La situazione della Chiarezza (non) è buona…

LaMiaEmozioneParliamo del decollo, del decollo della Forza, del decollo della consapevolezza.

Il decollo e la chiarezza in che rapporti si trovano?

La chiarezza potrebbe essere definita come una struttura cristallina, la chiarezza è un cristallo, è un’espressione cristallina del comportamento della Vita, è un intreccio formato dall’eccitazione dei cristalli.

E il decollo permette di entrare in possesso della chiarezza – cristallinità.

Ora vediamo un attimo la chiarezza che voi potevate avere finora, la chiarezza che voi potevate procurarvi essendo collegati a quel piano finto della consapevolezza che adesso sta esplodendo, non c’è più. Questa chiarezza parlava il linguaggio delle forme, le forme erano un criterio indispensabile della chiarezza, ed erano le forme del regime delle determinatezze univoche, più che altro erano le facce, la chiarezza veniva messa in uguaglianza con le facce. Vi risultava di possedere la chiarezza nella misura in cui voi possedevate la visuale, la percezione delle facce, profili, soggetti.

Provate a percepire l’immenso cambiamento in corso. La chiarezza è una taratura, è un’eccitazione che vi aiuta ad essere voi stessi, a sentire di essere voi stessi. Però la chiarezza antidiluviana, cioè la chiarezza associabile alle forme e soprattutto alle facce umane, non può essere veramente una chiarezza. Come può essere una chiarezza e una taratura di voi stessi qualcosa che vi obbliga a dipendere dalle altre facce, dagli altri portatori della determinatezza univoca?

Perciò sentite la mancanza della chiarezza oppure sentite che la chiarezza che possedete è una chiarezza di una qualità scadente, una chiarezza che non risponde ai requisiti primari e cioè di portarvi degli elementi utili per voi. Adesso il decollo ci permette di lasciare giù i formati della chiarezza che venivano praticati sul piano finto, sul piano dell’appoggio della consapevolezza che adesso è esploso. Voi siete la chiarezza principale e dovete sempre apparire in qualsiasi messa a fuoco di qualsiasi situazione, però la chiarezza è un intreccio e questo intreccio si forma usando voi come ingrediente principale, ma anche attirando dentro varie transitions, vari agenti energetici. Perciò i vostri formati correnti della chiarezza cristallina possono essere molto diversi, proprio perché sono degli intrecci vivi che la Vita formerà in vostra presenza. Se finora possedere la chiarezza era una condizione più o meno immobile, statica, adesso questi nuovi intrecci della chiarezza potrebbero essere paragonati a delle lampadine che si accendono e che illuminano… voi e varie diversità in giro. E ogni intreccio, ogni lampadina saranno pieni di amorevolezza: la chiarezza cristallina non può non essere amorevole, fa parte della sua natura.

Ora vi stanno diventando accessibili nuovi livelli dell’appartenere alla Vita, dell’usufruire della Vita. Siete ancora dentro il regime cellulare, il regime cellulare è come lo stadio di un missile, vi sta portando, vi sta spingendo su, verso ciò che siete a livello quantico. In questo momento voi possedete ancora la struttura cellulare e lei vi sta servendo, raccogliendo le proprie forze, facendo uno sforzo estremo, lei vi sta spingendo su, dove è sicura che verrete accolti, dove ci sono altri aspetti della vostra struttura che vi stanno aspettando, che aspettano di accogliervi, di tirarvi su. L’esplosione è iniziata all’improvviso, ma era preparata, sia presso di voi che a livello di tutto il landscape terrestre. E non si poteva rimandarla. È stato proprio il livello cellulare che ha generato questa condizione, nel senso che stava per bruciare e, dato che sentiva che stava per bruciare, doveva mobilitare tutto se stesso per lanciare la consapevolezza e il mondo verso l’orbita quantica. La scelta dell’esplosione è partita proprio dal livello che era già obsoleto, che stava per essere superato, però doveva ancora rendere questo ultimo, grandissimo servizio.

Voi, in che modo sapete di essere? Su quale base, come è che vi risulta, com’è che voi sapete che siete effettivamente presenti?

La realtà è un alternarsi di frame, di videate, di immagini, di videogrammi che tendono a sembrare una cosa continuativa, che formano e fissano la condizione dell’utente apparentemente costante.

Ci sono delle immagini e c’è il contatore, il cosiddetto contatore della presenza che automaticamente fa uscire una nuova immagine, poi la collega ad un’altra immagine, e poi ad un’altra immagine ancora. Il contatore fa in modo che questi frame, queste immagini, queste view si susseguano secondo l’ordine prestabilito e che voi sappiate di essere presenti lì dentro. Voi estraete voi stessi da questa sequenza delle videate che apparentemente vi contiene e vi corrisponde.

Il contatore che è presso di voi, e che finora nessuno vi ha mai detto di spegnere, ma nemmeno di avere, vi obbligava a spostare e ad eseguire i frame, le immagini predisposti dall’ambiente. Non lo sapevate perché era un meccanismo incorporato. Stando dentro la realtà umana, voi eravate obbligati ad usufruire del contatore per confermare – testimoniare – accompagnare questo tran tran, questo susseguirsi delle immagini, questa proiezione del comportamento della realtà.

Scomparire non vuol dire sapere di essere scomparsi.

Voi potete anche non saperlo, voi, fidandovi della vostra attuale percezione che vi dà per certi nella vostra attuale realtà, nel campo dei vostri attuali punti di vista, potreste anche scomparire dai radar senza saperlo, senza avere a disposizione i sensori che rilevano questa vostra scomparsa, questa vostra assenza temporanea. Non sapere di scomparire, di essere scomparsi, non vuol dire che non si possa scomparire. D’altra parte, sapere che è possibile scomparire, potenzia la vostra osservazione, vi permette di notare con la coda dell’occhio qualcosa che prima vi sfuggiva.

Adesso provate a spegnere quel contatore, quel dispositivo finora obbligatorio della proiezione della Vita.

Che cosa avete combinato – o scombinato – spegnendo il contatore?

Avete fatto un passo piuttosto deciso verso il vostro giusto regime della gestione della luce.

Il contatore che cosa vi fa vedere, che fila di videate?

Quella che l’ambiente esterno vi propone. È l’ambiente che ordina e predispone le immagini e le prospettive. Voi, con voi stessi, muovete questo contatore, fate andare avanti la sequenza delle immagini, così vi diventa accessibile il movimento apparentemente centrato su di voi, invece siete un gestore passivo. Venite eseguiti. La vostra vera scelta è quella di sostenere il contatore oppure no, però nel labirinto umano, smettere di sostenere il contatore comporta la fine del susseguirsi delle immagini.

Se un soggetto, per qualche motivo, spegne involontariamente il contatore, cessa di esistere in questa dimensione, cessa di percepire la Vita e di essere percepito dalla Vita perché il suo contatore non è più sintonizzato sui contatori dell’ambiente. Anche le altre persone con i loro rispettivi contatori – frame – videate, non vedono più quel soggetto perché lui è scomparso dai loro radar nel momento in cui il suo contatore è stato disabilitato.

Ciò che corrisponde alla condizione della morte nel formato umano, è la condizione in cui questo contatore non funziona più, è andato fuori servizio. Può spegnersi, smettere di funzionare per diversi motivi, però oggi è la prima volta che ci siamo permessi di nominarlo, di toccarlo, e anche di spegnerlo perché il decollo della consapevolezza permette di superare la clausola della morte. Perciò il fatto che l’abbiamo spento non comporta affatto la vostra scomparsa dalle vostre attuali traiettorie dell’espressione della Vita.

Adesso che abbiamo spento il contatore dei frame e delle videate della consapevolezza umana, vi suggerisco di scoprire dentro di voi il Contatore della Vita Eterna. Questo contatore, che voi possedete naturalmente, sostituirà il contatore della consapevolezza umana.

Quello che stiamo facendo adesso è un enorme, un immenso, un grandioso cambiamento dei centri e dei centraggi e anche della percezione di ciò che è il centro e il centraggio.

Questo Contatore dell’Eternità, della Vita Eterna è comunque un organo dell’ordine, dell’esecuzione dell’ordine ed è al vostro servizio.

Tutto ciò che non è vostro, che per voi è superfluo, che non c’entra con il vostro senso dell’ordine, che non serve la vostra condizione di essere voi stessi, ma che il vostro contatore umano incorporato vi mostrava come se fosse roba vostra e come se fosse roba vera, adesso tenderà ad evaporare, ad andarsene. È come se avesse perso un supporto, un supporto magnetico. Sarete sorpresi di quanto grande sia questa perdita, che in realtà non è affatto una perdita perché si tratta di perdere il superfluo, si tratta di perdere ciò che non vi conteneva. Avevate lo status di essere un ricetrasmittente di tutta la massa dell’ambiente che circolava usando gli indirizzi multipli. Questa roba arrivava anche presso di voi, il vostro contatore spostava le inquadrature e voi trascinavate con voi queste energie, questi sensi, usavate il vostro assetto per servire il movimento traslativo dell’ambiente.

Il vostro posto principale è comunque presso l’Eternità. È lì che c’è la vostra residenza, è lì che vi sentite a casa.

Sentirete sempre di più questo richiamo dell’Eternità, questa attrazione dell’Eternità, il ricongiungimento della vostra attuale densità con tutto ciò che è l’Eternità. Sarà una condizione naturale, naturalissima, nel senso che, a livello umano, quando si parla dell’Eternità, si intende qualcosa di sovrannaturale, oppure qualcosa di ipotetico, di astratto, di intoccabile, qualcosa che non esiste dentro l’attuale regime della realtà, invece è proprio l’opposto.

L’Eternità è il vostro normale e naturale luogo di permanenza. L’Eternità si scopre sotto le sembianze della terrestricità. L’Eternità si mostra a voi formando la terrestricità, la Terra, il vostro posto di permanenza sulla Terra, ma è sempre e comunque l’Eternità il posto principale dove voi siete residenti. Possiamo dire che la Terra, la terrestricità è la vostra casa ed è la filiale dell’Eternità.

A questo punto, con questa esplosione in corso, la terrestricità praticamente si mette in connessione diretta con l’Eternità, si mette in uguaglianza con l’Eternità. La terrestricità sta innalzando se stessa, va su proprio per avere questo rapporto diretto con l’Eternità come è giusto che sia. Voi venite sollevati insieme alla terrestricità, alla consapevolezza terrestre e quindi anche voi state formando i vostri legami diretti, specifici con l’Eternità che è la vostra dimora principale.

Il linguaggio della Vita. Tutti voi avete ormai sentito che il linguaggio umano è diventato molto vuoto. Già prima lo era, ma adesso lo è diventato ancora di più.

Prima ho detto che la chiarezza basata sulle forme e sulle facce sta diventando obsoleta, che adesso voi potrete accedere alla chiarezza cristallina.

Il linguaggio è un organo dell’ordinamento, dell’espressione dell’ordine. Possiamo anche dire che è uno strumento tramite cui imprimere, condivider e sviluppare la chiarezza.

Che cosa fare con le vostre attuali capacità linguistiche, capacità discorsive, senso della parola, come fare a formare un nuovo modo di comunicare che serva la chiarezza cristallina?

Come potrebbe essere il linguaggio della cristallinità, della consapevolezza cristallina?

Sarà sicuramente il linguaggio di se stessi – creatori.

L’attuale linguaggio umano è, in un certo senso, un linguaggio morto. Possedete le formule, le espressioni, i costrutti verbali che corrispondono alle condizioni della Vita sul piano finto, sul piano che adesso è esploso, sul piano che non c’è più.

L’attuale linguaggio della Vita sta esplodendo insieme al piano che lo conteneva. È ancora operativo, risulta ancora usabile, le parole possono essere dette, può avvenire un certo scambio, però il linguaggio stesso è in modalità di auto spegnimento.

Il linguaggio del mondo, il linguaggio che fa sì che il mondo sia quello che sembra che sia, è prima di tutto un linguaggio delle connessioni tra varie immagini.

In che modo varie immagini interagiscono tra di loro, in che modo un’immagine è fissata ad un’altra immagine, in quali direzioni le immagini sono girate. Questo linguaggio non c’è più, non ha più voluto confermare se stesso, ha detto: “Basta, non ci sono più, non contate più su di me”.

Ci vorrà un po’ di tempo prima che questa mancanza enorme diventi evidente anche a livello di superficie perché c’è l’inerzia, c’è la memoria cache, perché lo Sguardo è sintonizzato sulla percezione della luce delle stelle già morte, e fa fatica a percepire le cose in diretta.

Un’analogia molto, ma molto semplificata potrebbe essere quella di un traffico urbano dove non solo sono scomparsi tutti i semafori ed i sistemi di regolazione, ma dove anche tutti i conducenti hanno di colpo dimenticato come usufruire dei mezzi, come guidare, tutti i codici. Ce lo possiamo permettere perché la consapevolezza sta creando un nuovo piano di appoggio e quindi quelle stesse immagini che risultano, risulterebbero nei guai o invalide nella condizione dell’interazione di prima, se vengono tirate su, su un piano di appoggio diverso, risulterebbero salvate, tratte in salvo.

Voi, con la vostra osservazione, con la vostra partecipazione, contribuite a questo spostamento delle immagini, delle immagini che sono compatibili con il vostro senso della materia, nella direzione del nuovo piano di appoggio della consapevolezza, in via di formazione.

Quali immagini salvare e quali immagini non salvare?

Questo ve lo suggerirà il vostro senso dell’orientamento immediato, è a vostra discrezione. Ricordate però che ogni forma, ogni immagine a questo punto dovrà essere un organo, un rappresentante di un sistema delle immagini. In nessun caso è possibile salvare una singola forma, una singola sagoma, voi servite i sistemi perché anche voi siete dei sistemi.

Sentirete che le parole stanno seguendo la scelta che ha già fatto il linguaggio, il linguaggio terrestre, e cioè rinunciare a sostenere la realtà umana. Sentirete che le parole vi ubbidiranno malvolentieri, che se provate a spiegare qualcosa oppure ad ascoltare certe spiegazioni nel formato della logica umana, le parole non collaborano, magari non rispondono nemmeno all’appello. Non interpretatelo subito come un problema della vostra memoria. Il fenomeno è molto più grande di così.

È il linguaggio stesso della realtà umana che sta deragliando.

Quando vi capita di dimenticare una parola o una formula che volevate usare, potreste ricorrere al Я ЛюблюYa LubliuIo amo. Questo è un equivalente universale, un donatore universale della Forza e della Vita.

Non è comunque soltanto la questione delle parole che non si trovano più, ma delle viste e dei centraggi. Magari vi risulta di guardare una certa cosa nella vostra realtà immediata mentre il vostro consumo delle energie vi porta ad inquadrare una cosa diversa e che significa una cosa diversa. In quel momento il vostro dispositivo della decodifica e dell’elaborazione delle immagini e degli input energetici potrebbe avere un attimo di perplessità perché i segnali che arrivano non corrispondono a ciò che voi vi aspettate di ricevere.

Un’altra cosa è che le parole sono spesso posizionate in posizioni immobili. Nel momento in cui queste parole vi sono accessibili, possedendole, usandole, diventate immobili anche voi. Per esempio c’è una certa parola immobile che vi tende la mano, a voi risulta di aver bisogno di questa parola e allora che cosa fate? Vi immergete nell’immobilità solo per poter usufruire di questa parola e a questo punto vi seppellite nell’immobilità. La parola è posizionata in una posizione immobile e nel momento in cui voi mettete la corrispondenza tra il vostro stato e questa parola, praticamente vi fate attirare nella condizione dell’immobilità.

Piuttosto affrontate il fastidio di non saper come chiamare una certa cosa, ma almeno possedete questa cosa e voi stessi in una posizione corretta, dinamica, più viva. Comunque vi toccherà formare un vostro linguaggio, cambiando il significato delle parole, inventando parole nuove, facendo delle trasfusioni acrobatiche tra diverse lingue attualmente conosciute.

Tutti noi siamo delle Onde. Come può essere espressa la Vita mettendo l’Onda, la Forza dell’Onda in primo piano? La Vita Maestra, la Vita Principale, ancora non la conoscete, finora non vi era accessibile.

Adesso vi appoggiate sul backup della realtà di prima, del piano di prima che non c’è più, è esploso. Usufruire del backup è una situazione temporanea, è proprio come una cortesia, un servizio che la Vita sta fornendo intanto che si forma un nuovo piano della materia su cui si appoggerà la consapevolezza esplosa – ascesa.

Tutto quello che succede potrebbe essere descritto come una grandissima stazione centrale. Voi siete degli osservatori presso la stazione, vedete delle energie in partenza, dei frammenti della realtà in partenza, altri che arrivano, sicuramente un certo affollamento, una certa confusione, per esempio orari sballati e altro ancora.

La stazione in questione sarà la stazione di tutti, non la stazione di un soggetto specifico, però il soggetto possiede ciò che nota, ciò che vede, diciamo che il suo modo di essere allacciato alla stazione dipende molto da quello che entrerà nel suo campo di osservazione.

Il corpo come si sentirà in questa condizione della stazione centrale? Il corpo è proprio un super osservatore. Tutto ciò che lui vede, vede lui.

Possiamo dire che il corpo vedrà l’Onnipotenza, la condizione dell’Onnipotenza, però confezionata in singole misure, in singoli allacciamenti. L’immagine dell’Onnipotenza non c’era tra le immagini del landscape esistenziale della pellicola umana. Proprio perché l’Onnipotenza è l’Onnipotenza, deve essere confezionata, presentata, imballata in singoli aspetti, in singole manifestazioni, in singoli allacciamenti che indicano l’Onnipotenza o la direzione in cui andare a cercarla. Essere gli osservatori presso la stazione centrale permetterà di notare questa Onnipotenza, ma come se la notaste ancora con la coda dell’occhio, nella modalità che non vi farà dubitare del fenomeno stesso dell’Onnipotenza, però nello stesso tempo non avrete la sensazione di possederla già in modo diretto.

L’Onnipotenza comunque di chi, di che cosa?

L’Onnipotenza di se stessi che usufruisce del proprio formato della velocità, ma anche l’Onnipotenza della località che serve le velocità autentiche, le velocità primordiali, l’Onnipotenza della trasformazione, l’Onnipotenza della Vita. A sua volta, notare e promuovere ciò che avete notato, la condizione dell’Onnipotenza, vi aiuterà ulteriormente ad andare oltre le vecchie abitudini esistenziali.

La Vita è un insieme di forme che si formano rispondendo ai consumi delle energie correntemente disponibili. Tutte le forme sono delle immagini che possono anche essere accese o non accese, attivate o non attivate.

Vorrei suggerirvi di osservare tutte le forme, tutto il sistema delle forme, perché è questo il livello di osservazione che vi permette di sentire come sta cambiando la Vita. Finché il vostro Sguardo è concentrato su una singola forma, su una forma molto familiare, su un tipo d’azione che per voi è consueto, abituale, voi usate le vostre energie servendo i centri della realtà delle determinatezze univoche. Quando nella vostra messa a fuoco appare una forma, per esempio, una persona, un’auto, una casa o un’altra espressione della densità terrestre, fate un click per dissolvere il formato di una forma separata, per espandere la condizione della tutto-connessione tra questa forma ed altre forme che in questo momento fanno parte del sistema corrente delle forme.

Dovete accendere l’interruttore che vi permette di scegliere non più soltanto quella forma che adesso è nella vostra visuale, ma tutto il sistema delle forme o anche tutto il linguaggio, tutto il sistema dei fissaggi delle forme.

Con quale risultato?

Che allora questa forma si girerà verso di voi con un lato diverso, con un profilo diverso, con delle tarature e delle capacità ricetrasmettenti diverse, visto che avete scelto non tanto lei, ma tutto l’insieme delle forme e lei, a questo punto, diventa un tramite e un rappresentante dell’insieme.

Tra l’altro a lei farà anche piacere questa vostra scelta perché siete voi che insistete ad attribuirle lo status di un movimento di una forma separata, di fatto mancandole di rispetto.

La chiarezza è sostanzialmente la chiarezza di se stessi: essere nella chiarezza significa essere nella chiarezza di se stessi.

La chiarezza che ognuno può possedere rispetto alla realtà esterna, alle condizioni degli altri è comunque ciò che ti porta il tuo motore di ricerca sintonizzato sulla chiarezza di te stessa.

Dicevamo che la chiarezza terrestre finora si esprimeva tramite le condizioni e le clausole in cui tu diventavi un derivato di quello che proponeva l’ambiente: delle facce, dei profili, degli stati della consapevolezza, di tutto ciò che non era te stessa.

Prova a sentirti come se non avessi ancora per niente la tua chiarezza vera, come se la chiarezza che tu avevi finora fosse una specie di dente da latte e adesso, al posto di questo dente da latte, dovesse formarsi e crescere il dente adulto.

L’attuale chiarezza è infantile come il dente da latte e per di più, a differenza del dente, non è affatto autentica. È come se nella tua bocca, invece del dentino, magari da bambino, ma comunque tuo e ben radicato, ci fosse un alternarsi di immagini dei dentini, delle proiezioni multivalenti di dentini che possono anche darti qualche volta la sensazione di un dentino solido, però se provi a toccarlo, non ci riesci, in quanto è una proiezione, un ologramma, non è affatto un dente e, ancora meno – un tuo dente.

Adesso occupiamoci del legame tra la chiarezza e l’ordine.

Che cosa viene prima: la chiarezza o l’ordine? L’uovo o la gallina?

L’ordine, quell’ordine primordiale, l’ordine della conduttività energetica, l’ordine della tua natura ed essenza della ricerca, è un ordine oggettivamente presente in te.

Questo ordine usufruisce della chiarezza, attira la chiarezza, usa la chiarezza come un riferimento, come uno strumento, perché l’ordine deve mantenersi in ordine 😉 , deve aggiornare se stesso, badare a se stesso, occuparsi di se stesso.

E allora l’ordine predispone la chiarezza, la chiarezza cristallina correntemente possedibile. Poi, nella messa a fuoco della chiarezza, emergono delle proprietà, magari certi aspetti energetici, certi numeri, certe sfumature dell’eccitabilità che servono all’ordine per occuparsi di se stesso, per trasformare certe sue qualità, quindi praticamente per lui la chiarezza è una specie di tavolo di lavoro.

L’ordine forma la chiarezza = tavolo di lavoro che a questo punto estrae dalla località ed attira verso di sé vari pezzi ed elementi da trattare, da elaborare, da sistemare.

Dunque è l’ordine ad alimentare la chiarezza e la chiarezza a sua volta dovrebbe essere un organo della produttività della Vita, sto parlando della chiarezza cristallina, della chiarezza dei grandi.

La chiarezza cristallina, il corrente piano di lavoro dell’ordine primordiale, contiene già dentro di sé certe direzioni della ricerca, certi consumi delle energie preindicati, le proprietà del pensiero che risalgono alle caratteristiche dell’onda primordiali.

A questo punto i pezzi e gli elementi in arrivo si posizionano naturalmente su questo piano della chiarezza riconoscendo l’impronta e i nodi della sua struttura cristallina.

Che cosa succede nel nostro caso in cui la chiarezza è ancora una specie di dentino da latte finto?

Che tipo di tavolo di lavoro è?

Intanto è, appunto, un tavolo di lavoro finto che tu non puoi toccare perché è costituito dagli ologrammi, dalle proiezioni, dal susseguirsi delle immagini della solidità predisposto dal contatore.

E comunque non è tua questa chiarezza e perciò tutto ciò che tu provi a stendere su questo tavolo di lavoro, non ci sta affatto bene, perde l’appoggio, scivola via e allora si crea la tensione, il senso dello smarrimento e del malessere, l’esasperazione, la sfiducia.

Come sarà la tua chiarezza cristallina, la chiarezza co-alimentata dal tuo ordine primordiale?

La chiarezza è la chiarezza quindi è la condizione di possedere qualcosa, le arterie, gli intrecci, i sensori, i ricevitori, i canalini di eccitabilità in cui possono riversarsi le energie, in cui può essere incontrata – accolta la Vita dandoti in qualche modo la sensazione che sì, questa cosa ti sia chiara, ti sia comprensibile, ti torni.

Questa chiarezza, questo comprensibile non è da interpretare a livello umano razionale. Sostanzialmente tu ti rendi conto che possiedi una tua chiarezza e che questa chiarezza non è affatto una tecnica, non è affatto un sapere.

È un’area di lavoro, una condizione che ti permette di fabbricare il tuo ordine corrente di superficie, occupandoti naturalmente di ciò che la Vita ti sta proponendo.

Questo piano della chiarezza sta nascendo adesso e va di pari passo con la cessazione dell’ordine cellulare, però, ripeto, questa chiarezza da adulta è ancora in via di formazione.

Questo vuole forse dire che non devi curarti per niente dell’attuale senso dell’ordine a livello di superficie, che non devi ordinare niente nella tua Vita, che devi lasciare tutto al caso o all’intuizione dell’ultimo momento?

Dipende da te, non c’è nessuna regola, non c’è nessun obbligo, è sostanzialmente una questione di consumo delle energie. Prenderti cura del tuo ordine è un impulso naturale dentro di te, è incorporato in te e perciò seguire ciò che è il tuo istinto naturale, e cioè occuparti del tuo ordine, ti fa sentire più viva e anche più terrestre.

Di per sé è un’abitudine buona, un abitudine sana, ma c’è questo grandissimo interrogativo:

Come, in che modo occuparsi del tuo ordine corrente se il piano di lavoro della chiarezza non c’è ancora?

Tra l’altro, il piano di appoggio della chiarezza cristallina vuol anche dire che i pezzi che tu ci metti sopra vengono letti e riconosciuti per ciò che sono. È come se questo piano di appoggio possedesse un lettore magnetico, quindi se tu ci metti sopra un pezzo dell’ordine che non sai che cos’è e come andrebbe gestito, il piano di appoggio della chiarezza lo legge, lo riconosce e ti suggerisce: “Guarda, andrebbe sistemato qui, andrebbe usato così, perché significa questo e quello…”

In assenza del piano di appoggio della chiarezza, diverse cose che la Vita ti propone non possono ancora essere messe in ordine sulla base del riconoscimento autentico, però badare al tuo ordine è comunque una scelta buona, indipendentemente dai risultati.

Non devi avere l’aspettativa che riuscirai a sistemare bene le cose, che finalmente risolverai un certo inghippo, che correggerai una certa situazione una volta per tutte. Questo genere di aspettativa in assenza della chiarezza cristallina non è un’aspettativa che può essere soddisfatta, per cui è meglio non averla, è meglio puntare sulla tecnologia, sulla fisiologia del tuo occuparti del tuo ordine, non sui risultati concreti.

“Io mi sto occupando del mio ordine perché so che mi fa bene, è come respirare, come camminare, mi aiuta a vivere, mi aiuta a mantenermi in esercizio dell’essere in Vita”.

Non aspettarti che il tuo senso dell’ordine sia continuativo, che una certa scelta che tu hai iniziato poi abbia un seguito lineare: è proprio come toccare la Vita seduta per seduta, momento per momento, investendo le tue energie in ciò che è il tuo attuale prenderti cura del tuo ordine. E mentre ti stai prendendo cura del tuo attuale senso dell’ordine, la Vita scorre nelle tue arterie, e tu contribuisci alla formazione del piano della chiarezza cristallina perché la Vita ti ascolta e si redistribuisce intorno a te.

Occupati del tuo senso dell’ordine come una testimone, non come una beneficiaria, o almeno non aspettandoti di essere anche una beneficiaria, in quanto per ricavare i benefici tangibili bisogna prima avere un piano di lavoro sicuro ed affidabile su cui stendere vari pezzi e materiali da trattare.

Si tratta di dimenticare ciò che potrebbe essere la risposta su ciò che sei in termini della chiarezza, ma nello stesso tempo sentirti comunque allacciata alla Vita perché usufruisci dei movimenti e delle energie, perché ti permetti di scegliere questo piuttosto che quello, perché ti consigli con la Vita.

È importante che tu senta la leggerezza, che tu senta che comunque hai sempre la scelta della leggerezza.

La leggerezza ti è data ed è importante che tu possieda la leggerezza perché è quella che ti permette di ascendere con la consapevolezza e con la materia al suo seguito.

Allora praticamente per possedere la leggerezza tu ti guardi intorno e trai le tue conclusioni: “Beh… oggi tira quest’aria e dunque, per possedere la leggerezza, che cosa posso fare? Vedo che il mio dentino – chiarezza oggi non mi soddisfa un granché… anzi… però se io adesso mi dedicassi a questa cosa… ciao leggerezza!!!

Quindi faccio finta di niente, questa cosa la sposto, come se potessi spostarla su un supporto remoto, non in primo piano e intanto vedo cosa mi propone la Vita oggi di semplice, di quotidiano.”

La leggerezza è la via più consona per possedere te stessa nella tua integrità. La leggerezza è anche il linguaggio del Cosmo.

La leggerezza ti permette di usare – consumare le tue energie allineandole sempre con la Direzione Principale: la leggerezza è dunque quasi come un tuo passo.

È più importante che tu cammini con il passo della leggerezza invece che con un passo in cui apparentemente sai chi sei e hai a posto tutti i puntatori dentro la consapevolezza, cosa che adesso non sarebbe comunque possibile. Però se la leggerezza a questo punto non c’è, sarà difficile e anche faticoso camminare con questo passo, pur andando nella direzione giusta.

La leggerezza in questo momento è preferibile a tantissime cose.

Se c’è un interrogativo che ti sta torturando e in qualche modo ti toglie la leggerezza, allontanalo, digli di presentarsi tra qualche giorno… cerca comunque di possedere sempre la leggerezza.

E la leggerezza la sai riconoscere benissimo, non puoi confondere la tua leggerezza con la leggerezza di qualcun altro, qui non c’è bisogno di sistemare un piano di lavoro della chiarezza, la leggerezza è più diretta e possederla è un’ottima cosa.

Se adesso tu dovessi rispondere a questa domanda: cos’è più importante, la Fiducia o te stessa come sei adesso? Tu che cosa risponderesti?

(Credo la Fiducia perché la Fiducia mi permetterà di andare oltre.)

Si, proprio così: è lei più importante anche perché così permette che tu ti aggiorni. L’attuale look, l’attuale sagoma è stata impostata dentro la consapevolezza di prima come un’immagine tutto sommato immobile. Può invecchiare, può subire qualche modifica, ma sostanzialmente ci sono dentro certe impostazioni della ricerca intoccabili, un insieme pressoché statico dei protocolli e dei sensi di autoidentificazione.

Invece la Fiducia è un super strumento, è un super interruttore che permette di sostituire anche quello che finora era intoccabile.

La Fiducia può sostituire tutto, può sostituire qualsiasi cosa, però è importante che questa Fiducia non sia una specie di derivato dell’attuale pelle.

È questa la trappola in cui cadono in molti: prima di tutto sentire se stessi come una condizione importante e quindi comunicare con se stessi, ritenere di conoscere se stessi e su questa base formare la fiducia, la fiducia che nasce da questa formula in cui in primo piano viene messo l’attuale look di se stessi, l’attuale centraggio.

Però se questa fiducia dipende da questo attuale look, se la fiducia è stata per così dire espirata fuori come un derivato di ciò che è l’attuale look, la fiducia è subordinata all’attuale look, non lo può aggiornare, tranne qualche piccolo miglioramento.

Se tu invece ammetti che la Fiducia è più importante, tu la liberi e a questo punto lei può essere ciò che naturalmente è – la Fiducia che non ha bisogno di essere messa in uguaglianza con qualcosa che si conosce a livello dell’attuale look, anche del look di se stessi come sistema attualmente esistente.

È proprio così: la Fiducia è la Fiducia.

Prova a liberarla ancora di più anche da ciò che è il tuo attuale concetto di Fiducia, il tuo attuale modo di immaginare ciò che è la Fiducia. Prova a liberarla ancora di più e lascia che sia questa Fiducia pura e libera e non dipendente da ciò che tu sei e lascia che sia lei al primo posto.

La Fiducia è quell’elemento che è assolutamente indispensabile per permettere alle immagini e ai pensieri della consapevolezza di diventare materia, di formare il nuovo piano della materia solida, della densità dello Spirito.

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