi ipotetici uni e zeri?

Io direi la condizione della velocità.

La gestione della Vita avviene attraverso le velocità.

Poi, a seconda del livello a cui si sta guardando, la logica dell’esposizione della velocità può essere tanto, ma tanto diversa.

Il livello della velocità. Voi conoscete il concetto della velocità che esiste presso l’attuale località. Conoscete il senso della velocità, conoscete la sensazione che ha a che fare con l’aumento o la riduzione della velocità, con il controllo della velocità.

Quello che voi possedete adesso, nell’attuale località terrestre, è soltanto una riflessione, un’eco, una proiezione di ciò che è la scelta della velocità nella logica di base del sistema della Vita.

Sono le velocità che co-definiscono il consumo delle energie.

Essere nella Vita vuol dire essere in un certo flusso che si muove con una certa velocità, occuparsi di ciò che la Vita vi propone stando dentro una certa velocità, mantenendo una certa velocità. La velocità del flusso più che altro è un range, è un intervallo, non è soltanto un valore numerico. È un range vibrazionale in cui la velocità diventa leggibile, diventa esprimibile.

Per esempio se prendiamo in considerazione un’auto, c’è un range di velocità da zero a…. diciamo trecento. Il flusso forma una sua area della velocità potenzialmente esprimibile.

La condizione della velocità è la condizione primaria.

Voi, poi, potete possedere i movimenti, potete possedere varie sagome, forme, interfacce, tutto ciò che crea il landscape esterno, ma prima, a monte, c’è il livello in cui voi possedete la velocità, scegliete una certa velocità, vi muovete a questa velocità, appartenete ad un certo range di velocità.

Adesso il senso della velocità che voi avete, che vi è familiare, fa parte di ciò che il file system dell’attuale landscape terrestre propone ai soggetti, propone a livello della consapevolezza, propone a livello delle esperienze: andare oltre quei limiti di velocità è praticamente impossibile, stando dentro questa saga dell’esposizione della Vita.

Andare oltre la velocità accessibile attraverso l’attuale landscape è una condizione che i motori di ricerca umani percepiscono come l’evento dell’uscita dalla Vita: invece non è così, non si tratta di abbandonare la Vita, ma di spostarsi in un altro range di velocità, di usufruire di una cadenza diversa.

Adesso spegnete, eclissate, scollegate il vostro senso della velocità che vi è familiare, quello che conoscete presso l’attuale località terrestre. Rinunciateci il più possibile. Provate a sentire la definizione della velocità come una cosa del tutto neutra, non associabile a nessun riferimento tangibile.

Provate a sentire che voi stessi siete la velocità.

Che cosa vuol dire essere la velocità, la velocità che a sua volta definisce i movimenti, i parametri dei movimenti, la leggibilità dei movimenti e del paesaggio?

Permettetevi di diventare la velocità, il Tempio della velocità, di espandervi come velocità senza nessun altra precisazione.

Voi, in questo momento, siete la velocità, la velocità della Vita: la velocità della Vita adesso è registrata a nome vostro. Voi avete l’accesso all’essenza stessa della velocità.

Ora comincia a diventare accessibile l’opzione di personalizzare questa velocità, cioè decidere: “Io che tipo di velocità vorrei essere, che tipo di paesaggio, interiore ed esterno, vorrei possedere per esprimere questa mia condizione primaria di essere la velocità?”

Possedere i movimenti è una condizione indispensabile per la velocità perché lei agisce, si manifesta attraverso i movimenti. I movimenti sono l’organo di esposizione che la velocità usa per manifestare se stessa, sono i materiali di rapido consumo preordinati dalla velocità che la collegano al dove, alla località, ma la velocità è più a monte, la velocità è lo stato maggiore. Il possesso dei movimenti dipende dal possesso della velocità.

Nel Regno dei movimenti liberi che cosa succede?

Succede che i movimenti si liberano dalle velocità standard, leggibili ed impostabili e percettibili dentro il file system che attualmente gestisce la terrestricità. La velocità primordiale che si espande nella località può permettersi di possedere i movimenti, di far nascere i movimenti, di liberare i movimenti che la servono, che si formano per confermare e promuovere una certa particolare componente della velocità.

I movimenti seguono ed eseguono la velocità.

A loro volta, le forme seguiranno i movimenti.

La gestione della velocità è la scelta principale da cui dipendono tutte le altre scelte.

Abbiamo fatto un ulteriore passo nella formazione del Regno dei movimenti liberi.

Adesso torniamo al vostro browser dell’immagine della Vita e a tutto ciò che è eseguibile attraverso questo browser. È apparsa l’opzione della gestione della velocità ed è la condizione tramite cui voi potete usufruire di questo browser come se fosse il vostro browser personale perché la gestione della velocità cambia così tanto l’interazione con la Vita che non è più lo stesso linguaggio che potrebbe essere rivolto ad altri utenti, potenziali o reali, che siano 20 o 20.000 o 20 milioni. Cambia la leggibilità del sistema, perché il browser imposta tutta la leggibilità, tutto il linguaggio dell’esposizione conformemente alla scelta del livello di gestione della velocità. È come se, secondo la metafora del computer, un browser del computer, dopo l’introduzione di questo parametro della velocità, rinascesse, perdesse le funzioni che permettono anche agli altri utenti di usarlo e appartenesse soltanto a voi, però nello stesso tempo è comunque un browser predisposto per servire le esigenze dell’ambiente, per interagire con tutto l’ambiente. Non è qualcosa come un programma della gestione della vostra casa.

È un qualcosa che vi collega a tutta la località, però passando attraverso la clausola della gestione della velocità, che è una condizione veramente ed assolutamente unica.

Il livello della velocità è diventato impostabile. Così sembra che siamo finalmente usciti dall’inghippo.

Adesso dobbiamo fare ancora un passo. Dovete espandere questo senso della velocità che possedete, questa essenza della velocità che adesso siete diventati, nella direzione della Vita, di tutta la Vita, possibilmente non collegandovi all’attuale orizzonte, alla Vita dentro la dimensione umana. Semplicemente voi siete la velocità che pulsa, che respira, che si riversa nella Vita, che vuole scoprire e leggere se stessa, che vuole possedere i movimenti in grado di circondarla, di condurla, di eseguirla, rendendo possibile anche un incremento di qualità.

Che tipo di velocità vorreste essere?

La velocità è una cosa che non ha senso personalizzare usando delle espressioni tipo: più veloce, ancora più veloce, meno veloce, perché queste sono caratteristiche che voi possedete dentro l’attuale landscape terrestre, che corrispondono all’attuale senso della località. So che c’è la tentazione di scegliere la velocità più elevata possibile. La mente presume che più alta sarà la velocità e più grande sarà la soddisfazione: “Così potremo permetterci questo e questo e magari potremo possedere dei movimenti così veloci da poter toccare vari pezzi del landscape finora inaccessibili, da poter vivere esperienze finora impossibili!” La mente, però, proprio per com’è fatta, respira l’attuale senso della località, esprime la Vita, sente la Vita sulla base delle frequenze che riempiono adesso il Regno della materia. La mente vede – riconosce l’attuale paesaggio e poi si mette a sognare e dice: “Come sarebbe bello se io mi potessi spostare da un punto A ad un punto B in due secondi, come sarebbe bello se io potessi fare un giro intorno al globo in pochissimo tempo!” 🙂

Questo è un concetto lineare della velocità. La gestione della velocità di cui stiamo parlando ora è un’altra cosa. Il punto è che voi dovreste scegliere il livello della velocità che vi collega a quella sezione della terrestricità che è definibile come la vostra sezione aurea.

Adesso non ha importanza che cosa conterrà, con che cosa sarà riempita, come sarà l’immagine dei movimenti, come saranno le forme definibili da quei movimenti. Tutto questo arriverà dopo. Adesso voi dovete impostare la velocità che vi permetterà di avere l’aderenza ottimale con l’esterno, una vostra frizione personale tramite cui interagire con il Regno della materia terrestre che a sua volta fa parte del Regno della Vita Eterna.

Come potete esprimere questa velocità? Vedete, il concetto del più veloce, del più lento a questo punto sta perdendo importanza perché se c’è una velocità apparentemente non tanto elevata che vi permette di immergervi nella vostra sezione aurea voterete questa velocità con entrambe le mani. Non è che vi importi che la Vita sfrecci il più velocemente possibile, che il paesaggio si aggiorni il più in fretta possibile. Questo tipo di spettacolo ce lo possiamo permettere e ogni tanto può anche essere divertente, ma potrebbe essere anche stancante. Sarà come viaggiare su un treno, osservando i paesaggi, dei paesaggi anche molto belli, molto suggestivi, ma ad un certo momento vi stancherete, e direte: “Va bene, ho guardato, ho visto abbastanza, però tutto questo dove mi porta?”

Osservare la trasformabilità, osservare l’aggiornamento in diretta è uno dei segni del possedere la velocità, dell’essere nella propria sezione aurea.

Quello che vi importa veramente è avere una velocità impostata in modo tale che tutto ciò che voi toccate, tutto ciò che voi percepite, vi permetta di conoscere ulteriormente voi stessi, vi fornisca la vostra leggibilità assolutamente unica e irripetibile di voi stessi e di qualsiasi situazione. I vostri momenti della verità vanno impastati con questa specifica velocità che adesso può essere impostata dentro il vostro browser esistenziale.

A questo punto dobbiamo ordinare i movimenti nonché predisporre la liberazione dei movimenti già conosciuti. Potete appoggiarvi sul senso della velocità, sull’accesso a questo livello primordiale della gestione della velocità.

Che tipo di movimenti potreste ordinare? Dipende da voi e dipende dalla Vita. Ricordate che c’è questa condizione in cui voi narrate la Vita e contemporaneamente narrate voi stessi. Adesso è giusto richiedere alla Vita di aggiornare il vostro attuale parco dei movimenti, di proporvi dei movimenti nuovi, di liberare alcuni movimenti che conoscete dall’attaccamento rigido alle velocità della dimensione umana.

Essere la velocità è la vostra condizione principale. Prima di tutto voi siete questo. Essere la velocità vuol dire poter fare le scelte per essere espressi in un certo tempo- spazio, in un certo dove.

È questo l’attributo principale. Voi possedete la velocità. La Vita ve lo fa scoprire. Voi ordinate certe condizioni del landscape, della presenza, della gestione dei flussi rivolgendovi alla Vita e lei vi fornisce le immagini e le direzioni che vi permettono di vivere la vostra velocità usando i movimenti tangibili, le forme tangibili, un senso dell’ordine tangibile e reale.

Adesso tutto ciò che è l’attuale sapere della Vita si aggiornerà perché la condizione del livello della velocità è decisamente prioritario. Quindi, l’attuale sapere, l’attuale saper fare della Vita, in grande ed in piccolo, si inclinerà davanti a questa nuova Grandezza, davanti a questo jolly. È arrivato il jolly e l’attuale comportamento della Vita ne verrà influenzato e voi state entrando nel Regno della gestione dei livelli della velocità che poi è anche il Regno dei movimenti liberi solo che adesso l’abbiamo approfondito, abbiamo spiegato da dove nascono, come si formano questi movimenti liberi. Loro sono i derivati della velocità, dei livelli delle velocità.

Tutto si muove, ma il livello a cui tutto si muove è la cosa fondamentale.

Voi possedete ciò che vedete, ciò che percepite. A seconda di ciò che vede il vostro Sguardo, il vostro Sguardo presso la località, voi avete nella vostra attuale consapevolezza la percezione che vi sono date certe cose, vi sono date certe modalità di possedere la materia, di essere presenti nella materia, ma quello che voglio dire è che ciò che voi possedete e ciò con cui interagite riflette ciò che è configurato nel vostro profilo come Sguardo, come Sguardo sorgente.

Ovviamente, stando nella terrestricità, questo Sguardo sorgente ha dei parametri che creano e definiscono la tangibilità. Il vostro Sguardo possiede prima di tutto le frequenze. Queste frequenze vengono tradotte in cose, persone, vedute. Voi possedete lo Sguardo, lo Sguardo vede – riconosce certe sagome, certe sagome tangibili del landscape e voi deducete che avete a disposizione questo e questo e quell’altro, ma la vostra percezione dipende da come è impostato e centrato il vostro Sguardo, da com’è girato.

Lo Sguardo è un’irradiazione, è una micro irradiazione che vi collega alla località.

La capacità di usufruire del vostro Sguardo aggiorna il vostro senso della località e il vostro modo di essere presenti nella località.

Lo Sguardo è una condizione soggettiva, ma anche oggettiva.

Lo Sguardo ha il potere di regolare.

Dentro lo Sguardo ci sono queste due scelte: vedere / non vedere.

Lo Sguardo funziona così: sceglie ciò che vuol vedere e chiude/esclude ciò che non vuol vedere, cioè lo Sguardo dice: “Io queste frequenze e ciò che corrisponde loro ho deciso di vederle” e quindi ecco che voi avete la conseguente visibilità.  Nello stesso tempo ci sono cose che lo Sguardo decide di non vedere: le frequenze, i giri, i turnover delle frequenze, ma a loro volta nella terrestricità le frequenze sono sempre accompagnate o accompagnabili da dei look concreti, da delle manifestazioni della Vita concrete. Che lo Sguardo appunto non vede.

In questo momento com’è la correlazione tra vedere e non vedere dentro il vostro Sguardo, in che rapporti si trovano?

Intanto vorrei precisare che non è sempre la stessa correlazione, perché lo Sguardo è un fenomeno eccitabile, a seconda di come si eccita può magari di colpo permettersi di vedere di più, o vedere in modo diverso, quindi anche questo rapporto tra vedere e non vedere dentro il vostro Sguardo è comunque una condizione relativa.

Però sicuramente, assolutamente, ciò che non si vede è più grande rispetto a ciò che si vede. Lo Sguardo non vede, cioè possiede le cose, ma nella versione del non vedere, una massa enorme di frequenze potenzialmente manifestabili come look terrestri. Potrei darvi una cifra approssimativa di 1 a 10, cioè 1 è ciò che si vede, 10 è ciò che non si vede, più o meno, possono esserci delle variazioni, ma più che 1 a 9 nessuno riesce a reggere. Allora guardiamo ciò che adesso i vostri Sguardi non vedono.

Non vedono praticamente ciò che è la sezione dell’Eternità, i comportamenti della Vita che hanno a che fare con l’Eternità, con il magnetismo dell’Eternità e queste cose comunque sono inserite, disciolte in ogni singola situazione apparentemente visibile, in ogni singolo consumo delle vostre energie presso la località. Quindi badate che in ogni vostra azione, in ogni situazione a cui voi partecipate, magari vedete, percepite un decimo, un decimo solo attira la vostra attenzione e voi lo possedete attraverso la percezione diretta… e il resto? Il resto è ciò che comunque vi accompagna, perché è accessibile al vostro Sguardo, non è fuori dal vostro Sguardo, è nel mirino del vostro Sguardo, però precondizionato dal filtro, che dichiara: “No, per il momento non lo vediamo, per il momento non posso permettermi di consumare le mie energie per venire a sapere questa cosa, per riconoscerla, soprattutto per riconoscere che la scala dell’Eternità è qui, magari dentro le mie azioni più banali”.

Ovviamente non è il caso di colpevolizzare il vostro Sguardo: “Ma guarda che traditore che sei!”, lui serviva ciò che era impostato dentro la consapevolezza e tra l’altro nemmeno a lui piaceva più di tanto questa situazione perché lo Sguardo tutto sommato è un organo che vuole vedere, è interessato a vedere – riconoscere il più possibile, a scoprire il più possibile, quindi nemmeno a lui faceva piacere che magari nove decimi della sua percezione fosse codificato come non percettibile e che il corrispondente consumo delle energie fosse disabilitato.

Lo Sguardo, l’attuale Sguardo che vede le facce, vede le sagome, vede l’attuale landscape, questo Sguardo segue il livello della velocità impostata nella dimensione umana e questo Sguardo magari poteva scegliere di non vedere certi movimenti, certi giri, certe presenze, ma non poteva scegliere di vedere ciò che era fuori dall’attuale range delle velocità, dall’attuale Regno della densità nella materia. Poteva scegliere di ridurre ulteriormente il suo range dei punti di vista, di ciò che poteva notare, di ciò che poteva percepire, ma non poteva allargarlo, non dentro il range delle velocità standard.

Ora che vi siete permessi di possedere la gestione dei livelli della velocità, comincerà a cambiare la percezione dell’attuale palcoscenico terrestre. Vedrete ancora questo regno delle facce, però vi renderete anche conto di come questi attuali look, queste attuali sagome dipendano dal range della velocità impostato come velocità dell’ambiente obbligatoria per tutti.

Anche la condizione dei corpi, la condizione dell’invecchiamento del corpo. Praticamente tutte le manifestazioni della Vita che conoscete derivano dall’attuale velocità predisposta come un finto centraggio, come un finto orizzonte, come una corrente che ha le sembianze di un mondo di tutti e di nessuno.

Sentirete come tenderanno ad aggiornarsi, a presentarsi in modo diverso le forme, i movimenti, il sapere della Vita. È come se adesso voi steste ri-entrando nella Vita da un’angolazione diversa perché possedete un diverso livello della velocità. Quindi anche la Vita adesso è obbligata a girarsi verso di voi con quella sua sezione, con quella sua scala della densità che risponde e corrisponde alla vostra velocità, in modo che possa esserci un’interazione diretta, un riconoscimento reciproco, in modo che si possa parlare lo stesso linguaggio dinamico della Forza.

La precisazione del parametro della velocità a sua volta aggiorna le lunghezze d’onda disponibili e il turnover delle frequenze.

I soldi. I soldi rappresentano un certo turnover della materialità. I soldi simboleggiano le attuali velocità standard. Quando ho detto che i movimenti, le forme, l’attuale sapere della terrestricità cominceranno a cambiare connotati, volevo suggerire di osservare anche i soldi.

Che cosa potrebbero essere attivando il vostro giusto regime della velocità?

Come potrebbero comportarsi i soldi?

Ritenetelo un compito perché i soldi sono uno degli strumenti per eccellenza della messa in ordine delle energie della località. Se riuscirete a captare come il turnover dei soldi dipenda dal livello della velocità in ingresso, le vostre capacità di gestire le energie aumenteranno parecchio. Ovviamente a questo punto diventeranno obsolete anche impostazioni e aspettative della mente quali: “Ecco, adesso scopro come fare per possedere tanti soldi e sarò a posto!” 🙂  È come l’aspettativa: “Potrò muovermi con una velocità supersonica e sarò a posto, mi divertirò costantemente!” 🙂  La mente tende ad associare queste illuminazioni, queste scoperte, queste promesse all’attuale senso del landscape. Va bene, fa parte della sua natura, la mente gestisce quello che ha, mette in ordine quello che ha, cerca di ottimizzare la gestione di quello che ha.

La gestione dei soldi presso una località diversa, presso una località definibile dalla vostra velocità, che cosa vorrà dire? I soldi, prima di essere un certo quantitativo, un certo valore numerico, a sua volta associabile a certe opportunità o prodotti o servizi che uno potrebbe permettersi, sono uno strumento e un organo dell’ordinamento che a sua volta co-definisce diversi .exe presso la località.

Come comportarvi adesso che state entrando nel Regno delle velocità libere?

Essere voi stessi è sempre la scelta migliore. Essere se stessi vuol anche dire essere naturalmente in osservazione, essere naturalmente nella scoperta, nella leggibilità non meccanica, non ripetitiva. Essere se stessi adesso vuol dire rendersi conto che, con il possesso della velocità, vi è dato far girare la materia terrestre, la località e tutto ciò che la compone, i kit delle scenografie e gli inquilini vari in modo che serva ciò che voi siete, ciò avete scelto di presentare, di raccontare qui.

Aggiungo anche che a sua volta questo livello della velocità può essere modificato, impostato diversamente. Su questo avrete delle scelte. Adesso avete impostato la scelta che era naturale in questo momento. Ci potranno essere varie personalizzazioni che a loro volta definiranno varie avventure, varie vostre avventure nella Vita. Sentirete anche come questa nuova qualità apparirà, trasparirà. La sentirete nei movimenti, nel consumo delle energie, nel vostro modo di osservare le cose, ciò che si avvicina a voi, ciò che si allontana da voi, qualcosa che diventa accessibile mentre prima non poteva essere accessibile e altro ancora.

È sicuramente una grandissima avventura questo Regno delle velocità libere e voi ci siete entrati. Li, conoscerete voi stessi molto meglio di come ci siete riusciti finora.

Mi fa molto piacere che la situazione sia maturata ad un punto tale che sia stato possibile scoprire questo livello degli uni e degli zeri primordiali e impostare il vostro senso della velocità giusto.

Mi congratulo con voi per questa maturità, per questa illuminazione, per questo avanzamento. 🙂

www.pdf24.org    Invia articolo in formato PDF   

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.