“Oltrepassare le bandierine…”

Vortice d'Aria

Partiamo da questo. Tu sei la Forza! 

Un’altra definizione potrebbe essere: Tu sei la Vita, e possiedi le tue specifiche maniere del riconoscere le energie, usufruire delle energie, interagire con le energie, dell’essere energia.

La tua percezione di te stessa come Forza, da cosa dipende?

Dipende da questo dove, dal landscape corrente in cui avviene l’attuale esposizione, in cui la tua Forza ha la possibilità di essere energia, di gestire le energie, di scambiare le energie con gli altri, con ciò che è il mondo esterno.

È chiaramente un dove transitorio, un dove che anche se finge ancora di essere un dove umano, un dove che serve i sensi esistenziali umani, sta tradendo sempre di più questa scala dell’espressione della Vita.

È anche un dove approssimativo.

Nella coscienza umana è inserito il parametro della determinatezza, della determinatezza univoca.

Nel sistema delle coordinate umane, nel consumo delle energie umane, quando si interagisce con una certa cosa, quando si incontra un certo evento, si forma un equivalente univoco di questo fenomeno. La mente vi fa sapere che è una cosa così, che ha un aspetto cosà, che serve a fare questo o quello, c’è questa aspettativa della determinatezza univoca e poi la conferma/comportamento/evoluzione di tale aspettativa presso la località.

Nel dove in cui dovete ancora entrare, ma che vi sta già aspettando, non esiste il concetto della determinatezza univoca della Vita, nel senso che ciò che si scopre, legge, capisce interagendo con la Vita dipende dalle qualità, dalle proprietà, dai turnover delle energie di chi sta leggendo, di chi sta interagendo.

Lo Sguardo umano nella sua attuale forma e consistenza è anche una barriera che crea una divisione, che separa tra loro varie determinatezze univoche. La formazione delle separatezze, delle barriere che dividono una certa cosa da un’altra cosa, una certa manifestazione da un’altra manifestazione, è proprio uno dei criteri della dimensione umana. Non è tanto importante come sono queste cose o manifestazioni che vengono divise tra loro e classificate come la cosa A e la cosa B, quanto la condizione stessa della divisione, la condizione stessa di classificare la Vita possedendo – gestendo un insieme di determinatezze apparentemente univoche.

Quindi tu sei presente in questo landscape di transizione, in questo dove che serve la formazione della realtà dello Spirito, dei movimenti liberi, ma come sei presente dentro questo landscape di transizione? Hai ancora i tuoi criteri di riconoscere la Vita, di interagire con la Vita che ti erano dati possedendo il dove umano, quindi la tua causalità, ogni tuo impulso, ogni tuo intento vengono espressi, almeno apparentemente, attraverso una certa selezione delle tue correnti determinatezze univoche.

Com’è l’aspettativa nei confronti di te stessa presso l’attuale landscape dell’esposizione della Vita? L’aspettativa è sempre e comunque quella di riconoscere te stessa, questa è l’aspettativa madre, è data a tutti l’aspettativa di approfondire la conoscenza di se stessi. Conoscere se stessi è un’aspettativa legittima e giustamente tu la possiedi.

Come soddisfare questa aspettativa? Di norma, l’aspettativa viene soddisfatta con ciò che uno ha a disposizione.

Quali carte hai a disposizione adesso, quali aspetti della determinatezza univoca su cui contare, di cui usufruire? Tu ti percepisci come la persona – faccia principale, e questo è giusto, nel senso che questa tua faccia, questa tua persona viene messa in rilievo da ciò che ti circonda, ed è giusto che tu, nella tua aspettativa, abbia questo parametro di cercare e di centrare te stessa in quanto Forza principale, in quanto soggetto principale.

Come servire questa aspettativa, questa ricerca? Qui l’aspettativa di base tende ad entrare in conflitto con l’attuale stato della mente umana tradizionale, chiamiamola così. La mente vede questo landscape, questo dove, come un insieme di tante determinatezze univoche e stimola ulteriormente l’aspettativa del risultato univoco sia dentro di te che fuori. Cioè, la mente ora non è che proprio esclude che la realtà possa essere multi-variante, non univoca, ma non possiede ancora un tale stato della leggibilità della località che le permetterebbe di constatare: “Ecco, abbiamo superato la clausola dell’univoco, siamo andati oltre le bandierine!

Come puoi rendere più facile questo passaggio?

Nella realtà dello Spirito non esiste l’espressione univoca della località, esistono vari componenti, condizioni che co-definiscono il landscape, ma non sono rigidamente collegati alle forme, sono nello stato libero, il soggetto è come se potesse dipingere e/o comporre ciò che correntemente possiede. Percepisce per esempio che, in un dato momento, per lui il paesaggio è riempito da un certo intreccio di movimenti e di forme, ma tutto è relativo, non categorico. Questo nuovo landscape della Terra sta nascendo, sta diventando possedibile quale capacità di usare le proprie proprietà energetiche, le caratteristiche specifiche della propria Forza, per creare le proprie vedute correnti, le proprie correnti radure della chiarezza.

Prima ho detto che la Terra che veniva mostrata finora era uno spazio basato sui divisori, sui segni di separazione. Voi, come abitanti di questo dove, potevate riconoscere i fenomeni solo se essi venivano accompagnati dalle funzioni della separazione. Per esempio, l’assiomatico “2 più 2 fa 4”. Magari la scala originale, la misura originale era proprio un 4, ma voi eravate costretti ad immergervi in questa finta divisione, quindi riconoscere 2 più 2 (a loro volta formati dagli 1), e questi divisori vi impedivano di vedere la terrestricità nel formato esteso, perché a voi era accessibile solo ciò che stava tra una barriera e un’altra, ciò che stava tra un segno di separazione e un altro.

La percezione della massa della gente: è una specie di super unificazione, l’umanità, il senso dei propri simili ed anche l’attrazione verso i propri simili e nello stesso tempo l’impossibilità di essere veramente nella super unificazione perché questo slancio di essere dentro quell’ipotetico insieme, rilevabile dai motori di ricerca, si imbatte nei separatori: io sono un soggetto così, tu sei un soggetto così, loro sono un soggetto così, i figli e i genitori, lui e lei…

Cosa succederebbe se venissero tolti dall’uso tutti quei separatori, se venisse disabilitata l’alimentazione energetica che crea la Vita basata su queste determinatezze apparentemente univoche? Il mondo esploderebbe, perché la vostra condizione di base è quella di sentirvi una parte, un elemento di qualcosa.

L’esplosione dello stato dell’ambiente che professa la separatezza è comunque inevitabile. Per quanto possibile, noi cerchiamo di prepararci a questa prospettiva, perché l’esplosione non è un evento caotico, l’esplosione è una cosa che va gestita. Più che essere un’esplosione, è una riorganizzazione della Vita che a questo punto si riorganizzerà in modo tale da superare queste barriere, da permettere un’unificazione veramente autentica. Il senso dell’unificazione a cosa si riferisce? Alla condizione di riempire un certo spazio dove incontrare altri soggetti e sentire di poterli toccare, e scoprire te stessa mentre incontri gli altri. Ma lo spazio terrestre, ancora prima di essere riempito da varie ed eventuali energie da incontrare, è stato riempito dalle barriere, dai divisori, dai non-dove.

Se dove è un’esposizione in positivo, la condizione delle energie allacciate e presenti attivamente, non-dove è una specie di negativo, una cosa al contrario, la condizione dei divisori che impediscono alle energie di incontrarsi, di toccarsi a vicenda, di stare insieme per davvero.

Questi divisori sono destinati a sparire, perché alla Vita non conviene sostenere il regime dell’anti-dove, in cui ogni cosa deve stare nella sua specifica gabbia o gabbietta, ogni manifestazione della Vita deve essere separata dalle altre.

Allora come siamo messi adesso, cosa sta succedendo?

Le cose stanno maturando, la Vita si prepara a questa soluzione, a questa svolta, all’abolizione delle barriere.

Intanto i divisori fanno consumare energia invano. Tante, tantissime cellule finiscono nel non-dove, dove fungono da confine: tu sei questo fenomeno, tu sei quell’altro fenomeno e in mezzo ci sono le linee di divisione.

Così si crea un apparente ordine, un’apparente determinatezza.

Le tue grandezze? Prima di tutto è quella di te stessa, tu sei la prima grandezza che ti è data ed è questa grandezza che tu stai servendo. I tuoi divisori, separatori, barriere ora stanno diventando obsoleti, stanno sbiadendo e allora senti come se non ti soddisfacesse qualcosa di particolare, ma anche come se tutto non ti soddisfacesse.

Perché prima tu possedevi delle barriere più tangibili e questo creava un senso di contrasto a livello dei dispositivi ottici: per esempio potevi sentire la differenza tra ciò che partiva dal tuo cuore e quello che partiva dal cuore di qualcun altro e percepivi un’unificazione (anche se comunque non del tutto autentica perché si basava sulla separatezza). Però questa condizione della separatezza ben organizzata ti provocava dei riscontri abbastanza nitidi, non diluiti. Magari potevi soffrire per l’assurdità della Vita, perché non venivi capita, o per un consumo delle energie che spesso ti provocava stanchezza. L’insoddisfazione che provavi era un’insoddisfazione normale, di tipo umano, magari di un essere umano che si spinge fino al confine, ma il consumo delle energie associabile a quella modalità di ricerca era comunque relativamente coerente con le norme della Vita in vigore.

Invece adesso che cosa ti fa soffrire, ti fa sentire che c’è qualcosa che non va?

Come ho detto i separatori si stanno sciogliendo. Le cellule che li servono, che creano queste barriere: tu sei questo, lui è quello… ce ne sono sempre meno.

Per abitudine tu ti fidi delle barriere, conti su di loro: se tu incontri un’altra persona, la riconosci come un’altra persona, non la tratti come un prolungamento di te stessa. Invece le barriere in via di scioglimento potrebbero creare certi effetti ottici piuttosto persuasivi, in cui fai fatica a riconoscere il tuo specifico ordine, a capire dove passa il confine fra te e il paesaggio esterno.

Allora… tu sei sia quel separatore, divisore per eccellenza come lo sono tutte le forme umane, sia colei che soffre per il riempimento insoddisfacente del paesaggio, perché manchi a te stessa, non trovi abbastanza te stessa nell’attuale realtà terrestre.

Ed è una contraddizione immensa. Da una parte tu stai ancora servendo questa finta esposizione della Vita che è basata sulla dottrina delle determinatezze univoche. Separi con il tuo stesso look e allo stesso tempo tu, il tuo look, sente che il livello di insoddisfazione che sente adesso è andato ben oltre il livello di insoddisfazione che poteva avere prima, perché qui si stanno scatenando le energie, e questa tensione batte tutti i record delle insoddisfazioni umane sperimentate prima.

Questo livello della contraddizione è così immenso che non potremo tenerlo in piedi a lungo. È una tensione enorme che tu tendi a rivolgere verso te stessa, ma anche se tu cerchi e trovi qualche errore o mancanza tangibile di cui colpevolizzarti, non è che sparisca il senso di insoddisfazione generale, tutt’al più magari arriva qualche sollievo temporaneo. Per il resto continui ad essere in due diversi formati della luce, in due diversi formati dell’esposizione della causalità e della Vita. Il primo è quello umano, finto umano, e lì ci possono ancora essere delle insoddisfazioni umane. Naturalmente ci possono essere anche delle soddisfazioni 🙂 , ma si sta comunque sciogliendo questo regime della Vita, le cellule una dopo l’altra scelgono di farlo cessare.

Perché le cellule, adesso che hanno avuto il diritto di voto, la possibilità di esprimere la propria autonomia, fanno le obiettrici di coscienza, decidono di non far più parte delle barriere e le cellule sono le unità di base tramite cui si esprime la Vita.

Se le cellule una dopo l’altra rinunciano a prestarsi ancora a questa funzione di separare cose, energie, manifestazioni della Vita, nessuno può farci niente, l’ordine di prima si sgretola.

Come possiamo alleggerire questa immensa contraddizione, questo tuo attuale stato di appartenere a due sistemi della località che si negano a vicenda?

Ora che abbiamo accertato che c’è questa contraddizione, facciamo insieme un respiro profondo, e tu cerca di accettare questa condizione e mentre la accetti cerca di aggiornare tutto il tuo essere, le tue cellule. Dì: “Ecco, sono arrivata a questa scoperta, mi rendo conto che è una contraddizione immensa, so che anche altri stanno lavorando per cercare la soluzione, me ne sto occupando, però vorrei evitare di trascinarla in ogni momento della mia Vita”.

Sapere che c’è la contraddizione è una cosa, respirarla ed esprimerla in ogni momento è un’altra cosa.

Se tu hai accettato questa rivelazione, se ti sei resa conto di poter comunque reggere questa contraddizione con il tuo equilibrio, senza pretendere di avere una soluzione immediata, a questo punto possiamo minimizzare gli effetti collaterali.

Perché la Vita è fatta così, le importa che una certa cosa venga notata, fin quando non l’hai notata ti bussa alla porta, ti manda messaggi, ti dice: “Ma notala, questa cosa!” e aspetta le tue reazioni.

Adesso sarai più libera tu e sarà più libera anche la Vita e la tensione diminuirà parecchio.

La Morbidezza e La Durezza

Adesso focalizzatevi sulle vostre sensazioni e cercate di percepire se vi sentite più morbidi o più duri.

Morbido o duro, morbido o rigido. Provate a scannerizzare voi stessi, il vostro senso del corpo, della pelle.

Ovviamente ci saranno entrambi i componenti, quello della morbidezza e quello della durezza, ma cercate di arrivare alla condizione in cui la morbidezza diventa dominante. Può essere anche solo il 51%, però a questo punto diventa determinante.

La morbidezza che sentite è, prima di tutto, la morbidezza di voi stessi. Questa sensazione potrebbe essere usata per circondare, per possedere il volume esterno. Questa morbidezza che è riempita con le vostre frequenze non è soltanto vostra, è una specie di stato di Connessione Universale.

Questa morbidezza è una corrente, una corrente particolare che voi siete autorizzati ad usare per stare nella Vita.

Adesso si sono aperte le riserve della morbidezza e sicuramente le userete nei vostri passi, nei vostri slanci. Questa morbidezza è anche un nervo, ha le caratteristiche attribuibili ai nervi, forma e trasmette segnali. A sua volta influenza altri stati, altre correnti. Questa morbidezza nervosa è una cosa molto preziosa, è già pre-caricata con la vostra sensualità e con altri vostri attributi, il senso della strada, la direzione del movimento.

Questa morbidezza, che morbidezza è, terrestre o non terrestre?

Intanto è la morbidezza del Creatore stesso, è la morbidezza che ha dentro quella particolare lunghezza d’onda tramite cui fondervi con il Creatore.

Ed è la Morbidezza Universale.

Adesso vi è comodo usarla presso la terrestricità, inserirla nei vostri attuali formati dei movimenti presso la terrestricità, però la Morbidezza Universale è una morbidezza che voi potreste anche aggiornare e predisporre per riempire altri sistemi di coscienza, altri sistemi di esposizione della Vita.

Questa morbidezza nervosa è anche una specie di faro perché illumina, fa scoprire i momenti della chiarezza. Quando siete nella morbidezza, tutto diventa morbido, non soltanto voi. La morbidezza nervosa è una specie di stato primario, di stato – tatto superiore. Possedendola, emanandola, voi diventate anche gli altri: questa vostra morbidezza, la attribuite anche a ciò che vi circonda. Quando voi siete, con e nella morbidezza, tutto intorno diventa morbido perché tutto funziona a vostra immagine e somiglianza.

La morbidezza nervosa non è una morbidezza astratta, è una morbidezza tangibile, aggiornabile, è formata dalle cellule oppure può formare le cellule, può riconfigurare le cellule. A seconda delle cellule che contiene, può formare movimenti, azioni, spostamenti, ed è proprio lei, la morbidezza, che vi permette di essere fusi con la località, con il territorio. Di essere nello stesso tempo se stessi, ma anche tutto il resto, tutto il paesaggio.

Prima ho detto che era importante superare quel confine, il 50% del rapporto tra la morbidezza e la durezza.

Vediamo allora la definizione della durezza. Che cos’è rispetto alla morbidezza? Ricordate che stiamo esaminando le cose a livello della consapevolezza. Lì, la percezione della durezza, la condizione della durezza ha molto a che fare con la condizione dell’univoco.

Durezza vuol dire: è così, e non può essere in alcun altro modo.

È una condizione della chiarezza che è espressa in modo duro, in modo rigido e l’immagine della realtà viene impressa come qualcosa di categorico, come qualcosa di univoco.

Io non vi ho detto di diventare morbidezza al 100%, ho suggerito solo di superare la soglia in modo da attribuire alla morbidezza lo status del fattore dominante.

Con questa mossa, che tipo di vaso abbiamo aperto? Tanto per dire, il vostro attuale senso della densità è dettato da questa durezza, da questo regime dell’univoco. La densità per voi viene descritta tramite l’attributo della durezza, poi, questa densità può anche essere morbidissima, può essere la seta, può essere un soffio d’aria, può essere qualsiasi altra cosa che apparentemente è leggerissima, morbidissima, tenerissima, però a livello della consapevolezza questa condizione è definita dalla formula basata sulla durezza.

Voi conoscete voi stessi, conoscete gli altri, conoscete il campo della Vita esterna nella misura in cui tutto ciò viene messo dentro le clausole della durezza e dell’univoco, delle categorie univoche. Noi ci siamo permessi di aprire un po’ questa tenaglia, questa strettoia. Solo un pochino, perché adesso bisognerà vedere quali saranno le conseguenze a livello della Vita, come questa liberazione dentro la consapevolezza vi cambierà la percezione della densità, della densità circostante, della densità di voi stessi. Posso dirvi che era un passo indispensabile e anche piuttosto radicale.

L’univoco di per sé è pesante perché è anche una specie di divieto.

Possedere la Vita attraverso il regime delle cose univoche, delle determinatezze univoche, vuol dire usufruire di un manto stradale strapieno di divieti, divieti che si riferiscono al consumo delle energie. Perché apparentemente in ogni momento, quasi in ogni momento, ci sarebbero delle uscite e dei passaggi verso una densità diversa, attraverso dei conglomerati di cellule organizzati diversamente, verso cellule che respirano in modo diverso, verso altre direzioni e principi della Vita.

L’univoco è come un divieto, ma così totale che non possiamo nemmeno paragonarlo a qualche tipo di divieto estremamente fastidioso che potreste incontrare sulla strada, perché è così totale che se l’aveste avuto sulla strada probabilmente la scelta sarebbe stata di non mettervi nemmeno al volante. Che senso ha guidare se, ad ogni passo, vi accompagnano questi divieti, queste proibizioni?

Praticamente, sempre usando la metafora automobilistica, è come se venissero attivate in continuazione tante frecce, tante indicazioni delle direzioni non disponibili: di qua non si può! di là non si può! di qui non si può! E anche se, con l’attuale logica percettiva del vostro Sguardo, a voi non risulta di vedere quei cartelli, però dal punto di vista del consumo delle energie a livello umano i continui divieti li sentite eccome. Li sentite e li eseguite. Ed è anche come se vari divieti singoli si fondessero insieme per diventare un unico divieto permanente, una specie di urlo: proibito, proibito, proibito. Proibito essere se stessi.

Sentivate la tensione di se stessi bloccati, incastrati nell’attuale sistema dell’espressione della Vita ed era giusto notarlo. Era più onesto rendervi conto di essere più nella non Vita che nella Vita e poi cercare di trovare la risposta del perché, ma la risposta autentica, invece di far finta di niente oppure di ricorrere alle spiegazioni disponibili nel catalogo umano. Le risposte sono sempre come dei numeri, come un certo ordine dei numeri, dei numeri messi in un certo ordine, per cui l’aspettativa della risposta, a seconda di come è fatta e dove è piazzata, vi mette in contatto con certi numeri e voi possedete o la risposta o almeno la direzione in cui cercarla.

Adesso vi conviene sempre di più rivolgervi alla Vita usando quei numeri che parlano il linguaggio della morbidezza, che parlano il linguaggio delle cose non univoche, dei codici non univoci. Quelle risposte non è che necessariamente vi forniscano degli stati di chiarezza totale. Questo può anche succedere, ogni tanto captate qualcosa e vi rendete conto che è così, ma più che altro la risposta per voi si manifesta come un cambiamento delle condizioni del viaggio, un qualcosa di tangibile, sentite che è cambiato qualcosa a livello del vostro toccare la Vita. Magari questo specifico momento della chiarezza non lo potete esprimere in termini logici, in termini della chiarezza razionale, però sentite che è cambiato qualcosa. È cambiato qualcosa dentro il vostro Sguardo, è cambiato qualcosa dentro il vostro modo di viaggiare circondati dai divieti, perché cambiando l’ordine dei numeri, vedete che certi divieti non vi toccano più. Magari sono indirizzati agli altri, ma non a voi, perché voi avete trovato gli ordini dei numeri che rendono nulli questi divieti e perciò il vostro senso del viaggiare diventa più sciolto, più libero, respirate meglio, vi godete meglio il movimento. Percepite come aumenta la felicità man mano che diventano non più validi certi divieti che prima invece erano obbligatori.

La morbidezza può esprimersi anche attraverso il linguaggio della durezza, però l’importante è che questa durezza sia un derivato della morbidezza e non una durezza e basta. Adesso vi conviene, in qualsiasi vostro rapporto con la Vita, in qualsiasi frame, in qualsiasi slancio, prima di tutto prendere in considerazione la morbidezza e poi vedere tra voi e la Vita, tra voi e la località, quali condizioni pratiche usare per esprimere questa morbidezza.

La morbidezza non esclude affatto l’uso anche delle leghe più dure, sia a livello dello stato molecolare fisico che a livello degli atteggiamenti. Uno può dire: “No”, però se a monte di questo no c’è la morbidezza, allora questo no è diverso da un no univoco delle forme e determinatezze univoche che usano il no come un’unità di separazione, una barriera, un divisore tra il soggetto e la Vita. Invece il no che è alimentato dalla morbidezza che c’è a monte, può essere anche molto duro ed anche molto esplicito, però non ha la funzione della chiusura o della separazione, al contrario, svolge un ruolo unificante.

Questa morbidezza adesso dovrà inserirsi in tutte le vostre azioni. Non è che adesso, per esempio, una certa vostra azione andrà avanti ancora impostata com’era nella sua durezza iniziale mentre un’altra azione potrà già usufruire della morbidezza. A questo punto se possedete la morbidezza, va inserita ovunque, la incorporate ovunque e allora la densità stessa dell’azione può cambiare, la densità, quindi l’ordine, il comportamento delle energie presenti, il senso del corpo vostro, il senso del corpo degli altri, di tutto quello che si manifesta nella terrestricità. La morbidezza è un passo importantissimo.

Sdoganare la morbidezza è stato possibile solo dopo che abbiamo scoperto e promosso il riferimento delle velocità perché questa morbidezza, morbidezza nervosa, morbidezza che fa risalire al Creatore, morbidezza che può diventare poi anche durezza, densità di qualsiasi cosa, deve avere dentro di sé i criteri della velocità primordiale. Finché non abbiamo illuminato questa condizione che la velocità è alla base di tutto, anche la morbidezza che vi era accessibile dentro la vostra consapevolezza, non poteva assumere le sembianze della densità e della durezza in grado di confermare ed eseguire il vostro ordine primordiale. La morbidezza doveva essere pre-carica della velocità primordiale e solo così poteva, potrà formare le densità, le durezze, le espressioni della Vita alimentate da ciò che è l’essenza della velocità a monte.

Il vostro presente è la realtà cellulare, è la realtà molecolare che può assumere le vedute ed i criteri che voi impostate dentro la vostra consapevolezza.

Tutto il vostro insieme delle forme, compresi voi stessi, potrà essere trasformato.

La realtà può essere concentrata, può essere potenziata, può essere rafforzata.

L’attuale realtà è come uno stato grezzo e ancora poco concentrato e poi man mano che noi liberiamo le cellule, anche dall’obbligo di fare i divisori – separatori, questo potenzia e rafforza il Campo della realtà e allora voi scoprite nuovi punti di vista, nuove maniere di raccontare voi stessi e il Tutto. La realtà si sta potenziando e questa realtà è riconducibile a voi, dipende da voi.

Quando la realtà si potenzia, non è solo un rafforzamento in termini di quantità, ma è un incremento, un arricchimento, un cambiamento di qualità. La realtà si trasforma, rinasce, forma nuovi intrecci molecolari e cellulari, attiva nuove correnti, attiva nuovi criteri della Vita, il motore di ricerca scopre nuovi percorsi, nuove possibilità.

Finora la Vita, esprimendosi nella terrestricità, usava le barriere che separavano tra loro varie determinatezze, varie grandezze e voi stessi eravate costretti a fare la barriera. Questa condizione dentro la consapevolezza la stiamo sciogliendo, la stiamo trasformando e di conseguenza anche ciò che era finora il vostro look, dovrà cambiare, dovrà essere aggiornato, dovrà essere modificato sia a livello interiore che a livello esterno. In questo momento voi siete sia i divisori per eccellenza sia i super unificatori per eccellenza. A livello della vostra consapevolezza voi possedete questi due sistemi delle coordinate della realtà e anche della vostra auto leggibilità della realtà. Adesso ci possiamo permettere di liberare gradualmente la consapevolezza da quei segni, criteri della Vita e anche del vostro riconoscervi che si appoggiano sulle barriere, sui divisori, sulle determinatezze univoche.

Come potrà cambiare il vostro senso di voi stessi, il vostro senso di essere nella terrestricità, di essere nella Vita? Dipende dalla consapevolezza.

In questo senso voi dovete ancora apparire, dovete ancora vedere la luce perché liberarvi dai criteri dentro la consapevolezza che vi legano, possiamo dire, in modo mortale alle determinatezze univoche, è proprio come formare se stessi diversi, come far cessare l’esistenza di prima e formarne un’altra, come uscire da una porta e rientrare da una porta diversa. È un cambiamento immenso.

Ed è un processo graduale, è un processo già in corso e adesso con questo aggancio della morbidezza l’abbiamo accelerato proprio tanto.

Anche la morbidezza può essere uno shock.

È uno shock nel senso che comporta la redistribuzione di tutte le cose.

È la morbidezza che può aggiornare la durezza, la densità, le determinatezze varie.

Direi anche che, per vostra comodità, se vi va, potreste percepire questa morbidezza come la tenerezza. Sono due concetti molto, molto connessi, soprattutto in alcuni momenti sentirete che la tenerezza vi cambia proprio i connotati della realtà.

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