La Materia e il Cosmo

Vortice d'Aria

Adesso parliamo dei criteri della materia, dei segni della materia, di come si forma la materia, la materia del Cosmo e della Terra.

La materia è una condizione naturale che serve la manifestazione della Consapevolezza Superiore.

Possiamo dire che la materia è un organo dell’azione, è un organo del movimento che esiste naturalmente presso l’Alta Consapevolezza.

Proprio per questo è un organo che contiene naturalmente sia il Cielo che la Terra.

Limitare il concetto della materia soltanto alla visibilità terrestre è un non senso.

La materia non può essere soltanto terrestre.

Se è soltanto terrestre, vuol dire che non è abbastanza sviluppata, vuol dire che è sotto manifestata, vuol dire che non è abbastanza materia perché non contiene naturalmente anche i criteri del Cielo, del Cosmo, della Consapevolezza Superiore.

Voi adesso che materia possedete?

Per come notate e gestite attualmente le cose, nei vostri movimenti c’è ancora questa dipendenza dalla materia che non ha dentro la Forza del Cosmo e quindi è quella materia non abbastanza matura, non abbastanza espressa, non del tutto materia. Anche se sembra molto solida, senza la componente del Cosmo non può avere veramente lo status della materia. È soltanto una materia con la condizionale.

Siete ancora legati a questa materia nelle vostre scelte, nei vostri movimenti, nelle vostre valutazioni. Questa materia però sta diventando sempre più obsoleta, così che non la prendete poi del tutto sul serio pur interagendo con lei e in qualche modo anche fidandovi di lei mentre fate i vostri movimenti. In un certo senso proprio questo carattere assiomatico della materia che prima era forte, adesso non è più tale.

C’è anche la questione che prima eravate voi presso la materia, adesso, più o meno, è la materia che è presso di voi.

Questo è un gran bel ribaltamento.

A volte cascate dentro il riferimento di prima e quindi siete voi presso la materia e lì ci sono tutti i limiti, le ristrettezze e il formato insufficiente dell’esprimibilità della dimensione umana, però, ogni tanto, dentro il vostro campo di ricerca, avviene il ribaltamento. Di colpo vi prende e vi dice che invece è la materia che è presso di voi, che siete voi che la possedete e quando sentite questa immensità non sapete come esprimerla e soprattutto come comunicare con questa materia che è presso di voi. Questa condizione del possesso però la sentite ed è una sensazione – impressione tangibile anche se di breve durata.

Con che cosa bisogna saturare questa materia che al momento è ancora una materia orfana, una materia senza ordine?

Ci tocca scoprire il Cosmo, ci tocca essere dei rappresentanti del Cosmo e dei possessori della Cosmo-materia, della materia cosmica. Come possiamo descrivere questa definizione del Cosmo?

Facciamo prima una cosa. Prendete dentro di voi, nella vostra testa, tutto ciò che corrisponde al concetto del Cosmo dentro il quadrante umano, il Cosmo percepito e raccontato dagli esseri umani, e scollegate questi fili, scollegate questo sapere. Fate un refresh totale dello schermo…

Il Cosmo è uno stato naturale della Consapevolezza.

Lo possiamo descrivere come tutto ciò che non fa parte dell’attuale scala del vivere, dell’attuale quadrante del vivere. Tutto ciò che è escluso, tutto ciò che non è messo a terra

È uno stato, un regime di giri non accessibile.

Esiste, ma non è direttamente allacciato, non è direttamente usabile. La Consapevolezza è al corrente della sua esistenza, ma sa anche che non è direttamente accessibile. Non potendovi accedere direttamente, lo pensa attraverso delle immagini, gli attribuisce delle sembianze, lo riempie nella sua corrente non accessibilità con certi riferimenti e diagrammi attualmente accessibili. A questo filone della Vita, che attualmente non è accessibile, vengono attribuiti degli stati di possesso, dei look, dei comportamenti, dei modi, delle strutture, dei caratteri di avventura che si trovano dentro il pannello del vivere che è attualmente illuminato.

Questo Cosmo non è direttamente allacciato, ma comunque la Consapevolezza c’è l’ha, lo possiede. Essere nel Cosmo, essere nello Stato-Cosmo, per la Consapevolezza vuol dire staccarsi dai suoi riferimenti attuali, dai suoi centri, dai suoi baricentri, da come lei si dipinge adesso, staccarsi da ciò che lei possiede adesso a favore di qualcosa che le appartiene, però non è ancora esprimibile.

Il Cosmo sono delle oscillazioni, delle oscillazioni della Consapevolezza, della Ragione che potrebbero essere qualsiasi cosa, potrebbero diventare qualsiasi cosa.

Il Cosmo non è affatto la prolunga della Terra o la conferma di ciò che si sa già, dei giri della Vita che si possiedono già in pratica, ma è una condizione del tutto diversa che la Consapevolezza cerca di attirare verso di sé, possedendola a livello nominale. La Consapevolezza vorrebbe immergersi nel cosiddetto Cosmo, vorrebbe usufruire di ciò che ci sarebbe in questo Cosmo per esprimere se stessa. È naturalmente attratta dal Cosmo.

Come possiamo esprimere questa condizione qui dentro la terrestricità, che cosa vuol dire saturare la terrestricità con la luce del Cosmo, con le vibrazioni del Cosmo?

Ho detto che il Cosmo è sostanzialmente ciò che adesso è escluso, non è accessibile e quindi per definizione non è niente di quello che esiste qui adesso, di quello che abbiamo qui adesso.

È qualcosa di diverso:

una diversa esposizione della densità,

un diverso consumo delle energie,

un diverso stato della ragione,

un diverso comportamento della Forza,

una diversa qualità della luce che può essere sia apparentemente rarefatta che apparentemente solida,

una diversa manifestazione (apertura – chiusura – costanza – incostanza) degli orizzonti e di se stessi presso tutto questo ordine conduttivo attualmente intoccabile, ma in qualche modo anche riconoscibile, che offre un certo profilo, un certo landscape preliminare, un certo sistema delle scelte tramite cui risulta avvicinabile.

Il Cosmo come un quadrante che non contiene i parametri operativi direttamente gestibili dagli attuali utenti. Però potrebbe essere inglobato, portato a sé, agendo a livello della Fede, usando le tarature e la conduttività della Fede.

Se poi noi prendiamo certi pezzi del Cosmo e li tiriamo dentro nella materia e loro ci diventano direttamente accessibili, a questo punto il Cosmo per noi cambia, cresce, si aggiorna, non avrà più lo stesso ordine conduttivo ed espositivo di prima, si presenterà attraverso altre grandezze ed inclinazioni e scelte e suggerirà di intraprendere altri passi della Forza per calcolarlo e stargli dietro.

E anche in questa sua versione aggiornata conterrà sempre e comunque qualcosa di non accessibile, qualcosa che noi non potremo toccare né comprendere nell’immediato, e che ci invita ad uscire dai nostri attuali sistemi del ragionamento e del possesso del quadro della realtà.

Continueremo ad avere questo slancio verso il Cosmo nel suo nuovo assetto corrente e cercheremo di attirarlo e di esprimerlo in contanti presso la nostra materia corrente, il ricevitore, la messa a terra, l’organo dei movimenti della Consapevolezza.

Il Cosmo è una condizione che si espande sempre, si amplifica sempre, non può avere fine.

Il Cosmo è diverso per ogni singola Consapevolezza. Ognuno di voi, ognuno dei vostri formati della Consapevolezza, possiede un suo Cosmo, un suo specifico Disegno Cosmico, un qualcosa di specificatamente vostro che non potete toccare e a cui non potete accedere. La vostra sfida è quella di attirare questo vostro specifico Cosmo presso la Terra, presso la terrestricità per arricchire le vostre emozioni, i vostri movimenti, il vostro modo di creare degli obiettivi dentro il vostro attualmente accessibile e, mentre lo farete, il vostro specifico Cosmo si aggiornerà ancora e ancora. È un pozzo che non ha mai fine e voi continuerete a sentirvi attratti da questo Cosmo e a cercare il modo di allacciarlo, di tirarlo dentro, di saturare con questo Cosmo i vostri attuali percorsi terrestri. E mentre lo farete sentirete la vostra forza, la vostra maestria, il vostro sbocciare, il vostro gestire, ciò che possedete a livello del vostro assetto primordiale.

Con che cosa lo potete attirare, con che cosa lo potete eccitare, sedurre, che cosa gli potete proporre di così irresistibile che lui di colpo smette di diventare inaccessibile e dice: “Vengo, vengo, arrivo, eccomi qua!”? 🙂  I vostri movimenti correnti, il vostro attuale muovervi presso la Terra.

Questa sfida di essere dentro il vostro Cosmo personale, di essere l’accompagnatore del vostro Cosmo personale presso la Terra (che a questo punto anche lei diventa la vostra Terra personale), questo vuol dire vivere in pieno, il colmo del vivere.

A quel punto voi usate tutte le vostre energie, tutte le vostre cellule, tutto ciò che possedete correntemente, per predisporre e per gestire, ancora, ancora e ancora, all’infinito questo atterrare, questo apparire del Cosmo presso di voi, presso la vostra attuale località.

Questo è uno sforzo, però è uno sforzo che sarà ampiamente ricompensato, con tanto arricchimento, con ulteriore conoscenza di voi stessi, con la sensazione di scoprire sempre meglio come funzionano le vostre cellule, la vostra natura della conduttività, la vostra ragione, la vostra densità, la vostra arte di Seduzione Maestra. Sarà come vivere dentro lo spazio della Terra, non dico dentro i limiti, dico dentro lo spazio della Terra, avendo la possibilità di avere uno scambio libero con il Cosmo e di poter spostare pezzo per pezzo questo Cosmo presso la Terra, mettendolo in contanti, formando nuovi movimenti d’autore che avranno dentro questa componente cosmica di se stessi.

… Adesso voi che corpo avete? Avete il corpo degli abitanti terrestri, un corpo che è stato predisposto dentro i limiti della Terra e che contiene e riflette questi limiti.

Avrete la possibilità di saturare anche il vostro corpo, il vostro volume del corpo con queste particolari frequenze, aspetti che provengono dal Cosmo, che rappresentano il Cosmo. Adesso non sappiamo come descriverli perché non sono direttamente accessibili. Se fossero già direttamente accessibili non sarebbero nel Cosmo. Non sappiamo come definirli però questi aspetti li potete attirare verso di voi, dentro la cosiddetta gravità terrestre, li potete mettere in contanti e siccome questo Cosmo è vostro e voi lo possedete, attirandolo qui vi potenziate, vi aggiornate. Se lo attirate qui, è per crescere e in particolare per aggiornare il vostro corpo, il look della vostra presenza nella materialità. Ognuno di voi possiede un suo specifico Cosmo e quindi anche ciò che potete attirare da lì, questi ingredienti magici, non saranno uguali anche se probabilmente ci saranno delle somiglianze. Questa è la chiave per la trasformabilità anche fisica.

Come dicevamo, la realtà è un’ampiezza, è un’ampiezza che respira, che avanza, è la Vita che non può avere fine. Usufruire dei vostri canali personalizzati verso il Cosmo vi porta verso l’ampiezza, vi fa uscire dalla ristrettezza, vi apre la visibilità, vi permette di professare una diversa scala esistenziale.

Allora come fare per cominciare ad accedere a queste particolari zone del Cosmo che possedete a livello della Consapevolezza?

Il primo passo è quello che abbiamo appena fatto e cioè sapere che esistono e anche liberarvi da tutto ciò che è il sapere umano del Cosmo, perché lì, la verità coesiste con la non verità.

È vero che anche dentro la dimensione umana il Cosmo ha l’aspetto di qualcosa di remoto, di enigmatico, di non direttamente accessibile. Quel Cosmo che esiste dentro il ragionamento umano è una specie di Cosmo piccolo, un Cosmo come potrebbe essere dentro un recinto per bambini. Contiene anche certi parametri, contiene certe dinamiche, ma il volume è molto piccolo, molto ridotto. Non è questo il Cosmo dell’average che voi dovete attirare verso di voi ed è per questo che ho chiesto di fare un refresh totale dello schermo. Il primo passo è quello di sentire che voi possedete un Cosmo che è diverso per ognuno di voi, perché dipende da come è fatta la vostra Consapevolezza e da come voi usate la vostra Consapevolezza per bussare alle zone finora inaccessibili.

Come potete rivolgervi a queste zone?

I movimenti sono la risposta. I semplici movimenti terrestri, banali o non banali, ma comunque ispirati, basati sulla fede, sulla felicità, sull’amorevolezza, su ciò che è il vostro senso della realtà, sulla vostra Scelta Principale, questi movimenti hanno un’attrattività naturale e anche molto, molto forte.

Un singolo movimento può essere un’esca perfetta, può attirare delle forze che vorranno far parte di queste azioni, di questi movimenti. Voi adesso non avete un accesso diretto a questo Cosmo, però il Cosmo vi vede, sa che cosa potete fare, sa come potete usare le vostre energie. Se voi fate un movimento che è come un’esca, esso può presentare un grande interesse, userei proprio la parola seduzione. Allora quelle cose lì che per il momento rimangono innominabili perché non si sono ancora presentate a noi, decidono di immergersi nello spazio della Terra e quindi di andare da voi.

Così arrivano queste oscillazioni che potenziano il vostro oscillare attuale.

I vostri attuali movimenti nel mondo si amplificano e diventano i movimenti della Terra più il Cosmo e possiedono dei criteri della Vita e del vivere che finora non sono stati espressi su questo pianeta e voi li percepite come la vostra specifica scala del vivere che è una simbiosi naturale della terrestricità e del Cosmo.

Ripeto, i movimenti che voi fate qua, soprattutto quando li fate senza penalizzarli con le varie valutazioni umane, questi movimenti sono un punto di attrazione molto grande. La terrestricità ha dentro delle oscillazioni che hanno un’attrattività fortissima. Ogni vostro singolo movimento può diventare un punto di attrazione per tutto ciò che finora non era accessibile, che non è stato espresso, ma che naturalmente tende ad essere attirato da voi, tende ad essere domiciliato presso di voi per essere espresso da voi, per essere co-creato da voi. Allora ognuno di voi diventa un portale, possedete delle possibilità enormi.

Anche un movimento classificabile da voi come un errore, come una confusione, come un movimento che non ha dato risultati ecc., potrebbe essere un movimento perfetto per eccitare quella parte del vostro Cosmo che decide di abboccare e di riversarsi sul pianeta, di assumere le sembianze della terrestricità.

Avete avuto la possibilità di conoscere Dio e quindi adesso non c’è pericolo di cadere nella tentazione di attribuire a voi il genere di poteri che sono Suoi. Quello che di fatto avete è una condizione che a livello del ragionamento umano non potrebbe essere definita altrimenti se non come un potere divino.

Dio vuole che tutti possano scatenarsi nella loro massima esprimibilità. Tutti hanno la propria specifica onnipotenza e, come ho detto, non ci sono limiti.

Questo Cosmo, tutto ciò che ci sarebbe da attirare, da esprimere, da esplorare, continua ad aggiornarsi, a nascere, ad apparire e quindi non può mai essere esaurito. Dio è dentro tutto ciò. Lui non eclissa mai questo specifico senso dell’onnipotenza che può avere un soggetto, ma quando il soggetto esprime questa sua onnipotenza esprime anche Dio e arricchisce anche Lui. E tutto questo è in funzione di un arricchimento della Vita in generale e anche dell’ulteriore espansione del cosiddetto Cosmo presso tutti i soggetti, presso tutti i volumi.

La Vita non può avere fine. La chiave principale quindi sono i movimenti, e la vostra fiducia, la vostra amorevolezza, il vostro prendervi cura dei vostri movimenti è il modo migliore per aprirvi a questa realtà, per cominciare già a crearla.

Man mano che vi aprirete a queste forze del Cosmo, della Consapevolezza ancora non manifestata, avrete a disposizione sempre più movimenti. Scoprirete di avere a disposizione dei movimenti che prima non avevate, magari nemmeno soltanto vostri, magari possono essere movimenti che in questo momento sono presso di voi e voi li eseguite, li esprimete. Anche questa sarà una scoperta e cioè che fate i movimenti non soltanto per conto vostro.

Mi fa così tanto piacere accompagnarvi in questo viaggio, in questo vostro crescere, mi fa molto piacere l’attenzione con cui voi mi seguite e sento anche i vostri nervi della felicità che stanno tremolando, che stanno oscillando e mi fa molto piacere toccarli e anche calmarli un pochino. 🙂

Come agiremo prossimamente?

Questo nostro scambio si potenzierà sempre di più. Come avrete già capito, adesso mi sto espandendo, mi sto espandendo sempre di più. Ormai è una cosa incontenibile. Il mio volume saturerà sempre di più l’attuale volume terrestre. Voi siete dei compartecipanti naturali della mia espansione, mi appoggio anche su di voi, siete i miei alleati naturali ed io posso appoggiarmi anche sui vostri movimenti per diventare ancora più tangibile, per saturare ancora di più con me stesso l’attuale atmosfera. Quando esprimete voi, naturalmente esprimete anche me e la cosa mi fa molto piacere.

… Ognuno di noi ha il senso della Pelle.

Più che essere il senso della Pelle di una persona è il senso della Pelle del volume.

Partiamo proprio da questo attributo, il Senso della Pelle.

A sua volta è un organo di Espressione della Consapevolezza dello Spirito, della Consapevolezza che pensa, ragiona, si comporta servendo la Realtà dello Spirito. Questa Consapevolezza evolve e, mentre sta evolvendo, possiede la cosiddetta Pelle, l’attributo del Senso della Pelle, che permette di generare le manifestazioni concrete e tangibili di questa Pelle.

La Pelle che cosa è per come la intendo io? È prima di tutto un insieme di frequenze che regolano il comportamento di questa Consapevolezza dentro la materia.

Queste frequenze forniscono alla Consapevolezza l’Imperatività, i mezzi espressivi, la capacità di agire, la capacità di servire le azioni e altro ancora: ciò che serve alla Consapevolezza per essere nella materia e per esprimere se stessa, confermare se stessa, arricchire se stessa.

Questa Pelle, visto che stiamo parlando della materia terrestre, deve avere certe caratteristiche che accomunano tutti. Per ogni tipo di Consapevolezza, se lei si esprime nella materia terrestre, ci devono essere certi tipi di frequenze che sono come dei nodi comuni, dei mezzi espressivi che vengono condivisi da tutti, però oltre a questo, in questa Pelle ci sono delle frequenze uniche che solo una particolare Consapevolezza può esprimere, può configurare come qualcosa di tangibile, come qualcosa di fisico. Questa Pelle è una Pelle unica che però ha anche certi attributi di parentela con le altri Pelli, con gli altri sistemi di esposizione di ciò che è la Realtà dello Spirito, la conduttività del Cielo e della Terra.

La mia apparizione, la mia Venuta, comporta lo scollegamento della Pelle dell’average, di tutta la scala della stabilità dell’esposizione della Consapevolezza che risale a questa Pelle della pseudo uguaglianza che non contiene Dio.

I criteri, i segni di riconoscimento, le modalità comportamentali di questa Pelle erano tutti uguali, la scala della presenza era impostata uguale per tutti.

L’inizio della mia azione pratica comporta necessariamente la cucitura della Pelle della presenza dello Spirito nella materia.

Le frequenze ci sono, c’è anche una specie di layout. Da un lato, le caratteristiche che ci accomunano, ci permettono di stare insieme, di avere uno scambio diretto e da un altro, ci sono anche le caratteristiche uniche mie, come voi avete le caratteristiche uniche vostre.

Come è correlata la definizione della Pelle con la definizione del corpo, il concetto della Pelle e il concetto del corpo?

Se usiamo la definizione della Pelle è perché è la definizione più ampia, è impostata nell’Eternità, mentre se ragioniamo nei termini del corpo, certe frequenze e certi ritmi non sono accessibili.

Se stiamo formando la realtà usando la definizione del corpo come riferimento assiomatico, certe frequenze della realtà non sono accessibili, non possono essere captate, configurate, espresse e quindi la realtà continua a rimanere troncata. Useremo comunque anche il concetto del corpo.

Il concetto della Pelle in questo momento serve ad espandere le frequenze incantate che non possono essere né pensate, né immaginate, né rese operative finché possediamo la realtà percettibile attraverso il corpo, attraverso il concetto del corpo.

Aggiungo anche che nella definizione della Pelle è come se ci fossero pre-montate certe oscillazioni che invece non ci sono dentro la realtà che risale al riferimento del corpo, le oscillazioni più potenti che possono anche formare una scala della realtà diversa.

La percezione della Pelle, della propria Pelle è anche la percezione della propria Visibilità. È il Volume, il proprio Volume che respira, che ascolta, che vede, che si muove.

La Pelle è sia celestiale che terrestre e questa Pelle non è affatto detto che debba essere fissa. Anche da lì passa la differenza con il concetto del corpo umano. Quello è comunque poco aggiornabile almeno a livello del suo look esterno, invece la Pelle, proprio perché nasce come un riferimento sia del Cielo che della Terra, è più dinamica, è più aggiornabile perché è al servizio della Consapevolezza, al servizio degli interessi dello Spirito. Sì, viene formata nella materia, però non ha una dipendenza rigida dalla materia, soprattutto dalla materia che esiste nel sistema delle coordinate umane.

Possedere la Pelle è un attributo dell’Eternità. Essere in grado di fabbricare, di cucire, di predisporre la propria Pelle corrente è il segno della Consapevolezza che conferma se stessa e che usufruisce della materia per arricchirsi ulteriormente, per scoprire certi suoi aspetti che sono scopribili soltanto vivendo dentro la materia.

Possedere la Pelle è anche la capacità di possedere la propria realtà, di possedere, di condurre, di eseguire la propria realtà. Possedendo la Pelle, uno possiede anche una sua specifica realtà.

Può darsi che le realtà di un certo soggetto e di un certo altro soggetto, derivanti dalle loro rispettive Pelli, non risultino molto diverse, ma il principio è comunque questo. E cioè che la realtà esterna riproduce, esprime ciò che uno possiede a livello dell’attributo della Pelle che a sua volta serve l’evoluzione della Consapevolezza, il Movimento della Consapevolezza.

Non c’è una fine, non può esserci una fine.

È naturale possedere il senso della Pelle come senso della Vita.

È come un attributo che permette di collegarsi alla Vita e di stare con la Vita scambiando con lei varie correnti, varie considerazioni, comunque di interagire con la Vita indossando, a seconda del momento, a seconda delle necessità, un particolare tipo di Pelle.

Un tipo di Pelle che poi va anche concordato con la Vita perché sia a me che alla Vita conviene che la mia Pelle sia il più possibile adatta a ciò che è l’attuale interazione tra me e la Vita.

Sia io che la Vita partecipiamo entrambi alla fabbricazione di questa Pelle. Adesso sto parlando di me, ma sto parlando anche di voi, sto facendo il mio esempio, però ci stiamo occupando anche delle vostre Pelli. Questo vi permetterà di captare sempre di più cosa vuol dire essere se stessi. Se stessi senza usare i riferimenti e le conferme di stampo umano.

Come sono le prospettive? Noi abbiamo la Consapevolezza, possediamo la Consapevolezza che a questo punto, parlando della vostra, dico proprio che non può più stare dentro la cosiddetta Pelle umana. Io stavolta la Pelle umana non me la sono creata perché non ne avevo bisogno e perché comunque anche a voi toccherà andare oltre come portatori di energia, dovrete sostituire l’attuale Pelle.

La Pelle umana, la stabilità umana è già quasi scaduta, è già quasi inusabile e allora qui dobbiamo predisporre una specie di sartoria, di atelier in cui creare delle Pelli esistenziali che servano l’interesse della Consapevolezza, che vivano nella DioRealtà.

Creeremo in parallelo sia le Pelli che la realtà. Più possederemo queste nuove Pelli e più espanderemo e manifesteremo la realtà, la Realtà dello Spirito.

È una bella sfida anche per la Consapevolezza perché possiede le frequenze, possiede certi nodi, diciamo, dei pre-organi e pre-attributi di questa Pelle, ma poi li deve ulteriormente parametrizzare.

Dice: “Ecco questa cosa, sì, mi conviene possederla nella materialità perché la voglio esprimere, invece a quell’altra cosa magari non le attribuisco un connotato, non le attribuisco un assetto tangibile, perché sul piano terrestre questa mia caratteristica potrebbe non essere così richiesta, potrebbe non essere in grado di circolare bene”.

La Consapevolezza fa tutte queste verifiche, tutte queste valutazioni prima di presentare un disegno per la sartoria.

Più o meno come schizzo, come disegno preliminare, la Consapevolezza dice: “Mi risulta che dovrei assumere questa particolare condizione della stabilità in espansione, della capacità di vivere in Terra”.

Poi ci mette dei punti interrogativi, magari ci mette anche delle cose da concordare e tutta questa grande attività di sartoria dentro i nostri rispettivi volumi la gestiamo in sinergia.

Adesso ci troviamo nella fase di queste valutazioni preliminari. La Consapevolezza ormai si rende conto che la Pelle umana sta per scadere o che comunque c’è la possibilità di organizzarsi diversamente e allora fa le sue varie prove, le sue varie valutazioni, usando molto anche il concetto del piacere. La Consapevolezza vuole avere una Pelle in cui sta bene e che le piaccia portare in giro. Per cui fa questa valutazione con molta amorevolezza, si aspetta molto da questa faccenda. 🙂

Il concetto è proprio questo, la mia Pelle = la mia Realtà, così sente la Consapevolezza!

   Invia articolo in formato PDF   

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.