Irinushka

Il sapere e il linguaggio della Nuova Realtà

Il 26 – 27 – 28 giugno abbiamo sperimentato una nuova modalità lavorativa: un ciclo di sedute individuali sul lago di Garda, sono stati 3 giorni splendidi e superconduttivi e che hanno segnato un avanzamento deciso a tutti i livelli, e anche la mia trasformazione personale ha subito alcuni colpi di scena

Per come l’abbiamo sentito tutti, è stato sicuramente un lavoro di gruppo e che ha coinvolto anche le persone che non si trovavano fisicamente con noi in quel momento.

In questi giorni sono stati modificati/allacciati/formati/recisi parecchi legami e connessioni a tutti i livelli; dal mio punto di vista, si è come creata un’atmosfera di autoricerca trasversale continua e di rieccitazione trasversale continua in cui ci immergevamo (anche più volte al giorno) e da cui uscivamo ulteriormente cambiati.

Come se tutto il tessuto dei nostri nervi, capillari ed arterie energetici (delle nostre autentiche linee della Forza) fosse stato invitato a diventare un organo e un palcoscenico della Nuova Vita e noi sentivamo questo richiamo, questo invito, e in qualche modo rispondevamo a tono.

E anche la casa o, meglio, le case (perché il lavoro si è svolto in due posti diversi) collaboravano alla grande, in particolare, la casa dove alloggiavamo, fino a quel momento mai abitata eppure superconduttiva, è partita subito in quarta per assistere e sostenere nuovi suoni, nuovi ritmi, nuove opportunità…

C’erano alcuni temi che sono stati trattati in sinergia in più sedute individuali, per esempio, si è molto lavorato sulle paure, quelle profonde, profondissime, così profonde che uno magari non sa nemmeno di averle eppure ne viene pesantemente condizionato.

Personalmente sono rimasta molto impressionata da quello che ha fatto Metatron, permettendo ad una delle persone di inquadrare da vicino e di superare questo genere di paura; la potenza, la dolcezza, l’autenticità e l’autorevolezza delle sue energie, e anche il fascino del suo motore di ricerca e del suo modo di essere, di presentare la Vita , mi hanno davvero conquistata. E, ovviamente, l’attrazione è reciproca… 🙂

Ogni seduta è stata prima di tutto un lavoro energetico molto intenso, invece che una canalizzazione di un certo sapere, e ad un certo momento, esattamente a metà dei lavori, si è fatto vivo con noi proprio l’argomento del sapere e del linguaggio della Nuova Realtà.

E, per come l’ho sentito io, non era affatto indirizzato soltanto alla persona con cui lavoravamo in questo momento, ma a tutta l’umanità.

E qualche giorno dopo questa persona ha fatto la trascrizione del file della sua seduta, rendendola di dominio pubblico sul forum.

La ringrazio tantissimo di questa condivisione e a questo punto la pubblico anche qui, con la sua brevissima prefazione.


Visto che un po’ tutti noi abbiamo a che fare con una ridefinizione del nostro concetto di sapere,

io so, io non so, io non voglio più sapere, io vorrei sapere di più

vi trascrivo (esattamente com’è venuto fuori) una parte del mio colloquio individuale con Irina in cui si parla proprio del sapere.

Le sedute con Irina, così come i seminari, sono parole ma anche (e soprattutto) energia che circola, che si muove, che arriva leggera e poi fortissima.

Le pause sono suoni, la musica si fa più densa in un momento e poi più rarefatta il momento dopo, si cambia insieme … ed è uno spettacolo da vivere sul posto… ma credo che trascrivere queste cose possa comunque essere molto utile anche a voi.

Non erano solo per me.

Inizialmente abbiamo parlato del linguaggio (non solo linguaggio come lingua) della Nuova Realtà, che è un po’ un linguaggio del sapere composto che proviene da diversi volumi e che viene anche espresso in diversi modi in particolare a livello del corpo.

Questo nuovo linguaggio è la Vita, la Vita così com’è, non condizionata, non distorta, non limitata e allora tutto ciò che forma la Vita può essere anche un mezzo per esprimere quello che c’è, quello che uno vorrebbe trasmettere, quindi può usare tutti i mezzi comunicativi sia interiori che esterni.

Questo nuovo linguaggio è come la presenza nella Vita incondizionata e configurata a livello planetario, è un linguaggio che comporta la rivalutazione del proprio Io…

Un Io che parla anche a nome di un Noi che però sente benissimo se stesso, quindi non è che si dissolva nel noi, anzi diventa come una specie di direttore d’orchestra…

Che cosa per te vuol dire sapere, come tu percepisci uno stato del sapere?

Io ti posso offrire questo riferimento:

Un senso della libertà, o della leggerezza, o di un sollievo.

Ecco, questo è ciò che adesso corrisponde alla condizione del sapere.

Potresti non saperlo ancora a livello mentale, però se senti questa libertà, oppure come se si fosse aperto un ascesso, oppure come se si fosse aperto un pozzo della vita che prima era chiuso, questo vuol dire sapere.

Magari non sapere a livello informativo, ma sapere come un nuovo know how.

“Io so come usare questa energia, come usare questa nuova libertà che sento di avere dentro, è qualcosa che mi ha creato un senso di sollievo”…

Ecco questo è un po’ un sinonimo di un nuovo sapere.

Non devo per forza esprimere questo nuovo sapere in formato descrittivo, cioè se ci riesco bene, ma se non ci riesco non vuol dire che io non ho il sapere.

Anche perché il nuovo sapere non è per niente detto che sia descrivibile.

Il nuovo sapere è soprattutto una specie di allacciamento, un allacciamento magari ad un nuovo diapason dei suoni, ad un nuovo regime dell’eccitabilità, ad un nuovo volume vibrazionale che prima non ci era accessibile, quindi piuttosto che parlare di un sapere magari potremmo parlare del conoscibile.

Senti che ti è arrivato questo cambiamento, che si è aperto un altro orizzonte del conoscibile, ed è questa condizione del sapere e nello stesso tempo del non sapere.

A livello della dimensione umana tradizionale sembrerebbe piuttosto un non sapere invece che un sapere ma siccome sei autorizzato a far circolare dentro di te le energie di questo nuovo volume del conoscibile vuol dire che il sapere ce l’hai, solo che lo usi per fabbricare qualcosa che ti serve just in time magari senza nemmeno passare attraverso la mente; semplicemente prendi queste energie, questo materiale energetico edile, e lo usi per fabbricare qualche movimento della vita che ti serve ed ecco che hai usato il sapere senza però sapere come è stato possibile.

È sicuramente necessario rinnovare il tuo stesso concetto del sapere, che cos’è, come è fatto, come funziona.

E man mano che si diffonderà in te questo nuovo sapere, sentirai sempre di più quanto è diverso dal sapere che poteva esistere nella vecchia realtà e lo percepirai sempre di più come un movimento della vita, non come un insieme delle regole, non come un dossier non come qualcosa di descrivibile, ma piuttosto come un arricchimento del tuo senso della vita, l’arrivo di un nuovo orizzonte nella tua percezione della vita.

Questo tipo di sapere passa molto anche a livello del corpo, anzi il corpo è un co-fabbricatore di questo nuovo sapere, e anche colui che lo esprime.

Queste nuove corde o arterie a cui anche Metatron faceva riferimento (durante il seminario del 19 giugno ad Ororaro) potrebbero anche essere descritte come le corde dell’interpretabilità, quindi anche come il potere, il tuo, di interpretare le cose, di formare un sapere tuo, just in time, di fabbricarlo sul posto con il materiale che ti arriva in quel momento, e il materiale che ti arriva sono soprattutto le eccitazioni di questa nuova esistenza, che possono essere le eccitazioni della dimensione fisica, ma anche le eccitazioni delle altre dimensioni, quindi come si agganciano, arrivano e si incontrano in te in un dato momento, dando origine ad un particolare disegno del sapere.

E tu poi ti appoggi su questo sapere e poi fai un altro passo in avanti manifestando te stesso nella realtà esterna, e così rinnovi ulteriormente questo tuo repertorio del sapere e avanti così….

Sarà la Vita a parlare dentro di te, a esprimersi attraverso di te, ad arricchirti, e la Vita è un sapere però è la Vita multidimensionale ovviamente, e non solo multidimensionale, ma quella che ci unisce tutti, quindi come se avessimo una Vita Unica per tutti.

Ognuno ha la possibilità di sviluppare questo o quel particolare aspetto di questa Vita, però la Vita è qualcosa che noi abbiamo in comune.

Questo non vuol dire che veniamo privati della nostra autonomia di vivere la nostra vita individuale perché i nostri .exe saranno sempre molto individuali, il nostro modo di interpretare questa vita che abbiamo a livello globale, però siamo assolti dalla responsabilità di provare a gestire la nostra esistenza come se fossimo degli esseri separati, come se fossimo soli, come se la nostra vita non fosse intrecciata con quella degli altri, con le altre eccitazioni, con le altre forme della presenza.

La Vita sa le cose, quindi si tratta di estrarre questo particolare sapere che occorre in un dato momento e usarlo per servire quello che c’è da usare in quel momento e di formare un sapere personalizzato, una copia di autore, e aggiungerlo al sapere già esistente…

Il nuovo linguaggio, il linguaggio della Nuova Realtà, il linguaggio del Tutto, è soprattutto quello delle emozioni non più soltanto umane, emozioni molto nuove, sconosciute ancora.

In russo la parola emozione ha la stessa radice della parola onda e secondo me è per questo che è così bella questa parola.

Associa l’emozione ad un movimento ondulare, infatti questa nuova emotività è soprattutto un emotività di tipo ondulare, sono le emozioni di un’onda delle persone, che sono anche delle onde.

L’onda come può emozionarsi, che cosa la può emozionare?

Sono queste le cose che cominciamo a sentire dentro di noi, queste emozioni ci toccano sempre di più in profondità, ci aiutano a sentire queste corde, queste arterie, questi capillari energetici che prima non sapevamo nemmeno di avere e li risvegliano, li introducono nell’uso attivo, li collegano alla piattaforma del Tutto.

Perché queste arterie o corde della trasmissività prima non erano collegate ed erano lì più o meno in uno stato letargico?

Perché possono funzionare solo sulla piattaforma del Tutto, quindi è come se avessimo tanti connettori o ponticelli che però non potevano essere collegati perché non esisteva ancora la piattaforma del Tutto.

Ecco adesso all’interno di queste venuzze, di queste arterie, cominciano a transitare le emozioni, magari adesso ancora un po’ a livello dei test.

Come dire arriva un’onda, magari una certa irradiazione a livello globale e ci riempie dentro così tanto che noi per forza dobbiamo usare queste nostre corde in letargo per far transitare la roba, altrimenti non potremmo nemmeno reggerla, e quindi noi empiricamente ci apriamo a questi input a queste irradiazioni, a queste luci che ci arrivano e così scopriamo di avere dentro questi specifici canali della trasmissività che prima di tutto trasmettono le emozioni, le emozioni molto profonde, le emozioni ondulari, le emozioni che ci collegano con il Tutto.

Quindi sono le emozioni nostre ma anche le emozioni di tutto quanto, del Tutto che si esprime dentro il mondo della Terra, le emozioni della causalità primordiale

E poi quando vengono attivate queste arterie che ci collegano con il Tutto, succede che noi naturalmente convertiamo questa causalità primordiale nella causalità della dimensione umana, quindi in qualche modo troviamo il modo di manifestarla a livello umano…

È la famosa messa a terra che viene creata.

Queste arterie e questi capillari dormienti da una parte ci collegano al Tutto e dall’altra parte vanno dritto dritto nella materia, nella fisicità…

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