Irinushka

Irina Bergo: Svelando il mistero… “Il Cielo è sceso in Terra”

Qualche tempo fa mi hanno proposto di concedere un’intervista ad un giornale russo di provincia.
Ora voglio pubblicare il testo di questa intervista nel mio blog, senza modifiche ed includendo la nota della redazione e le mini-intestazioni per separare tra di loro diversi argomenti inserite dalla giornalista con cui abbiamo conversato via mail.

——————————————————————————————————-

La famosa veggente Irina Bergo è convinta che noi stiamo vivendo l’epoca delle trasformazioni globali e che da come noi riusciremo ad inserirci nel quadro del mondo modificato, dipendono non soltanto la nostra salute e la nostra felicità, ma anche il futuro stesso del nostro pianeta…

La nostra nota:

Il mondo conosce Irina Bergo come una veggente, una guaritrice, lei stessa molto modestamente si autodefinisce come un intermediario informativo. In molti conoscono il suo sito “Irinushka” che quest’anno ha avuto la sua seconda nascita e i suoi tre libri pubblicati in formato elettronico nonché i numerosi articoli. Diverse persone grazie alle conoscenze e alle raccomandazioni ricevute da Irinushka ritengono di aver avuto una chance per rinascere, perché è cambiata la loro percezione dell’esistenza, del proprio posto nel mondo.

Per interpretare la nuova realtà Irina ha avuto bisogno di nuovi mezzi espressivi. All’inizio i lettori potrebbero trovare le risposte di Irinushka poco chiare. Però a volte è sufficiente andare più in profondità, leggere tra le righe, senza “ricorrere a dizionari ed interpreti”, per entrare in sintonia con questa insolita maniera di verbalizzare i pensieri, nonché per sentire “i sapori” stessi della nuova realtà che è scesa sulla Terra.

La nostra inviata è riuscita ad intervistare Irina tramite posta elettronica.

“Ecco che cosa mi succede…”

Probabilmente, quello che io dirò durante questa intervista, potrebbe sembrare un “Tagliare il ramo su cui uno sta seduto”. Il “ramo” in questo caso è la chiaroveggenza, anzi, usiamo il termine più ampio: la percezione extrasensoriale, la capacità di captare ciò che si trova al di là del confine.
Di che confine si tratta?
Di quell’eterno confine che esiste da sempre tra gli eventi del piano fisico e di altri livelli e piani, piani che non sono direttamente connessi con la “vita reale”. Questo confine esiste ancora adesso, ma non è più così rigido.
Ed è appunto di questo, di queste trasformazioni epocali che stanno succedendo sul nostro pianeta, che io vorrei parlare, partendo nelle mie interpretazioni da me stessa, dalla mia chiaroveggenza molto particolare, dalle mie personali metamorfosi che a loro volta sono la riflessione delle metamorfosi globali.
Quali metamorfosi?
Noi viviamo in un’epoca di cambiamenti globali e siamo testimoni nonché partecipanti diretti delle trasformazioni profonde nel funzionamento del mondo della Terra. In questi tempi nuovi tutto cambia e in particolare il regime della connessione individuale con i piani sottili sta diventando un attributo del tutto naturale dell’esistenza umana, esattamente come l’uso dei nostri soliti cinque sensi.
Ed ora torniamo all’inizio, al punto dove “tutto è cominciato”.
OK, torniamo all’inizio. Devo dire subito che la metafisica e le materie sottili non mi avevano mai interessato un granché, fino a quando non sono andata a “sbattere loro contro in modo frontale” e questo dopo aver superato la soglia dei trent’anni.
Nella parte precedente della mia vita, ero una moscovita, mi stavo costruendo una carriera accademica, dopo essermi laureata con lode alla facoltà di storia dell’Università Statale di Mosca e aver scritto la tesi di dottorato sulla storia francese del Settecento. Poi, essendomi stancata delle regole e finzioni dell’ambiente accademico, sono diventata un’interprete freelance e questa strada mi ha portata dritto-dritto in Italia. Dove sono riuscita a crearmi un’esistenza abbastanza stabile e gratificante, ma poi mi è successa QUESTA COSA.

Io allora lavoravo come interprete ai corsi “Teach the Teacher», organizzati dalla CEE per i docenti universitari russi, i quali in seguito avrebbero avuto il compito di contribuire all’integrazione nella vita civile dei militari in via di congedo dall’Esercito, insegnando loro alcune discipline civili. I corsi duravano parecchie settimane e da uno dei docenti che era in aula con me è arrivata in visita la moglie, una donna meravigliosa, una sensitiva, una guaritrice che per di più aveva elaborato un suo personale approccio didattico per insegnare ai “comuni mortali” le basi della percezione extrasensoriale.
Quando io avevo parlato di questa donna ad un mio intimo amico, un italiano, che, al contrario di me, era da sempre affascinato dall’Ignoto ed immaginava che dentro di lui “stesse dormendo un sensitivo”, lui aveva subito colto al volo questa perfetta occasione per superare i confini e scoprire nuovi orizzonti. E poi gli eventi ci hanno presi nel loro vortice, e un paio di mesi dopo io e Massimo andavamo in Russia – a seguire il corso sulla percezione extrasensoriale che la nostra “benefattrice e madrina” aveva predisposto soltanto per noi in un piccolo paesino di campagna in mezzo ai boschi dove lei e suo marito passavano le loro vacanze. Per essere onesti, la ferma intenzione di farsi svelare i misteri del mondo sottile ce l’aveva soltanto Massimo, mentre io pensavo di fargli da interprete. Invece, fin dal primo momento la nostra insegnante ha voluto coinvolgere anche me, senza ascoltare i miei dubbi e le mie lamentele del tipo “Ma no, ma no, vi faccio solo perdere tempo, credo proprio che non riuscirò a combinare niente”.
E lei: “Ma sì, Irinushka, che ci riuscirai, aspetta e vedrai; è solo che tu non conosci assolutamente te stessa…”

All’incirca al decimo giorno del corso, quando noi abbiamo “raggiunto la montagnola” (lo stato della coscienza in espansione), la nostra insegnante ha proposto ad ognuno di noi di formulare mentalmente la domanda: “Qual è il problema principale di una certa persona?”, per poi cercare di sentire un’eventuale risposta proveniente “dall’etere”. Io mi sono concentrata su Massimo, continuando nello stesso tempo a percepire il mio solito sfondo di insicurezza (“Non so se ci riuscirò, ma bisogna che ci provi”). Ed ecco che all’improvviso nella mia testa è transitata la frase: “Lui è troppo veloce per questo mondo”; ed io ho capito all’istante che questa frase non era mia e non avrebbe potuto essere mia per definizione.
Ed è stato allora che io per la prima volta ho percepito questa particolare “ventata” del pensiero all’interno della mia coscienza – come un tocco di un’onda mentale “aliena” che entra in contatto con la mia mente. E contemporaneamente mi sono nati dentro anche i criteri, fino a quel momento inesistenti, tramite cui distinguere tra la mia “roba locale” e il “linguaggio del Tutto”. Ecco, direi che è proprio in questo momento che io mi sono trasformata da Irina in “Irinushka”, un’antenna capace di captare un’onda mentale integra e non troncata, proveniente dagli spazi vibrazionali non appartenenti al mondo della Terra.

“Pescare i pesci giusti”

In che modo il suo Sapere è diverso da una chiaroveggenza “comune”?
La mia chiaroveggenza (sarebbe più corretto dire “chiaro-udito”, anche se ogni tanto io uso anche il canale visivo) fin dall’inizio è nata come un prologo e un’anteprima delle trasformazioni che ora si stanno propagando sulla Terra e fin dall’inizio aveva questo principale obiettivo: fornirci le conoscenze su come è fatto il “grande mondo”, tracciare i ponticelli tra “quello che c’è” e “quello che ci sarà”. L’obiettivo di aiutarci non tanto nella nostra condizione di allora, ma di guidarci nei nostri “auto-investimenti” verso il futuro, di aiutarci ad allinearci con le future prospettive che noi all’epoca non potevamo ancora vedere, mentre le nostre fonti sì.
Di conseguenza io con questa mia “chiaroveggenza d’avanguardia” mi sono trovata ad essere fuori dalle classifiche, una specie di “marziana” che non si inseriva in nessuno dei numerosi ranghi e categorie degli “operatori dell’Ignoto”.
Le informazioni che io ricevevo non avevano lo scopo di fornire a me e alle persone che richiedevano un mio consulto “il pesce già confezionato” (i dati di carattere pratico), ma piuttosto di insegnarci i principi di base per costruire da soli “le nostre canne da pesca originali”. E queste canne da pesca ogni volta venivano costruite in maniera diversa, a seconda dell’argomento da inquadrare. E questo perché nell’interazione con il campo energetico informativo globale non possono esistere delle “macro” e dei cliché, non sono ammesse delle “rigidità” e dei luoghi comuni, e la situazione di ogni singola persona è sempre unica e non assomiglia mai alle situazioni degli altri, nonostante possibili apparenze. Ogni volta che io mi metto ad esaminare un certo argomento, parto sempre dalla “tabula rasa”, dimenticando tutto quello che sapevo fino a questo momento.

Il pensiero verbalizzato è… la verità

Lei ha un lessico e una terminologia molto particolari. Come mai si è messa a scrivere in questa maniera?
In effetti, sarebbe difficile non notare il mio insolito modo di esprimermi. A qualcuno questo dà fastidio, mentre qualcun altro invece se ne sente attratto. Provate ad immaginare che voi, “come per incanto” riusciate ad attrarre verso di voi un’onda oceanica, che si riversa su di voi, vi inonda con una certa quantità di “materiale semiliquido” e poi si ritira, lasciandovi in dono questa “sospensione”, una specie di “fai-da-te” informativo pretracciato. Ecco, su di me si riversano tali onde dall’oceano energetico informativo globale. Ed ogni onda ha un suo particolare disegno e profilo, il suo “spirito”, i suoi particolari ritmi di respiro, il suo particolare contenuto e quindi il mio compito consiste nel “far parlare”, o, meglio, nel “far cantare” tutta questa ricchezza informativa extraterrestre in lingua umana, nel trovare le espressioni e le cadenze umane in grado di tessere un involucro adatto intorno a questo corrente “momento della verità”.
Ma siccome la lingua umana, in confronto con la lingua dell’Universo consapevole, è molto povera, ha un volume limitato ed una quantità di “pixel” insufficiente per trasmettere possibili sfumature e colorazioni, ho dovuto creare una lingua tutta mia, inventando vari neologismi ed usando a tutto campo la tecnica delle metafore e dei doppi sensi.
Il processo della mia interazione quotidiana con la Parola, con la sua melodiosità e polifonia, è un processo estremamente gratificante e creativo e io sono sicura che le scoperte principali le dovremo ancora fare. E qui non mi riferisco soltanto a me stessa, ma a tutti noi, abitanti del mondo della Terra, che dovremo scoprire l’arte di usare la Parola – la Parola pensata e la Parola pronunciata – come uno strumento operativo tramite cui creare la nostra realtà esterna a modo e somiglianza della nostra cinetica interiore.
Lei dice di ricevere le informazioni in forma di “pacchetti informativi”. Come avviene questa ricezione: sulla base di Sue domande concrete? E nelle risposte che arrivano ci sono anche dei dati concreti che riguardano la persona?
Certamente, per canalizzare le informazioni io prendo spunto dalle richieste concrete, per esempio, da quella particolare messa a fuoco che la persona stessa è propensa a vedere come la sua attuale condizione di malessere esistenziale. Però la risposta arriva, appunto, come un’onda dove i piani superiori inseriscono quei particolari “momenti e sfumature della verità” (e non solo come testo, ma anche come un tessuto vibrazionale di una certa fattura e consistenza) dei quali, secondo il loro punto di vista, tale persona ha effettivamente bisogno per andare avanti nella sua crescita personale, nell’acquisizione del vero senso di se stessa. I dati concreti, se e quando arrivano, sono confezionati in modo tale da diventare una specie di trampolino di lancio, grazie al quale la persona potrebbe “decollare” verso nuovi orizzonti e nuove altezze nel suo specifico pensare – sentire. Non rappresentano una cosa a se stante, ma “vivono” sempre all’interno dei percorsi conoscitivi di ordine superiore.
Chi sono i Suoi interlocutori dai piani superiori?
Per riferirmi a loro, io preferisco usare la definizione di “miei spazi lavorativi”. Il fatto è che io mi concentro sui particolari intervalli vibrazionali e sulle onde mentali integre che provengono da là, invece che su degli interlocutori concreti. È che per me non ha molta importanza in che modo si autodefiniscono coloro che si trovano “all’altra estremità del filo” (anche perché noi comunque non siamo in grado di verificare la veridicità della loro “autopresentazione”), mentre ciò che importa veramente, è fino a che punto queste informazioni sono realmente utili per noi, quanto riescono a “rendere”.
Negli ultimi mesi, comunque, gli input e le tarature che mi servono per dipingere le mie correnti tele interpretative, li prendo sempre più spesso direttamente dall’etere della Terra, dalla nostra stessa “atmosfera energetica”. Perché ora non c’è più bisogno di alzare gli occhi verso gli spazi lontani, sperando che il Cielo ci indichi il nostro filo conduttore, giacché ora il Cielo è sceso in Terra, formando la condizione di un potenziale paradiso terrestre. E ora noi dobbiamo darci da fare, dobbiamo mettere a fuoco questa nuova Terra, dobbiamo colonizzarla, valorizzarla, dobbiamo farla parlare attraverso i nostri movimenti pratici di tutti i giorni.

Una seconda nascita

In che modo e quando è stato costruito il Suo sito, e come sono stati scritti i libri che vi si possono trovare?
Il mio vecchio sito è nato come una risposta al mio bisogno di condividere con gli altri le mie scoperte e i miei bagliori della verità. Io all’epoca dedicavo parecchio tempo alle consulenze individuali e nell’ambito di questa attività “acchiappavo” quasi sempre qualche “stella cadente” (qualche frammento di una nuova cultura esistenziale) e poi li presentavo attraverso i miei articoli. Più tardi mi è sembrato logico riunire insieme tutti questi numerosi articoli, organizzandoli in tre libri in formato Adobe Reader che ho depositati nell’archivio del sito. Alla fine del 2003 io sono stata “risucchiata” dall’orbita della trasformazione epocale che stava iniziando il suo avvento nel mondo della Terra e sono diventata una specie di suo “cronista” informale. Per più di tre anni non mi è stato possibile fare le consulenze individuali, perché lo sfondo energetico del mondo della Terra è diventato terribilmente mobile e “nomade”; un ambiente senza regole che continuamente integrava nuove tarature e si riavviava, poi ne integrava altre ancora e si riavviava di nuovo, insomma, una specie di “incubo energetico”.
Però adesso il monitoraggio del processo della graduale discesa della nuova realtà sul nostro piano fisico è finito, ed è arrivato il momento clou: il nostro effettivo inserimento in questa nuova realtà, in questo regime esistenziale alternativo.
Il 31 dicembre del 2007, nella magica notte del Capodanno, ho ufficialmente dichiarato che il mio vecchio sito con l’annesso forum, aveva esaurito il suo compito e si era trasformato in un “oggetto da museo”, passando la staffetta ad un nuovo sito, o meglio ad un portale, concepito come una piattaforma di apprendimento e di autoapprendimento, http://www.irinushka.eu/.
Il nuovo sito – portale è nato come uno spazio virtuale molto particolare che dovrebbe guidarci nel monitoraggio, nell’esplorazione e nell’interpretazione del divino che ora è sceso nel nostro habitat umano, che sta bussando alle porte delle nostre case.

Diventare un’onda

Come si spiega, usando le Sue espressioni, “il carattere sotto-manifestato” della nostra attuale presenza su questo pianeta ed esattamente in che cosa consiste?
Il carattere sotto-manifestato del nostro modus vivendi (anche il termine “sotto-sviluppato” non è malvagio, fa nascere le associazioni con le fotografie non abbastanza chiaramente definite, con una messa a fuoco non abbastanza nitida) si fa sentire praticamente in tutto, dalla A alla Z – nelle cose di primaria importanza, come in tanti piccoli dettagli. Cominciando da questo fatto: che noi, reincarnandoci sul piano fisico, di solito non sappiamo chi siamo, perché siamo qui e qual è la nostra Predestinazione vitale. Noi viviamo separati dalla nostra stessa spiritualità e dalla nostra immortalità, e, nel migliore dei casi, possiamo tutt’al più ipotizzare che dentro di noi ci sia questa presenza.
Noi viaggiamo attraverso la vita usando come riferimento di base non la nostra unica ed irripetibile “architettura interiore”, ma vari denominatori comuni, vari vademecum scritti da qualcun altro al nostro posto, varie tabelle standard dei pesi e delle misure (spesso illusorie). Noi non sappiamo veramente pensare, desiderare, decidere, divertirci e “sfogare l’anima”. Noi non abbiamo fiducia verso il mondo nel suo insieme e verso il nostro prossimo, e, nello stesso tempo, ci facciamo ben volentieri zombizzare dai vari “fornitori di verità di seconda e terza scelta”.
E allora come facciamo ad imparare questa arte del vero ed autentico pensare, desiderare, decidere, divertirsi e “sfogare l’anima”? Qual è il criterio del giusto?
Bisogna lasciarsi “trasformare in un’onda”. Bisogna interagire con il mondo circostante sulla base della nostra natura ondulare in via di espansione. Questa condizione, del tutto nuova e senza precedenti, funziona in modo tale da trasportarci attraverso la vita nel senso che è giusto ed armonico per noi, rifornendoci «just in time» con le conoscenze, le possibilità, le connessioni e le coincidenze di cui abbiamo bisogno in questo o quel particolare momento corrente e contemporaneamente proteggendoci contro gli sforzi e i cataclismi che per noi sarebbero controproducenti.
Ma che cosa vuol dire, “diventare un’onda”? Come lo possiamo spiegare, come lo possiamo capire?
Non lo si può … capire; la nostra esistenza precedente non ci ha in alcun modo preparati a questa condizione – “diventare un’onda”. È come saltare giù dai vecchi binari a favore di qualcosa che la nostra mente razionale non può ancora concepire, ma che ciononostante sta per diventare la linea guida della nostra esistenza sulla Terra. Il fatto è che noi non possiamo chiamare le cose con i loro nomi, quando le cose (nuovi stati ed algoritmi esistenziali) ci sono già, mentre i nomi e le definizioni per descriverle nel data base umano, per “dare loro un volto” non ci sono ancora! E allora siamo costretti ad usare la lingua delle metafore… E può darsi che qualcuno, sullo slancio di questa mega-domanda: “Ma che cosa vuol dire – diventare un’onda?”, riuscirà a spiccare un salto, abbandonando le vecchie tarature della propria psiche e vivendo un’esperienza illuminatoria..

La fine del mondo non ci sarà!

In che modo le persone sentiranno l’avvento della nuova realtà e quando questa nuova realtà diventerà una condizione definitiva?
L’avvento della nuova realtà sul pianeta Terra, anche se non viene riportato dai mezzi di comunicazione di massa, non è per niente una faccenda “top secret”. Per esempio, sul Web abbondano le pubblicazioni di vario genere, che in un modo o nell’altro cercano di stabilire delle connessioni con quello che sta succedendo: previsioni energetiche, attività educative degli “operatori della luce”, seminari esoterici e meditazioni collettive, bambini “Indigo” e “sciamani della nuova era”, e tante altre cose ancora.
La propagazione della nuova realtà sul nostro pianeta potrebbe essere descritta come un processo di installazione di un nuovo “Sistema Operativo Esistenziale”, molto più integro, potente, compatto, brillante e, soprattutto, molto più “user friendly” di quello attualmente in circolazione. Sostanzialmente, si tratta di una ricostruzione totale e senza precedenti di tutto l’habitat energetico-spirituale del mondo della Terra. E questa ricostruzione avviene in un regime che esclude la condizione di “staccare la spina dalla presa”; in altre parole, lo scenario apocalittico della fine del mondo non verrà evocato.
Però l’installazione del nuovo Sistema Operativo comporta vari effetti collaterali: i numerosi “riavviamenti” intermedi, i momenti di sconforto dovuti alle temporanee perdite di equilibrio, un apparente sbriciolamento del senso di sé. L’intensità e la profondità dei cambiamenti in corso sono tali che a volte la nostra mente “comincia a sragionare, va fuori di testa” e i nostri fusibili mentali, fino a poco tempo fa apparentemente solidi e sicuri, tendono ad andare in sovreccitazione e a saltare uno dopo l’altro.

Io – me stesso, unico ed irripetibile

Noi adesso per la prima volta in assoluto stiamo scoprendo com’è fatto il “Grande mondo”. La nuova realtà è nuova soltanto per l’umanità; semplicemente finora noi non potevamo condividere questa condizione del “quello che c’è veramente”; il piano fisico del mondo della Terra esisteva in una specie di auto-isolamento, in un regime delle vibrazioni basse non convertibili in lingua del Tutto.
Quello che succede adesso a noi e al nostro pianeta, si manifesta come un’onda stereofonica che non si inserisce nella nostra abituale maniera di pensare e di relazionarci con l’esistenza. Noi siamo abituati a vivere in uno spazio tridimensionale, mentre adesso stiamo per scoprire e ricostruire noi stessi in uno spazio multidimensionale, in un campo di forza completamente diverso, dove i vecchi canoni e le vecchie impostazioni mentali non funzionano più.
La cosa più difficile, probabilmente, è questa: a tutti noi viene “raccomandato con insistenza” di rinunciare all’uso delle analogie e degli specchi “comuni”, perché ognuno di noi è unico ed irripetibile e quello che ci succede, succede sempre in prima persona singolare, mentre alle altre persone succedono cose diverse, nonostante possibili similitudini a livello di superficie. Perciò i nostri vademecum e i nostri “manuali utente” per navigare nella nuova realtà noi dovremo elaborarli da soli, partendo da noi stessi, scoprendo che l’unico vero appoggio si trova dentro di noi, invece di appoggiarci su qualche genere di riferimenti esterni e di denominatori comuni. Anche perché questi riferimenti esterni sono in gran parte illusori. E in questa situazione non ci sono e non potrebbero esserci dei rifugi e dei bunker super-affidabili, in cui andare a nascondersi come si fa quando è in arrivo un tornado, per poi uscire fuori e scrutare con attenzione il landscape modificato della Terra: “Dunque, vediamo, che cosa ci ha portato questa perestroika…”.

Ma in tutti i casi la libertà di scelta individuale non è stata abolita da nessuno ed ognuno di noi sceglie da sé i ritmi e i regimi di navigazione adatti a lui, per inserirsi nel Sistema, per diventare una parte integrante della rete energetica informativa globale. Dopo di che, una volta fatto il nostro “login” formale nel Sistema, noi cominciamo a vivere e a vibrare in sinergia con Esso, ad avere accesso alle sue risorse più o meno illimitate, a costruire al suo interno un nostro individuale “orto delle meraviglie”, a manifestare in libertà le nostre vere inclinazioni e le nostre “capacità” e a ricevere da Esso tutto ciò che ci serve per soddisfare i nostri veri “bisogni”.

Personalmente per me l’evento della connessione al Sistema avvenuto all’incirca un anno fa, è stato come un magico ed eccitante risveglio all’interno del “campo dell’Amore” – quella Forza universale che io stranamente avevo ignorato fino a quel momento e senza cui ora non riesco ad immaginare la mia esistenza.
Ed ora in questo campo primordiale dell’Amore (“Love”) stanno per nascere delle singole «Love stories» («Love stories» nel senso ampio della parola, come i contesti applicativi e i letti del fiume degli eventi che vengono costruiti sull’amore, nutriti dalle vibrazioni dell’amore, che esprimono il rapporto della reciprocità a tutto campo con l’esistenza). E questo stato di cose è già molto molto vicino alla condizione che noi abbiamo deciso di chiamare la condizione della “presenza completamente manifestata”, però la mente razionale non è in grado di comprenderla, la possiamo sentire solo “a livello del ventre”. E comunque queste sensazioni saranno diverse per ognuno di noi, saranno uniche e personalizzate, esistenti in una sola copia – quella d’autore.

Vivere nel regime di un “miracolo ordinario”

Quali regole del gioco smettono di funzionare nella nuova epoca? È questa l’ètà dell’Acquario di cui parlano gli astrologi?
La nuova epoca può essere definita in tanti modi; per esempio, il “Secondo Avvento”.
Per quel che riguarda le regole del gioco che vengono “ritirate dalla circolazione”, indicherei come prima cosa quella della nostra eterna dipendenza dalle circostanze esterne. Ora, grazie alla nostra cinetica spirituale interiore che si sta risvegliando, noi oggettivamente diventeremo più forti delle circostanze esterne e quindi non saremo più noi a doverle seguire, ma al contrario, saranno loro a doverci ubbidire, a mettersi a disposizione della forza della volontà della nostra ragione e del nostro volere profondo.
Che cosa bisogna fare per attivare questo regime magico nella nostra esistenza?
Per cominciare a vivere secondo il regime di un “miracolo ordinario” (prima impossibile e ora del tutto naturale), bisognerebbe smettere di “dare corda a ciò che è fuori” e diventare consapevoli del fatto che il nostro principale appoggio esistenziale si trovi dentro di noi. Però non deve essere un atto di autoconvincemento o di autozombizzaggio; si tratta di riuscire a sentire, con tutte le nostre fibre e con tutte le nostre celluline, che le cose stanno esattamente così e in nessun altro modo. Dopo di che possiamo metterci a ballare, partendo da questa nostra stufa interiore (“ballare incominciando dalla stufa” è un’espressione idiomatica russa che ha questo significato: “tornare alle origini”, nel nostro caso – alle origini vibrazionali), usando l’esistenza come sponsor e come partner, trasformando la nostra vita in una specie di incantesimo mobile creato dai nostri ritmi interiori, unici ed irripetibili.
Potrebbe dare qualche suggerimento più concreto, su come procedere?
Ricordate la scena della Cenerentola mentre si prepara per andare al ballo? Sotto il tocco della bacchetta magica della buona fata – madrina la zucca si trasforma in una splendida carrozza, i topini precedentemente catturati nella trappola – in bellissimi e potenti cavalli, il ratto – in un cocchiere. Questa è un’ottima illustrazione su come certe condizioni e i movimenti, apparentemente del tutto banali, si possono usare in una maniera tale da trasformali in una specie di “portale”, in un veicolo che ci collegherà con i livelli superiori della gerarchia della causalità. Ovviamente, per passare attraverso il portale, come minimo, noi dobbiamo essere in possesso delle unità di scambio equivalenti e consone a noi, alla nostra autentica trasmissività interiore e per averle, ci toccherà “acchiappare i topi” e “far crescere le zucche”.

La chiave per i miracoli: sii te stesso autentico

È così difficile…
Proviamo a fare riferimento a questo principio: ciò che c’è sopra, c’è anche sotto. Dunque, arrivare vicino vicino al nostro analogo superiore e al suo campo vibrazionale ad alte frequenze è una condizione che normalmente non ci è dato sperimentare. Però se noi riusciamo a predisporre, a tracciare un giusto disegno del nostro movimento (del nostro comportamento) sul piano fisico, questo disegno entrerà in risonanza con il nostro analogo ad alta frequenza e lo “incanterà”, lo ecciterà, lo attirerà verso di sé, lo collegherà con le portanti a bassa frequenza. In altre parole, comportandoci nel modo che è giusto e corretto per noi nella nostra vita di tutti i giorni, noi diventiamo in grado di attirare verso di noi la nostra causalità superiore, la nostra Predestinazione esistenziale, i nostri fili del destino. E di gestirli attraverso i fili e le leve terrestri che ci sono famigliari.
E ora torniamo di nuovo ai nostri “topini” e alle nostre “zucche”. Sia la zucca che i topini devono essere “a posto e in ordine”. Una zucca che “non è a posto” potrebbe magari darci qualche fastidio e delusione nella sua qualità di zucca, ma se si trasformasse in una carrozza, allora questa carrozza “fatta male” non ci sarebbe di alcuna utilità, anzi, ci causerebbe dei problemi esistenziali piuttosto gravi. Quindi tutto ciò che noi facciamo, tutti i mezzi energeticamente “eccitabili” che noi usiamo per raggiungere i nostri obiettivi, devono essere consoni e “simili” a noi e alla nostra natura profonda. Altrimenti la zucca non sarà altro che la zucca, invece di diventare un corridoio tramite cui collegarsi con i livelli ad alte frequenze. Perché non esiste una bacchetta magica capace di fornire alla zucca qualcosa che soltanto noi le possiamo fornire: la quintessenza di noi stessi. Se voi viaggiate attraverso la vita cercando di essere ciò che siete veramente, se siete fedeli a voi stessi, se, con il fiato sospeso, andate alla ricerca della vostra parte nascosta e cercate di capire la vostra vera predestinazione, invece di sottoscrivervi all’obbligo di vivere come tutti gli altri, allora voi state già vivendo nel regime del “miracolo ordinario”, voi confezionate i vostri eventi usando la pasta di cui siete fatti, voi centrate i vostri veri obiettivi ed esaudite i vostri desideri. E con questo tipo di impostazioni le azioni da noi compiute, anche quelle apparentemente “modeste”, cominciano a “creare degli eco e a rimbalzare attraverso tutto l’Universo”, ma rimbalzare non nel senso del rumore, ma nel senso che ogni quanto dello spazio vibrazionale terrestre ed extraterrestre risponde a queste nostre azioni con gioia e piacere…
Come, in che modo una persona normale potrebbe captare il respiro della nuova realtà e seguire il suo richiamo?
Semplicemente prendendo spunto dalla propria realtà circostante immediata, da tante cose piccole, dalle eccitazioni e dagli impulsi apparentemente banali con cui noi abbiamo a che fare tutti i giorni e i quali, se noi solo ci mettiamo ad osservarli con un po’ più di attenzione e di apertura, diventano la nostra guida e il nostro Maestro nell’esplorazione della nuova realtà. Sta nascendo, si sta svegliando in noi, un nuovo senso – “il senso di sé stesso giusto e corretto” a livello locale. Che potrebbe anche essere definito come il nostro senso personalizzato della misura delle cose o come una nostra bussola interiore. All’improvviso noi arriviamo ad avere una “mini-illuminazione”, ci sentiamo perfettamente allineati con noi stessi e con l’esistenza, sentiamo con estrema chiarezza che cosa è giusto e corretto per noi in questo preciso momento e anche perché lo è.
E poi arriva un’altra “mini-illuminazione”… e poi un’altra… e un’altra ancora – e più spesso succederà e più noi diventeremo bravi ad acchiappare e ad inquadrare i nostri locali e personalizzati “momenti della verità” e a tracciare tramite loro il nostro giusto e corretto disegno esistenziale. Ma dobbiamo guardare proprio sotto i nostri piedi e non in Cielo.
Lei riesce a vedere un futuro probabile oppure l’unico futuro possibile?
Il futuro è sempre multivariante. I livelli superiori concepiscono degli scenari, ma questi scenari non sono dei manoscritti con già tutto predefinito con tutte le parti, tutti gli eventi, tutte le repliche, ma sono piuttosto una specie di contesto integro “eccitabile” che dovrebbe “switchare” e migrare da un certo punto A verso un certo punto B. E all’interno di questa integrità che viaggia, sottoposta a certe eccitazioni e sollecitazioni, è ammessa un’enorme quantità di variazioni, a condizione che venga rispettato quel riferimento della stabilità basilare che c’è a monte, quello intorno a cui a valle si intrecciano le numerose melodie dell’accomplishment e delle performance operative.
Di conseguenza io non descrivo e non predico mai il futuro come uno scenario rigido, ma preferisco illustrare delle tendenze. E le tendenze possono cambiare a loro volta, come risposta a certe nostre azioni e soprattutto come risposta ai nostri specifici “momenti della verità”, alle nostre “mini-illuminazioni”. E questa “suspense” è bellissima, perché TUTTO è possibile. Basta volere, con questo volere “trasversale”, generato a livello “delle nostre viscere profonde”, in allineamento con ciò che noi siamo veramente, e poi attirare l’esistenza come sponsor e come partner che farà in modo che i nostri desideri si realizzino. La fede in noi stessi ci permetterà di creare dei veri miracoli…

Sulla cresta dell’onda

In che modo cambierà (se cambierà) nella nuova esistenza la valutazione fondamentale: che cosa per un essere umano è giusto, corretto, è un bene e che cosa, invece, è un peccato (violazione delle leggi divine e umane), un reato? Per che genere di “misfatti” la nuova realtà potrebbe costringerci a pagare con lo sfasciamento del nostro destino, le malattie, le perdite, i fallimenti?
Nella nuova realtà non esiste questa impostazione: una suddivisione artificiale tra il bene e il male, tra la luce e il buio. Se noi ci troviamo inseriti nella nostra onda e siamo in connessione con il Tutto, allora per definizione noi siamo sempre dalla parte della “verità e della luce”, e sostanzialmente ci occupiamo proprio di questo: della rifrazione e della manifestazione di tutto questo splendore tramite i nostri movimenti ed azioni sul piano fisico, che diventano come dei piccoli “monumenti tangibili a quello che c’è”; dei piccoli “evviva la verità!”. Però bisogna comprendere che questa verità non è mai statica. La verità si autoricalcola in ogni momento, e quindi, anche noi, se vogliamo continuare a stare con la verità e con i suoi raggi luminosi e curativi, dobbiamo continuamente rinnovarci e ricalcolare le nostre traiettorie esistenziali, invece di riposare sugli allori.
La nuova realtà è innanzitutto un movimento di natura ondulare, dove ogni cosa è collegata con tutto il resto, dove tutto è correlato. E se noi cercheremo di fermare o di ostacolare questo movimento (sia per quel che riguarda noi stessi, sia per quel che riguarda gli altri), allora ci troveremo tagliati fuori da questo flusso della verità in continuo movimento, ci troveremo “al di fuori del benessere” e sul ciglio della strada e il nostro equilibrio esistenziale immancabilmente ne risentirà.
D’altra parte, queste eventuali deviazioni ed “errori di valutazione” dei nostri stati esistenziali (riuscite a percepire la differenza tra un peccato e un errore di valutazione, un errore di calcolo?) potranno essere dinamicamente curati e corretti con successo – tramite lo stesso movimento, che, se applicato nella giusta direzione e dotato dei ritmi giusti, funziona come una terapia universale, “ri-eccitando” il contesto “malato” e restituendogli il suo vero slancio. Però questi “modus operandi” della nuova cultura esistenziale noi li impareremo gradualmente. L’importante è comunque partire dal cuore aperto e non mentire a se stessi, e tutto il resto arriverà, non potrà non arrivare.

Ti guardo come se fossi uno specchio

Lei ha un Maestro? E in che modo uno potrebbe diventare un Suo discepolo?
Sì, ce l’ho. Ma è un argomento che va oltre i limiti di questa intervista. Per quel che riguarda la seconda domanda, risponderei così. Per diventare un mio discepolo, suggerirei questo approccio: evitare di guardare me “in modo frontale” e di seguire direttamente le mie orme, imitando il mio modo di camminare; e invece guardare se stesso attraverso me, usandomi come specchio.
Questo pensiero è stato espresso molto bene da Gary Jules nella canzone «Mad world»:
«Hello teacher tell me what’s my lesson?
Look right through me Look right through me».

Lei riesce sempre a gestire la Sua vita secondo i suoi desideri e le Sue scelte mentali? E per quel che riguarda gli altri, riesce sempre ad aiutarli?
Diciamo che io sto imparando il “saper fare” della nuova cultura esistenziale in una maniera graduale, seguendo i regimi e i ritmi che vengono dettati dall’onda trasformativa globale a cui io mi sono data “con tutte le mie viscere”. Ed è proprio fondendomi con Essa che io ho trovato la mia particolare “curvatura della felicità”; ho vinto il “massimo premio alla lotteria esistenziale”, ed ho scoperto questo stato di grazia che aveva espresso così bene il famoso cantautore Vladimir Vysotsky, nella sua “Ballata dell’Amore”:
“Io stenderò dei campi davanti agli innamorati
In modo che possano cantare nei sogni e nella realtà
Io respiro, e perciò io amo!
Io amo e perciò io vivo!”.

Aiutare gli altri, adesso come in passato, io posso soltanto in modo indiretto, perché alla fin fine tutto dipende dalla persona stessa. Ogni persona è artefice del proprio destino, soltanto lei può predisporre per se stessa “una corretta gestione esistenziale” e fare in modo che le “tornino i conti”. Mentre il mio destino è quello di vivere nel regime dell’avanguardia e di “correre davanti alla locomotiva”. E successivamente, grazie a queste mie scoperte e alle mie “anteprime”, di predisporre “delle corde fisse” e di creare dei precedenti vibrazionali che potranno aiutare altri pionieri ed esploratori della nuova realtà nel loro specifico cammino.

www.pdf24.org    Invia articolo in formato PDF   

2 Comments

  1. Luca  •  Dic 9, 2008 @22:50

    Che dire…

    leggerTi è una gioia!

    e Ti offro alcuni pensieri che forse Ti potranno trasmettere cosa hai fatto risuonare in me:

    “Ogni passo del tuo scritto merita attenzione ed è come osservare un’onda dell’oceano:
    onda che, con eleganza, si tuffa in sè stessa e crea un’unica armonia

    l’onda dell’oceano che nel suo continuo trasformarsi senza ripetersi,
    conduce lo sguardo ad abbracciare l’intero orizzonte

    ed io come gabbiano che vola sulle sponde nuove,
    cerco con velocità il nuovo gioiello che sento vicino

    e quando intravisto, in delfino mi trasmuto
    per seguire con veste nuova, in diverso elemento, il mio riflesso

    che diverso ma uguale richiama la Maestria
    che Nuova seppur Antica abbraccia, infine, il mio cuore.”

    Ci rileggeremo presto e se attiverai il forum in italiano offrirò il mio contributo.

    Luca

  2. Irinushka  •  Dic 10, 2008 @10:16

    Luca, ti ringrazio! È esattamente l’effetto che io speravo di ottenere! 🙂
    E sì, credo proprio che sia arrivato il momento di creare il forum italiano.

    Al forum russo noi abbiamo una comunità virtuale non numerosa, ma molto brava nel monitoraggio quotidiano di quello che sta succedendo; però sento che mi manca la possibilità di parlare di queste cose, di “dipingerle” anche in italiano.
    Di usare l’onda italiana come una co-creatrice degli incantesimi verbali.
    Quindi, chiederò subito all’amministratore dell’hosting se è possibile attivare un forum italiano qui, http://www.irinushka.eu/forums/index.php.
    Come uno spazio per poter dialogare quotidianamente, per captare ed interpretare le sfumature della nuova realtà “a livello capillare”, cosa che non è possibile se si usa il formato degli articoli.

    Un abbraccio di cuore!

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.