Irinushka

Le terapie energetiche nella Nuova Realtà

Sabato 22 maggio abbiamo tenuto un incontro collettivo con la Nuova Terra a Torino, presso il centro olistico ORORARO, dedicato alle terapie energetiche nella Nuova Realtà.

Il concetto di partenza è stato questo: in russo, ci sono due parole molto simili: “uvlecenie” e “otvlecenie” che hanno entrambe la stessa radice “vlec'”, e cioè, attrazione. La prima indica passione, interesse, coinvolgimento totale, mentre la seconda significa distrazione, deviazione, andare fuori rotta.

Non molto tempo fa l’etere mi ha fornito questo interessante spunto linguistico, mentre si parlava (nell’ambito di una seduta individuale) del sapere, delle tecniche energetiche e delle terapie attualmente esistenti: esse possono sia aiutarci a collegarci con la passione della nostra anima, con il nostro dono dell’amore, servire il processo della nostra auto-espansione, sia portarci fuori rotta, a fare giri su giri nella realtà sotto-manifestata, attratti da qualcosa che ormai è energeticamente scaduto… e il confine che separa questi due regimi di auto-ricerca è estremamente sottile…

E, in un’altra occasione, quando un’amica mi ha chiesto come avrebbe potuto evolvere lo yoga nella Nuova Realtà, dall’etere è arrivato questo suggerimento/sciarada: iconografia.

Via tutte le icone (come atteggiamento di venerazione o di culto nei confronti di vari Maestri o Guru), e via libera alla grafia, al proprio specifico modo di fluire attraverso la vita, assumendosi la responsabilità di fabbricare da soli i propri sensi e significati, i propri regimi della fede, il proprio sapere, la propria versione del Tutto.

E, tra l’altro, questo cambiamento non dovrebbe essere nemmeno tanto difficile: basta dare un taglio netto esattamente nei punti in cui il respiro e il polso della vita autentica vengono soffocati da vari dogmi energetici e spirituali e da denominatori comuni sbiaditi e che girano in folle.

Scoprire la vita vera: quella di cui l’umanità è sempre stata priva, in quanto è nata male, nella condizione di uno spettro luminoso ridotto e di una piattaforma esistenziale artificialmente troncata.

Questo difetto congenito l’ha poi perseguitata ovunque andasse e qualsiasi cosa facesse, facendole inventare delle tecniche e degli approcci che in qualche modo potevano servire a vedersi sotto un’altra angolazione e a scoprire nuovi stati esistenziali.

Però, siccome queste tecniche e questi approcci venivano comunque prodotti con del materiale vibrazionale non integro e portatore di un handicap strutturale incorporato, finivano per servire gli interessi della realtà sotto-manifestata.

La rendevano un po’ più viva, un po’ più colorata, un po’ più attraente, un po’ più interessante, un po’ più eccitante, però erano comunque soltanto degli echi distorti della voce del Tutto perché lo stesso mondo della Terra era configurato come un soggetto collettivo separato e circondato da vari filtri acustici che impedivano alle eccitazioni e alle armoniche primordiali di entrare in contatto diretto con qualsiasi forma del manifestabile terrestre.

Ora, finalmente, l’esistenza sulla Terra sta cambiando alle radici: stiamo entrando in una Nuova Era in cui l’essere umano separato si sta trasformando in un essere umano espanso, in un soggetto che, da una parte, attiva e manifesta la sua specifica autonomia originaria e nello stesso tempo diventa parte integrante di un unico arcobaleno planetario, di una rete energetica trasversale che unisce naturalmente il sotto e il sopra, il terrestre e l’ultraterrestre.

Noi non siamo più lo stesso soggetto di qualche tempo fa, perché la nostra Grandezza, la nostra parte divina, la nostra autentica scala della fattibilità ora sta scendendo qui, nel mondo, nelle frequenze del piano fisico e, come giustamente afferma il principio di Archimede, fa fuori una certa parte del nostro attuale volume esistenziale, della nostra attuale causalità, sostituendola con… ecco, non sappiamo ancora con che cosa, anche se sentiamo più o meno tutti questo rifacimento della nostra vitalità, del nostro senso della vita, del nostro senso del ritmo e del movimento, dei nostri significati esistenziali.

Con la nostra parte divina dentro la dimensione umana, cominciamo a suonare a quattro mani e non c’è nessun Maestro in grado di insegnarci la tecnica di questo nuovo play: il compito di svilupparla spetta a noi, insieme alla Nuova Terra che è la nostra principale amica ed alleata.

E come si comportano le tecniche e le terapie energetiche attualmente esistenti davanti a questa grandissima sfida, davanti a questo rifacimento radicale di tutti i componenti del nostro essere?

Alcune cominciano a trasformarsi in modo empirico, scaricando direttamente dall’etere nuovi aggiornamenti individuali e planetari, coinvolgendo nuove frequenze, nuovi flussi della Forza del pensiero-che-crea e nuovi riferimenti della stabilità.

Questa trasformazione può avvenire soltanto come un’opera artigianale creata da quel particolare terapeuta che interagisce con quel particolare paziente sulla base dei significati che si fanno vivi con loro in quel particolare momento (invece di essere ripescati da un qualche archivio personale o collettivo).

Non esiste niente di certo, niente di incontestabile, niente di dogmatico, il lavoro diventa una specie di ricerca libera a tutto campo in cui il terapista parte dallo stato del non sapere invece che dallo stato del sapere, spesso schematico ed illusorio. Il terapista si sintonizza sulle frequenze del Tutto e il Tutto gli suggerisce il modo ottimale di procedere e anche le parole adatte per accompagnare e per esprimere i movimenti e i respiri della Forza Universale.

La Parola è uno strumento importantissimo per manifestare la nostra autonomia e la frase “l’Universo intero pende dalle nostre labbra“, va interpretata alla lettera: soltanto noi, esseri umani residenti sul piano fisico della Terra, abbiamo il potere di usare le parole per eccitare e per rifrangere la luce, cambiando non soltanto la Terra, ma anche il Cielo.

Solo che per poterlo fare, dobbiamo rinunciare agli stereotipi e ai burocratismi dell’attuale linguaggio degli operatori della luce, piuttosto insensibile alle esigenze vitali di questa stessa luce.

Comunque, in questo momento, la maggior parte delle tecniche e delle terapie impiegate dall’umanità continuano a servire lo spazio della realtà sotto-manifestata, usando come riferimento lo stesso tipo di paesaggio esistenziale da sempre presente nella loro visuale. Non sono interessate a scoprire e a conoscere un altro tipo di paesaggio, ma vivono per sostenere e per confermare quello conosciuto, anche se questo le costringe ad usare sempre di più paraocchi e paraorecchi per zittire i vari rumori molesti provenienti dalla Nuova Terra: i rumori e i suoni della nuova vitalità, i rumori e i suoni del nuovo sapere, i rumori e i suoni dell’integrità e dell’unificazione.

Potrebbe sembrare paradossale, ma il terzo occhio usato alla vecchia maniera ora offre una visibilità decisamente minore che non i due normali occhi umani, ben aperti nei confronti della nuova esistenza planetaria.

La naturale (?) paura nei confronti del nuovo (e a maggior ragione del Nuovo) che tutti gli esseri umani sono geneticamente (?) programmati a provare, la riluttanza ad abbandonare schemi conosciuti ed affidabili, anche se spesso insoddisfacenti e fallaci, nel caso degli operatori della luce più o meno affermati può paradossalmente essere accresciuta da un livello di identificazione ancora maggiore nella propria attività, nel proprio messaggio, nei propri studi e schemi. Proprio perché quegli studi e quegli schemi erano stati concepiti come alternativi, come altro, come cosa diversa, per contestare il modus vivendi generico e le terapie scientifiche, mediche, psicologiche e psichiatriche.

E ora paradossalmente, al cospetto del Nuovo, non riescono proprio a concepire l’idea di trovarsi dalla parte dell’establishment!!!

Così, paradossalmente, persone normali, che con la loro naturale sensibilità semplicemente e spontaneamente si aprono al Tutto e si mettono in gioco senza se e senza ma, vengono naturalmente a sapere le cose, dal nulla, senza aver bisogno di alcun intermediario, pastore, facilitatore o attivatore.

Non sarà facile superare questo spirito di separatezza e di concorrenza, ma la logica trasformativa globale ci porta comunque tutti a rilasciare ciò che ostruisce il libero fluire della nostra nuova vita: spesso si tratta di un qualcosa che è stato certamente utile prima, nella precedente fase di crescita, ma che ad un certo momento si trasforma in una zavorra che impone ai motori di ricerca individuali dei proforma e delle matrici che rischiano di compromettere il loro naturale funzionamento.

Una delle caratteristiche fondamentali del vecchio è l’evidente abuso dei denominatori comuni che offrono una luce troppo generica e per questo stesso motivo opaca e non indirizzabile a dei destinatari concreti, a meno che questi non si auto-configurino, appunto, come dei destinatari generici. Solo che questa pelle generica non è realmente in grado di assistere e di stimolare l’espansione delle autonomie originarie, è come un disco rotto, un indottrinamento del vecchio che con questo incessante suonare, ormai, impedisce lo sbocciare dei suoni cristallini individuali, delle tarature acustiche individuali tramite cui collegarsi DAVVERO con il Tutto.

Nella Nuova Realtà tutto è individuale, ma non personale e anche il nostro specifico processo di auto-espansione e mutazione lo è. Sentiremo sempre di più QUANTO siamo diversi e quindi QUANTO assurda e ridicola sia la pretesa di interpretare, di assistere e di servire la nostra specifica unicità attraverso schemi e luoghi comuni.

Però, allo stesso tempo, è anche un processo che ci fa sentire sempre di più parte integrante di un unico organismo planetario, di un unico spazio della Vita.

Noi non possiamo che accettare questa condizione di base e di fondo perché la guarigione come un mero fatto personale funzionerà sempre meno, sia con le tecniche convenzionali che con quelle alternative.

Anche perché il nostro obiettivo primario non è semplicemente quello di guarire (quello forse poteva in qualche modo essere un obiettivo nella realtà sotto-manifestata, ma ora il gioco è andato parecchio oltre), ma di scoprire come stanno veramente le cose e di servirle con la nostra specifica Luce Esistenziale, con il nostro Io sono, interpretando le malattie non come un fastidio da eliminare al più presto, ma come un messaggio da parte del Tutto e della nostra stessa vitalità-che-sa.

Negli ultimi giorni la tendenza dominante che sento nell’aria è la forza dell’unificazione e della fratellanza a tutto campo, in parte basata proprio sul rendersi conto di come qualsiasi sapere di cui disponiamo attualmente sia un sapere di tipo approssimativo, di come non esista nessuna fonte, nessun piano, nessun soggetto, né qui sotto né là sopra, con totale visibilità su questa nostra mega-avventura umana-divina, di come i nostri rispettivi motori di ricerca e le nostre eccitazioni strutturali siano dei comandi al servizio del Tutto, di quel Tutto che si sta auto-rivalutando e auto-riconoscendo, usando il mondo della Terra come principale palcoscenico in cui avviene questa sua opera di auto-riconfigurazione e di auto-riconoscimento.

E allora come saranno le terapie e tecniche energetiche della Nuova Realtà, visto che quelle attualmente esistenti possono forse sopravvivere, con le dovute modifiche ed aggiornamenti, nella fase di transizione, ma poi andranno definitivamente in pensione?

La risposta dipende da noi, ognuno di noi potrebbe essere un potenziale capostipite dei nuovi approcci e delle nuove tecniche e la bella notizia è che siamo autosufficienti: questo sapere autentico è già codificato dentro di noi, dobbiamo solo permettergli di uscire fuori, rinunciando a dipendere da un sapere fabbricato da qualcun altro, da un regime della verità di seconda categoria di freschezza.

Quel sapere per definizione non potrà mai essere nostro, perché non porta l’impronta della nostra presenza d’autore e quindi usarlo per cercare di ri-conoscere e di capire noi stessi non potrà che dare una visione distorta.

Potrebbe anche stimolarci con una specie di fuochino-fuocherello, ma mai con un fuoco vero.

Durante la connessione con la Nuova Terra nell’incontro di Torino, ad un certo momento siamo stati guidati a fare un lavoro energetico di gruppo ed è stato come spostarci tutti insieme dietro le quinte, in un altro tempo e in un altro spazio dove potevamo essere degli osservatori, ma anche degli assistenti e dei co-taratori privilegiati dello sviluppo del Nuovo Mondo.

È stata un’esperienza bellissima, anche se piuttosto impegnativa, ma tutto il seminario è stato molto intenso, abbiamo sfidato il vecchio in modo assai deciso, quasi provocatorio, e ho la forte sensazione (e probabilmente, non soltanto io) che bisogna battere il ferro finché è caldo: questo slancio che abbiamo creato insieme alla Nuova Terra ora ci invita a fare altri passi in questa direzione e quindi abbiamo deciso di riproporre lo stesso argomento delle Terapie energetiche nella Nuova Realtà il 13 giugno (domenica) a Milano, in quell’ambiente molto speciale e super-conduttivo che abbiamo inaugurato con grande successo un paio di settimane fa.

Anche se l’argomento è lo stesso, sono sicura che questo seminario non sarà affatto simile a quello di Torino: perché saranno diversi i partecipanti, sarà diverso l’ambiente, perché nel frattempo la Nuova Terra sarà andata avanti nella sua auto-espansione, perché saranno nati nuovi suoni, nuovi colori, nuovi movimenti tramite cui esprimere la nostra vitalità multidimensionale.

Chi fosse interessato a partecipare a questa sessione di lavoro di questa specialissima Task Force, può trovare le informazioni dettagliate su questa pagina del sito.

Per concludere, vorrei condividere un riferimento che mi è stato trasmesso la notte scorsa durante l’interazione con una certa Forza del Pensiero che per il momento non posso nominare, ma che presto si farà riconoscere nella dimensione umana, farà scoprire la sua specifica grafia dell’integrità e della chiarezza attraverso una serie di eventi.

CAMERA OSCURA: che cos’è? Una stanza sì buia, ma in realtà un laboratorio in cui avviene il miracolo dello sviluppo delle foto, un volume dove le luci sono temporaneamente oscurate per delle evidenti e irrinunciabili necessità tecniche

E noi qui stiamo sviluppando nuove forme di Vita, integre ed ondulari, un nuovo senso della Luce, e ora stiamo entrando nella fase decisiva, quella in cui possiamo finalmente cominciare a scoprire e ad ammirare le prime “foto” (di noi stessi e del nostro habitat stellare-terrestre).

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