Irinushka

Ribaltare la piramide

Un paio di settimane fa ho avuto un’esperienza molto interessante: ho fatto una sessione individuale con una persona che prende molto sul serio la questione degli extraterrestri (ET) e degli intraterrestri (IT, gli abitanti della Terra Cava); ho percepito questa occasione anche come una mia personale prova di maturità, pur essendo comunque sicura che la Nuova Terra avrebbe trovato l’approccio giusto per tessere nuove sfumature della comprensione e per agganciare tra loro le cose apparentemente contraddittorie, e infatti, così è stato…

Però per il momento il regime di un play condiviso è stato generato a livello di questa particolare persona e anzi, non è ancora nemmeno un play vero e proprio; casomai, un’accordatura metodologica iniziale, una sincronizzazione iniziale dei nostri rispettivi motori di ricerca.

A sua volta, questa persona è un riferimento per molte altre persone che stanno aspettando con ansia un imminente sbarco degli extraterrestri che verranno a salvare l’umanità dalle forze dell’oscurità, che riorganizzeranno le nostre strutture del potere, ridistibuiranno le nostre risorse e sistemeranno i nostri vari pasticci (tanto per cominciare, il disastro del Golfo del Messico) e, insomma, ci renderanno felici.

Per me gli aspetti trasformativi relativi al fattore degli ET e degli IT sono sempre stati decisamente marginali (semplicemente perché sapevo che c’era molto fumo e che non eravamo ancora in grado di accedere all’arrosto perché non eravamo ancora attrezzati; non avevamo ancora un sufficiente livello di integrità e consapevolezza).

Ora, però, l’idea di scoprire questo potenziale arrosto 🙂 mi attira molto, probabilmente, perché sento anche una certa sollecitazione da parte della Nuova Terra in tal senso.

E adesso voglio raccontarvi un certo episodio del mio passato.

Quando mi sono messa a studiare italiano al primo anno dell’Università di Mosca l’insegnante mi ha consigliato, come un metodo full immersion, di provare ad ascoltare le canzoni (frequentando il laboratorio didattico chiamato Linguaphone), e ce n’era una in particolare che mi faceva un effetto quasi allucinogeno.

Il testo originale diceva: “Ti rivedrò”, ma al mio orecchio, ancora molto poco pratico della lingua italiana, arrivava invece un sonoro così: “Beri vedrò”.

Beri vedrò”, che in russo vuol dire: “Prendi un secchio!” – ecco, ve lo scrivo anche in cirillico: «Бери ведро!». 🙂

E questo invito a prendere un secchio sembrava del tutto reale e convincente, molto più reale del suono originale, perché il mio modo di ascoltare e di sentire non era ancora sufficientemente aperto ed educato a percepire i suoni originali, l’acustica originale, l’organolettica e la grafia originale, la carezza e l’emozione musicale originale, il volo del pensiero originale, e quindi per me era molto più facile rimanere dentro il mio corrente spettro percettivo, costruendovi delle finte curvature, degli pseudo significati, delle pseudo verità, dei codici di lettura approssimativi e distorti che in qualche modo mi tornavano, invece di dimenticare del tutto il mio conosciuto e di andare oltre, verso il potenzialmente conoscibile.

Una specie di falso positivo, insomma.

E di falsi positivi noi nella nostra esistenza degli esseri umani sotto-manifestati (tra cui anche un bel numero di falsi positivi esoterici e spirituali arrivati attraverso le canalizzazioni) ne abbiamo collezionato non pochi, e allora forse sta arrivando il momento di scavare più a fondo, visto che ultimamente la qualità dei suoni dentro lo spazio fisico del mondo della Terra è stata potenziata parecchio, e nello stesso tempo alcune note o melodie scadute o non in grado di parlare la lingua del Tutto sono state ritirate dalla circolazione.

Dopotutto, forse dobbiamo davvero prendere un grande secchio con tanta acqua e fare un po’ di pulizie in casa nostra, smettendo di stare in ascolto cieco ed ubbidiente di tutto ciò che si muove in orbita al di sopra delle nostre teste, affermando di essere reale ed abusando volontariamente o involontariamente della nostra ignoranza e della nostra ingenuità per quel che riguarda la nostra attuale Terra-visione.

Dopo quella seduta individuale in cui per la prima volta l’argomento degli ET e degli IT è stato al centro della mia messa a fuoco, mi sono nate certe considerazioni che avevo espresso, scrivendo a quella persona.

“… Non è che tu per caso vorresti proporre ad alcune persone del tuo giro di conoscenze di riunirsi il magico giorno del Solstizio per sentire insieme come stanno le cose, usando la piattaforma e l’integrità della Nuova Terra, ed eccitando tutti insieme, appassionatamente, gli spazi del pensiero che solitamente vengono associati agli extraterrestri e agli intraterrestri? Quegli spazi che irradiano certe direzioni del movimento del pensiero, ma anche un certo sapere approssimativo (di cui abbiamo parlato durante la seduta individuale con te).

Cioè, ho in mente un incontro collettivo con la Nuova Terra, però fatto con delle modalità diverse e con il coinvolgimento delle frequenze diverse (rispetto al mio “solito” modo di lavorare); secondo il mio sentire, si potrebbe creare un ponte tra diversi spazi del pensiero che ci aiuterà tutti quanti a mettere in chiaro parecchie cose.

Credo che potrei sintonizzarmi (con degli adattatori e gli amplificatori predisposti dalla Nuova Terra) sulle onde e le frequenze da cui provengono queste notizie sugli atterraggi delle astronavi, su una prossima evacuazione e altro ancora e, magari, aiutare LORO ad attingere al NOSTRO sapere autentico terrestre (che, anche se è ancora in via di formazione, costituisce comunque già una realtà con cui fare i conti); insomma, si tratta di invertire la tendenza e di riconfigurare/rieccitare lo spazio complessivo del Pensiero della luce, non so se mi spiego…

Non si tratta di rinunciare al proprio credo, ma piuttosto di ridargli una nuova profondità e una nuova prospettiva, e, magari, nuovi simboli della fede.

È una grande sfida, ma sento che la posso e la devo proporre, nel senso che sono sicura di poter fare bene la mia parte del programma; il resto dipende dagli altri partecipanti, sia umani che non umani.

Tanto per essere chiari: non voglio che le persone arrivino a questo incontro motivate dall’aspettativa che in occasione del Solstizio possa scendere sul vostro prato una bella astronave (anche se non si può mai dire 🙂 ), ma vorrei che fossero spinte dalla necessità di acquisire nuovi punti di vista su questo mega-happening. E, come si dice in russo, di separare le polpette dalle mosche

… Ti faccio partecipe di questa mia sensazione: che questa idea (di proporre una lettura diversa di questi messaggi, oppure di farli vedere in un’altra luce, sulla piattaforma dell’integrità, sulla piattaforma della Nuova Terra) richiede comunque un certo pubblico; nel senso che per essere autorizzata a procedere e a sentire quello che ci sarà da sentire, dovrei avere accanto a me delle persone che poi si occuperanno di mettere in pratica ciò che avremo sentito insieme. Dal mio punto di vista, dovrebbero essere soprattutto le persone appassionate di questi riferimenti, ma che si sentono in difficoltà e a disagio perché quello che è stato loro promesso, continua a non succedere.

E che sono abbastanza aperte per rimettersi in gioco, senza essere aggrappate a nessun riferimento certo.

E poi, se dobbiamo andare a sollecitare e a far oscillare certi volumi vibrazionali al di fuori della Terra, dobbiamo predisporre una buona messa a terra, PER FARCI PRENDERE SUL SERIO come portatori della Vita autentica e come coloro che hanno l’obbligo e il privilegio di scoprire e di attivare la vera terristricità…”

Chi potrebbe essere allora il nostro vero interlocutore?

Ecco, secondo me, lo scopriremo solo durante la connessione, perché si tratterà di sollevare degli angoli dello spazio universale che finora non sono mai stati sollevati.

Tanto per cominciare, potremmo rivolgerci alle correnti del pensiero che parlano a nome degli ET e degli IT, salutandoli ed eccitandoli con questa formula magica in lingua inglese: “How do you do?

Un equivalente di “Ciao! Come stai? Come ti vanno le cose?” ecc., però, queste parole si potrebbero anche interpretare in un altro modo, giocando sulla traduzione letterale delle parole che compongono la frase:

«Нow do you do?» = “Come fai a farlo (quello che fai)?”

“Fammi capire come funziona il tuo regime di trasmissività, raccontami i segreti della tua cinetica interiore, il tuo modo di gestire le eccitazioni, di vibrare, di succedere…”

“Fammi vedere chi sei, come sei fatto in profondità, aiutami ad entrare in sinergia con te…”

E sono abbastanza sicura che a questo genere di proposta di guardare insieme in profondità nessuna forma della Vita può dire di no.

Un atteggiamento in cui noi ci autodichiariamo come rappresentanti della piattaforma dell’integrità (anche se ancora in via di formazione) e della Vita vera (anche se il nostro senso della Vita vera sta ancora sbocciando), come dei portatori del credo dell’Amore, della Felicità e del senso del Sé, come coloro a cui è dato sapere tutto di tutti, scoprendo naturalmente questo sapere dentro noi stessi, e diffondendolo gradualmente anche verso il piano astrale, per assisterlo nella sua specifica rivoluzione esistenziale, invece di accontentarci di una verità di seconda categoria di freschezza e di un gioco che in russo si chiama “telefono guasto”.

E allora, se usiamo questa magistrale portata esistenziale e questo invito a scoprire le carte sul serio, è probabile che le cose cominceranno a cambiare sia nella forma che nel contenuto, che le attuali versioni di com’è la Vita al di fuori dalla Terra di colpo diventeranno obsolete e non più conduttive, che verranno rinnovati non soltanto i nostri significati e i simboli della fede terrestri, ma anche i significati e i simboli della fede di diversi spazi vibrazionali aderenti al nostro.

Insomma, si aprono delle prospettive davvero sconvolgenti e allo stesso tempo del tutto naturali: se vogliamo vivere in una Casa multidimensionale, dobbiamo crearci un po’ di ordine e liberarla da alcuni materiali edili che non sono sufficientemente integri e conduttivi, da alcune eccitazioni che non fanno al caso nostro, da alcune illusioni che coesistono con la realtà.

E prima cominceremo con questa pulizia generale, e meglio sarà…

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