La vita è connessione

Relati_vitaFacciamo così. Ci rivolgiamo a tutto ciò che è materia, densità manifestata o manifestabile nella materia. Vorrei chiamare nel campo tutte le energie di connessione, di ricetrasmissività, tutto ciò che partecipa al funzionamento e al comportamento del campo della materia.

Partiamo da questo. Che cos’è il comportamento della materia?

La materia, per sua natura, è una luce che tutto collega, che tutto vuole collegare quindi, la sua qualità principale, è proprio quella di connettere, collegare, mettere insieme, tenere insieme, trasmettere, servire i regimi delle connessioni.

Il comportamento delle connessioni è l’aspetto principale, la qualità principale.

Nella vita di prima come funzionavano le connessioni?

C’erano delle connessioni, delle indicazioni stradali, delle frecce, degli scambi, dei meccanismi che univano e riunivano, che incarnavano e tenevano insieme le energie, però non c’era la materia, cioè non c’era il corpo della materia veramente sano, veramente integro, veramente reale, veramente consapevole.

Allora, nella vita di prima, lo dico proprio così, nella vita di prima o nella vita precedente, anche se apparentemente c’era abbondanza di frecce, di indicazioni stradali, di connessioni, di scambi, di tutto ciò che corrispondeva al senso del mondo umano, queste connessioni andavano verso il nulla, non avevano un seguito. Sì, c’erano e facevano il loro servizio, ma tutto portava in vicoli ciechi perché a livello della Ragione, della Consapevolezza era ancora assente il corpo sano, integro, completamente manifestato della materia, della terrestricità.

Adesso partiamo dalle connessioni.

Io direi che tutte le tue connessioni, frecce, scambi, equazioni, regimi di collegamento, frequenze portanti che usavi nella vita precedente sono andate.

Alcune di esse continuano apparentemente ad essere in funzione, fanno il loro supporto, sono come delle strade o dei binari ferroviari, insomma un’infrastruttura dentro cui transitano le energie, però l’ordine più a monte non c’è più, è evaporato. È come se ci fosse una ferrovia, ma non c’è più un dipartimento delle ferrovie, un ministero dei trasporti, uno stato, un governo, un qualche genere di autorità esecutiva che potrebbe essere a capo di questi binari. E così, una grande quantità di linee di connessione è rimasta senza più riferimenti a monte a cui ubbidire, da cui dipendere. Cosa fanno? In diverse continuano comunque il loro servizio, il loro supporto, aspettano che passi un treno, fanno in modo che le ruote aderiscano possibilmente bene alle rotaie, insomma cercano di eseguire, di mandare avanti le cose. Questa è solo un’apparenza di ordine perché le connessioni, per la loro natura, non possono essere abbandonate a se stesse, non possono non avere qualche riferimento a monte a cui rispondere, con cui essere in correlazione. Per questo, le connessioni presenti nell’attuale landscape umano, diventano sempre più deboli, caotiche, malfunzionanti. Più o meno garantiscono ancora il passaggio dei convogli, ma c’è negligenza, disattenzione, ci sono delle interpretazioni errate dei segnali, delle interruzioni del servizio, delle mini-sconnessioni. E anche il treno stesso non è del tutto reale, non è particolarmente convincente, la sua rotta, i suoi passeggeri, le merci che trasporta.

Il landscape e l’infrastruttura delle connessioni, il sistema della connettività e dell’interazione delle energie precedentemente incarnati non ci sono più. Rimane ancora in piedi questa carcassa, questo fantasma delle vecchie “ferrovie” che però è appeso nel vuoto, non ha delle corrispondenze, delle conferme, delle risposte in ciò che è questo corpo nuovo, sano, integro della materia terrestre che sta venendo alla luce.

Proviamo a rispondere a questo interrogativo.

Com’è o come sarà la differenza principale tra le connessioni di prima e quelle del nuovo landscape?

Prima di tutto, le connessioni del nuovo landscape vengono co-fecondate dalla terrestricità, dalla Sorgente terrestre, derivano proprio da un altro corpo e edizione della materia, derivano da un altro stato della Consapevolezza.

Esprimono la materia dell’Eternità, esprimono la terrestricità senza fine.

Le connessioni di prima, anche quelle più nitide, più reali erano comunque impastate con la falsità e, già solo per questo, non erano sane, non erano in salute, erano stonate. Adesso stiamo osservando come avviene la loro trasformazione perché sono anche come dei vettori, delle indicazioni stradali, solo che il “dove”, il “qui” che corrispondevano alla condizione di prima non c’è più, sta evaporando. Alcune di queste connessioni cessano di esistere, ma altre vengono riempite con un contenuto diverso ed è per questo che è così importante sbirciare dentro il comportamento delle proprie connessioni.

Quelle che cadono giù, che smettono di funzionare oppure quelle che richiedono da te uno sforzo immenso per mantenerle, vuol dire che non corrispondono alla tua natura, non hanno delle conferme nel corpo nascente della terrestricità, cioè non hanno delle corrispondenze equivalenti.

Vuol dire che se tu senti che per mantenere in piedi una certa cosa devi fare uno sforzo troppo grande probabilmente è un sintomo che una certa connessione se ne sta andando.

Le altre invece, quelle che usano apparentemente l’involucro di prima, l’insegna di prima, diventano comunque la manifestazione di principi nuovi, di condizioni nuove. Ed è fondamentale comprenderne il comportamento.

Le connessioni sono come un mondo dentro un mondo e se tu cerchi le conferme a livello del mondo attualmente manifestato, sei nella posizione dell’utente che si appoggia su un certo mondo delle connessioni, ma guarda con gli occhi dell’utente. Cosa vedi? Vedi che il mondo di prima sta cessando di esistere, vedi certe cose che non ti fanno piacere, però comunque lo vedi con gli occhi dell’utente, magari adesso lo vedi anche con un certo distacco nel senso che, va beh, questo mondo sta cessando, pazienza non è che ti colpisce più di tanto, però la tua messa a fuoco è quella dello sguardo dell’utente che è rivolto verso ciò che è l’attuale densità del mondo manifestato. Come ho detto, il mondo delle connessioni è proprio come un mondo, come un landscape diverso dentro l’attuale landscape della dimensione umana.

Nel landscape umano, il landscape delle connessioni era imprigionato dentro, il mondo umano se lo assorbiva, quindi non era possibile che nemmeno un pezzettino di questo altro landscape sporgesse fuori, tipo, oh, ma guarda che roba! c’è una connessione, c’è un movimento che non corrisponde per niente all’orizzonte della dimensione umana! (Quando dico dimensione umana intendo tutto l’ordine complessivo, tutta la luce che crea ed alimenta il mondo umano, la vita, la morte, tutto ciò che è il sapere umano, tutto).

Questo mondo praticamente inghiottiva ciò che è il landscape delle connessioni oppure non gli permetteva di reincarnarsi, di manifestarsi in una maniera diversa così da bypassare la situazione del mondo umano, e se proprio vogliamo dirlo, è come se il mondo umano parassitasse su queste connessioni perché le possedeva e le costringeva alle proprie regole del “game”.

Il landscape delle connessioni era incastrato dentro il landscape della dimensione umana.

Adesso il landscape delle connessioni, il mondo delle connessioni si è liberato. 

Il merito è del corpo della materia, il merito è di tutti coloro che sono al servizio del nuovo regno della materia ed è proprio questo il Disegno del Creatore.

Adesso che cosa succede? Che il mondo delle connessioni e il mondo della densità attualmente manifestata in parte coincidono e si sovrappongono e in parte no. Ed è vincente osservare tutto ciò che è lo spirito delle connessioni che non ha delle corrispondenze in termini dei riferimenti del mondo umano. Praticamente, una connessione pura è un mondo, non è un’astrazione perché è un movimento delle energie, è un’altra mappa della vita che sta venendo fuori, che sta nascendo e proprio questa nuova mappa di questo landscape delle connessioni, delle mobilità, dello spirito delle comunicazioni eclisserà il mondo umano.

E che cosa farà?

Creerà un mondo diverso dell’attualmente manifestato perché le connessioni, le frecce, gli scambi, i vettori, le ferrovie hanno bisogno che ci transitino sopra i treni. Il mondo delle connessioni ha bisogno che ci sia sopra anche un mondo esterno da reggere e da servire, un mondo della densità manifestata che però a questo punto non sarà più il mondo umano.

Io adesso potrei addirittura esprimere questa formula: captare lo spirito e le caratteristiche delle proprie connessioni, del proprio specifico microambiente della connettività, vuol dire riconoscere sempre di più l’apparire di se stessi in questo ambiente diverso, in questo mondo della materia che nasce adesso, che sta venendo alla luce adesso.

Cerca di osservare con uno sguardo diverso da quello dell’utente umano (anche da quello di un utente che vorrebbe non essere più un utente umano ma che ancora sente di appartenere a questo landscape).

Prova a sentire la musica di queste connessioni, prova a sentire il regno delle connessioni perché è un mondo, è un piano, è un sistema delle coordinate e non posso dire adesso quali sensazioni avrai perché ne avrai diverse, ma soprattutto sentirai come se tu stessi girando intorno al mondo di prima, come se avessi trovato una deviazione, una rotta alternativa. Ecco, il mondo di prima è qui e tu lo stai bypassando, superando, gli transiti accanto, gli passi attraverso.

Grazie a che cosa? Grazie a questa musicalità delle connessioni che riesci ad attivare. Il mondo di prima non sparirà di colpo, ma lo vedrai con occhi diversi perché lo vedrai usando i mezzi di movimento di questo altro mondo, di questo mondo delle connessioni che finora era nascosto, incastrato dentro il mondo della densità manifestata della dimensione umana.

Non sarà proprio una sensazione specifica ma un insieme di sensazioni.

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