Irinushka

Le sedute individuali e l’ingresso nella Nuova Realtà

Ultimamente sento che la Nuova Terra mi sollecita sempre di più ad esprimere alcune considerazioni sulle mie sedute individuali, probabilmente, perché, nel ruolo del compartecipante e dello sponsor globale di queste ed altre mie attività, lei ora sta predisponendo alcuni nuovi allacciamenti ed “utility” e vorrebbe che questo fatto venisse messo “a verbale”.

Dunque, che cosa succede durante le sedute?

Prima di cominciare, di solito invito la persona a descrivere quello che lei percepisce come un suo “Problema” (un blocco, un meccanismo esistenziale che non funziona, un certo stato di cose la cui interpretazione le sfugge ecc.) oppure semplicemente a delineare gli aspetti della sua vitalità che vorrebbe leggere sotto una luce più potente.

Dopo di che, “mi dimentico” di queste domande e richieste ed inizio a concentrarmi sulla situazione esistenziale della persona, partendo dalla “tabula rasa”, ed è come se da uno spazio ancora totalmente buio cominciassero a emergere delle sagome, delle immagini, delle sensazioni, dei movimenti, delle parole che mi permettono di captare le chiavi di accesso alla trasmissività energetica della persona e alle sue inclinazioni naturali profonde, in pratica le sue chiavi esistenziali.

Queste chiavi possono essere di una varietà infinita, nel senso che questo primo “flash”, questa prima “impronta” energetica che mi è dato prendere alla persona, di solito contiene già in sé un programma dei successivi “lavori” che la persona dovrà predisporre per manifestare in pieno la sua autonomia e la sua naturale scala della fattibilità; anzi, direi che spesso proprio questo rilevamento dell’impronta diventa una spinta per svegliare e per far partire il programma.

Da parte mia, quando ricevo questa autorizzazione a procedere, a conoscere e a toccare da vicino il “Sancta Sanctorum”, il nucleo primordiale della vitalità della persona, provo un’immensa gratitudine e un’immensa ammirazione, a prescindere da quello che arriva nella mia visuale.

E penso che questa mia sincera ammirazione stimoli ulteriormente quelle parti nascoste della persona a parlare, ad esprimersi, a segnalarci le loro necessità ed i loro problemi.

Quando dico “problemi”, mi riferisco a possibili malfunzionamenti e deviazioni a livello dei “cablaggi energetici profondi” che non sono conoscibili all’interno della dimensione umana, poiché la dimensione umana per il momento usa dei riferimenti troppo superficiali, non abbastanza trasversali, non abbastanza potenti da stabilire un dialogo multidimensionale con la radice dei problemi.

Se a livello primario, per esempio, esiste una specie di “lussazione dell’arto”, una deviazione oppure un’incongruenza cronica a livello delle oscillazioni primarie (a livello dell’Eternità), cercare di correggere le conseguenze di questa lussazione primaria spostando da un posto all’altro le cose a livello di superficie non può essere granché d’aiuto; e comunque anche quando le cose a livello di superficie possono sembrare apparentemente risolte, domate, educate ed allineate secondo i riferimenti “giusti”, ecco che la sindrome della lussazione primaria può ripresentarsi di nuovo, cancellando gran parte dei progressi ottenuti e facendo di nuovo precipitare la persona nella disperazione e nello smarrimento, facendola sentire “fuori di sé”, anche nel senso letterale, cioè, come se non avesse il collegamento con il proprio baricentro esistenziale.

Fino a poco tempo fa, durante le mie sedute individuali mi limitavo a “sviluppare” per la persona un tale livello di maturità interpretativa da permetterle di inquadrare se stessa molto in profondità, diciamo, a livello della “pasta esistenziale” di cui è fatta, di ammirare questo suo “look” e “grafia” originale, questa sua condizione che si trova a monte della dimensione umana, e, casomai, di usare questa nuova visibilità per ricalcolare e rivalutare le proprie azioni e il proprio modo di essere un essere umano.

Ultimamente, però, sempre più spesso mi capita di fare durante le sedute anche una specie di intervento energetico non invasivo a livello di questa causalità primaria “a monte”; o, più precisamente, di formare un ponte tra questa causalità primaria (e i suoi difetti congeniti o acquisiti che hanno bisogno di una “riparazione” e di una rieducazione) e le energie della Nuova Terra che, con il loro “senso della vita” senza precedenti, diventano un riparatore e un “integratore” naturale di ogni cosa.

Condizione indispensabile affinché questo genere di intervento possa essere fatto è che la persona arrivi ad assumersi la responsabilità non soltanto nei confronti di sé stessa, ma anche nei confronti della propria parte divina, che rinunci ad uno dei concetti dogmatici basilari secondo il quale la parte divina è per definizione già a posto e in ordine, mentre l’essere umano non deve fare altro che percepire ed ammirare il proprio aspetto divino, essere semplicemente conscio della sua presenza.

L’atteggiamento dell’ammirazione è sempre vincente, però potrebbe non essere sufficiente per riparare alcuni allacciamenti strutturali danneggiati o schiacciati oppure “attrezzati con dei contatori e delle valvole non più funzionanti”.

La nostra parte divina non vuole per niente essere un mito irraggiungibile ed intoccabile (una fonte di extra-saggezza incorporea, a cui noi tendiamo ad attribuire caratteristiche che non esistono, allontanandola in questo modo da noi stessi).

Lei vuole stare con i piedi per terra, vuole essere rifornita con un sapere supplementare cui attingere attraverso il nostro umano spazio del pensiero libero, vuole essere “raddrizzata” e rieducata insieme a noi, vuole “fare pratica”, vuole essere alimentata dal nostro fare e dal nostro succedere, vuole essere sottoposta ad un “lifting” e ad una “ricarica”.

Insomma, ha parecchie esigenze assai concrete che noi riusciremo ad inquadrare e a soddisfare soltanto gradualmente, però il primo passo, quello di svezzare noi stessi dai vecchi concetti e dalle vecchie aspettative semplificati e non abbastanza integri, sicuramente possiamo farlo già adesso.

Tornando all’argomento delle mie sedute individuali, ho la sensazione di assistere da vicino all’apparizione dei sempre più numerosi germogli della nuova esistenza che presto cresceranno e cominceranno a fiorire e a portare frutti.

Di solito tendo ad andare incontro ad ogni persona che mi chiede aiuto, perché, a prescindere dal suo attuale livello di consapevolezza umana, entro comunque in contatto con il suo campo energetico, ammiro la sua unicità e la sua grandezza e lo aiuto ad espandersi e mettere radici nello spazio della Nuova Terra.

E, ovviamente, ammiro moltissimo me stessa mentre esercito questa mia intrinseca maestria… 🙂

All’inizio dell’articolo ho detto che sentivo il bisogno di descrivere e di mettere a verbale il mio attuale modo di lavorare con le persone.

E adesso, per concludere, sento il bisogno di riportare alcune considerazioni che ho espresso di recente sul forum a proposito del momento corrente, per preannunciare i cambiamenti che ci aspettano “dietro l’angolo”.

Nel mio commento mi sono ispirata ad una canzone russa degli anni 80 “Tu mi stai parlando d’amore”:

Il concetto di base è questo: “Un solo fiocco di neve non è ancora una nevicata; una sola goccia d’acqua non è ancora una pioggia…”.

Ecco, in questo periodo a tutti noi capita di imbatterci nei singoli “fiocchi di neve” e nelle singole “gocce d’acqua”: nelle molecole e nelle briciole sparse di una realtà diversa, di una causalità diversa, di un sistema di sapere diverso; nei piccoli capolavori della trasmissività energetica libera ed incondizionata, di cui noi non possiamo non percepire il fascino, la magia, la maturità e la profonda autenticità e che, però, non siamo ancora in grado di trasformare nelle “nevicate” e nelle “piogge”, non possiamo ancora usarli per alimentare e saturare tutti i sensi e movimenti della nostra presenza sul piano fisico.

Secondo me, è molto importante ammirarli e basta, anche se non sempre è possibile “convertirli in contanti” – utilizzarli per ottenere qualche risultato tangibile nel nostro attuale qui ed ora; con questa ammirazione incondizionata noi invitiamo queste “molecole magiche” a “prendere stabilmente residenza” nei nostri volumi esistenziali, a mettersi al nostro servizio, come dei germogli e dei catalizzatori della Nuova Realtà. 🙂

Ancora con riferimento al testo della canzone.

Prima o poi, ma non adesso, arriverà l’amore e diventerà Destino; arriverà come una pioggia torrenziale, come una burrasca di neve, coprendo con se stesso ogni cosa…

E ancora:

Tu mi stai dicendo parole d’amore, però in questo momento loro non hanno per me nessun significato, ma è possibile che arriverà un momento in cui quelle stesse parole diventeranno magiche, diventeranno illuminanti, diventeranno la luce stessa…“.

Ecco, direi che ora ci troviamo direttamente sul confine tra “Prima o poi, ma non adesso” e “Arriverà come una pioggia torrenziale, come una burrasca di neve, coprendo ogni cosa…

E anche tra le parole che ancora “non significano” e “non conducono” e le parole che sono la luce stessa, che parlano la lingua del Tutto, la lingua della super-materia…

Insomma, una specie di super-spartiacque che divide, da una parte, i singoli “fiocchi di neve” e le singole “gocce d’acqua”, nonché i singoli “punti della rugiada”; e dall’altra parte, l’inevitabilità dei fiumi multidimensionali in piena, delle potentissime “precipitazioni atmosferiche” che copriranno ogni cosa…

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