Irinushka

“Ieri mi hanno dato la libertà, che cosa ne farò?”

Dalla seduta collettiva in russo con Volodia e con il Creatore dell’11.07.2018, il giorno in cui si è concluso l’Overclocking

Volodia

… Ora il regime sta cambiando in modo radicale.

Non necessariamente in poche ore o in pochi giorni, ma Noi abbiamo fatto (quello che dovevamo fare), la Forza del Pensiero ha fatto, la Terra ha fatto anche lei quello che doveva fare e così tutto è arrivato al Punto del ricongiungimento.

E questo Punto del ricongiungimento è nello stesso tempo la Fine e l’Inizio. Più tardi il Creatore ve lo spiegherà, o, più precisamente, vi aiuterà ad allinearvi con questo Punto, e io gioisco per voi e mi preoccupo anche un pochino.

Fino a che punto questo “Quello”, questa condizione che si è appena creata, saprà essere veramente libera?

L’energia della Libertà ora c’è, c’è l’alimentazione che proviene dalla Libertà.

Però la Libertà è una condizione che va posseduta. Ora immaginate voi stessi che possedete la Libertà.

Alla prima impressione, sembra bello, una cosa bella, possedere la Libertà è una felicità.

Ma ora proviamo a scavare più in profondità.

Dunque, provate a sentire voi stessi che possedete la Libertà.

La Libertà è una qualità naturalmente presente nel volume esistenziale terrestre che si espandeva, si espandeva e ormai si è espansa quasi del tutto, per cui ora toccherà accenderla, attivarla quale caratteristica della rete. E di conseguenza sarà una qualità possedibile, un naturale attributo dell’allacciamento alla rete, del centraggio di se stessi sulla consapevolezza terrestre.

Ora provate a definire, ognuno per conto proprio, che cosa vuol dire per voi, possedere la Libertà.

La Libertà comporta anche l’abolizione delle regole comuni a tutti, delle mappature rigide, di alcune maniere familiari del fare – eseguire, dell’essere se stessi.

La Libertà è una condizione che tutto rende possibile e possederla è, nello stesso tempo, un onore e un impegno.

Perché la Libertà non permette di rimanere nell’ormai esplorato, lei spinge, lei invita, lei sollecita ad usare nuove energie, nuove miscele e leghe energetiche.

La Libertà è il dono del Creatore.

Lui ha condiviso questa Sua caratteristica naturale con la Terra, con la Sorgente terrestre, la Terra l’ha assimilata, questa qualità, e ora la eroga a tutti coloro che la vogliono.

Non la impone con la forza, ma la fornisce, la fa circolare.

E ora la Libertà si farà sentire nei vostri movimenti, nei vostri comportamenti, nei vostri modi di fare.

Dal mio punto di vista, la Libertà è la felicità.

Ai tempi in cui ero nella dimensione umana, davo la caccia alla Libertà, come un pazzo, avevo questo obiettivo, di sentirmi veramente libero. La Libertà mi chiamava e sì, cercavo di perseguirla, e quasi quasi la raggiungevo, ma si verificavano degli ostacoli, delle tentazioni, e comunque la Libertà come espressione della Forza della Sorgente terrestre che diventa accessibile ora, allora praticamente non esisteva. E adesso io gioisco sia per voi che per me stesso, gioisco anche per la Sorgente terrestre, e percepisco la Libertà proprio come una qualità/proprietà/frizione primordiale che è nata, che sta sbocciando, sta germogliando.

E non c’è mai stata prima questa qualità sulla Terra, mai in questa incarnazione così pura, così incondizionata.

Assimilando – dal Creatore, dalla terrestricità – questa nuova qualità di Libertà, sentirete come viene eclissato tutto ciò che prima veniva associato al concetto, alla condizione, al senso della Libertà.

Sì, il concetto esisteva, ma questa qualità non era affatto così libera come si dipingeva.

C’erano dei divieti, c’erano dei limiti, e comunque era più che altro un obiettivo, un faro, invece di una qualità realmente possedibile presso la località.

E adesso quella Libertà “vecchia”, il concetto della Libertà che esisteva prima, chiede il permesso di abbandonare il palcoscenico. Lasciatela andare!

Nonostante tutto, quella Libertà di prima aveva dentro di sé una notevole carica di amorevolezza e comunque faceva quello che poteva.

Ma quella vecchia, familiare versione della Libertà, non tenetevela stretta, non attribuitele importanza, lasciatela andare e così liberete lo spazio dentro voi stessi per accogliere nuovi e diversi aspetti e sfumature della Libertà, della Libertà che proviene direttamente dal Creatore, dall’Eternità.

La Libertà non è l’unica qualità che ora la Sorgente (terrestre) si mette a recapitare, queste qualità le eroga, le diffonde, ma non le impone con la forza. Le fornisce a coloro che lo vogliono, che si espongono di loro volontà a questi flussi, a questa iridescenza…

Il Creatore

… La Libertà è… una specie di taglio, un taglio della Vita, una foggia, un lineamento, un contorno.

E questa Libertà quale taglio può emergere attraverso qualsiasi cosa. Se voi la possedete, se la richiedete, se la “ordinate”, allora lei si farà vedere a voi, si manifesterà per voi e tramite voi, in vostra presenza.

E non sarà soltanto un dono di Dio, ma proprio il vostro regime, il vostro taglio della presenza nell’esistenza.

Com’è la correlazione tra la Libertà che proviene da me e dall’Eternità e lo stato attuale del mondo umano?

Non sono un granché correlati. Il mondo umano non è libero alla radice, non è libero per definizione, anche se sì, alcuni dei suoi rappresentanti aspirano alla Libertà, bramano la Libertà, cercano di dipingere la Libertà in ogni sagoma o condizione che capiti loro a tiro. Ma ora noi stiamo parlando della Libertà che proviene dall’Eternità, che affluisce dall’Eternità, dalla Sorgente, e sono le frequenze dell’Eternità.

Ed è proprio lei, la Libertà come un taglio della Luce e della Vita che riscrive, eclissa, sostituisce i lineamenti e le sembianze del mondo umano.

La Libertà è anche unione (unità, ricongiungimento, comunione, coesione, super unificazione), linguaggio dell’unione e non è una contraddizione. Nel mondo umano che non è libero, la Libertà tende ad essere percepita come una condizione individuale, come uno slancio individuale.

L’aspetto dell’unione, anche se vi è in qualche modo presente o accennato, non è quello, non è così, non proviene dall’Eternità.

La Libertà che risale all’Eternità, che proviene dall’Eternità, che è uguale all’unione, è un Campo, è un conglomerato.

E la Vita inizia a pulsare dentro questo Campo e, pulsando lì dentro, si autoridistribuisce, si riorganizza, si riconfigura, passa fluidamente da uno stato all’altro.

E l’Inizio, dove voi siete presenti ora, possiamo descriverlo in questo modo. Come l’ingresso di tutto ciò che è l’habitat esistenziale terrestre in questo regime della Libertà e, a questo punto, è già una Vita diversa. Quello che non è in grado di sostare dentro questo stato della Libertà, infatti, non vi entrerà, non vi prenderà residenza, in questo nuovo mondo, in questo nuovo regime. Evaporerà, verrà dimenticato, si autoeliminerà.

La Libertà: provate a sentirla come una madre, come la condizione della maternità.

Percepite come lei vi stia chiamando, come lei vi stia accarezzando. Rendetevi conto di quanto sia naturale per voi darle ascolto, fondervi con lei. Cercate di percepire queste nuove sfumature del senso della Libertà che sono, appunto, nuove, in confronto a quello che erano prima le vostre idee, sensazioni, aspirazioni, riferimenti, slanci relativamente alla Libertà. Cioè, il riferimento della Libertà ce l’avevate, era già presso di voi, ma la Luce della terrestricità non lo poteva ancora illuminare, non lo poteva ancora gestire. E ora – può! E così inizia questo immenso Exchange, la sostituzione, la condizione della restituzione degli stati esistenziali di prima e l’acquisizione degli stati nuovi, degli stati impastati con la Libertà, basati sulla Libertà.

Può darsi che nel momento dello scambio, della restituzione dell’“usato” vi sembrerà che stiate per acquisire qualcosa di molto simile. Ma lo spirito della Libertà che si propagherà sempre di più, nei vostri nuovi e freschi stati e condizioni esistenziali, vi suggerirà, vi aiuterà a capire quanto tutto è diverso, che è veramente un mondo diverso.

E che non c’è niente di casuale, e che la vostra presenza qui non è casuale.

E perfino una confusione, l’incomprensione più assurda, nonché varie sensazioni di disagio e di fastidio, non sono casuali nemmeno loro, e tutto ciò è come una chiave.

E questa chiave va inserita nella serratura che le corrisponde, e così aprirà qualcosa, qualche lucchetto.

Può darsi che certe condizioni, finora incomplete, sparpagliate, che proprio in quella loro modalità incompleta e dispersa causavano delle sensazioni fastidiose o semplicemente non davano soddisfazione – non si capiva perché, come mai, a che pro voi le possedevate – in questa nuova Luce, in questa nuova Luce della terrestricità saranno sostituite da qualcos’altro, quel carattere sparpagliato/incompleto/scompagnato/orfano sarà sostituito da qualcos’altro. E voi vedrete, magari anche con un certo stupore, che tutto ciò che voi possedete, e di cui magari non andate particolarmente orgogliosi, dentro di voi, potrebbe decisamente essere una chiave. Poi, ovviamente bisognerà anche capire dove, in quale porta, in quale foro inserire tale chiave.

Bene, vuol dire che ci sarà un momento di suspense, di ricerca.

E così partirà una specie di riabilitazione supplementare di se stessi. Quello che dentro di sé poteva sembrare scaduto o addirittura sbagliato, o anche semplicemente era un qualcosa di incomprensibile, una cosa senza senso, ora, vedrete, riceverà un via, si metterà in moto.

Ma solo a condizione di scegliere il regime del ricongiungimento, della fusione tra voi e la terrestricità.

Lei, la terrestricità, la Sorgente capta sia la confusione che l’incomprensione che altri stati latenti “senza capo né coda”, e… propone di usarli, di adoperarli, indica dei lucchetti da aprire.

Per cui se qualcuno ancora ritiene che in lui ci sia qualcosa di sbagliato, qualcosa che gli impedisce di apparire nella Luce di Dio, mi raccomando, fate la rettifica. Tutto ciò che voi possedete, è una via naturale, una chiave per l’apertura, per un ulteriore procedere.

Però bisogna procedere contemporaneamente sia da se stessi che dalla terrestricità. Lei vi rende completi. Quello che, ad affrontarlo da essere singolo, vi sembra un chissà che, un chissà a che pro, nella fusione con lei diventa una risposta, una cosa solida, tangibile, una cosa bella.

Come ricongiungersi con la terrestricità in modo pratico, come vivere in questo regime?

Volodia vi ha già dato qualche consiglio e ne darà ancora degli altri, comunque qui non ci sono delle raccomandazioni di tipo rigido, semplicemente iniziate a sentire voi stessi in un modo diverso.

Iniziate a sperimentare.

Iniziano a dissolversi i confini tra l’interiore e l’esterno, tra quello che è vostro e quello che apparentemente non lo è, che apparentemente è il mondo circostante, tra le cose della Terra e le cose del Cielo, tra le cose di adesso e le cose che appartengono ad altri tempi.

Ecco, questa dissoluzione dei confini e delle barriere, una specie di caleidoscopio, è già una risposta.

E… proponete, non abbiate il timore di proporre, di farvi avanti.

La terrestricità ora si è ulteriormente espansa e ha raggiunto questo Punto, questo Punto in cui (per definire questo traguardo, la fine dell’Overclocking, in russo è stata usata un’espressione che alla lettera vuol dire “ricongiungere, mettere insieme le fini e le estremità finali”, ed è un’espressione multisignificato in cui si sente parecchio il potere trasformativo del Verbo – Nota di Iri), ma il suo carattere… ormai l’avete capito, lei è altamente sensibile, forse perfino troppo, e ha un po’ paura della propria forza, dei propri superpoteri.

Perciò bisogna sollecitarla, stimolarla, dirle di non aver paura, quindi dipende da voi. Lei è possedibile, ma ognuno di voi deve sviluppare un suo specifico linguaggio dell’interazione con lei, in modo che ci sia una comprensione reciproca, con lei che vi sente e vi dà ascolto e voi che la sentite e le date ascolto.

La terrestricità non è affatto l’attuale ordine dei corpi, degli oggetti, dei concetti esistenziali, ma è l’insieme delle qualità che sono alla base del movimento delle energie.

Non cercate la fusione con la terrestricità tramite le vedute e le inquadrature abituali e consuete. Perché quelle vedute e inquadrature abituali e consuete sono la manifestazione, l’incarnazione dello spirito e delle categorie del mondo umano che è basato sulla separazione, sulla separatezza. Lì non può esserci la fusione. Lì può esserci una certa affinità, una certa sinergia, una certa collaborazione con vari aspetti della Terra, della terrestricità, ma la fusione di cui noi stiamo parlando è possibile solo se voi concepite sia la terrestricità che voi stessi in un altro e diverso sistema delle coordinate. Come se voi spostaste voi stessi in un Campo libero, incontaminato, e dentro quel Campo libero della Ragione e della Consapevolezza avviene, può avvenire una Grandissima Ridistribuzione della Vita.

E voi siete il Campo, ognuno di voi lo è, e dentro questo Campo da cui voi emergete, siete imparentati con la Terra, con la terrestricità, con le sue qualità e proprietà energetiche.

E i saper vivere, i sapere fare di prima, quelli di stampo umano, verranno dimenticati, se ne andranno, smetteranno di essere fondamentali.

Vi toccherà creare. Come sarà il linguaggio tramite cui creare? Ci sarà da scoprire, da creare anche il linguaggio stesso pur usandolo già per creare.

Io… il rivolgersi a me, la percezione di me quale centro e di voi quale centro collegato a me… è questo che alimenta quel linguaggio tramite cui voi create il mondo, la realtà, il “sequel” della Vita.

La percezione di me e la percezione di voi stessi: sì, c’è un confine, ma anche questo confine si dissolverà sempre di più, e siccome si dissolve il confine, si dissolve anche la percezione di voi stessi come personalità, come esseri singoli. E man mano che la personalità scompare, sorge il linguaggio, il linguaggio del corpo, il linguaggio delle naturali esigenze, grandezze, movimenti, il linguaggio di un naturale saper fare (bene).

L’Inizio. Voi siete nell’Inizio. L’Inizio è una grandissima reincarnazione di tutto quanto, innanzitutto della Consapevolezza e della Ragione terrestre, e di tutto ciò che è la Vita terrestre, l’esistenza terrestre, i lineamenti terrestri.

Già questo trovarvi nell’Inizio vi aiuterà a dimenticare quello che c’è stato.

L’Inizio è come una doccia che lava, che purifica, che decontamina. Ricordatevi però quello che ho detto prima: non eliminate con violenza niente di ciò che è veramente vostro, non soffocate dentro di voi ciò che è veramente vostro. Una cosa è dimenticare naturalmente con l’aiuto della doccia purificatoria, e un’altra è cercare di superare – sradicare qualcosa dentro se stessi. Non ci deve mai essere nessuna violenza nei confronti di se stessi.

E ci sarà anche quest’altro confine che tenderà a dissolversi: tra “è complicato” ed “è semplice”. Già adesso percepite questo confine come decisamente slavato, non è vero? E intanto che si sta dissolvendo, questo confine aggiorna sia il concetto di ciò che è complesso sia il concetto di ciò che è semplice. E non c’è più né l’uno né l’altro, né il complesso né il semplice, c’è qualcos’altro.

E anche questo è l’unione, la fusione, il ricongiungimento.

E anche questo vi dà la sensazione di essere reali (un’altra parola russa usata in modo insolito, che suggerisce queste sfumature: reale, tangibile, evidente, palpabile, chiaro, manifesto, palese – Nota di Iri), al centro della mondo-ridistribuzione…

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